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mercoledì, 16 luglio 2008
Perché aumenta il costo del petrolio?

Perché aumenta il costo del petrolio? La domanda sta girando il mondo ormai da diverso tempo. Le spiegazioni date sono molteplici, la maggior parte delle quali però non centra il bersaglio. In particolar modo, circola con sempre maggiore insistenza una frottola spacciata a gogò dai politicanti allo scopo unico di occultare i veri motivi degli aumenti e contemporaneamente trovare il capro espiatorio ove rivolgere le ire della gente. Capro Espiatorio che inoltre verrà tassato dai luminari, dai geni, dalle eccelse menti (Aiutatemi non so più come definirli) che governano la terra.
La frottola, da cui deriva la famigerata Tremens Tax, è ovviamente quella della speculazione. Ci sarebbero, secondo i Maestri, dei perversi operatori, non meglio identificati, che comprerebbero petrolio allo scopo di farne alzare il prezzo per poi rivenderlo a prezzi maggiorati. 
Secondo altri, non al livello dei Maestri Saggi ovviamente, l'aumento del prezzo del petrolio sarebbe da imputare alla crisi del dollaro americano.
La realtà è che hanno un pò più di ragione i secondi, e quasi nessuna i primi. Specie se per speculazione intendono quello che intendono.
Ma andiamo con ordine.
Gli Stati Uniti, per motivi che non vi sto a spiegare, perché non li conosco con certezza e perché non sono importanti per capire, stanno da ormai parecchio tempo, svalutando il dollaro. Questo è un dato di fatto.

Un altro dato di fatto, è che gli stessi sono indebitati in maniera cospicua con diverse potenze mondiali. Potenze mondiali che sono STATI, si noti bene, non privati.
Ora, causa indebitamento Americano, queste potenze si ritrovano in cassa tanti tanti dollari. 
Mettetevi nei loro panni.

Cosa fareste se vedeste che la moneta di cui siete abbondantemente forniti sta perdendo potere di acquisto di giorno in giorno?

(Nota. Fatevi questa domanda anche perché potrebbe succedere personalmente a tutti noi tra poco)

Risposta. Ci comprerei qualcosa per non rimanere con enormi quantità di carta igienica verde filigranata.


E che cosa comprarci? A meno di non voler investire in Euro, mi sembra ovvio comprare materie prime.

Infatti, guarda caso, tutte le materie prime in generale stanno aumentando di prezzo. Ma in particolare, aumenta di prezzo una materia prima scambiata in Dollari. Il petrolio.

Potete voi biasimare suddette Potenze, perché non vogliono prenderselo nel culo dalla FED e si tutelano?
Io non ci riesco.

Comunque, la maggiore richiesta di materie prime, deriva sì dalla economie "Emergenti". Ma non per i reali consumi dei privati, quanto a titolo assicurativo contro la cartastraccia.
All'aumentare della richiesta, si noti bene, aumenta il costo del petrolio, al netto della svalutazione del dollaro.

Questo risponde all'ingenua domanda di chi dice: "Ma il dollaro si svaluta. L'Euro no. Perché paghiamo di più???"
Domanda alla base delle teorie speculative di tremontiano delirio.
Infatti il prezzo del petrolio per noi rimarrebbe stabile se alla svalutazione non si accompagnasse la maggiore domanda. In quel caso, il petrolio salirebbe come prezzo di pari passo con la svalutazione e non in misura maggiore. Viceversa, l'ansia giustificata nel disfarsi dei dollari e tutelarsi dalle politiche sconsiderate di fiat money,  fa crescere la domanda di BENI REALI a discapito della domanda di BENI FINTI ED IMMAGINARI che sono le carte straccie governative.
Questo signori miei, è il fiat money. E' la semplice, banale conseguenza di chi pensa che la moneta debba avere un valore convenzionale, e che qualcuno (ma attenzione, non tutti), abbia diritto di stamparsela quando ne ha bisogno. E' il risultato dei teorici dei miei stivali che dicono che il gold standard non va bene, perché non c'è sufficiente oro per movimentare tutti i mercati. Ignorando persino l'esistenza dei sottomultipli.
Adesso, popolo italiano, e più in generale, popolo di tutto il mondo, potete cercare di capire questo, oppure potete continuare come ebeti a dare retta ai mille e mille Tremonti che aprono la bocca e gli danno fiato, crogiolati dall'ignoranza e/o dalla malafede.
Già malafede. Perché non c'è certo bisogno che vi spieghi quali siano i vantaggi dei governi a potersi stampare moneta ad libitum e pagarci le persone vero???

  E visto che ci state, leggete anche questo interessante link in inglese. Dimostra che qualcuno negli States, ha capito.

Postato da: LibertyFighter a 21:23 | link | commenti (39)
politica, economia, prezzi, cinesi, tasse, petrolio, inflazione, oro , ron paul, fiat money

Dimettete TREMONTI

Sinceramente, NON NE POSSO PIU'.
Io credo, che una forza politica che si definisce Popolo della Libertà, che si autodefinisce liberale (autodefinisce perché ormai non ci crede più nessuno), non possa assolutamente avere come ministro dell'Economia, una persona come TREMONTI.
Non è possibile che colui che voleva (...eva ...eva) fondare le Università Liberali abbia come ministro dell'economia uno che:
  1. Istituisce la Robin Tax.
  2. Afferma che sia possibile e finache giusto tassare una impresa senza far ricadere l'onere su persone fisiche.
  3. Afferma che la suddetta tassa (1) sia bellissima
  4. Non conosce il significato economico della parola  speculazione
  5. Scrive un cesso di libro nel quale confonde cause, effetti e cose che non c'entrano una fava, e trae conclusioni sbagliatissime, ma tanto pop.
  6. S'incazza con chi dice che per far ripartire l'economia non è utile la Robin Tax, ma servono liberalizzazioni e deregolamentazioni. Leggi Draghi.
  7. Non spende una parola che sia una sul fiat Money. Probabilmente crede sia solo un nuovo modello della casa torinese.
  8. Vuole mettere dazi alle importazioni cinesi.
  9. Afferma: "Il fallimento e il conseguente salvataggio del governo americano nei confronti delle due agenzie semigovernative Fannie Mae e Freddie Mac ''e' la prova che il mercato da solo tante volte non sa badare a se stesso''.    Qui per palesare l'immonda stupidità dell'affermazione, oppure la malafede, scelga il lettore, si sottolineano semplicemente i termini: agenzie semigovernative e il successivo mercato da solo. Come faccia una agenzia semigovernativa ad essere interprete di un mercato libero, lo sa solo il giurista in questione.
  10.  non cita il famoso discorso di Ron Paul, veramente liberale, è sempre in disaccordo con l'IBL e sempre più daccordo con i no-global e i comunisti.
Per dirla alla Di Pietro. Che c'azzecca Tremonti con il liberalismo? Che cazzo ci sta a fare in un governo sedicente liberale? Quanto dovremo ancora sopportare questa supposta marxista neanche tanto travestita da liberale?
DIMETTETE QUESTO QUI. BASTA. BASTA. BASTA.
Sono profondamente disgustato. Perché qui non si sta parlando del Ministero delle pari opportunità, oppure del ministero dei gelati di inverno. Qua si parla del posto più importante dell'esecutivo. In un paese la cui unica speranza (sempre più lontana) di evitare la guerra civile per miseria e fame, è una forte liberalizzazione, detassazione e deregolamentazione dell'economia, in tutti i campi, l'ingresso di Tremonti è come una condanna a morte per lo stato italiano.
Con l'aggravante che la demagogia proprinata dall' Immondo Giurista, continua a traviare gli italiani, (che notoriamente non capiscono un cazzo di mercato, in quanto lo Stato italiano si è sempre ben guardato dall'insegnarglielo, che osannano le uscite del ministro.
Abbiamo un ministro che candidamente dice :
"Per legge tutti gli italiani devono essere evirati..."
E il popolo, non capente, applaude.
Ora io questo lo osservavo nel governo Frodi. Mi aspettavo un comportamento diverso, mi aspettavo un credo diverso da un governo che si dice "liberale".
Un governo liberale dovrebbe sapere che la PRIMA LIBERTA', la più importante, per poter conseguire le altre, è la libertà economica. Il libero mercato.
Ma se Berlusconi, se Tremonti, se l'esecutivo NON CREDE NEL MERCATO,  farebbe una buona figura a dirlo.
NON SIAMO LIBERALI.
Siamo la Destra Sociale.
Siamo l'ennesimo partito Socialista Statalista con la propria visione inesistente del mondo da creare, e vogliamo fare ingegneria sociale su di voi con le nostre idee. Esattamente come i precedenti.
Ditelo porca vacca! Tanto di liberali in Italia ce ne sono 15. A che vi servono i nostri voti? Perché ci dovete prendere per il culo? Vincevate anche senza. Noi almeno ne saremmo stati coscienti, e non avremmo riposto alcuna ingenua fiducia in voi. Non avremmo perso tempo a chiederci dove cavolo finiva Alitalia, perché avremmo capito che l'obbiettivo era continuare a tenere il carrozzone pubblico. Non avremmo chiesto perché della Tremens Tax, perché tanto l'obbiettivo era evidente. Spremere ancor di più i cittadini per continuare con la politica statocentrica.
Tante domande non ce le saremmo neanche poste. Avremmo esultato perché l'ICI ce l'avete tolta, ma saremmo già stati pronti ad aspettarci la solita partita di giro a somma negativa. Che tanto bene riesce a fare la sinistra.
Ma porca eva.
Ma veramente la "tessera annonaria"?
Ma davvero davvero gli sconti sulla benzina alle "categorie più colpite?" E i pendolari che usano la macchina tutti i giorni per andare a lavoro? La finite a discriminare a cappella?

