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Segnalo l'ultimo articolo di Paolo Guzzanti sulla Mitrhokin. Solito capolavoro .
Segnalo altresì l'uscita del libro, menzionato nell'articolo. EURSS Unione Europea delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Il titolo è tutto un programma.
Dopo aver divorato "La fattoria degli animali", ho deciso di intraprendere la lettura del libro più famoso di G.Orwell : 1984. La lettura purtroppo procede a rilento perchè ho reperito soltanto una edizione in lingua originale, e la mia velocità di lettura e comprensione di un testo in inglese è notevolmente ridotta. Quel che ho letto però, mi ha affascinato tantissimo, ed ha confermato le mie personali opinioni di ammirazione per questo scrittore. Parallelamente però non ho potuto fare a meno di trovare delle pesanti analogie con le reali strategie mediatiche utilizzate da taluni partiti politici dal dopoguerra ad oggi (leggasi senza pudore PCI). Il libro di Orwell, è stato scritto nel 1948 e pubblicato nel 1949, e questo, come del resto "Socialismo" di Ludwig Von Mises, è un libro che anticipa in qualche modo lo sviluppo della realtà.
Se infatti Mises, nel 1927 ha previsto con una estrema facilità, la depressione del 1929 e soprattutto la seconda guerra mondiale come inevitabile conseguenza delle dittature socialiste e nazional-socialiste, Orwell, parallelamente allo sviluppo delle ideologie staliniste (ricordiamo che la destalinizzazione non era ancora cominciata, e si credeva che la Russia fosse il paese di bengodi), ha descritto, con notevole perizia, la distorsione della realtà che stava avvenendo in Russia, e che è avvenuta, seppur in maniera inferiore in Italia. Il libro è incentrato sulla dittatura del "Grande Fratello", in un posto chiamato Oceania, che probabilmente è il Regno Unito, visto che la capitale è Londra. La dittatura in questione basava la sua forza sul controllo reciproco delle persone, mediante il meccanismo utilizzato grandemente nella Russia Stalinista e nella Cina Maoista, delle delazioni, dei processi pubblici e dei reati di opinione. A questo veniva affiancata una spudorata mistificazione del passato. Vi era un intero Ministero che aveva il controllo su tutte le pubblicazioni, che non soltanto venivano censurate se scomode al regime, ma addirittura modificate per far si che il passato fosse ogni giorno come voleva il regime. Inoltre, sparizioni di persone scomode, cancellazione della loro esistenza distruggendo tutti i documenti che comprovavano la loro esistenza e altre amenità simili.
Ora, se per taluni di questi metodi, è abbastanza semplice trovare un corrispondente in tutte le dittature (vedi processi pubblici, delazioni, desaparecidos...), la cosa per me più inquietante, perchè ad una prima occhiata inconcepibile, è la falsificazione del passato. Dopodiché vengono in mente le vicende italiane del dopoguerra. Viene in mente la Resistenza. Viene in mente la guerra civile dopo il 1945, clamorosamente scomparsa dai libri di storia, e solo ultimamente riesumata da alcuni giornalisti, sempre e comunque condannati dall' establishment. (Leggi Giampaolo Pansa et similia). Vengono in mente le Foibe, la strage di Porzus, in cui una brigata di partigiani comunisti massacra una brigata di connazionali partigiani cattolici, anche essa sparita dalla storia, e viene in mente una storia studiata a scuola, che non corrisponde affatto alla verità.
Mi viene in mente mio nonno, che ha sempre rifiutato di essere chiamato partigiano, pur avendo fatto parte della "Brigata Maiella" unica brigata decorata con la Medaglia D'oro al valor Militare . Ha sempre detto: "io ero un patriota e MAI un partigiano". E non mi ha mai spiegato il perché. Ma, come seppi dopo da mia madre, aveva visto troppe fucilazioni sommarie di civili che avevano come unico torto l'aver avuto la tessera del partito fascista.
Queste vicende nostrane, unite alla cortina di ferro, dietro la quale non si è mai saputo cosa succedesse, le dicerie sul fatto che i cinesi abbiano mangiato bambini, le altre amenità spacciate per verità dai regimi comunisti e dal PCI Italiano, il più forte partito comunista occidentale, mostrano chiaramente che la falsificazione della verità si è fatta e per alcuni versi è ancora in atto, come dimostrerò tra poco. Prima però voglio spiegare come si ottiene una falsificazione della verità che rimanga tale nei secoli. Prima di tutto si statalizza l'istruzione, in modo da uniformare i testi e dunque le versioni della storia. Per fare questo, ci si appella al diritto allo studio per tutti, a quanto è bello che anche un poveraccio possa studiare, a che bello che è un mondo in cui tutti sono acculturati. Queste demagogie, fanno presa sulla coscienza popolare, e raramente vengono osteggiate dai politici di qualunque schieramento.
