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Ho sempre voluto evitare di parlare di Islamismo. Perché credo che la religione sia un'esigenza interna che ognuno deve soddisfare secondo le proprie credenze. Che fosse un fatto strettamente personale insomma, e che inoltre non si accordasse con il tema del mio blog.
Ma dopo aver assistito alla lotta di Lea contro l'islamizzazione dell'Europa, dopo aver letto ed ascoltato alcuni fatti gravissimi capitati in Europa, dopo aver cominciato a leggere Eurabia, di Bat Ye'or e dopo aver cominciato a frequentare questo blog di propaganda islamica, mi sono dovuto ricredere.
La libertà di culto è uno dei cardini della nostra cartastraccia costituzionale. Libertà di culto significa che nessuno può essere discriminato per la propria religione. Neanche gli islamici. Ma neanche i Cristiani, gli Ebrei, gli Ortodossi, gli Indù, i Qualesi e quelli che aderiranno alla mia religione ove pagare le tasse è peccato capitale.
Eppoi però vai a vedere che in Italia, ma ancor di più in Europa, accadono ogni giorno fatti di gravità inaudita.
L'ultimo, che ha dell'incredibile è il divieto alla commemorazione delle vittime dell'11 settembre da parte del sindaco di Bruxelles (che un aereo vuoto colpisca il suo ufficio quando è al lavoro).
Ma ce ne sono di molte altre, a partire dal maestro inglese licenziato per aver detto che la maggior parte dei kamikaze è musulmana, alla iper nota vicenda delle vignette satiriche, fino ad arrivare alla definizione di fantasiose ma pericolosissime definizioni di “reati” quali Islamofobia o Xenofobia. Che tra l'altro qualcuno dovrebbe spiegarmi perché una fobia dovrebbe essere un reato......
Ora che queste decisioni siano un affronto a tutte le altre religioni presenti in Europa e nel mondo è abbastanza lampante. Non si ha memoria di persone licenziate per aver parlato male dei cristiani, o per aver disegnato vignette con la figura del Cristo.
I motivi per cui l'Unione Europea delle Repubbliche Socialiste Sovietiche si comporta in tal modo sono diversi:
La mai sopita volontà da parte delle sinistre Europee di trasformarci tutti in un grande stato Socialista, che fa sì che le leggi liberticide islamiche fungano da pretesto per privarci delle nostre libertà
La mai sopita volontà, da parte delle stesse forze di formare un terzo polo per contrastare USA e URSS, in unione con gli stati arabi
La smodata voglia di petrolio europea, che ci fa costantemente calare le braghe di fronte alle minacce economiche islamiche.
Detto questo però, vorrei discutere del perché la religione Islamica, almeno come è interpretata attualmente dai detentori della Verità islamica (gli Ayatollah ), sia in contrasto con la libertà e non possa essere affatto paragonata a religioni quali l'Ebraismo o il Cattolicesimo moderni.
Sul Corano pare esserci scritto che il mondo si divide in tre parti:
Il dar -al -islam, dove vige la sharia
Il dar -al -sulh dove ci sono i miscredenti che pagano tributi agli islamici e sono considerati a loro inferiori.
Il dar -al-harb il resto del mondo dove gli islamici devono combattere sempre e continuativamente per trasformare questo in uno dei due precedenti punti.
Chiaro che con queste premesse sia un po' difficile dialogare. Ed è altrettanto chiaro che nell'Islam il concetto di libertà di culto sia leggermente travisato.
Sulla base di questa argomentazione infatti, gli islamici trovano naturale, giusto e addirittura doveroso perseguitare coloro che non aderiscono ai principi islamici. Ovvero tutte le altre religioni e , ovviamente, anche gli agnostici. Per questo motivo dalle loro parti è proibito essere omosessuali, bere alcolici, fornicare al di fuori del matrimonio, per le donne è proibito girare senza enormi teli che le coprano completamente, andare in bicicletta e perfino guidare. E' inoltre usanza simpatica punire l'adulterio femminile con la lapidazione etc etc. Per non parlare delle offese alla religione che provocano direttamente la condanna a morte.
L'islamismo è colpevole di coniugare religione e stato. E non lo fa per una aberrazione, ma perché così è scritto nel corano. Coniugare religione e stato produce due aberranti conseguenze. La prima e più importante è quella di giustificare qualunque restrizione da parte dello stato Teocratico. Tanto lui è illuminato dalla potenza di Dio. La seconda è che ovviamente, cancella la libertà di culto e il diritto di professare diversi credi.
Se le condanne inflitte ai peccatori islamici si manifestassero solo al di fuori della vita terrena (come adesso accade per il Cattolicesimo), sarei il primo a difendere la religione islamica dalle eventuali ondate persecutorie. Ma dal momento che l'islamismo si arroga il diritto alla conversione violenta e forzata, oppure in alternativa ad una condizione di sottomissione terrena del miscredente all'islamico, questa religione non può essere accettata. Essa non è diversa dal totalitarismo nazi-comunista ed è un pericolo per ogni uomo o donna sulla faccia della terra. Le religioni, quelle accettabili devono imporre precetti per tutti coloro che credono in essa. Non per coloro che non la professano. Un cattolico ha il sacrosanto diritto di non mangiare carne il venerdì. Un arabo il sacrosanto diritto di non bere alcolici o di non mangiare maiale. Ma nessuno dei due può obbligare un induista a rispettare questi precetti. Né può impedire ad uno della propria religione di cambiare opinione, diventare buddista e mettersi a mangiare maiale il venerdì. In entrambi i casi, la violazione dei diritti umani è palese. Ed è anche palese la violazione della libertà di culto che dovrebbe essere garantita dalla cartastraccia costituzionale italiana e dalla futura cartastraccia costituzionale europea.
In ultimo, linko un articolo di FATTI D'EUROPA che riassume il contenuto del libro Eurabia citato poc'anzi. Quello che scrive è piuttosto sconvolgente, ma REALE. L'Europa, intesa come la popolazione che dovrebbe essere sovrana dell'Europa geografica corre un rischio enorme, stritolata dalle forze malvagie socialiste e islamiche.