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venerdì, 27 giugno 2008
Il nodo giustizia. A favore del governo

L’attuale governo italiano è ormai da qualche settimana impegnato a risolvere grane che derivano dalla giustizia italiana. In particolare sta lavorando per regolamentare l’uso delle intercettazioni telefoniche, e per disingolfare la situazione processuale che appare visibilmente compromessa a causa dell’enormità dei processi pendenti e della conseguente durata media del “giusto processo”.

Riguardo le intercettazioni, il provvedimento si muove nella direzione del divieto di intraprenderle per i reati con pene previste inferiori ai 10 anni, e con reati penali per chi le pubblica e chi le diffonde.

Il provvedimento non è certamente perfetto. Si può obbiettare che renderà più difficoltose le indagini, che alcuni reati, seppur puniti con meno di dieci anni meriterebbero lo stesso di essere perseguiti con tutte le forze e, non da ultimo, si può obbiettare che si va contro la libertà di stampa quando si minaccia la galera per i giornalisti che le pubblicano.

Le obiezioni sono sicuramente fondate e condivisibili. Cionondimeno, il provvedimento secondo me va nella direzione giusta ed andrebbe, almeno nel suo impianto difeso.  Perché trascurando le questioni di principio, è innegabile che l’uso che si fa delle intercettazioni in Italia è sbagliato, diffamatorio e senza alcun controllo. Ne han dato un ultimo esempio quelli de l’Espresso, con le inutili pubblicazioni odierne. Lo strumento, così come impiegato oggigiorno è un’arma di ricatto, è lesivo della privacy ed è troppo arbitrario. Per me che sono liberale poi, il concetto stesso che lo Stato possa spiarti nei tuoi rapporti quotidiani per semplici ipotesi di reato, che nel 90% dei casi poi non si concretizzano, è angosciante. Il 1984 di Orwell è lì che me lo ricorda ogni volta. Il problema principale è sempre il solito. I giudici non pagano mai.

E se i giudici non vengono sanzionati quando ordinano lo spionaggio ai danni dei comuni cittadini per reati che poi si scopre questi non hanno commesso, le intercettazioni divengono una fonte di potere inesauribile per ricattare qualsiasi persona. Basta ipotizzare un reato, intercettare e poi scoprirne qualsiasi altro. Cosa che in un paese con 43000 leggi che si contraddicono l’un l’altra, è praticamente scontato che accada. Alzi la mano chi è convinto di non aver commesso mai reati.

Ma c’è di più, se anche alla fine non si trovano reati, è sufficiente che le intercettazioni vadano alla stampa, e la persona da distruggere è servita. Si viene a sapere se ha amanti, se è gay, commenti personali su altre persone. Tutto in mondovisione.

Ebbene questo non è accettabile. E personalmente, preferisco che la polizia abbia qualche difficoltà in più nel perseguire i criminali piuttosto di sottostare ad un simile ricatto.

Inoltre, come appare evidente, non è la polizia a non riuscire ad acciuffare i criminali, ma la giustizia a non riuscire mai a far loro scontare una pena.

Dunque, pieno appoggio alla riforma delle intercettazioni, ricordando che anche il CSX a suo tempo ebbe i guai che ebbe anche a causa dello strapotere mediatico-giudiziario da queste causato.

Per quanto riguarda la libertà di stampa, dico a chiare lettere che non è giusto incolpare i giornalisti. Ma è anche vero che pragmaticamente, o incolpi loro, oppure non incolpi nessuno in quanto in Italia non si riesce mai a capire chi sia la “gola profonda” nelle aule dei tribunali. E allora, sopportiamo anche la denuncia dei giornalisti che le pubblicano.

Volendo, si potrebbe però fare di meglio. Considerato che la libertà di stampa è da tutelare, si potrebbero prendere due piccioni con una fava, dichiarando che qualunque giornale pubblichi intercettazioni che devono rimanere private, verrà privato dei contributi all’editoria. In questo modo, c’è da scommetterci, o si ferma la pubblicazione delle stesse, oppure ci saremo almeno liberati degli stupidissimi contributi statali alla stampa.

