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venerdì, 11 luglio 2008
Si autotassa e continua a pagare l'ICI

Per protesta si auto tassa e continua a pagare l'ICI

Stupenda iniziativa di un medico nel Trentino, a Rovereto. Medico di sinistra ovviamente, a giudicare dai commenti sull'abolizione dell'ICI che ha fatto. Ricalcano in pieno le posizioni dei Sinistri. L'argomento è molto interessante. I commenti che vorrei fare sono due.
Il primo è squisitamente tecnico.


Caro dottore, apprezzo molto la sua opera di beneficienza. Ma è sicuro che quei trecento euro il luogo migliore dove potevano finire, siano le casse comunali? Ma se da solo individuava una famiglia di indigenti (e pare che in Italia abbondino di questi tempi), non era più sicuro di aver fatto redistribuzione piuttosto che dando gli stessi al comune? Se domani nel suo municipio compare uno schermo al plasma, lei cosa fa? S'incazza? Io lo farei.... A meno che, ma non voglio affatto insinuare... Fare della beneficienza non le avrebbe garantito il clamore mediatico suscitato da questa singolare protesta.  Sarà che sono malizioso.........


Iniziative come quella del dottore inoltre mi spingono alla provocazione. Abbiamo ragione noi allora, quando diciamo che le tasse non serve che vengano imposte. Se uno le trova giuste, le paga. Così diventano opere di volontariato, sviluppano il senso di solidarietà sociale delle persone (che con la coercizione NON si sviluppa), e sviluppano il senso di responsabilità dei percettori di tasse, perché avendoli privati del diritto alla riscossione, sono incentivati a far fruttare quegli aiuti.
Esempio concreto. Se il nostro Dottore scopre lo schermo al plasma nel suo municipio, tra un anno potrebbe decidere di non ripetere la singolare protesta, o magari dirottare i soldi verso i VERI indigenti, che non sono il comune di Rovereto. E i VERI indigenti, sapendo di non poter contare ad eternum della beneficienza del Dott. Pellegrini, si guarderebbero bene dallo sperperare gli euri in caviale e champagne.
Quindi, visto il particolare successo dell'operazione Pellegrini  chiaramente volta a dimostrare che non è necessaria la coercizione per pagare le tasse, propongo che il nuovo metodo di tassazione venga esteso a quante più ex-imposte possibili.
Potremmo cominciare dalla benzina. Il benzinaio arriva e ti dice. 1 litro sono 60 centesimi senza tasse. Quanta parte di tasse reputi giusto pagarci? E tu fai....
Facciamo un totale di 0.8 Euro al litro?
Ma no, ieri i politici hanno evitato di prendersi a pugni ed han lavorato fino alle 11 di notte.
Dai va, facciamo 1 euro al litro oggi.
.......


Si ringrazia "La Repubblica", noto quotidiano libertario,  per la campagna anti tassazione che sta portando avanti.
 

Postato da: LibertyFighter a 13:51 | link | commenti (5)
cronaca, libertà, tasse, socialismo

sabato, 05 luglio 2008
Ai benpensanti ripugna solo il sesso etero?

L'Italia è un paese ben strano. I politici italiani fanno schifo, e questo è assodato. Ma il popolo italiano è veramente assurdo. Perché taluni insulsi politicanti da strapazzo non si comporterebbero in un certo modo se non avessero la sicurezza di avere sufficienti , uso un termine mutuato dal Presidente del Consiglio, coglioni che gli scondinzolano dietro ebbri delle puttanate che escono dalla loro bocca.

I fatti. Non ce ne sono. Le ipotesi. Circola voce che esistano delle intercettazioni, che non sono state pubblicate, ma che qualcuno avrebbe, secondo cui il presidente del consiglio (toh!) si sia vantato (?) di aver avuto delle prestazioni sessuali da una ministra. Non si fanno i nomi della ministra, ma la stessa voce racconta che sia una delle tante ministre delle pari opportunità. Una delle tante col nome Mara Carfagna.

Sorvolando sulla non più giovanissima età del presidente, guardando in faccia la ministra il commento più normale che si possa sentire dovrebbe essere “Beato lui”. D'altra parte, che reato sarebbe l'aver fatto sesso con una ministra?

Non esiste. Ed ecco perché un'altra cima del panorama politico italiano, dice che la faccenda è grave, che interessa tutti i cittadini (quelli che nel frattempo dimagriscono e non fanno figli a causa della pressione fiscale ), perché Se Bill Clinton avesse fatto ministra la Lewinski, ai cittadini americani sarebbe importato.

Con questa dichiarazione il sign. Donadi, sostanzialmente dichiara che la dott.ssa Carfagna sia arrivata al ministero a causa di un pompino elargito al Presidente Berlusconi.

Ora, a parte che non vedo com il parlamentare in questione possa provare che Mara Carfagna da parlamentare regolarmente eletta (con una legge senza le preferenze, ma comunque eletta dal popolo), abbia avuto lo “scatto di carriera” proprio a causa di una relazione con il premier e non per chissà quali altri motivi, l'affermazione ha scatenato un can can di perbenisti da strapazzo, benpensanti ad orologeria, più o meno tutti quelli che alle ore 13 chiedono “volti nuovi”, e alle 14 si indignano perché i volti nuovi arrivano, ma non arrivano da un call center, ma dalla televisione, alle 15 chiedono più donne nel governo e alle 16 si incazzano perché arrivano ma non sono brutte come la Bindi.

Il refrain è stato, udite udite, quello della meritocrazia, concetto avulso completamente dal panorama del lavoro italiano, in ogni campo. In politica, dove non è mai esistito e non può esistere causa voto popolare, adesso lo si vorrebbe. Si dice che la Carfagna non aveva evidentemente le competenze per svolgere quel ruolo, evidentemente negato a personaggi più in gamba di lei, ma meno abili nell'ars amatoria orale.

Già signori, perché in Parlamento, ai vertici delle istituzioni democratiche, arrivano sempre i migliori, quelli con il curriculum migliore...

Come fa una con una semplice laurea in giurisprudenza 110/110 e lode all'università di Salerno, a diventare ministro?

E allora vediamoli i grossi curriculum delle abituali cariche dello Stato e dei parlamentari italiani.

Dunque.


Fino a sei mesi fa, avevamo come presidente della Camera, un individuo che è stato bocciato 3 volte all'Istituto Tecnico Industriale. Fausto Bertinotti. Mai laureato, mai iscritto all'università. Attualmente con una votazione inferiore a 75 su 100, non puoi neanche essere ammesso ai concorsi pubblici....