Dopodiché, tramite letterati amici, si scrivono i libri di storia voluti, e si immettono sul mercato, cercando politicamente di monopolizzare gli ambienti universitari, e appropriandosi della "cultura". Questa fase in Italia è stata fatta nell'immediato dopoguerra, quando tutte le fonti non allineate, o sono state eliminate, oppure sono state ridotte al silenzio mediante ostruzionismo lavorativo. Ad esempio, come racconta Pansa, era impossibile laurearsi, se la tua tesi di laurea andava a toccare aree di verità "aggiustate", che venivano smascherate. Una volta assunto il controllo delle università, si aspetta. Le nuove generazioni, non avendo alcun ricordo, prendono per buone le panzane raccontate sui libri, e per loro tutto ciò diventa REALTA', verità assoluta, ed essi stessi diventano i principali protettori della "Grande Bugia". Anche questo sta accadendo in Italia, dove i più esagitati e radicali idolatri della Resistenza e dell' antiFascismo, sono giovani che non solo non hanno neppure una vaga idea di cosa in realtà erano quegli anni, ma con una naturalezza quasi naif, votano compatti per i partiti totalitari che hanno loro propinato la minestra della storia.
Prima ho detto, strategie meidatiche che per certi versi sono ancora in atto. Infatti in Italia, il progresso di questa strategia è evidente. Per dimostrare tutto ciò, introduco il personaggio di GoldStein. Costui, è il capro espiatorio del libro di Orwell. Un dissidente fuggito, che forse addirittura non è mai esistito (non ho finito il libro), ma sul quale vengono riversate le inefficienze del regime del BB (Big Brother). Il personaggio di GoldStein, seppur con diverso nome è presente anche nella "Fattoria degli Animali", ed è lampante che tale personaggio sia necessario come valvola di sfogo per le insoddisfazioni che i regimi generano. Nell'Italia che conosco io, tale valvola di sfogo è stata rappresentata, in tempi differenti, da Craxi, Andreotti, Berlusconi. Il PCI, ha sempre additato costoro come il male assoluto, per distogliere lo sguardo sulle loro nefandezze, e continuare indisturbati il processo di appropriazione storica. Questo è un elemento. Veniamo al resto. Noto che ultimamente in Italia, la verità non esiste più. Segno evidente della manipolazione della storia presente che è ancora in atto. Attualmente, e qui mi scaglio violentemente contro i giornalisti della televisione e gli pseudo opinionisti vari, è possibile dire che "La finanziaria aumenta il carico fiscale" e contemporaneamente "La finanziaria diminuisce il carico fiscale", in relazione allo stesso ceto sociale. E' possibile dire "Abbiamo trovato un enorme deficit di bilancio ereditato dal governo precedente", e contemporaneamente "Abbiamo lasciato un incremento di cassa al termine del mandato", è possibile dire "Eliminiamo l'embargo di armi alla Cina" e contemporaneamente "Chi pensa che io abbia detto di eliminare l'embargo di armi alla Cina è un irresponsabile". E' possibile dire "Nella finanziaria ci sono fondi per il pubblico impiego e per la ricerca" e osservare che i primi a protestare per la finanziaria sono i dipendenti pubblici e i ricercatori. E' perfino possibile definire "osceni i coretti contro i caduti a Nassirya", permettendo ad esponenti del governo di appoggiarli tranquillamente.
E potrei continuare per ore. La verità è che complice un giornalismo che può essere giudicato o connivente, o incapace, sicuramente irresponsabile, in Italia un politico può deliberatamente affermare che 2+2 = 5 senza che se ne paghi alcuna conseguenza. In effetti, altro centro nevralgico del potere del BB, nel libro di Orwell è la propaganda televisiva, incessante e mistificatrice della realtà. Purtroppo le coincidenze tra il libro e la realtà attuale sono troppe per pensare che siano effettivamente mere coincidenze....
Il futuro, se mai avremo un futuro come italiani, si preannuncia ancor più grigio dell'attuale presente. Un'ultima cosa. Il termine usato per definire la politica della dittatura del BB, in 1984, è "IngSoc", termine che significa "English Socialism". Il riferimento, ovviamente non è casuale.
Ho appena finito di leggere l'omonimo libercolo di Orwell. L'ho trovato fantastico. Da leggere alle elementari. La postfazione di Orwell sulla libertà di stampa poi, è uno spaccato della situazione attuale (perdurante da 100 anni ormai). Si deduce facilmente che il 12% almeno della popolazione italiana non l'ha letto (i comunisti). Adesso leggerò pure 1984 perchè Orwell mi è veramente piaciuto. Un'aggiunta. Mi unisco all'applauso a Briatore nel testa a testa con l' Annunziata (che non è la Madonna, ma solo una che te le fa tirar giù)., fatto da Hermes qui