MA ANDATE A FARE IN CULO!
DIMETTETE TREMONTI E FATELO TACERE.

Postato da: LibertyFighter a 15:58 | link | commenti (28)
economia, berlusconi, libertà, socialismo

martedì, 08 luglio 2008
Qualcosa di grosso sta accadendo

Rilancio un pezzo di Ron Paul arrivato alle mie orecchie grazie al sempre ottimo Paxtibi. Il pezzo è stato tradotto da Luogocomune a questo indirizzo. Spero che una gran parte di italiani possa leggerlo e capire un pò meglio le dinamiche economiche che stanno portando l'Occidente e prima di esso l'Italia alla catastrofe. Ron Paul, ha la schiettezza e la capacità di analisi dei migliori economisti libertari. Se avesse anche il potere di un leader, per il mondo sarebbe sicuramente meglio. Nel pezzo Ron Paul parla dell'America, ma l'analisi ha la stessa identica valenza, se non con meno speranza per il futuro, per ogni stato moderno occidentale. Una chicca.

di Ron Paul

È da 35 anni che vado esprimendo le mie gravi preoccupazioni per il futuro dell’America. La strada che abbiamo intrapreso nel secolo scorso ha messo a rischio le nostre libertà, la nostra sicurezza e la nostra prosperità. Nonostante queste preoccupazioni di lunga data, vi sono giorni - che diventano sempre più frequenti - in cui mi sento convinto che siamo giunti ad un momento nel quale accadranno dei fatti di grande importanza.

L’arrivo imminente di questi fatti non passerà inosservato. Essi toccheranno le vite di tutti noi. Non saranno limitati ad alcune zone del paese, ma l’intero mondo economico e il sistema politico saranno coinvolti nel caos che sta per scatenarsi.

Per quanto il mondo abbia già sofferto a lungo per l’insensatezza di guerre che potevano essere evitate, la mia paura maggiore è che la rotta in cui ci troviamo porterà ancora maggiori conflitti e sofferenze economiche per tutti gli innocenti del mondo, a meno che cambiamo drasticamente la nostra direzione.

L’America, con la sua tradizione di libero mercato e di diritto alla proprietà ha aperto la strada verso grande ricchezza e progresso, sia nel mondo che a casa nostra. Da quando abbiamo perso la fiducia nei principi di libertà, autosufficienza, duro lavoro e frugalità, ...

... e ci siamo invece messi a costruire imperi finanziati con il debito e l’inflazione, tutto questo è cambiato. Questo è certamente un evento storico spaventoso.

Il problema che abbiamo di fronte non è nuovo nella storia. L’autoritarismo esiste da lungo tempo. Per secoli inflazione e debito sono stati usati dai tiranni per mantenere il potere, promuovere le aggressioni, e offrire “panem et circenses” alla popolazione. L’idea che si possa avere la botte piena e la moglie ubriaca [“guns and butter” = letteralmente, “fucili e burro”], senza pagarne le conseguenze in maniera significativa, esisteva già prima degli anni ‘60, quando divenne uno slogan popolare. In quei tempi ci fu detto che la guerra del Vietnam e una forte espansione dei sussidi statali non sarebbero stati un problema. Gli anni ’70 hanno dimostrato il contrario.

Oggi le cose sono diverse, sia dai tempi antichi che dagli anni ‘70. Non ha torto chi sostiene che viviamo in una economia globale. Il mondo è più popolato, ed è più integrato grazie alla moderna tecnologia, alle comunicazioni, ai viaggi. Se la moderna tecnologia fosse stata usata per promuovere le idee di libertà, di libero mercato, di moneta solida e di scambi commerciali, avrebbe introdotto una nuova età dell’oro, e una globalizzazione che potremmo accettare.

Invece la ricchezza e la libertà di cui disponiamo si stanno restringendo, e poggiano su una fragile infrastruttura ideologica. Un po’ come le dighe e i ponti del nostro paese, che il nostro sistema di guerre e sussidi statali ci ha portato ad ignorare.

Temo che le mie preoccupazioni fossero legittime, e che le cose possano essere ancora peggio di quanto pensassi all’inizio: ormai sono giunte alla soglia di casa nostra. C’è poco tempo per fare una correzione di rotta, prima che questo grandioso esperimento di libertà venga messo in profonda ibernazione.

Vi sono buoni motivi per credere che la crisi in arrivo sarà diversa, e molto più grande di quanto il mondo abbia mai vissuto prima. Invece di usare il globalismo in maniera positiva, è stato usato per globalizzare tutti gli errori dei politici, dei burocrati e dei grandi banchieri.

Essere l’unica superpotenza senza avversari non è mai stato vissuto da noi con senso di umiltà e rispetto. La nostra arroganza e aggressività sono state usate per promuovere un impero mondiale sostenuto dal più poderoso esercito della storia. Questo interventismo globale crea dei problemi a tutti i cittadini del mondo, e impedisce di contribuire al benessere della popolazione mondiale. Pensate soltanto a come sono state calpestate le nostre libertà personali negli ultimi dieci anni.

La crisi finanziaria, ancora allo stadio iniziale, è evidente per tutti: prezzo della benzina oltre i 4 dollari al gallone, costi di educazione ed assistenza medica alle stelle, crollo della bolla edilizia, crollo della bolla NASDAQ. Borse che crollano, disoccupazione che cresce, sotto-occupazione massiccia, eccessivo debito governativo, e incontrollabile debito personale. Ci sono pochi dubbi che arriveremo a una stagflazione. La domanda che presto verrà fatta è questa: quando la stagflazione diventerà depressione inflazionaria?

Vi sono vari motivi per cui l’economia mondiale è stata globalizzata, e i problemi che ci troviamo di fronte sono mondiali. Non possiamo comprendere ciò che abbiamo di fronte senza capire la “fiat money” [soldi creati dal nulla] e la bolla a lungo termine del dollaro.

Vi sono state diverse fasi. Dalla formazione del sistema di Riserva Federale, fra il 1913 e il 1933, la Banca Centrale si è imposta come controllore ufficiale del dollaro. Dal 1933 in poi, gli americani non potevano più possedere oro, togliendo così l’impedimento per la Federal Reserve di inflazionare a favore della guerra e del sussidio pubblico.

Nel ’45 altri impedimenti sono stati tolti, con la creazione del sistema monetario di Bretton Woods, che ha fatto del dollaro la moneta di riserva nel mondo. Questo sistema è durato fino al 1971. Fra il ‘45 e il ‘71 i federali avevano ancora qualche limitazione. Gli stranieri, ma non gli americani, potevano convertire dollari in oro a 35 dollari all’oncia. A causa dei troppi dollari che venivano stampati, questo sistema ha avuto fine nel 1971.

Il sistema post-Bretton Woods è stato responsabile per la globalizzazione dell’inflazione e dei mercati, e per la nascita della gigantesca bolla del dollaro mondiale. Quella bolla sta per esplodere, e stiamo vedendo cosa significa pagare le conseguenze per troppi errori economici fatti in precedenza.

Ironicamente, negli ultimi 35 anni noi abbiamo beneficiato di questo sistema profondamente distorto. Poiché il mondo accettava dollari come se fossero oro, dovevamo semplicemente falsificare altri dollari, spendere oltre oceano (incoraggiando in maniera indiretta anche il trasferimento del nostro lavoro all’estero) e goderci una prosperità immeritata. Coloro che prendevano i nostri dollari, e ci davano in cambio dei servizi, non vedevano l’ora di poter tornare a prestare quei dollari a noi. Questo ci ha permesso di esportare la nostra inflazione e ritardare le conseguenze che ora stiamo iniziando a vedere. Ma non era comunque destinato a durare, e ora ci tocca pagare il conto.