Qualcuno ha chiesto al buon Fausto con che diritto ricopriva la terza carica dello Stato?


Il ministro dell'Economia italiano, è laureato in legge. Fa ridere? No fa piangere. Ma nessuno, tranne il sottoscritto si incazza con Tremonti. E tantomeno si ipotizzano fellatio tra lui e Berlusconi.


Che io ricordi, a ministro della Salute, tranne Veronesi, non c'è mai stato un medico.


Il nostro parlamento è composto per un terzo da individui che fanno uso abituale di Cocaina. E legiferano sulle nostre teste.


Nella passata legislatura, un certo Caruso, sempre per il meccanismo delle liste bloccate, è approdato a Montecitorio. Qualcuno ha ipotizzato amichevoli succhiotti verso l'allora presidente Prodi?


E parliamo di Luxuria Vladimir. Quanto sarebbe stato facile dire che sia finito dove è finito a causa di prestazioni sessuali con l'allora portavoce di Frodi, tale Sircana, avvezzo come si sa alle esperienze transgender?


Nella passata legislatura, il ministro delle Infrastrutture, è stato un laureato in legge. Che c'entra con le infrastrutture? Nulla. Ma non è questo. Tale laureato in legge, ha una votazione inferiore alla Carfagna. (108/110). Era ad un ministero più importante, e soprattutto, non sa l'Italiano. Il perché il professore universitario che gli ha firmato l'esame di lingua non sia stato radiato dall'albo, è uno dei misteri italiani su cui la magistratura dovrebbe indagare. Perché se l'esame di Italiano NON SERVE, come parrebbe dimostrare l'illustre parlamentare, allora lo si tolga dal piano di studi e non si smaronino i ragazzi con un esame in più. Viceversa revocate la laurea a Di Pietro.


Detto questo, chi mi spiega quali sono le basi per cui io dovrei preferire nel rappresentare i miei interessi (si fa finta di crederci, la politica non rappresenta mai gli interessi generali) tutta quell'accozzaglia di reietti umani, alla Carfagna? Perché le lezioni di buonismo che ci vengono impartite riguardano solo la Carfagna?


Postato da: LibertyFighter a 19:01 | link | commenti (23)
politica, cronaca, berlusconi

martedì, 01 luglio 2008
Napolitano riesce sempre a parlare a sproposito.

Inutile. Benché riconosca che il Presidente Napolitano è migliore di parecchi predecessori per la parvenza di imparzialità che cerca di mantenere nell'esercizio delle sue funzioni, ogni volta che parla, mi trova in disaccordo completo.

Giorgio Napolitano si augura che "non sia troppo lontano il momento in cui per parlare con l’Europa il presidente degli Stati Uniti potrà chiamare un singolo numero di telefono e trovare all’altro capo chi sappia e possa rispondergli rappresentando e impegnando l’Unione Europea nel suo insieme"

Speriamo proprio di no. Io sinceramente mi auguro che il Presidente degli States possa chiamare un singolo numero (quello dello Stato autonomo del Veneto) per poter costruire o meno una base militare in Veneto, senza passare per Roma o per Bruxelles.
Presidente, perché non si attiva per farci votare i trattati che state firmando e che hanno il chiaro scopo di ricreare l'Unione Sovietica ?
A questa domanda però Napolitano ha già risposto dicendo in sostanza che gli Irlandesi sono un popolo di bastardi irriconoscenti.

"L’Italia ce la farà a condizione che abbia la fiducia per affrontare i sacrifici necessari a costruire il futuro"

Ancora con sta storia dei sacrifici? Sono venticinque anni che facciamo sacrifici. Noi del popolo. E continuo a sentire politicanti che parlano di sacrifici. Mai uno che dicesse che i sacrifici che abbiamo fatto sono sufficienti, mai uno che dicesse che è ora che i sacrifici li faccia anche la politica. Anzi, prima di tutto la politica.

Quando guadagnerete 2000 euro al mese, e nessun benefit, allora vorrà dire che, forse, probabilmente è venuto il momento che anche la popolazione faccia sacrifici.
Però in 25 anni, mai una riduzione significativa di stipendio, nessuna erosione dello stesso dall'inflazione (in quanto sostanzialmente, non pagano NULLA), mai un benefit che si siano revocati. E' facile parlare di sacrifici quando li devono fare gli altri no?
Presidente, a Roma si dice: Son tutti froci cor culo dell'artri .

Parlando di sacrifici, cominci Lei a dare il buon esempio, riduca il numero di persone alle Sue dipendenze da 1000 a 300. Sarebbe un inizio no?
Invece, si limita a parlare di sacrifici che devono fare gli altri.

"L'Italia è il paese che è sempre tornata anche dopo i disastri"

Questo è il motivo per cui ci mettete ogni volta alla prova combinandone sempre di peggiori?

Postato da: LibertyFighter a 15:22 | link | commenti (7)
politica, economia, cronaca, eurss

venerdì, 27 giugno 2008
Il nodo giustizia. A favore del governo

L’attuale governo italiano è ormai da qualche settimana impegnato a risolvere grane che derivano dalla giustizia italiana. In particolare sta lavorando per regolamentare l’uso delle intercettazioni telefoniche, e per disingolfare la situazione processuale che appare visibilmente compromessa a causa dell’enormità dei processi pendenti e della conseguente durata media del “giusto processo”.

Riguardo le intercettazioni, il provvedimento si muove nella direzione del divieto di intraprenderle per i reati con pene previste inferiori ai 10 anni, e con reati penali per chi le pubblica e chi le diffonde.

Il provvedimento non è certamente perfetto. Si può obbiettare che renderà più difficoltose le indagini, che alcuni reati, seppur puniti con meno di dieci anni meriterebbero lo stesso di essere perseguiti con tutte le forze e, non da ultimo, si può obbiettare che si va contro la libertà di stampa quando si minaccia la galera per i giornalisti che le pubblicano.

Le obiezioni sono sicuramente fondate e condivisibili. Cionondimeno, il provvedimento secondo me va nella direzione giusta ed andrebbe, almeno nel suo impianto difeso.  Perché trascurando le questioni di principio, è innegabile che l’uso che si fa delle intercettazioni in Italia è sbagliato, diffamatorio e senza alcun controllo. Ne han dato un ultimo esempio quelli de l’Espresso, con le inutili pubblicazioni odierne. Lo strumento, così come impiegato oggigiorno è un’arma di ricatto, è lesivo della privacy ed è troppo arbitrario. Per me che sono liberale poi, il concetto stesso che lo Stato possa spiarti nei tuoi rapporti quotidiani per semplici ipotesi di reato, che nel 90% dei casi poi non si concretizzano, è angosciante. Il 1984 di Orwell è lì che me lo ricorda ogni volta. Il problema principale è sempre il solito. I giudici non pagano mai.