 

Veniamo all’altro punto in discussione in questi giorni. La norma blocca-processi e il lodo Schifani-bis

Il primo dei due disegni/decreti di legge prevede la sospensione per un anno del processo e della prescrizione dello stesso per quei reati commessi prima del 2002 e con pene inferiori ai 10 anni.

Notiamo che il provvedimento non inficierà alcun processo in quanto sospende di pari passo la prescrizione.

Aggiungendo che il premier ha deciso di non avvalersi della norma per il processo Mills, si dovrebbe capire che l’opposizione avrebbe fatto molto meglio a discuterne, piuttosto che ritirarsi sull’Aventino o aggregarsi all’ala giustizialista di Di Pietro.

Ma si sa, chiedere raziocinio a quell’ala politica, di questi tempi è impossibile.

Coloro che proprio non hanno titolo per parlare sono il CSM e i magistrati in particolare.

Non è possibile affermare che tale norma va contro l’articolo della costituzione sulla giusta durata del processo e contemporaneamente affermare che oltre 100000 cause sarebbero ritardate da questa norma.

Questo perché la norma si riferisce a processi che non dovrebbero esistere. NON è una “giusta durata” un processo di oltre 6 anni (2002 – 2008). Affermare che ci sono oltre 100000 cause pendenti da oltre 6 anni e per reati non gravissimi, significa affermare l’incostituzionalità dell’intera giustizia italiana che da troppo tempo ormai viola il suddetto articolo della costituzione.

 

Troppo è tenero il governo in carica, perché fosse per me sbatterei sulla strada i 4/5 dei giudici e dei pm nostrani, e mi farei commissariare la giustizia dagli Stati Uniti.

Stante la palese violazione di costituzione perpetrata giornalmente dalla giustizia, il provvedimento, che deve essere l’inizio di una radicale riforma della giustizia, mira giustamente a dare un momentaneo sollievo ai tribunali ingolfati.

Parallelamente devono essere diminuite e chiarite le leggi, e se Veltroni si svegliasse, sarebbe opportuno cambiare la costituzione  per creare una riforma strutturale della giustizia. Pensando anche alla possibile abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale.

 

Il Lodo Schifani-bis invece, è una riforma che teoricamente non condivido, e che in uno Stato normale non dovrebbe essere necessaria. Anche se c’è da dire che sotto varie forme è prevista in un pò tutti gli Stati occidentali. Ma in Italia, sempre causa la politicizzazione della magistratura, l’uso strumentale della stessa e la vicinanza di alcuni partiti politici rispetto ad altri alla stessa, si rende necessaria.

Sono ormai oltre venti anni che l’Italia campa tra un colpo di stato giudiziario ed un altro. Da Mani Pulite al ribaltone post avviso di garanzia, per passare a oltre 800 magistrati che si occupano inutilmente da quindici anni di Silvio Berlusconi. Ottocento magistrati che se invece fossero stati impiegati in maniera normale avrebbero potuto diminuire quel numero assurdo di 100000 processi insoluti dal 2002. Sarà per questo che abbiamo subito una enorme decadenza dagli anni 90 ad oggi?

E’ plausibile. Ben venga dunque un provvedimento che taglia la testa al toro e sposta i magistrati verso processi più utili al cittadino e meno destabilizzanti per il clima politico.

Riguardo a questo provvedimento però, mi trovo in sintonia con Mastella, che ha dichiarato che oltre le 4 cariche più importanti, sia opportuno schermare anche il Guardiasigilli, visto che troppo spesso si trova in posizioni di contrasto con le Toghe e da queste può essere ingiustamente demolito. (Mastella docet)