Il nostro debito estero deve essere pagato o liquidato. Gli altri debiti sono maturati proprio ora che il mondo è diventato più riluttante ad accettare dollari. La conseguenza di quella decisione è un’inflazione dei prezzi nel nostro paese, questo è ciò a cui stiamo assistendo oggi. L’inflazione all’estero è addirittura più alta che da noi, come conseguenza della volontà delle banche centrali estere di monetizzare il nostro debito.

Stampare dollari per un lungo periodo di tempo può anche non far aumentare immediatamente i prezzi, ma nel tempo lo farà certamente. Ora stiamo assistendo alle conseguenze per avere inflazionato nel passato la disponibilità di moneta. Per quanto possa sembrare grave oggi 4 dollari al gallone, siamo solo all’inizio.

È una grossolana distrazione mettersi a dire “perforiamo, perforiamo, perforiamo” come soluzione alla crisi del dollaro e all’alto prezzo della benzina. Va bene aumentare le disponibilità sul mercato e le perforazioni, ma l’argomento è di grave distrazione dalle colpe del deficit e dai peccati commessi dalla banda monetaria della Federal Reserve.

Questa bolla è diversa e più grande delle altre per un altro motivo. Le banche centrali del mondo si accordano segretamente per centralizzare la pianificazione dell’economia mondiale. Io sono convinto che degli accordi fra le banche centrali, per monetizzare il debito americano negli ultimi 15 anni, siano esistiti, per quanto in forma segreta e fuori dalla portata delle orecchie di chiunque, specialmente del parlamento americano, che non se ne preoccupa o semplicemente non capisce.

Ora che il nostro “regalo“ si esaurisce, i nostri problemi peggiorano. Le banche centrali e i diversi governi sono molto potenti, ma prima o poi i mercati si saturano, e quando la gente si ritrova in mano il sacco di dollari senza valore comincia a spendere in un’economia di tipo emotivo, scatenando la febbre inflazionaria.

Questa volta - poiché abbiamo a che fare con così tanti dollari e così tante nazioni – la Fed è riuscita a “cartolarizzare“ ogni crisi in arrivo, negli ultimi 15 anni, specialmente sotto la presidenza di Alan Greenspan alla Federal Reserve, che ha permesso alla bolla di diventare la più grande di tutta la storia.

Gli errori commessi con troppo credito concesso a tassi artificialmente bassi sono enormi, e ora i mercati richiedono una correzione. Questo riguarda l’eccessivo debito, gli investimenti mal diretti, gli investimenti eccessivi ed altri problemi causati da un governo che spendeva soldi che non avrebbe mai dovuto avere.

Militarismo all’estero, elargizione di sussidi statali, e 83 biliardi [trillion] di impegni in titoli stanno tutti per venire a termine. Non abbiamo nè i soldi nè la capacità di creare una ricchezza che ci permetta di rispondere a tutte le necessità di oggi, poiché abbiamo rifiutato l’economia di mercato, la moneta solida, la fiducia in noi stessi e i principi di libertà.

Poiché la correzione per l’errata allocazione delle risorse è necessaria, e dovrà arrivare, si può cercare di vedere anche degli aspetti positivi mentre questi grandi eventi accadranno.

La gente ha di fronte due scelte. La scelta che non è disponibile per noi è quella di continuare a trascinarci nella presente situazione, cercando di sorreggere il sistema con ulteriore debito, inflazione e bugie. Questo non accadrà. Una delle due scelte, che è stata praticata così sovente dal governo nel passato, è quella di rifiutare i principi di libertà e ricorrere ad un governo ancora più burocratico e autoritario. Qualcuno sostiene che dovremmo dare al Presidente dei poteri dittatoriali, nello stesso modo in cui gli abbiamo permesso di comandare l’impero americano. Questo è il grande pericolo, e in questa atmosfera post-11 settembre troppi americani preferiscono la sicurezza alla libertà.

Abbiamo già perso troppe delle nostre libertà personali, e la vera paura di un crollo economico potrebbe portare i pianificatori centrali ad intervenire con misure che farebbero apparire il New Deal degli anni ‘30 come la Dichiarazione di Indipendenza di Jefferson.

Più si concede al governo di gestire l’economia, più profonda diventa la depressione, e più a lungo questa dura. E’ stata la storia degli anni ‘30 e ‘40, e gli stessi errori saranno commessi di nuovo, se non ci sveglieremo.

L’aspetto positivo è che le cose non devono per forza essere tragiche, se faremo le giuste scelte. Ho visto “qualcosa di grosso“ succedere negli ultimi 18 mesi di campagna elettorale, e sono stato incoraggiato dal fatto che noi siamo in grado di svegliarci e fare le giuste scelte. Ho conosciuto letteralmente migliaia di studenti, del liceo e dell’università, che sono particolarmente disposti ad accettare le sfide e le responsabilità di una libera società, rifiutando quel sussidio statale “dalla culla fino alla tomba” che ci viene promesso da così tanti politici “benefattori”.

Se più persone ascoltano questo messaggio di libertà, più persone si uniranno in questo sforzo. I fallimenti della nostra politica estera, del sistema di sussidio statale e delle politiche monetarie, e virtualmente tutte le soluzioni governative sono così chiare all’apparenza, che non ci vuole molto per convincere la gente. E’ urgente un messaggio positivo su come funziona la libertà e sul perché sia possibile ottenerla.

Uno degli aspetti migliori nell’accettare la fiducia in se stessi, in una libera società, è che possiamo raggiungere nella nostra vita delle vere soddisfazioni individuali. Questo non avviene quando il governo si assume il ruolo di guardiano, genitore o custode, poiché ti toglie il senso dell’orgoglio. Ma il vero problema è che il governo non è in grado di farci avere la sicurezza economica di cui va parlando.

I cosiddetti vantaggi che il governo sostiene di poterci procurare vengono sempre ottenuti a spese della libertà altrui. E’ un sistema fallimentare, e le giovani generazioni lo sanno.

Ritornare ad una libera società non elimina la necessità di mettere le cose in ordine, per pagare le spese stravaganti. Ma il dolore non durerebbe a lungo, se faremo le cose nel modo giusto, e soprattutto l’impero avrebbe fine per motivi finanziari. Le nostre guerre finirebbero, gli attacchi alle libertà civili finirebbero, e la prosperità farebbe ritorno. Le scelte sono chiare: non dovrebbe essere difficile, ma il grande evento che sta per avere luogo ci offre la grande opportunità di invertire la marea, e riprendere la vera grande rivoluzione americana iniziata nel 1776.

L’ opportunità si presenta nonostante l’urgenza e i pericoli che abbiamo di fronte. Facciamo in modo che il “Grande Evento” ci porti alla scoperta che la libertà funziona e diventi popolare, e che il grande evento politico ed economico al quale stiamo assistendo sia in realtà una benedizione sotto mentite spoglie.

Ron Paul

Postato da: LibertyFighter a 10:24 | link | commenti (20)
economia, libertà, socialismo, ron paul

martedì, 01 luglio 2008
Napolitano riesce sempre a parlare a sproposito.

Inutile. Benché riconosca che il Presidente Napolitano è migliore di parecchi predecessori per la parvenza di imparzialità che cerca di mantenere nell'esercizio delle sue funzioni, ogni volta che parla, mi trova in disaccordo completo.

Giorgio Napolitano si augura che "non sia troppo lontano il momento in cui per parlare con l’Europa il presidente degli Stati Uniti potrà chiamare un singolo numero di telefono e trovare all’altro capo chi sappia e possa rispondergli rappresentando e impegnando l’Unione Europea nel suo insieme"

Speriamo proprio di no. Io sinceramente mi auguro che il Presidente degli States possa chiamare un singolo numero (quello dello Stato autonomo del Veneto) per poter costruire o meno una base militare in Veneto, senza passare per Roma o per Bruxelles.
Presidente, perché non si attiva per farci votare i trattati che state firmando e che hanno il chiaro scopo di ricreare l'Unione Sovietica ?
A questa domanda però Napolitano ha già risposto dicendo in sostanza che gli Irlandesi sono un popolo di bastardi irriconoscenti.

"L’Italia ce la farà a condizione che abbia la fiducia per affrontare i sacrifici necessari a costruire il futuro"

Ancora con sta storia dei sacrifici? Sono venticinque anni che facciamo sacrifici. Noi del popolo. E continuo a sentire politicanti che parlano di sacrifici. Mai uno che dicesse che i sacrifici che abbiamo fatto sono sufficienti, mai uno che dicesse che è ora che i sacrifici li faccia anche la politica. Anzi, prima di tutto la politica.