E se i giudici non vengono sanzionati quando ordinano lo spionaggio ai danni dei comuni cittadini per reati che poi si scopre questi non hanno commesso, le intercettazioni divengono una fonte di potere inesauribile per ricattare qualsiasi persona. Basta ipotizzare un reato, intercettare e poi scoprirne qualsiasi altro. Cosa che in un paese con 43000 leggi che si contraddicono l’un l’altra, è praticamente scontato che accada. Alzi la mano chi è convinto di non aver commesso mai reati.

Ma c’è di più, se anche alla fine non si trovano reati, è sufficiente che le intercettazioni vadano alla stampa, e la persona da distruggere è servita. Si viene a sapere se ha amanti, se è gay, commenti personali su altre persone. Tutto in mondovisione.

Ebbene questo non è accettabile. E personalmente, preferisco che la polizia abbia qualche difficoltà in più nel perseguire i criminali piuttosto di sottostare ad un simile ricatto.

Inoltre, come appare evidente, non è la polizia a non riuscire ad acciuffare i criminali, ma la giustizia a non riuscire mai a far loro scontare una pena.

Dunque, pieno appoggio alla riforma delle intercettazioni, ricordando che anche il CSX a suo tempo ebbe i guai che ebbe anche a causa dello strapotere mediatico-giudiziario da queste causato.

Per quanto riguarda la libertà di stampa, dico a chiare lettere che non è giusto incolpare i giornalisti. Ma è anche vero che pragmaticamente, o incolpi loro, oppure non incolpi nessuno in quanto in Italia non si riesce mai a capire chi sia la “gola profonda” nelle aule dei tribunali. E allora, sopportiamo anche la denuncia dei giornalisti che le pubblicano.

Volendo, si potrebbe però fare di meglio. Considerato che la libertà di stampa è da tutelare, si potrebbero prendere due piccioni con una fava, dichiarando che qualunque giornale pubblichi intercettazioni che devono rimanere private, verrà privato dei contributi all’editoria. In questo modo, c’è da scommetterci, o si ferma la pubblicazione delle stesse, oppure ci saremo almeno liberati degli stupidissimi contributi statali alla stampa.

 

Veniamo all’altro punto in discussione in questi giorni. La norma blocca-processi e il lodo Schifani-bis

Il primo dei due disegni/decreti di legge prevede la sospensione per un anno del processo e della prescrizione dello stesso per quei reati commessi prima del 2002 e con pene inferiori ai 10 anni.

Notiamo che il provvedimento non inficierà alcun processo in quanto sospende di pari passo la prescrizione.

Aggiungendo che il premier ha deciso di non avvalersi della norma per il processo Mills, si dovrebbe capire che l’opposizione avrebbe fatto molto meglio a discuterne, piuttosto che ritirarsi sull’Aventino o aggregarsi all’ala giustizialista di Di Pietro.

Ma si sa, chiedere raziocinio a quell’ala politica, di questi tempi è impossibile.

Coloro che proprio non hanno titolo per parlare sono il CSM e i magistrati in particolare.

Non è possibile affermare che tale norma va contro l’articolo della costituzione sulla giusta durata del processo e contemporaneamente affermare che oltre 100000 cause sarebbero ritardate da questa norma.

Questo perché la norma si riferisce a processi che non dovrebbero esistere. NON è una “giusta durata” un processo di oltre 6 anni (2002 – 2008). Affermare che ci sono oltre 100000 cause pendenti da oltre 6 anni e per reati non gravissimi, significa affermare l’incostituzionalità dell’intera giustizia italiana che da troppo tempo ormai viola il suddetto articolo della costituzione.

 

Troppo è tenero il governo in carica, perché fosse per me sbatterei sulla strada i 4/5 dei giudici e dei pm nostrani, e mi farei commissariare la giustizia dagli Stati Uniti.

Stante la palese violazione di costituzione perpetrata giornalmente dalla giustizia, il provvedimento, che deve essere l’inizio di una radicale riforma della giustizia, mira giustamente a dare un momentaneo sollievo ai tribunali ingolfati.

Parallelamente devono essere diminuite e chiarite le leggi, e se Veltroni si svegliasse, sarebbe opportuno cambiare la costituzione  per creare una riforma strutturale della giustizia. Pensando anche alla possibile abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale.

 

Il Lodo Schifani-bis invece, è una riforma che teoricamente non condivido, e che in uno Stato normale non dovrebbe essere necessaria. Anche se c’è da dire che sotto varie forme è prevista in un pò tutti gli Stati occidentali. Ma in Italia, sempre causa la politicizzazione della magistratura, l’uso strumentale della stessa e la vicinanza di alcuni partiti politici rispetto ad altri alla stessa, si rende necessaria.

Sono ormai oltre venti anni che l’Italia campa tra un colpo di stato giudiziario ed un altro. Da Mani Pulite al ribaltone post avviso di garanzia, per passare a oltre 800 magistrati che si occupano inutilmente da quindici anni di Silvio Berlusconi. Ottocento magistrati che se invece fossero stati impiegati in maniera normale avrebbero potuto diminuire quel numero assurdo di 100000 processi insoluti dal 2002. Sarà per questo che abbiamo subito una enorme decadenza dagli anni 90 ad oggi?

E’ plausibile. Ben venga dunque un provvedimento che taglia la testa al toro e sposta i magistrati verso processi più utili al cittadino e meno destabilizzanti per il clima politico.

Riguardo a questo provvedimento però, mi trovo in sintonia con Mastella, che ha dichiarato che oltre le 4 cariche più importanti, sia opportuno schermare anche il Guardiasigilli, visto che troppo spesso si trova in posizioni di contrasto con le Toghe e da queste può essere ingiustamente demolito. (Mastella docet)

Postato da: LibertyFighter a 15:34 | link | commenti (4)
politica, giustizia, cronaca, diritti, berlusconi

mercoledì, 25 giugno 2008
Italiche storie.

Giovanardi "Cocaina?" C'è pure in parlamento

Questi gli effetti delle lungimiranti campagne contro la droga, con aumenti di pene, proibizionismi e indifferenziazione tra droghe leggere e droghe pesanti.