Postato da: LibertyFighter a 15:34 | link | commenti (4)
politica, giustizia, cronaca, diritti, berlusconi

venerdì, 02 maggio 2008
Dichiarazioni dei redditi

Il signor Visco, ieri ha deciso di sputtanare gli affari privati di tutti gli italiani, mettendo online tutti i redditi dichiarati dei cittadini. Facendosi beffe delle leggi sulla privacy e sapendo che tanto la sua carriera politica sarebbe ugualmente terminata, si è vendicato sull'Italia che non ha voluto apprezzare la sua politica di tirannia e vampirismo fiscale.
Il gesto è scabroso e pericoloso.
E' scabroso, perché non si capisce il motivo per cui ogni italiano deve sapere quanto un altro italiano dichiara al fisco. Si può discutere, e io non sono daccordo neppure su questo, se il Fisco debba conoscere i miei guadagni. Sicuramente però il mio vicino di casa non può avere questo diritto.
Ma ancor di più è pericoloso, perché da libero accesso  a qualunque malintenzionato  che voglia sapere  CHI colpire e  quanto può ottenere da questi gesti.
Estorsioni, rapimenti, furti, rapine in villa, saranno molto più facili adesso, perché benché le dichiarazioni dei redditi non fossero propriamente private , le richieste di accesso in precedenza dovevano almeno venir vagliate.
Adesso no.
Adesso, grazie a Visco ogni persona può spiare il vicino di casa, ogni malfattore può progettare i propri furti direttamente dal PC di casa.
Il garante della privacy si è mosso appena, a detta di lui, ha saputo la cosa ed ha bloccato il sito. Ma ormai il danno era stato fatto. Internet, come ho avuto modo di dire più e più volte, è molto più veloce della politica. E grazie ad Emule, ormai quelle dichiarazioni, almeno per le città più importanti, sono e saranno a disposizione di tutti.
Sarebbe giusto adesso incarcerare Visco e sottoporlo almeno al 41bis, sarebbe opportuno pignorargli anche le mutande e distribuirle a mo di risarcimento ai cittadini ingiustamente messi alla berlina.
Se Bossi ha davvero i fucili, questo sarebbe il momento di usarli. 300000 fucili, tutti contro Visco, fino ad ottenerne brandelli talmente piccoli che solo l'aspirapolvere potrebbe donargli la sepoltura.
Aggiungerei inoltre che non è il caso di chiedere risarcimenti allo Stato, ma SOLO a Visco e i suoi sodali, in quanto è impensabile che il leviatano paghi per tutti i cittadini senza prima prelevare i soldi dagli stessi.
Invece, con una azione di massa, potremmo almeno farla pagare al SUPREMO BASTARDO.

La cosa che però mi sconvolge di più è che la popolazione italiana NON HA BEN CHIARA LA FACCENDA.
Infatti, i sondaggi effettuati dal Giornale e da Repubblica, danno opinioni piuttosto incerte. Gli elettori del CDX danno un incredibile 60 a 40 per il NO, mentre gli elettori di CSX danno un altrettanto incredibile 70 a 30 per il SI.

Sinceramente mi aspettavo una maggiore intelligenza da parte di tutti gli italiani. Segno evidente che la distinzione tra giustizia e legalità non è ancora ben chiara, segno che, parafrasando Bastiat, la capacità di intuire quello che non si vede, è veramente minima.
Possibile che una gran parte degli italiani trovi lecito un clima di delazione pubblica stile Orwell?
Possibile che nessuno si renda conto dei conflitti sociali che una tale prassi può provocare?
Possibile che gran parte degli italiani non veda l'ENORME violazione della privacy che in altri campi viene ostentata a gran voce?
Ricordate per caso Prodi incazzato come una iena perché qualcuno sbirciò la sua dichiarazione dei redditi? E avete per caso dimenticato che lo stesso Visco decise di aprire una inchiesta sul caso?
Ricordate per caso l'operazione delle Iene che scoprirono il parlamento drogato, bloccato anche questo a causa della privacy?

Adesso? Tutto dimenticato?
Adesso che sono i NOSTRI culi messi alla berlina da un figlio di troia governativo, c'è anche CHI trova giusto che chiunque possa conoscere la condizione patrimoniale di tutta l'Italia???
Volete veramente essere controllati non solo dallo Stato ignobile e tiranno, ma da un qualunque pinco pallino???
Italiani, vi prego svegliatevi.