Quando guadagnerete 2000 euro al mese, e nessun benefit, allora vorrà dire che, forse, probabilmente è venuto il momento che anche la popolazione faccia sacrifici.
Però in 25 anni, mai una riduzione significativa di stipendio, nessuna erosione dello stesso dall'inflazione (in quanto sostanzialmente, non pagano NULLA), mai un benefit che si siano revocati. E' facile parlare di sacrifici quando li devono fare gli altri no?
Presidente, a Roma si dice: Son tutti froci cor culo dell'artri .

Parlando di sacrifici, cominci Lei a dare il buon esempio, riduca il numero di persone alle Sue dipendenze da 1000 a 300. Sarebbe un inizio no?
Invece, si limita a parlare di sacrifici che devono fare gli altri.

"L'Italia è il paese che è sempre tornata anche dopo i disastri"

Questo è il motivo per cui ci mettete ogni volta alla prova combinandone sempre di peggiori?

Postato da: LibertyFighter a 15:22 | link | commenti (7)
politica, economia, cronaca, eurss

giovedì, 05 giugno 2008
La Tremens Tax e la coerenza che non c'è

Sono veramente disgustato. Non vedo nell'Italia che si è opposta allo schifo Frodi - Fisco, quella coerenza che sola ci può garantire di uscire dal baratro. Sembra che, come per i politici il problema sia solo questione di uomini, anche per larga parte dei cittadini, sia lo stesso. La stessa decisione, se presa da Visco, andava osteggiata. Se presa da Tremonti, no.
Io veramente non riesco a capire dove sia la coerenza.
Un anno fa, tutti coloro che si opponevano a Frodi, cantavano all'unisono che lo Stato spendeva troppo. Che era necessario ridurre le spese, che il 60% del PIL mangiato dallo stesso era un furto, che bisognava ridurre le tasse.
Oggi, quegli stessi individui osannano la barbara idea della Robbing Hood Tax di Tremontiana ideazione.
Stracolmi di invidia sociale verso i petrolieri, come un branco di lemmings, corrono verso il baratro osannando il primo stupido idiota che dice loro che lanciarsi nel baratro fa tanto figo.
Come saprete dal precedente post, io avverso completamente la tassa di Tremonti, che qui ridefinisco Tremens Tax, con uno squallido gioco di parole tra Tremonti e Delirium Tremens, visto che solo un alcolista irrecuperabile potrebbe approvare una porcata del genere. Oltre al mio rifiuto di chiamarla con il nome di un personaggio che lottava contro la tassazione.
Purtroppo, anche TocqueVille, che in teoria dovrebbe essere un aggregatore liberale, ospita una marea di post di fanatici Tremontiani che esultano perché anche i petrolieri piangano. Commentando qui e lì, mi sono sentito rispondere con affermazioni allucinanti. La più comune delle quali è che
 lo stato ha bisogno di soldi e dunque li prende da coloro che dall'aumento del petrolio hanno guadagnato di più
Ora, questa affermazione è radicalmente senza alcun senso.

Se lo stato ha bisogno di soldi, perché un anno fa si gridava che il 60% del PIL era un furto?
Se lo stato ha bisogno di soldi, perché un anno fa si gridava alla riduzione delle spese e delle tasse?
Se lo stato che ingurgita quel 60% di PIL ha bisogno di soldi, allora andava benissimo la politica di Prodi e di Visco no? Hanno incassato di più, quindi hanno ragione loro.

Ma se si è invece convinti, come sembrava un anno fa, che si debbano ridurre le spese, allora si deve concludere che lo Stato ha troppi soldi rispetto a quelli che dovrebbe avere. E questo, deve valere sia che a ministro delle Finanze ci sia TPS, sia che ci sia Tremonti.
Se si è convinti che un aumento di tassazione non può far altro che deprimere la crescita e lo sviluppo, come minchia si fa ad osannare un buffone con gli occhiali che, esattamente come i comunisti al governo esulta per una tassa in più che dovrebbe far piangere i ricchi?

Ma questa è la prima parte dell'affermazione a difesa della Tremens Tax che fa rabbrividire. La seconda è che coloro che ci han guadagnato di più sono i petrolieri. Si dimentica forse che più aumenta la benzina e il gasolio, più lo Stato incassa di IVA???
E allora, siamo sicuri che chi ci guadagna di più siano i petrolieri? Ma con quel botto di soldi in più che gli entrano, quella combriccola di geni al potere, secondo le teorie socialiste, fatte proprie anche dalla destra a quanto pare, non dovrebbero già averci assicurato tante belle iniziative sociali? Non dovrebbero aver già trovato i soldi per tutti i problemi che abbiamo?
Invece, la situazione non è migliorata di una virgola, nonostante l'extragettito.
Il che dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che a prescindere dai soldi estorti lo stato fa cagare alla stessa maniera.
Ragion di più per dargliene di meno.

Veniamo poi all'atto pratico. La Tremens Tax, come tutte le tasse, farà alzare i costi dei beni dipendenti da ciò che viene tassato.
Siccome viene tassato chi produce benzina, aumentano per costoro i costi della benzina e del gasolio. Siccome per costoro sono aumentati i costi, saranno portati a vendere a prezzi più alti. Soprattutto in un mercato, come quello del petrolio, dove ci sono poche alternative, dove è difficile diminuire drasticamente il consumo, dove regolamentazioni statali e internazionali impediscono efficaci azioni concorrenziali. Non mi risulta infatti che io possa farmi spedire dall'America 600 barili di diesel da stipare in casa e mandare a fare in culo tutti i petrolieri nostrani.
Ragion per cui, questa tassa farà aumentare il prezzo alla pompa.
Niente di più niente di meno. E influirà negativamente su tutto l'indotto. Ora, anche volendo stupidamente credere che il governo abbia bisogno di soldi nel breve periodo, sarebbe più intelligente tassare ALTRI beni (ad esempio, ma mi opporrei anche a questo), le sigarette. Che hanno molto poco indotto rispetto al petrolio. 
Già adesso, i pescatori sono in rivolta, gli autotrasportatori pure. Tutti si lamentano dell'aumento dei generi alimentari. Che in Italia dipendono enormemente dal prezzo del gasolio alla pompa.
Tutti questi generi aumenteranno di conseguenza. E dall'esasperazione si rischierà una vera e propria guerra civile. LO SI SAPPIA.
E si arriverà al punto che Tremonti dichiarerà che dall' ingiustificato (?) aumento di prezzo dei generi alimentari, hanno tratto beneficio altri sconosciuti speculatori privati (dimenticando di nuovo l'IVA) e proporrà un'altra Tremens Tax, contro questi bastardi sconosciuti. Per la felicità dei COGLIONI italioti che continuano a non capire un cazzo, ma sono pronti a giubilare per ogni cazzata fatta dalla propria parte politica.
Che schifo.
Per rendere l'idea,  porto alla vostra conoscenza altre assurde prese di posizione contro la detassazione dell'ICI.
Che si può magari criticare perché non integrale, come ho fatto io a suo tempo, ma che dovrebbe far felici tutti.
Eppure anche qui, si sente il solito piagnisteo che dice "dove prenderà i soldi che lo stato non incasserà con l'ICI?"

Sveglia gente. Se abbiamo ancora un briciolo di coerenza, lo Stato di quei soldi NE DEVE FARE A MENO.
Cazzi suoi come fare. Ma ne deve fare a meno. Bisogna solo che essere contenti che sia stata eliminata e vigilare affinché riduca le sue spese.

Ma l'incoerenza del famigerato popolo della Libertà (?) non finisce nel campo economico. Vi cito un altro esempio chiaro di che massa di pecore che siamo. Ricordate a suo tempo, nel dibattito sui DICO, che la Chiesa prendeva posizione contro, e i sinistri gridavano alle indebite interferenze vaticane?
Io, che mi ritengo coerente, scrissi questo.
Ovvero, il papa è libero di prendere tutte le posizioni che vuole, e i politici italiani, nonché l'Italia in generale di seguirlo o meno.
Il popolo di centrodestra mi dava ragione, in quanto era la posizione anche dell'opposizione. E quindi, siccome era la posizione dei capi, doveva essere giusta per definizione.

Adesso, il Vaticano prende posizione contro il reato di immigrazione clandestina.
E adesso, porca vacca, tutto il popolo bue sta li a gridare all'indebita ingerenza del Vaticano. Ma che cazzo.
Solo perché adesso dice cose contrarie al pensiero del Party al potere adesso?????
Deluso. Deluso e Schifato.