"In Parlamento c’è la cocaina, non dirlo sarebbe negare la realtà". Così ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Carlo Giovanardi, presentando oggi la relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze in Italia relativa al 2007. Sul tema, in ogni caso, per Giovanardi bisogna fare chiarezza, perchè "non è vero che ne fa uso la metà dei parlamentari",

Infatti le Iene parlavano di un terzo.

Di droga si muore di più. Fra le prime cause: reperibilità e prezzo. Gli stupefacenti costano meno ed è più facile trovarli.

Ahha! E tutti i soldi che buttiamo per impedirne il commercio? Sarà che in tempi di magra, il commercio di droghe attira ancor di più perché UNICO metodo per sbarcare il lunario?

Cocaina ed eroina si trovano sempre a prezzi più bassi, mentre risultano in crescita i prezzi dell’Lsd e della cannabis. Costa meno anche la singola pasticca di ecstasy, passata da una media di 24 euro del 2006 a una media di 18 euro. E così per un grammo di cocaina si spende (dati 2007) da un minimo di 71 a un massimo di 93 euro, per uno di eroina bianca tra 59 e 87 euro, per quella nera tra 42 e 59, per marijuana e hashish tra 5 e poco più di 9 euro. Tra 28 e 30 euro per una dose di Lsd.

Perché non essendoci differenza tra droghe leggere e pesanti, diventa conveniente investire nelle droghe pesanti, che sono più remunerative, a parità di rischio. Se rischi la galera per un pò di hascish, forse conviene rischiarla con la cocaina no? Dunque, maggiore offerta di droghe pesanti. Riduzione dell'offerta di droghe leggere. Spostamento dei consumi verso le droghe pesanti. GRAZIE FINI!!!!

Prima elementare. Bocciati due bimbi

Oserei dire Finalmente.

Insomma, bambini di prima elementare. Una classe dove è notorio che non esistano «obiettivi minimi», almeno sotto il profilo puramente didattico

Leggere e scrivere non sono obbiettivi minimi? Ma per fare conoscenza non esistono già le materne?

La prima elementare è paragonabile infatti a un limbo che precede l’ingresso nel paradiso (o inferno) della scuola vera e propria. È il delicatissimo momento del primo distacco del bimbo dai genitori, dove indossare un grembiulino può rappresentare un trauma. Qui tutto si gioca sul filo di un feeling psicologico tra gli alunni e le loro nuove mamme scolastiche, cioè le maestre.

Infatti 50-60 anni fa, quando si bocciava, avevamo generazioni di traumatizzati.


«Non hanno raggiunto gli obiettivi minimi e così dovranno ripetere l'anno», così i due alunni (un maschio e una femmina) l’anno prossimo ripeteranno la prima. «Un passo non facile, ma ponderato e senza alcun intento punitivo - ha dichiarato al Giornale di Vicenza il preside della Giovanni XXIII

Ma come, non era notorio che non ci fossero gli obbiettivi minimi?

«Se il punto di partenza è basso ma si fanno progressi allora la scuola ha il dovere di considerare i passi avanti, sia pure minimi. Ma se ciò non accade, come in questo caso, allora occorre fare un ragionamento diverso e valutare cos’è meglio per il bene del bambino.

Già. Anche se impari a riconoscere solo la "L" e la "V"  ti promuoviamo lo stesso. Che bella scuola!!.

Non capisco perché il "bocciare" debba necessariamente essere un trauma. Uno va a scuola per imparare. Non impara ciò che deve imparare e ripete l'anno. Fine. E' sempre nel suo interesse non avanzare di grado se non ha le basi per affrontare gli insegnamenti successivi. O no?
Conosco molte persone che a furia di essere promosse gratis alle elementari, si sono ritrovate in prima media senza alcuna base. Difficoltà di lettura, incapacità di far di conto. E da lì in poi, la scuola gli ha precluso dei voti decenti. Per sempre, perché ormai chi gli insegnava a leggere? Certo sono stati promossi ugualmente, a causa dello schifo Italia. Ma non hanno mai imparato granché.

Comunque, non so cosa abbia fatto la Gelmini, ma in pochi mesi, aumento dei bocciati, licenziamento di preparatori di prove d'esame inadeguati, due bocciati in prima elementare.
Mi piace questo ministro per l'Istruzione.

Postato da: LibertyFighter a 14:45 | link | commenti (8)
scuola, cronaca, droga

giovedì, 22 maggio 2008
Pacchetto sicurezza. Una schifezza.

Come promesso più volte, mi accingo a valutare le mosse del governo Berlusconi.
In particolare, oggi valuterò il  pacchetto sicurezza.
Analizzando punto per punto ciò che pubblica il Giornale abbiamo:

ESPULSIONE per reati che comportano una pena superiore ai due anni di reclusione.
Questo mi trova sostanzialmente daccordo.

UBRIACHI AL VOLANTE   Inasprimento delle pene per chi provoca incidenti stradali mortali.
Anche qui, nulla di serio da eccepire. Anzi, noto con piacere che si equipara la guida in stato di ebbrezza alla guida sotto effetto di droghe. Un passo verso la liberalizzazione delle droghe o verso la proibizione dell'alcool.
Supponendo che non si abbia il coraggio di riattuare la seconda, spero nella prima ipotesi.

AGGRAVANTE CLANDESTINITA'

Anche qui, ci posso stare. I clandestini dovrebbero stare più attenti dei regolari e degli autoctoni a non infrangere le leggi del paese ospitante
DICIOTTO MESI NEI CPT
Clausola riguardante una problematica tecnica. Non ci trovo nulla da eccepire.


Peccato che dopo queste quattro buone norme, comincino a  fare effetto le piantine di Caruso, e si sconfini nel paranormale.

VIETATO AFFITTARE AI CLANDESTINI
Qui, come già spiegato, siamo fuori con l'accuso. Si puniscono gli italiani a causa del fatto che aiutano gente che lo STATO ITALIANO non è stato capace di non far entrare. Il messaggio che passa è: dovete farli morire di freddo e fame.
Il messaggio vero, purtroppo è il solito. "Se riusciamo a rubarvi altri soldi, italiani di merda, siamo solo che felici. Ci si continua a domandare perché allora fermarsi alla casa, e non calcare la mano con il divieto di vendergli anche da mangiare....

VIOLENZA AD ANZIANI E DISABILI Inasprimento della pena.
Questa può essere accettabile. E' comunque una norma che agisce su coloro che HANNO COMMESSO un crimine contro la persona.

CITTADINANZA SOLO DOPO DUE ANNI DAL MATRIMONIO
Qui, si capisce l'intenzione, ma si hanno forti dubbi che serva a qualcosa. Vedremo se i matrimoni di convenienza diminuiranno....