Postato da: LibertyFighter a 18:40 | link | commenti (26)
politica, diritti, tasse, socialismo

giovedì, 24 aprile 2008
Benedetto Papa

Spesso i libertari e più in generale i libertari, allo scopo di difendere giustissimi ideali laici si sono scagliati contro il Vaticano e contro il Papa. Troppe volte però, la giusta dialettica si è trasformata in una presa di posizione ottusa che criticava tali entità a priori.

In un mondo sempre più allo sbando, dominato dal connubio Stato onnipotente - gruppi di pressione , che generano deliranti idee neoprotezioniste alla tremonti e tragiche idee ambientaliste alla Al Gore, io, che mi sono sempre rifiutato di criticare a priori il comportamento del Vaticano, trovo sia importantissimo portare a conoscenza dei liberali, dei libertari, e ancor più di tutti coloro che, non definendosi tali, sono comunque decisi a non finire sotto un regime totalitario mondiale, le parole del Papa Benedetto XVI all'ONU.
Perché se è lecito criticarlo quando cerca di imporre visioni eticamente cristiane della società mondiale, non si può fare a meno di applaudirlo quando, di fronte ad una congrega di rappresentanti di tutti i dittatori del mondo pronuncia le seguenti frasi:

“I diritti umani sono basati sulla legge naturale iscritta nel cuore dell’uomo e presente nelle diverse culture e civiltà… Non solo i diritti sono universali, ma lo è anche la persona umana, soggetto di questi diritti”.

Una feroce critica a chi vuol ridefinire i diritti umani in base al tempo in cui si vive, in base alla "cultura" di provenienza ( ad esempio taluni giudici che giudicano diversamente certi reati contro la vita perché a commetterli sono persone con alle spalle culture differenti), in base ai contesti politici.

Il papa ha centrato l'essenza stessa del liberalismo, sparando ad alzo zero sul diritto di sovranità degli stati nazionali. Minando il concetto secondo cui il diritto pubblico è superiore al diritto privato.
Ha colpito con fermezza le balzane idee ecologiste riaffermando la centralità dell'essere umano nei confronti delle altre forme di vita.

L'autore dell'articolo linkato informa infatti che all'ONU sia stata sostituita la dichiarazione dei diritti umani con la Carta della Vita, promulgata nel 2000,  ove si sarebbero sanciti i diritti della comunità della vita, dove uomini piante ed animali hanno gli stessi diritti.

Il papa con questo discorso ha avversato in maniera netta l'idea che il consenso della maggioranza sia il metro di giudizio della "giustizia".

Ha insistito sulla fondamentale differenza tra legalità e giustizia, cosa che sempre più è andata scemando nella mente delle persone, vieppiù fuorviate dalla neolingua governativa, creata ad hoc per confondere e far perdere il senso alle parole.
Ha intimato l'alt alle manie di costruttivismo imperanti nel mondo odierno, rifacendosi al giusnaturalismo classico.

L'idea che i diritti siano in evoluzione,  va avversata con tutte le nostre forze, perché spalanca le porte all'arbitrio della classe dirigente. Pone la stessa al di sopra del mondo stesso, la eleva a demiurgo, a semidio, a creatore della società stessa.
Come giustamente si fa notare in  questo libro, si finisce NON per ricercare norme di giustizia, ma solo il metodo più "equo" per imporre la propria visione costruttivista al resto del mondo. Non importa più il COSA si fa, ma COME  si prende la decisione. Il pericolo, come ho sempre cercato di far notare, è immenso.

Sono lietissimo che Benedetto XVI si sia apertamente schierato con il liberalismo contro le ideologie socialiste di ogni genere che infettano, o più realisticamente, sono alla base dell'ONU.
Credo che sia stato il discorso libertario più ascoltato al mondo, in ogni tempo. Dovrebbe far riflettere i liberali nella loro avversione contro il cattolicesimo.
Da cui peraltro deriva la scuola di economia Austriaca, non dimentichiamolo.


Qui il discorso integrale del Papa

Postato da: LibertyFighter a 14:31 | link | commenti (34)
vaticano, religione, diritti, libertà, ambientalismo, socialismo, positivismo








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