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vaticano, politica, economia, berlusconi, tasse, petrolio

martedì, 03 giugno 2008
Vertice FAO - demenze politiche

Oggi è in corso il vertice della FAO sulla fame nel mondo. Uno di quei classici vertici inutili e costosi, indetti da organizzazioni pubbliche altrettanto inutili  e costose dove si degustano tartine al caviale e tartufo d'Alba, mentre si fa finta di disquisire dei problemi di zone di cui la metà degli inutili e costosi personaggi presenti ignora persino l'ubicazione.
In compenso, la parte di Roma che lavora è bloccata per permettere a costoro di dilapidare milioni di euro in buffet e alberghi a cinque stelle.
Ma il vertice della FAO, organizzazione nota per consumare l'80% delle risorse che percepisce per il suo proprio sostentamento, è utile per capire il livello di idiozia e/o malafede che permea gli inutili signori di cui sopra.
Oggi è tutto un susseguirsi di dichiarazioni scellerate e stupide, che ruotano attorno al caro dei generi alimentari e al caro petrolio.
Desidero portare a conoscenza dei miei due lettori alcune perle di saggezza dispensate dai politici di ogni dove, ma ponendo ovviamente l'accento sul non plus ultra della politica mondiale. Ovvero quella che riesce con tanti sforzi a far più schifo. Ovvero la nostra, quella italiana.

Cominciamo con un noto esperto di economia capitalista.
Il nostro presidente della Repubblica: Napisan Plus, che dichiara:

"emerge l’imperiosa necessità di politiche coordinate a livello mondiale" per "fronteggiare l’allarmante emergenza". Perché, secondo il presidente italiano, "non si può, per superare la crisi alimentare e garantire una prospettiva di reale food security, fare affidamento sulle virtù riequilibratrici del mercato. Si può e si deve riconoscere la necessità di politiche e di interventi che abbiano il loro quadro di riferimento e le loro espressioni operative nel sistema delle Nazioni Unite"

E' chiaro che tali profetiche parole, pronunciate da un esperto economista come può esserlo un comunista, devono essere prese più o meno come le Tavole Dei Comandamenti. Verità pura. Il Nostro invoca sostanzialmente la centralizzazione della produzione e della distribuzione del cibo, in quanto chiaramente, il mercato NON è capace di soddisfare le richieste del mondo.  E allora perché non sperimentare un metodo sicuro e di successo come i piani quinquennali Russi o altre menate del genere? Del resto già all'epoca, gli enormi successi degli interventi politici furono lampanti. Perché non utilizzare altri fortunati interventi politici, come quelli attuati con successo dagli italiani per lo smaltimento dei rifiuti, o per la distribuzione dell'acqua a livello globale?
Poi, mettendosi nelle sapienti mani dell' ONU, che tanti eccidi ha impedito e continua ad impedire in giro per il mondo, come nel Darkfur, come le stragi impedite in Ruanda o in Kosovo, sicuramente il problema della fame verrà sconfitto.
Sisi. Direi proprio che c'è una imperiosa necessità di mandare a cagare la politica e impedire ad essa di affamare ancor più di quanto ha fatto fino ad adesso la razza umana.

Vi risparmio l'inervento del Papa, che a parte tanti paroloni, non dice nulla di concreto, e quello dell'ignobile presidente della FAO, che a fronte dell'inutilità dell'ente ha il coraggio di chiedera altri 30 miliardi di dollari l'anno.
Vi mostro invece una perla sul caro petrolio, condivisa equamente dal nostro ministro del tesoro laureato in legge, e un certo presidente della UE, tale Juncker

"È una delle possibilità, non dico di no". Così il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha commentato la proposta di una "Robin Hood Tax" sugli utili delle compagnie petrolifere avanzata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

Notiamo innanzi tutto l'ottimo esempio di neolingua Orwelliana. Si prende un tizio che rubava al governo  i soldi barbaramente estorti con le tasse per restituirli ai legittimi proprietari, e gli si intitola una tassa
Dopodiché, è necessario concentrarsi per un minuto e chiedersi. Può un aumento della tassazione verso le compagnie petrolifere diminuire il costo della benzina alla pompa?
O ancor più in generale. Può un aumento di tassazione ai danni di un qualunque produttore di un bene, diminuire il costo del bene in questione???

La risposta a queste domande, ovviamente è negativa. Non ci guadagna di certo il consumatore. Stranamente, chi ci guadagna è proprio quella gente che la trova interessante. Il governo italiano e il governo europeo.
Certo, si potrebbe ipotizzare una diminuzione delle accise e dell'IVA sugli stessi compensata dal maggior introito di denaro nelle casse dello Stato. Ma nessuno ha parlato di eliminazione di accise o di diminuzione di IVA. E se anche fosse, il tutto si risolverebbe in una partita di giro, nella quale al massimo la diminuzione della tassazione IVA verrebbe compensata dall'aumento del prezzo alla fonte dovuto all'aumento della tassazione sui produttori.

E a questo punto, viene la domanda finale. Tremonti e Juncker, sono completamente imbecilli, oppure lo fanno apposta, confidando nella nostra imbecillità e nel nostro desiderio di vendetta verso i "bastardi speculatori" ?
Io, ovviamente propendo per la seconda ipotesi. E voi?

Gli unici interventi che hanno un senso, sono quelli di Ban Ki Moon, il quale denuncia a chiare lettere il danno che protezionismo ed assistenzialismo fanno alla popolazione mondiale:

Alcuni paesi hanno limitato le esportazioni o imposto controlli - ha proseguito Ban - Questo distoce i mercti e spinge i prezzi ancora più in alto. Politiche assistenziali non possono funzionare, creano solo distorsioni di mercato - ha continuato - invito i Paesi a non mettere in atto queste misure e, invece, a mettere a disposizione le riserve per destinarle ad aiuti umanitari

Fa piacere vedere che qualcuno ancora ragiona. E dal capo di una organizzazione inutile come l'ONU proprio non me l'aspettavo.

Ma è con ancor maggiore stupore che mi accorgo che l'unica altra persona che ha detto qualcosa di sensato, tra un invito alla nuclearizzazione di Israele ed un altro, è proprio Almadinejhad che, parlando del prezzo del petrolio ha ravvisato nella politica del fiat money una delle principali cause, non risparmiando bordate anche ai sussidi per i biocarburanti.

La svalutazione del dollaro e l’aumento dei prezzi dell’energia sono due facce della stessa medaglia". "I responsabili di alcune grandi potenze si sono trovati obbligati a svalutare il dollaro perchè da una parte non hanno altra scelta per ridurre le conseguenze delle loro azioni in passato e dall’altra vogliono imporre la loro volontà sul mercato - continua - lunghi anni di inflazione e problemi economici di alcune potenze sono stati imposti sulle altre nazioni attraverso l’iniezione di dollari nell’economia globale"  [cut..]
«Da una parte - ha precisato - queste persone tengono artificialmente alti i prezzi del petrolio, dell'energia e delle tasse dei loro consumi ed incoraggiano i biocarburanti ricavati dai prodotti agricoli e dall'altra ne fanno il pretesto per aumentare i prezzi delle derrate alimentari»


Ora, trovo piuttosto sconfortante che si sia costretti a dare ragione ad un sanguinario ansioso di nuclearizzare qualche milione di ebrei, mentre noi occidentali continuiamo a far finta di non capire. Per fortuna, anche Almadinejhad auspica un bell'Ente sovranazionale con tanti poteri che si occupi della gestione del mercato alimentare.
Per fortuna, altrimenti avrei pensato che veramente fosse troppo intelligente.


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politica, economia, globalizzazione, energia, prezzi, petrolio

mercoledì, 16 aprile 2008
Politiche 2008 - riflessioni post risultato

Le elezioni politiche 2008 hanno impresso una notevole svolta al panorama politico italiano. Devo dire che nell'analisi pre-elettorale, anche io ho commesso un errore di valutazione sull'effettivo peso della coalizione di Ualter (ei fu) Veltroni. Ei fu, perché verrà trombato alla prima occasione.

Non mi aspettavo un risultato così eclatante. In compenso però, mi sento abbastanza orgoglioso, perché posso rivendicare alcuni “ve l'avevo detto”.

Avevo detto più volte che la tattica liberale dell'astensionismo per delegittimare i politici si sarebbe rivelata un buco nell'acqua. L'80% di affluenza al voto lo dimostra ampiamente.

Avevo detto che votare i piccoli sarebbe stato inutile.