REATO D’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
Questa la considero una zozzata. Un immigrato, anche se clandestino, solo per la sua situazione, non viola nessuna proprietà privata, né alcuna persona. Quindi, non può essere considerato REO. Un conto è impedire loro di entrare, sacrosanto. Un conto è andare a sconvolgere situazioni esistenti dove l'immigrato, anche se clandestino, ha ormai un lavoro e produce per l'Italia e gli italiani.
Si potrebbe obbiettare che comunque l'immigrato lavora in nero. Ma bisognerebbe avere l'onestà intellettuale di notare che ci sono anche tantissimi italiani che lavorano in nero, ed il problema casomai, è di detassare il lavoro, in modo che emerga il nero. Figuriamoci poi, per i lavori a più basso reddito, che sono occupati dai clandestini, se sia anche solo umanamente possibile di spendere la quantità di soldi che richiede lo Stato perché tali lavori siano "regolari".
Si capisce che la norma serve ad avere una scusa per espellere i soggetti pericolosi. Ma è inefficace per più ragioni. La prima è che se funzionasse la certezza della pena tali soggetti potrebbero essere espulsi NON per clandestinità, ma per i reati commessi. Se d'altra parte non si riesce a mettere fuori gioco una persona che si è macchiata di omicidi e stupri, come si può pensare che si riesca a fare per chi si è macchiato di immigrazione clandestina?
La seconda è di carattere morale. Non si differenzia il clandestino che arriva in Italia per cercare di lavorare e integrarsi, dal ladro, assassino stupratore. Quindi, si spingono automaticamente i buoni dal lato dei cattivi. Tanto rischiano comunque l'espulsione.
La terza è l'obbligatorietà dell'azione penale, che significa perseguire per forza anche coloro che non sono pericolosi
La quarta è il sovrappopolamento delle carceri che ne deriva.

Quando lasciati soli, i clandestini buoni non sarebbero di peso alla società, in tal modo lo sono comunque.

POTERE DEI SINDACI
Quando mi si dice che il sindaco può decidere gli orari di apertura dei negozi, non posso che dissentire.

PIÙ POTERI ALLE POLIZIE MUNICIPALI
Qui nulla da eccepire.

TUTELA DI MINORI E BAMBINI NELL’ACCATTONAGGIO
Anche qui, nulla da eccepire.

PENE CONTRO VANDALI
Va bene anche questa

CONFISCA BENI MAFIOSI
Qui, vale la pena di leggere tutto l'articolo, perché dal titolo che ne fa il giornale, non si capisce nulla.

«Con l’applicazione della misura di prevenzione il tribunale dispone la confisca dei beni sequestrati di cui la persona, nei cui confronti è instaurato il procedimento, non possa giustificare la legittima provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulti essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito o alla propria attività economica»

Ora, io spero di sbagliarmi, ma mi sembra che qui si sia ribaltato il concetto di presunzione di innocenza.
Adesso si è colpevoli se non si dimostra il contrario. Notate che Il Giornale parla di beni mafiosi mentre nel testo non si parla affatto di mafia e criminalità organizzata. Questa legge FA SCHIFO e mi fa molto paura.

TRASFERIMENTO DI SOLDI
Peggio che andar di notte. Per prendersela sempre con gli immigrati clandestini buoni, si delibera che questi non possano neppure più mandare i soldi a casa, senza rendersi riconoscibili dalla polizia, e quindi, per effetto del reato di clandestinità essere rimandati a casa.
Quello che succederà, ovviamente, è che i clandestini dovranno pagare una quota a qualche italiano che spedirà i soldi a casa per loro.



Conclusioni.
Sinceramente, il pacchetto di sicurezza, fa cagare. Ci sono tre quattro punti veramente ignobili e pericolosi, che inficiano tutti gli altri punti che sarebbero buoni.
Spero vivamente che il parlamento li modifichi.
VOTO AL PACCHETTO DI SICUREZZA      4.5


Postato da: LibertyFighter a 00:07 | link | commenti (28)
politica, cronaca, berlusconi, libertà, immigrati

martedì, 20 maggio 2008
Forse è giusto affogarlo nella vasca da bagno

Il nuovo governo è appena nato, e già comincia  a  scazzare clamorosamente le ricette per risollevare l’Italia. Sta abbandonando sempre più l’idea della Rivoluzione Liberale, anche a piccoli passi, per abbracciare una deriva socialistoide in economia e fascista nella sicurezza.

Si è già detto della nefasta esclusione dall’abolizione dell’ ICI per le “case di lusso” e per gli alberghi.

Ad aggravare la situazione sono le notizie che vengono sull’altro fronte caldo, quello della detassazione degli straordinari. Da una  parte c’è il pressing dei sindacati, che vorrebbero escludere dalla detassazione i premi decisi unilateralmente dal datore di lavoro. Questo con la speranza di poter continuare ad esprimere diktat sulle decisioni aziendali. Spero vivamente che tali pressioni vengano ignorate. Ma dall’altra parte, c’è la stessa stantia visione pauperista e socialisteggiante che si è già vista all’opera con l’ICI. Porre un limite allo stipendio delle persone che possono usufruire di tale detassazione. 36000 euro.

Il concetto che si fa passare con questa legge è che chi guadagna oltre un tot, non deve essere incentivato a lavorare di più. Deve possibilmente, lavorare di meno.  Anche qui, la solita distinzione per censo. All’Italia, serve un surplus di lavoro solo dei metalmeccanici e degli operai non qualificati. Gli altri, che vadano affanculo.

Non ho assolutamente parole per questa che , pur essendo una ipotesi, temo verrà infine varata.

Questo è quello che si vede, come direbbe Bastiat. Quello che non si vede è quel mare di persone che guadagnando che so 37 -38 mila euro, si faranno cambiare il contratto, scendendo sotto i 36000 euro, per poi ricevere come straordinari i soldi in più ed andandoci così a guadagnare. Alla faccia di Tremonti colbertista. Che poi, sono provvedimenti che o prendi tutti insieme, o resteranno per sempre così.

Chi mai approverà in seguito una legge per togliere l'ICI anche a ville e castelli? O per detassare gli straordinari anche alle classi un pò più abbienti????

 

Sul fronte della sicurezza andiamo lo stesso allo sbando. Per risolvere il problema rom e più in generale il problema clandestinità, il buon Maroni sta pensando ad un bellissimo stato Etico e di polizia.

Prima propugna una schifezza che si chiama reato di CLANDESTINITA’

Perché vi chiederete voi, è una schifezza?