Infatti né la Destra, né il PLI avrà un contributo che sia uno all'interno del nuovo parlamento. Mi dispiace per gli aficionados che han voluto così votare, ma sono felice che il loro voto non abbia procurato l'elezione di WWWeltroni.

Ma la notizia che mi provoca più giubilo è la completa scomparsa di comunisti dal panorama politico italiano. Potremmo aver sconfitto il comunismo anche noi, che abbiamo avuto il più potente PCI della storia occidentale. Certo, rimangono Dalema e i vari post del PD, ma la loro ideologia verrà progressivamente annacquata da idee più moderate (e comunque sbagliate) della socialdemocrazia Pdiina.

Sono contento per Boselli. Sono contento per Bertinotti, Diliberto, Mussi, Pecoraro Scanio, Giordano e tutti i residuati bellici post rivoluzione russa che ci ritrovavamo.

Aggiungendo alla scomparsa del comunismo la scomparsa del fascismo, posso dire che già questa è una prima vittoria liberale in Italia.

Adesso, è necessario che il nuovo governo eviti che questi mentecatti inaugurino una nuova stagione del “terrore” nelle piazze, tornando alle P38 e agli omicidi in strada.

Non credo però che sia un problema per un governo normale impedire tutto ciò.


Sul fronte CDX c'è da rilevare la nettissima affermazione della Lega, cosa che fa ugualmente ben sperare sul fronte del federalismo.

Federalismo che non può portare altro che un maggiore liberalismo, perché come ci insegna la scuola austriaca, un maggiore decentramento dei poteri implica necessariamente un minor soffocamento burocratico e fiscale. E' più facile cambiare regione che cambiare stato.

Certo, le idee protezioniste in alcuni ambiti economici, sia della lega che di Tremonti, mi spaventano. Conto però che di fronte alla realtà, le sparate elettorali dovranno essere ridimensionate a più miti consigli.

Sul fronte Berlusconi, c'è da dire che con buona pace dell'antiberlusconismo militante, Silvio passerà alla storia. Ne approfitto per dire ai concittadini sinistri di mettersi il cuore in pace perché quest'uomo diverrà presidente della Repubblica dopo Napolitano. Se ne facessero una ragione.

Altro motivo di giubilo il risultato di Casini. Benché abbia avuto un forte ridimensionamento, è riuscito a resistere e si trova ancora in parlamento. E' quello che quest'uomo voleva, e si spera che faccia una opposizione normale, visto che condivide praticamente tutto il programma del PDL ad eccezione del leader.

Meglio lui che altri (leggi SA, PD)

Come avevo ampiamente previsto, la mossa di Fini, di sottomettersi al carisma di Berlusconi ha pagato la sua parte politica e gli ha permesso di non fare la fine di Storace o dei comunisti. Ha salvato la sua carriera politica, dopo una stagione piena di errori.

Sul predellino aveva ragione Berlusconi.

Adesso, come già detto più volte, il nuovo governo dovrà dimostrare di avere le palle, e dimostrare di capire di economia, se vuole evitare la guerra civile e la disintegrazione dell'Italia.

Saranno importantissime le riforme economiche. Sarà importantissimo dare una svolta liberale all'economia.

Pagheremo sicuramente il dazio allo statalismo di riforme inutili come il bonus bebé o altre amenità. Ma se la sostanza sarà liberale, e riuscirà in prima battuta a farci riavere più soldi in tasca, ed in seconda battuta a modificare situazioni incancrenite nel lavoro, nell'istruzione e nella sanità, sarà un dazio accettabile per un paese che non ha mai camminato neanche un po' nella direzione liberale.

Il nuovo governo ha una enorme responsabilità, perché se toppa sarà l'ultimo. Dopo sarà rivoluzione. Per questo motivo mi auguro che Fini o chi per lui, veda un po' di smettere di fare caccia alle streghe sull'uso di droghe, e concentri le finanze destinate alle forze dell'ordine sui reati contro proprietà e persona. Che ne abbiamo tanti. Sarebbe anche opportuno limitare le missioni estere, non perché siano sbagliate tutte comunque. Ma perché non siamo certo in un periodo di vacche grasse dove i soldi ci avanzano, dunque sarebbe opportuno impiegarli per cose più urgenti (per noi italiani) che non la liberazione del Kaffiristan.


Veniamo al capitolo PD.

Devo riconoscere al cineasta romano, i suoi meriti. Ha cannibalizzato tutta la sinistra antagonista ed ha aperto la strada ad una possibile opposizione normale. Mi piacerebbe che i punti liberali (la detassazione principalmente) che ha inserito nel suo programma avesse il coraggio di votarli assieme al PDL. E mi piacerebbe anche che non si facese strumentalizzazione e polemica per i prossimi 5 anni.

Una opposizione di questo tipo credo, consegnerebbe alla storia italiana anche Veltroni, oltre ad aiutare infinitamente il paese.

Secondo me è una utopia, ma sperare non costa nulla.

CAPITOLO 2 – LE REAZIONI

E' interessantissimo leggere le reazioni dei sinistri a questa debacle, prevedibile ma non prevista. Prima di tutto saluto Scalfari e Repubblica che stanno rosicando come non pochi, e che adesso cominciano quasi a fare pena, arroccati come sono alla chimera della loro superiorità culturale. Saluto anche Paolo Mieli, che al termine delle elezioni ha dovuto ammettere che probabilmente Berlusconi ha anche dei meriti, e dal quale mi attendo editoriali più realistici e meno faziosi dei precedenti.

Il popolo di sinistra però, continuo a capirlo veramente poco. I commenti vanno dagli apocalittici “è tornato lo psiconano sarà un disastro”, agli stantii “siamo circondati da buzzurri ignoranti fascisti”, ai “se la prenderanno con i kebabbari”, ai “come fanno a votare uno che ... conflitto di interessi... leggi ad personam.... Napolitano si deve dimettere.... Bossi e i fucili.... etc etc.”

L'elettorato di sinistra pare non rendersi conto del tempo che passa, pare non rendersi conto della mutata condizione delle famiglie italiane in questi due anni.

Esistono, e ve lo giuro anche se non ci credete, personaggi che han detto che questi due anni sono stati belli e produttivi. E non sono né TPS né Visco.

Sono increduli di fronte ad un risultato che doveva essere scontato, ed in effetti così è stato, ma che la solita retorica di sinistra ha voluto nascondere fino alla fine.

Cari sinistri, vi chiedo:

Ma non vi sentite presi per il culo quando un tizio vi racconta che “siamo in rimonta”, “è pareggio”, “gli exit poll confermano il pari”....

E poi scoprite che avete perso di 10 punti?

Non vi sorge il dubbio che vi raccontino balle sapendo di raccontarvele PERFINO sui sondaggi???? Che paghino le aziende che fanno exit poll e sondaggi per gonfiare i dati sulle loro performance?

No perché altrimenti dovreste ammettere che Berlusconi è sostanzialmente più in gamba di tutti gli altri, in quanto ogni volta presenta sondaggi completamente differenti.

Ogni volta i saccenti mentori di sinistra lo pigliano in giro, e alla fine invece ha ragione lui.

Credete veramente alla puttanata secondo cui gli italiani che votano a DX agli exit poll dicano il contrario?

Io due anni fa l'ho creduto. Ma era oggettivamente un altro clima, con scontri molto più accesi, che poteva anche renderlo plausibile.

Adesso no. Siccome non credo che i nostri sondaggisti siano “scarsi”, mi pare ovvio che i vostri mentori vi prendano ripetutamente per il culo, perché convinti che prospettare risultati migliori del previsto aumenti il numero di voti a proprio favore.

Il che mi pare, evidentemente una idiozia, visto che in due elezioni consecutive, i risultati ottenuti sono stati molto scarsi.

Adesso signori di sinistra, basta con le amenità. Basta con il Berlusconi venditore di fumo, SB imbonitore, piazzista. Supponete per favore che gli italiani lo abbiano votato non per le sue doti di venditore, ma per qualcos'altro.

Magari le priorità di Berlusconi sono le stesse della maggioranza dei cittadini?

Forse il popolo pensa che temi concreti come “Devo pagare 450 euro di ICI”, “Lo stato mi mangia ¾ di stipendio e non arrivo a pagare il mutuo”, “faccio 6 ore di straordinario a settimana e lo stipendio non cambia di una virgola” siano più importanti di

  1. Dobbiamo togliere una rete a mediaset.

  2. Dobbiamo limitare la pubblicità a mediaset

  3. Dobbiamo finanziare l'arte la cultura, i raduni etnici etc.

  4. Berlusconi farà il bene delle sue aziende personali...

  5. Il vaticano, la P2 P3 e P4 ....


Il popolo non odia i canali di Berlusconi. Al popolo, della P2 non frega nulla quando non mangia, quando su giornalacci come Repubblica escono “i trucchi per arrivare alla fine del mese”.