Bè. Da un punto di vista strettamente logico, questi sono in un paese straniero senza permesso. E quindi compiono un reato. Ma in realtà, eccezion fatta per i delinquenti, questi sono in un paese straniero e compiono un lavoro, per conto di qualcuno che implicitamente da loro un valido motivo per restare, creano indotto spendendo in servizi italiani, e vivono senza importunare gli altri. Non vedo perché bisognerebbe cacciare le colf filippine perché i rom rapinano e stuprano. Sostanzialmente, questa gente non aggredisce nessuna persona e nessuna proprietà. Producono e spendono in Italia, e sono di aiuto a coloro i quali pagano i loro servigi.

Non riesco a vederlo come reato.

D’altra parte, siccome gli italiani si lamentano degli stupri e delle rapine, mi pare che il motivo per cacciare e imprigionare determinate persone esista già. Si tratterebbe solo di farlo rispettare. E allora mi domando io.

Non riesci a fermare stupratori e rapinatori, e te la prendi con le badanti, con i manovali, con i lavavetri ai semafori, con le puttane?

Qui il lettore distratto potrebbe obbiettare:

Ma intorno alla prostituzione c’è spesso un traffico di esseri umani illegale ed enorme.

E TU STATO hai il dovere di fermare il traffico di esseri umani. Non di rompere le scatole a tutte le prostitute compreso quelle che lo fanno di loro spontanea volontà.

Come tu stato hai il dovere di fermare rapine e scippi, non di prendertela genericamente col “clandestino”.

E poi, se non sei in grado di punire adeguatamente uno stronzo che ha ammazzato 2 persone perché tanto i magistrati lo ricacciano, come pretendi di farti appoggiare dai magistrati provvedimenti basati sul reato di clandestinità?

 

 

Per fortuna però tale ipotesi pare sfumata, anche per pesanti rilievi di anticostituzionalità.

Ma Maroni ne ha appena tirata fuori un’altra.

Sequestreremo le case affittate ai clandestini

Proposta simpatica, della quale vi consiglio soprattutto i commenti degli idioti che ne sono entusiasti.

Sequestra tua sorella invece!

Qui torniamo ad una visione Viscale della società.  L’importante è rubare proprietà private agli italiani. Come il sequestro della moto se ci andava uno senza patente. Ve la ricordate? Si fottevano la moto e se la rivendevano all’asta.

Adesso vorrebbero farlo con le case. Sempre perché la sanzione pecuniaria è utile allo Stato Succhiasangue. La galera no, perché è una spesa. E questo porta ad una efficienza spaventosa degli ausiliari del traffico da una parte, e all’indulto dall’altra.

 

Il messaggio che passa è il seguente.

Ci sono in Italia tanti clandestini. Noi li abbiam fatti entrare e non possiamo cacciarli se non commettono reati.  Però nel frattempo gli impediamo di vivere normalmente, magari di integrarsi, perché non diamo loro la possibilità neanche di andare in affitto. Magari di pagarsi quell’affitto (indotto) con un lavoro nero. No caro clandestino benintenzionato che volevi integrarti. Tu vai sotto un ponte. Perché è li che devi stare, così dopo puzzi, ti licenziano, ti dai alle rapine, e io finalmente posso fermarti, metterti in un CPT ricavato dalle case rubate a quelli che ti aiutavano affittandotele, e far pagare agli italiani anche le spese per i CPT.

 

Sono veramente, ma veramente disgustato e preoccupato.

Unica nota positiva, la Carfagna che si rifiuta di buttare finanziamenti pubblici per il carnevale dei gay.

Postato da: LibertyFighter a 14:11 | link | commenti (6)
politica, cronaca, libertà, socialismo

lunedì, 12 maggio 2008
Grave errore escludere ville e castelli dall'abolizione dell'ICI

Il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti, ha annunciato che nel primo consiglio dei ministri ci sarà l’abolizione integrale dell’ICI sulla prima casa. Me ne compiaccio. Purtroppo però lo stesso ministro si è affrettato a dire che , naturalmente, saranno escluse dal provvedimento le ville ed i castelli.

E di questo invece me ne dolgo.

Forse perché fa chic scimmiottare la sinistra, forse per evitare le facili critiche sulla villa del Cavaliere, forse per non passare per leggi a favore dei ricchi, il centrodestra sta per compiere un grave, gravissimo errore politico e strategico.

Lo scopo di questo articolo è cercare di scongiurare il pericolo che, per un briciolo di demagogia in più, una riforma liberale importante per l’Italia venga vanificata.

 

C’è da notare innanzi tutto che l’abolizione dell’ICI, oltre ad avere un significato economico, ha un molto più importante significato politico. Si riconosce, anche se limitatamente alla prima abitazione, l’effettiva proprietà privata di una casa. Non più un “affitto dallo stato”, ma un reale possesso del cittadino.

Il PDL, con questa riforma vorrebbe dire ai cittadini che è un loro diritto farsi una casa, è loro diritto possederla, e non è diritto dello Stato guadagnare sulle proprietà altrui.

Politicamente l’abolizione dell’ICI pone le basi per un progressivo smantellamento delle imposte peggiori mai inventate. Le tasse sulla proprietà. Retaggio di quelle dottrine Marxiste e di quei regimi comunisti che tanto male han fatto al mondo, e che per la prima volta abbiamo il piacere in Italia di non contemplare più in parlamento.

 

Se il PDL invece di eliminare l’ICI e basta, si mette a fare dei distinguo sulla metratura, sulla posizione, su come è strutturata la casa, tutta la valenza politica del provvedimento va  a farsi benedire. Non è più vero che i cittadini hanno diritto a possedere una casa. Ma solo una casa di una grandezza, in una posizione, del tipo deciso dal governo in carica. Le altre verranno tassate. Non assume più il significato di abolizione di una tassa di proprietà, ma soltanto di una effimera boccata di ossigeno per i contribuenti. Senza alcuna valenza sociale.

E questo è grave. E’ grave perché non crea la consapevolezza liberale di cui l’Italia ha estremo bisogno. Non si distacca dal pensiero sinistro dominante, quello per cui alla fine, è lo stato che è il padrone di tutto, e lo è legittimamente. Non è un’eliminazione di barriere. Ma soltanto un riposizionamento.

E’ poi grave anche dal punto di vista strategico. E qui mi ricollego all’espressione “effimera” usata poc’anzi.

La definizione di villa è una definizione soggettiva e suscettibile di cambiamenti. Chi ci assicura che un futuro governo “tassa-centrico” non reintroduca l’ICI semplicemente modificando la definizione della stessa? Basta  definire villa ogni casa isolata con più di 100 mq, ed ecco che in un battibaleno, l’ICI rientra dalla finestra.