I trucchi? ??????????????????????????????

Il popolo alla fine del mese ci vuole arrivare e anche bene. E se non ci arriva, allora fanculo all 'arte, alla cultura, ai DICO, al conflitto di interessi.

Il popolo si vuole lavare, vuole riscaldarsi, vuole avere le luci accese a casa.

Basta con i paladini del risparmio energetico, idrico, con la parsimonia nello spostarsi.

Ma per fare che? Per permettere ai politici di continuare a sprecare energia acqua e carburante per i loro comodi, mentre a noi è impedito????

Quando staremo nel paese di Bengodi, sarà con gioia che ci occuperemo di come aiutare il Kaffiristan, di come far arrivare l'acqua e la sanità in Zimbabwe etc. Ma non esiste che ci laviamo una volta alla settimana, oppure che dobbiamo ogni sera fare il giro degli elettrodomestici per risparmiare gli euro sulla bolletta della luce...

Poi, che le aziende di Berlusconi, eventualmente vadano bene, è un male per l'Italia?

Il popolo italiano ha detto di no.

Ma veramente credete che i vostri mentori, i vostri mestieranti della politica non siano li per fare i propri interessi???

Veramente credete che esistano politici che non fanno i propri interessi? E allora, perché sarebbe giusto tenersi Bassolindo e mandar via Berlusconi?

Nessuno crede che Dalema e Fassino si stavano intrecciando a doppio filo con la Unipol?

Qualcuno ancora crede nella verginità di un qualsivoglia politico???

E allora. Una volta accettato questo, i motivi per ritenere Berlusconi inferiore ad altri politici decadono tutti.

Ancora. Non siamo razzisti. Io personalmente vado matto per il kebab e per la cucina cinese. Ma è indubbio che la gestione, non dico neppure dell'immigrazione clandestina, perché non me ne frega nulla, ma quanto meno della certezza della pena per gli immigrati sia stata sbagliata. Ma come si possono accordare agevolazioni agli immigrati maggiori che agli italiani? E' una politica normale questa? Che permette agli stranieri di non pagare multe, di comprare case a tassi agevolati rispetto agli italiani, di avere sentenze differenti “perché disagiati”, mentre tutte queste cose non valgono per gli italiani?

Noi vogliamo la parità con gli stranieri. Non pretendiamo di essere trattati meglio. Ma non è possibile che lo Stato ci tratti PEGGIO.

E' vincente una teoria politica che parla di principio rieducativo della pena, che in nome di tale principio scarcera, diminuisce le pene, regala attenuanti, in un momento in cui la realtà ci dice che la gente non è sicura, che le rapine in villa hanno cominciato ad arrivare in tutti gli angoli più remoti d'Italia???

Quando la sicurezza sarà a livelli altissimi, possiamo parlare del principio rieducativo, di come reintegrare i vari colpevoli. Ma adesso, la gente ha bisogno di non dover aver paura che si venga assaltati di notte nella propria casa. E in questo momento, non gliene frega nulla di cosa succede al tipo che viene arrestato per il furto. Gli interessa che il tipo venga arrestato e che la sua vita sia tutelata.

C'è una scala di priorità che più o meno tutti rispettano. Ai gradini più alti c'è la sicurezza e il bilancio familiare. Basta preoccuparsi di eventuali “surriscaldamenti globali” che forse, tra centocinquant'anni alzeranno la temperatura terrestre di due gradi di media.

Adesso in Italia manca sicurezza e mancano soldi. In queste condizioni, delle menate antropologiche culturali, dei sofismi della sinistra su problemi che in scala di priorità si trovano 10 gradini più giù, alla gente non frega nulla.

Postato da: LibertyFighter a 12:47 | link | commenti (102)
politica, economia, berlusconi, libertà, ambientalismo, tasse, socialismo

mercoledì, 02 aprile 2008
Perché votare. E perché votare PDL

La campagna elettorale sta entrando nella sua fase più calda. Ed anche più pietosa.

Raramente come quest'anno mi sono reso conto di quanto sia schifoso il clima che circonda la campagna. I politici vestono nuove pelli e fanno a gara a chi ha più la faccia come il didietro. Dicono e fanno idiozie senza nessuna vergogna.

E questo schifo è abbastanza bipartizan.

Il campione delle idiozie rimane pero Ueltroni, che ha raggiunto dei confini che noi umani (non politici) potremo solo sognare.

E' di oggi la sua fredda analisi, e la sua sagace soluzione al principale male dell'economia italiana:

Il fondo pubblico per le dentiere.

Purtroppo non scherzo. Noi non ci eravamo accorti che stavamo così male da qualche anno a questa parte per la cronica, asfissiante, inconcepibile mancanza di dentiere.

E' chiaro che il problema non è come comprare il cibo (problema “percepito” dalla gente).

Il problema è che tutto il cibo che compriamo non possiamo mangiarlo per mancanza di denti.

Ma grazie al sagace Ualter questo non sarà più un problema. Con un bellissimo e collaudatissimo fondo pubblico, di quelli tipo Cassa del Mezzogiorno, quelli che han sempre risolto i problemi, l'Italia uscirà dalla crisi e volerà alta nei cieli del mondo.

A proposito di voli, più avanti il capitolo Alitalia.

Restiamo però con lo zio Ualter. Dovete sapere che quest'uomo ha incominciato a mandare lettere per posta dove chiede di finanziare la sua campagna elettorale ai cittadini.

Insomma. Un tizio che prende due stipendi per un totale sicuramente intorno ai 20000 euro mensili, che fa parte della Casta che ha ridotto gli italiani in mutande a forza di tasse, la stessa Casta che, in barba ad un referendum popolare, si assegna ad ogni elezione rimborsi elettorali per 200 milioni di Euro guadagnati dai cittadini in mutande, adesso CHIEDE al tizio in mutande se per favore, per perorare la sua causa (sua di Ualter, non del cittadino), gli può dare ANCHE le mutande.

Poi se magari raccogli la saponetta, così non devo aspettare che mi eleggi.....


Vomitevole.



Ma è la politica tutta che è sempre più lontana dalla percezione dei problemi del paese.

Di fronte ad aumenti dei prezzi galoppanti, potere di acquisto ridicolizzato, giustizia inesistente e radiocomandata, oceani di leggi leggine leggiucce inapplicate ed inapplicabili, meritocrazia al contrario, costante distruzione di capitale e recessione assicurata, mozzarelle alla diossina e embargo commerciale,

la politica ha ben chiari quali siano i problemi degli italiani:

ALITALIA e la ripartizione dei seggi al Senato.

Tanto che tutte le tribune politiche di questi giorni spendono il 90% del tempo a parlare solo di questi due temi. Di quanto potrebbe essere instabile il prossimo governo, di chi e come debba comprare Alitalia e che fine debba fare Malpensa.

Negli ultimi cinque minuti di ogni trasmissione, il conduttore fa finalmente presente che i prezzi sono aumentati, e i politici di turno sparano un :

“Mi sarebbe piaciuto parlare di questi temi, che sono molto importanti.....”

E VAFFANCULO DEMENTE. FALLO E NON ROMPERE.

VAFFANCULO ALITALIA VAFFANCULO MALPENSA, VAFFANCULO LA LEGGE ELETTORALE E I SEGGI DEL SENATO.


E VAFFANCULO PURE AI GIORNALISTI CHE NE PARLANO.


Stiamo affondando e questi continuano a suonare il pianoforte.


Stante lo schifo assoluto che regna, è pur vero che tra 12 giorni saremo chiamati al voto. Ed allora sorge spontanea la domanda:

Che cazzo facciamo?


Prima soluzione: Mare (altresì chiamata astensionismo, bianca o meglio con insulto annesso)


Questa è la soluzione che appoggiano diversi movimenti organizzati, da quello di Beppe Grillo, ad un paio di partiti che lo portano pure come slogan (il che è tutto dire), fino al mio movimento di riferimento. Il Movimento Libertario.

Questi in particolare si basano sul fatto che di idee liberali e/o libertarie nel panorama italiano non ce ne siano. Sull'idea che andando a votare si legittimi il potere stesso, e che chiunque ci vada, non cambierà nulla.

Io non sono daccordo.

Innanzi tutto andando a votare NON SI LEGITTIMA ALCUNCHE'.

Lo Stato come é adesso ci è stato imposto. E votare è l'unica cosa che ci permettono di fare. Ma con il nostro voto o senza, lo stato si autolegittima. Cosa credete che succederà quand'anche votasse solo il 30% degli aventi diritto? NULLA.

E poi che senso ha davanti al boia che decide se ammazzarci con la pistola oppure con il machete rispondergli:

“Fai tu, che se decido io legittimo il tuo potere....!”

Ragionamento poco furbo dico io...

Sul contenuto liberale siamo invece daccordo. Non c'è granché in Italia adesso. Ma non è vero che tutti gli schieramenti ne abbiano la stessa dose, né che le cose che verranno fatte saranno le stesse qualunque schieramento vinca, come vedremo più avanti.


Seconda Ipotesi: Votare un partito di quelli piccoli (cosa bianca, sinistra arcobalenca, La Destra, i Socialisti, i CCCP, i Napalm Death o i Carcass).


Questo è un voto di cuore. Si fa professione di fede verso una “cultura” particolare, sbandierata dagli opportunisti di turno, ci si appella alla coerenza dei valori, si vota uno di questi....

Ed è esattamente come andare al mare. Che cosa ottieni? Che al governo ci va qualcun altro in ogni caso. Che probabilmente i CCCP non riportano ugualmente neanche un uomo in parlamento, e quei pochi che lo riportano verranno comunque comprati in sede di governo dai partiti più grandi. Nel momento stesso in cui voti, non sai neppure CHI tu stai favorendo dei due possibili leader......


Ipotesi Realistica. Votare uno dei due possibili vincitori.

L'unica possibilità di scegliere qualcosa.

Quello che dovrebbe fare una persona che anela ad una maggiore libertà in particolare, è guardare l'offerta scadente e scegliere quella che porta sicuramente a casa uno o due riforme in senso liberale.

Di più non ci è concesso. Non troverete un solo partito che non proponga contestualmente CAZZATE stataliste, protezionismi etc.

Ma prendetela così. Fino ad adesso tutti i governi (e soprattutto l'ultimo) hanno fatto quasi SOLO cazzate stataliste. Se portiamo a casa due tre punti alla causa liberale, può solo farci del bene.

Del resto non c'è l'alternativa tra due o tre punti o tutto il cucuzzaro. L'alternativa è tra due o tre punti in più oppure zero, o qualche numero negativo.


Detto questo, vediamo perché, a mio avviso, pur turandosi un po' il naso la scelta debba ricadere sul PDL.


Berlusconi in questo momento della campagna elettorale propone mari e monti. Che ovviamente non realizzerà. Ma sicuramente, per come ha impostato la campagna, due proposte economiche veramente liberali le realizzerà. L'abolizione dell'ICI sulla prima casa e la detassazione degli straordinari. Le realizzerà perché su queste ha messo costantemente la faccia, e perché in tutto il PDL c'è una ampia adesione sulle stesse.

L'abolizione dell'ICI è una grande vittoria liberale. Portarla in cascina è un must. Non perché il risparmio per famiglia sia enorme, anche se non è certo poco, ma perché si abolisce una tassa sulla proprietà. E le tasse sulla proprietà sono il peggio, sono la negazione della proprietà stessa e quindi dell'idea liberale. In Italia ne abbiamo ancora diverse. L'ICI è la più odiosa. Seguono a ruota la tassa di successione, il bollo auto, il canone RAI.

Sulla seconda c'è inoltre la speranza che ripristini la sua precedente legge. Portremmo in tal modo portare a casa il dimezzamento delle imposte di proprietà nella nazione italiana.

Per le altre due, col tempo forse si riuscirà a eliminarle.

Non è poco.

Con Veltroni questo non accadrà.


La detassazione degli straordinari è un' ottima idea per aumentare la produzione e anche il reddito delle famiglie. Recepisce il malcontento di molti lavoratori che trovano ormai antieconomico accollarsi ore in più al lavoro e ripristina un minimo di meritocrazia. Spingerà in alto il PIL, diminuirà i prezzi al consumo e parallelamente aumenterà il potere di acquisto delle famiglie italiane.

Anche questa riforma sarebbe opportuno salvarla in cascina.

Non ce ne sono altre. Proposte interessanti, qualcuna. Concrete nessuna. Bene il bonus istruzione e/o sanità, male il bonus bebé. Comunque tutte in alto mare.

Dall'altra parte però il Ualterone nazionale spinge il vento ancor più a favore di Berlusconi, perché in mezzo alle tante parole cui è abituato, atte a blandire imprenditori del nord-est e benpensanti vari, parole come “azienda in un giorno”(tra l'altro idea di Berlusconi 2001), “meritocrazia”, “riduzione delle tasse”, “ambientalismo del fare” lascia poi intravedere il COME pensa di trasformare l'Italia. E qui risorge la sua ottima conoscenza economica, propria di ogni comunista che si rispetti. Le proposte principali sono

RIDUZIONE ALIQUOTE IRPEF, SALARIO MINIMO.

La prima, per carità è utile, la fece pure Berlusconi a suo tempo direte voi, adesso ti opponi?

Sicuramente no. Ma non è una cancellazione di una tassa. E' una rimodulazione al ribasso che può essere corretta in un nanosecondo nelle finanziarie successive. Come Frodi ha ben dimostrato. Politicamente, rialzare le aliquote è più semplice e meno pericoloso in termini di consenso che reintrodurre l'ICI oppure la tassazione degli straordinari.

Inoltre, è facilmente azzerabile da un aumento della stessa IRPEF a livello locale. Mentre l'annichilimento dell'ICI non può essere azzerato. Infatti togliendo l'ICI i comuni hanno soltanto la leva IRPEF sulla quale agire. E far pagare l'IRPEF è più difficile di far pagare l'ICI. Inoltre un disoccupato non paga l'IRPEF, mentre le tasse sulla casa continuano ad agire....

Ma il motivo per il quale è necessario NON votare Veltroni e votare Berlusconi è il combattere la seconda proposta.

IL SALARIO MINIMO

!!!

Il salario minimo signori!! Nel 2008, l'uomo NUOVO propone il salario minimo!!!

Una ricetta nuova, di sicuro e provato successo, che non inganna più nemmeno i sudditi di Mugabe (che infatti lo stan cacciando). Questo misero lombrico romano sta proponendo di fare una leggina con su scritto

“Ogni lavoratore deve percepire un minimo di 1000 Euro”

Ora io pensavo che il salario minimo avessero capito quanto è stupido perfino in Biafra.

Ma evidentemente non è così se l'ex sindaco di Roma e candidato premier in Italia continua ad impastarcisi la bocca.

Per tale ragione spiego, a beneficio di chi fosse irretito da questa proposta, cosa succederebbe.

Preliminarmente ci sarebbe da chiedersi, perché se lo si può fare per legge, non si aggiunge uno zero? Io mi troverei meglio con 10000 euro al mese piuttosto che 1000.


Appena promulgata la legge, le aziende che pagavano meno di 1000 devono licenziare, cassa integrare, o rinunciare ad assumere personale. Oppure farsi finanziare dallo Stato diventando un altro inutile carrozzone.


Se la legge viene applicata dunque, ci si ritrova con una disoccupazione che immediatamente sale e solo alcuni degli attuali lavoratori avranno un reddito. Precisamente, nelle aziende normali saranno i può efficienti. Mentre quelli marginali verranno licenziati.

Immaginate che tutti i ricavi della produzione in Italia siano simboleggiati da 10 bottiglie di vino, e che tutti i lavoratori italiani siano simboleggiati da 12 persone attorno a queste bottiglie.

Se per legge si stabilisce che ogni persona che lavora ha diritto a 1 bottiglia, i casi sono due:

O si aumenta il numero di bottiglie, producendo di più, oppure due persone non lavorano perché non ci sono due bottiglie di vino da dargli in cambio.

Ora il salario minimo, caso strano, non aumenta il numero di bottiglie. Quindi si ricade nella seconda ipotesi. Al contrario il numero di bottiglie viene aumentato dalla detassazione degli straordinari.

Prima dell'Euro, la soluzione che il governo avrebbe adottato per garantire il salario minimo senza aumentare la disoccupazione, sarebbe stata quella di annacquare il vino.

Mischi dell'acqua al vino e ne fai 12 bottiglie. Dopodiché ne dai una a testa ai 12 partecipanti. Questa pratica, che si chiama inflazione, veniva fatta stampandosi Lire al bisogno. Adesso con l'Euro, non sono più i nostri politici a poterlo fare e dunque sarebbe inevitabile l'aumento della disoccupazione. Ma il gioco è ancor più perverso. Perché in seguito al licenziamento dei 2 personaggi, il pr