Cosa che sarebbe molto più complessa ed impopolare se dovesse introdurre esplicitamente una nuova tassa sulla prima casa.

D’altra parte, escludendo castelli e ville, il governo quanti soldi risparmia? Sicuramente una quantità infinitesima, perché in caso contrario vorrebbe dire che NON sta togliendo l’ICI agli italiani, ma solo ad una parte, neanche tanto preponderante, degli stessi.

Non mi sembra proprio il caso  che per quattro spiccioli ed un pò di demagogia filocomunista, si getti via la possibilità di incidere realmente sul futuro liberale di questa nazione.

 

In relazione a queste considerazioni, chiedo a tutti coloro che condividono la mia analisi, di adoperarsi affinché questa arrivi alle orecchie del nuvo governo in maniera forte e decisa,  in modo che possano rivedere la loro decisione prima del famoso primo consiglio dei ministri

Postato da: LibertyFighter a 13:58 | link | commenti (112)
politica, cronaca, libertà, tasse

martedì, 06 maggio 2008
Ve l'avevo detto....

Torino, pestaggio ai vigili per una multa
Devo ammettere che provo una gioia perversa quando azzecco le previsioni. E' da tempo immemore che mi batto contro l'assurdo racket delle multe per divieto di sosta.  A  Roma la situazione, grazie ai Prodi (con la maiuscola perché dispregiativo) ausiliari del traffico, è allucinante.  Deve essere così anche in altre zone di Italia, se già i cinesi a Milano si erano ribellati e se la stessa cosa avviene adesso a Torino.
Ebbene. Già a suo tempo mi schierai contro la massa di perbenisti che idolatrano la legalità a discapito della giustizia, andando a favore dei cinesi nella rivolta a via Sarpi; anche oggi prendo le distanze da quanti si scandalizzano del comportamento violento che la gioventù di Torino ha avuto nei confronti dei vigili urbani.

Io non sono un amante della violenza. Ma non sono neppure di quelli convinti che non sia MAI giustificata.
Come non sono uno di quelli che dice che le leggi sono fatte per essere rispettate. Le leggi dovrebbero esistere per tradurre in legale il concetto di giustizia e per permettere una convivenza civile tra le persone.
Quando una legge non rispetta questi due principi, trovo doveroso infrangerla. Non esiste il Dio Legalità.
La legalità, che viene imposta da politici inetti e burocrati corrotti, di per se è un concetto astratto che non adduce alcun motivo per il quale debba essere rispettata. E' solo quando va incontro ai principi di giustizia naturali che è giusto osservarla. E' giusto, ma è anche facile, perché il diritto naturale viene riconosciuto nell'intimo da tutte le persone. Il diritto positivo dei politici cazzoni NO.

E non me ne frega un CAZZO se c'è una ipotetica maggioranza che vuole tagliarsi le palle per legge. Io alle mie ci tengo e non c'è nessuna fottuta maggioranza che mi convincerà che è immorale o ingiusto non farlo.

Questo ampio preambolo per dichiarare che giustifico in pieno i 200 e rotti giovani che hanno scacciato le volanti dei vigili urbani. D'altra parte, se 200 persone in una piazza, una sera qualsiasi, trovano obbrobrioso il comportamento dei suddetti vigili, o si pensa che quella piazza raccolga la feccia della società civile tutte le sere (e non mi sembra il caso di piazza Vittorio Veneto), oppure c'è una sorta di scollamento tra ciò che la pubblica amministrazione fa, ed il comune sentire. D'altra parte, il fatto che i comuni italiani si reggano sulle multe è ormai accertato. Come è accertata anche la logica conseguenza che i comuni non possono permettere che i cittadini non violino più il codice della strada. Pena deficit di bilancio, pena commissariamento. Il pensiero che ne viene fuori è tanto semplice quanto lineare. Al comune conviene mantenere traffico e problemi per motivazioni puramente economiche.
Il cittadino si trova dunque inerme di fronte alla macchina pubblica oliata e pronta a incamerare denaro, sfruttando le carenze di viabilità artatamente create o lasciate ad incancrenire. Il cittadino, per far valere il proprio diritto naturale a non essere vessato, dovrebbe rivolgersi alla legge, ma è la legge in questo caso a vessarlo. E quando ti vessa la legge, soltanto con la violenza puoi difenderti. E' questo quello che han pensato i 200 torinesi. E' questo quello che pensò la comunità cinese di via Sarpi. E' questo che sogna ogni romano quando trova la quotidiana multa per divieto di sosta sul suo parabrezza.
A suo tempo profetizzai direttamente il cecchinaggio degli ausiliari mentre facevano contravvenzioni per divieto di sosta.
Per adesso siamo solo ai cubetti di porfido (detti volgarmente Sanpietrini qui a Roma).  Per il cecchinaggio bisogna ancora attendere, ma se le pubbliche amministrazioni non rivedranno le loro strategie , ci si arriverà presto.  Io nel mio piccolo, una bozza di soluzione l'avevo anche individuata, posto che si riducano le spese del comune fino a fare a meno degli introiti da multa ovviamente. Ma siccome è proprio ciò che non si vuol ridurre, credo che la rivolta a breve sarà globale.

Un'ultima cosa. Dedicata a tutti quelli che venendo da realtà piccole o zone particolarmente fortunate verranno a commentare banalità su quanto siano scostumati quelli del "parcheggio selvaggio" e quanto sia giusto "fargli una bella multina".
Venite a vivere a Roma, andate a Milano, andate a Napoli o Torino. Fate in modo di usare l'automobile. Dopo un mese di prova mi saprete dire. Il parcheggio selvaggio è una necessità. Altro che inciviltà.

Considerando poi che non ci sono state vittime, mi sento addirittura di ringraziare i 200 italiani che rivoltandosi hanno lanciato un altro appello allo Stato affinché prenda atto dello schifo che sta creando. La prossima volta, qualche vigile urbano potrebbe non arrivare a casa.
E chiaramente, mi dispiacerebbe, visto che sono solo gli esecutori materiali delle estorsioni pilotate dallo Stato.

Postato da: LibertyFighter a 15:19 | link | commenti (15)
cronaca, multe, codice della strada

martedì, 29 aprile 2008
La presa di Roma

Ieri, incredibilmente, dopo 15 anni di dominio comunista Roma, la capitale, la mia città ha cambiato colore. I sintomi c'erano tutti, benché la mia fiducia in un cambiamento, prima del ballottaggio fosse nulla. Ho sempre avuto paura del sistema di potere instaurato dalla sinistra in una città che vive pesantemente di pubblica amministrazione e di clientelismo. Ed arrivi a pensare che certe cose non cambino mai.

Invece, anche i romani si sono smaronati della politica cattocomunista e buonista della sinistra italiana.

Il neo sindaco Alemanno non è affatto tra i miei favoriti, e l'ho sempre dichiarato. Non è liberale, si impergola sempre in discorsi di "destra sociale" che poco hanno di differente dal socialismo di sinistra, e non è dotato di un forte carisma.
MA ad Alemanno bisogna riconoscere che dopo la sconfitta con Veltroni ha continuato a star vicino alla città di Roma, organizzando l'opposizione e facendosi continuamente sentire a Roma.
Quasi che immaginasse che prima o poi avrebbe avuto una seconda occasione.
O forse, solo perché vuole veramente bene a questa città.
Questi due anni di gavetta gli han permesso di stravincere nel confronto con Rutelli, fermo a 8 anni fa e completamente digiuno delle tematiche della capitale.

I motivi che han portato alla faustissima sconfitta di Cicciobello Cicorione Rutelli sono molteplici. Ed è interessante valutarli, anche raffrontandoli a ciò che ipotizzano i vati sinistri, (quelli per intenderci che non ne azzeccano una).
Le spiegazioni che lorsignori danno alla devastazione, al tracollo, all'annichilimento della sinistra italiana e romana sono incomplete e a volte addirittura sbagliate. Come al solito.

E' senz'altro vero che ci sia stata una componente di deriva nazionale, è lampante che due anni di governo Prodi e TPS abbiano creato danni irreparabili e fatto perdere punti.

E' verissimo che la sinistra antagonista è andata al mare, e direi giustamente, visto che non si vede il motivo per cui una forza politica apertamente schierata contro il PD a livello nazionale, e da questo cannibalizzata, debba poi votare il candidato del PD al comune di Roma.
A tal proposito è interessante notare che stolti richiami alla compattezza in nome di un "fascismo di ritorno", a confronto del quale sarebbe meglio il PD, sono finalmente diventati inutili e addirittura patetici. Con buona pace dell'Unità.

Ma alla base di tutto c'è una serie di motivi che sono stati ignorati o sottodimensionati a mio avviso dai soloni dell' intellighenzia di sinistra  nello spiegare la debacle.
 

  1. La candidatura di Rutelli è stata un errore politico ENORME. La sinistra, sempre avulsa dalla realtà dei fatti, ha candidato Rutelli pensando che sia stato un ottimo sindaco nei suoi precedenti mandati:      la gente è sembrata dimenticare gli anni di buona amministrazione, il Giubileo senza incidenti, l'orgoglio di un Auditorium dove si fa la fila per ascoltare gratis lezioni di storia e di matematica . Un ottimo sindaco non si valuta né per il giubileo, né per l' Auditorium, né per il palazzo dei congressi. La gente di Roma, prima di elevare lo spirito verso nobili valori quali la musica, e le lezioni gratis all'auditorium, vuole non essere derubata o stuprata, vuole non perdere mezza giornata nel traffico per andare al lavoro, vuole non spaccarsi le caviglie su marciapiedi groviera, vuole non rompere le sospensioni nelle voragini delle strade romane, vuole non essere vampirizzata da ausiliari del traffico, che ben lungi dal risolvere problemi di viabilità hanno l'unico ed evidente scopo di far fare cassa al comune. Ma questo la sinistra dimostra ancora una volta di non averlo capito. Rutelli non fu un buon sindaco per i cittadini romani. Neppure per quelli di sinistra, che invece apprezzarono ei fu Veltroni. Tanto è vero che Veltroni ha avuto un boom di consensi due anni orsono, cosa che Rutelli non ha mai ottenuto.
  2. Rutelli ha sbagliato ad accettare i faccia a faccia in TV con Alemanno. Rutelli manca dalle beghe della capitale da diversi anni, impegnato in vicepremierati inutili nel peggior governo della storia italiana, impegnato a fare il ministro della cultura, impegnato in politica nazionale. Negli "scontri diretti", si è trovato di fronte un candidato che parlava di Roma, mentre lui, non conoscendone più nulla si limitava a parlare di Bossi, di Alitalia, di politica nazionale. Ai romani, nell'elezione del loro sindaco, non interessa la politica nazionale.
  3. Negli stessi confronti, Rutelli ha mostrato una evidente maleducazione, interrompendo continuamente Alemanno, perfino negli appelli finali, cosa che saggiamente Alemanno non ha fatto, e che ha fatto perdere ulteriori voti allo stesso, perché parecchi indecisi sono usciti nauseati da tale comportamento.
  4. La campagna elettorale pre-ballottaggio è stata patetica. Si è andati in giro per Roma dicendo di votare Rutelli non perché sapesse fare qualcosa, ma agitando il solito stantio spettro del fascismo che ha tragicamente rotto le palle a tutti.
Si aggiunga che poi, nelle riflessioni post voto, gli analisti di sinistra hanno dimostrato ancora una volta di non aver capito nulla. Chiaro che con intellettuali e scienziati di tal risma, non si va da nessuna parte.
A proposito del maggior numero di voti di Zingaretti rispetto a Rutelli infatti, in omaggio alle teorie complottiste frattocchiane, han subito pensato a manovre di palazzo. Saranno stati i dalemiani che han votato in questa maniera per delegittimare Veltroni.
Già perché la teoria è che uno di sinistra debba votare a sinistra nelle Europee, Nazionali, Regionali, Provinciali, Comunali qualunque merda gli venga propinata.  Non può avere una valutazione critica neppure del proprio candidato sindaco. Quello ha deciso il partito. Quello il popolo bove vota.
E' inconcepibile che una persona di sinistra voti un sindaco di destra e un presidente provinciale di sinistra, semplicemente perché il candidato sindaco è un idiota e invece il candidato presidente provinciale gli ispira fiducia?
E' la solita teoria secondo cui sono i partiti a spostare i voti e non il viceversa. Si chieda a Casini, cosa sarebbe successo se avesse chiesto al suo elettorato di votare Rutelli.

Concludo con un augurio ai due nuovi eletti affinché governino bene pensando alle cose serie. Parafrasando la frase molto poco politically correct di Berlusconi:
meglio occuparsi di viabilità che di transessuali.

Postato da: LibertyFighter a 11:14 | link | commenti (15)
politica, roma, cronaca, socialismo








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