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Per protesta si auto tassa e continua a pagare l'ICI
L'Italia è un paese ben strano. I politici italiani fanno schifo, e questo è assodato. Ma il popolo italiano è veramente assurdo. Perché taluni insulsi politicanti da strapazzo non si comporterebbero in un certo modo se non avessero la sicurezza di avere sufficienti , uso un termine mutuato dal Presidente del Consiglio, coglioni che gli scondinzolano dietro ebbri delle puttanate che escono dalla loro bocca.
I fatti. Non ce ne sono. Le ipotesi. Circola voce che esistano delle intercettazioni, che non sono state pubblicate, ma che qualcuno avrebbe, secondo cui il presidente del consiglio (toh!) si sia vantato (?) di aver avuto delle prestazioni sessuali da una ministra. Non si fanno i nomi della ministra, ma la stessa voce racconta che sia una delle tante ministre delle pari opportunità. Una delle tante col nome Mara Carfagna.
Sorvolando sulla non più giovanissima età del presidente, guardando in faccia la ministra il commento più normale che si possa sentire dovrebbe essere “Beato lui”. D'altra parte, che reato sarebbe l'aver fatto sesso con una ministra?
Non esiste. Ed ecco perché un'altra cima del panorama politico italiano, dice che la faccenda è grave, che interessa tutti i cittadini (quelli che nel frattempo dimagriscono e non fanno figli a causa della pressione fiscale ), perché Se Bill Clinton avesse fatto ministra la Lewinski, ai cittadini americani sarebbe importato.
Con questa dichiarazione il sign. Donadi, sostanzialmente dichiara che la dott.ssa Carfagna sia arrivata al ministero a causa di un pompino elargito al Presidente Berlusconi.
Ora, a parte che non vedo com il parlamentare in questione possa provare che Mara Carfagna da parlamentare regolarmente eletta (con una legge senza le preferenze, ma comunque eletta dal popolo), abbia avuto lo “scatto di carriera” proprio a causa di una relazione con il premier e non per chissà quali altri motivi, l'affermazione ha scatenato un can can di perbenisti da strapazzo, benpensanti ad orologeria, più o meno tutti quelli che alle ore 13 chiedono “volti nuovi”, e alle 14 si indignano perché i volti nuovi arrivano, ma non arrivano da un call center, ma dalla televisione, alle 15 chiedono più donne nel governo e alle 16 si incazzano perché arrivano ma non sono brutte come la Bindi.
Il refrain è stato, udite udite, quello della meritocrazia, concetto avulso completamente dal panorama del lavoro italiano, in ogni campo. In politica, dove non è mai esistito e non può esistere causa voto popolare, adesso lo si vorrebbe. Si dice che la Carfagna non aveva evidentemente le competenze per svolgere quel ruolo, evidentemente negato a personaggi più in gamba di lei, ma meno abili nell'ars amatoria orale.
Già signori, perché in Parlamento, ai vertici delle istituzioni democratiche, arrivano sempre i migliori, quelli con il curriculum migliore...
Come fa una con una semplice laurea in giurisprudenza 110/110 e lode all'università di Salerno, a diventare ministro?
E allora vediamoli i grossi curriculum delle abituali cariche dello Stato e dei parlamentari italiani.
Dunque.
Fino a sei mesi fa, avevamo come presidente della Camera, un individuo che è stato bocciato 3 volte all'Istituto Tecnico Industriale. Fausto Bertinotti. Mai laureato, mai iscritto all'università. Attualmente con una votazione inferiore a 75 su 100, non puoi neanche essere ammesso ai concorsi pubblici....
Qualcuno ha chiesto al buon Fausto con che diritto ricopriva la terza carica dello Stato?
Che io ricordi, a ministro della Salute, tranne Veronesi, non c'è mai stato un medico.
Il nostro parlamento è composto per un terzo da individui che fanno uso abituale di Cocaina. E legiferano sulle nostre teste.
Nella passata legislatura, un certo Caruso, sempre per il meccanismo delle liste bloccate, è approdato a Montecitorio. Qualcuno ha ipotizzato amichevoli succhiotti verso l'allora presidente Prodi?
E parliamo di Luxuria Vladimir. Quanto sarebbe stato facile dire che sia finito dove è finito a causa di prestazioni sessuali con l'allora portavoce di Frodi, tale Sircana, avvezzo come si sa alle esperienze transgender?
Nella passata legislatura, il ministro delle Infrastrutture, è stato un laureato in legge. Che c'entra con le infrastrutture? Nulla. Ma non è questo. Tale laureato in legge, ha una votazione inferiore alla Carfagna. (108/110). Era ad un ministero più importante, e soprattutto, non sa l'Italiano. Il perché il professore universitario che gli ha firmato l'esame di lingua non sia stato radiato dall'albo, è uno dei misteri italiani su cui la magistratura dovrebbe indagare. Perché se l'esame di Italiano NON SERVE, come parrebbe dimostrare l'illustre parlamentare, allora lo si tolga dal piano di studi e non si smaronino i ragazzi con un esame in più. Viceversa revocate la laurea a Di Pietro.
Detto questo, chi mi spiega quali sono le basi per cui io dovrei preferire nel rappresentare i miei interessi (si fa finta di crederci, la politica non rappresenta mai gli interessi generali) tutta quell'accozzaglia di reietti umani, alla Carfagna? Perché le lezioni di buonismo che ci vengono impartite riguardano solo la Carfagna?
Inutile. Benché riconosca che il Presidente Napolitano è migliore di parecchi predecessori per la parvenza di imparzialità che cerca di mantenere nell'esercizio delle sue funzioni, ogni volta che parla, mi trova in disaccordo completo.
Giorgio Napolitano si augura che "non sia troppo lontano il momento in cui per parlare con l’Europa il presidente degli Stati Uniti potrà chiamare un singolo numero di telefono e trovare all’altro capo chi sappia e possa rispondergli rappresentando e impegnando l’Unione Europea nel suo insieme"
Speriamo proprio di no. Io sinceramente mi auguro che il Presidente degli States possa chiamare un singolo numero (quello dello Stato autonomo del Veneto) per poter costruire o meno una base militare in Veneto, senza passare per Roma o per Bruxelles.
Presidente, perché non si attiva per farci votare i trattati che state firmando e che hanno il chiaro scopo di ricreare l'Unione Sovietica ?
A questa domanda però Napolitano ha già risposto dicendo in sostanza che gli Irlandesi sono un popolo di bastardi irriconoscenti.
"L’Italia ce la farà a condizione che abbia la fiducia per affrontare i sacrifici necessari a costruire il futuro"
Ancora con sta storia dei sacrifici? Sono venticinque anni che facciamo sacrifici. Noi del popolo. E continuo a sentire politicanti che parlano di sacrifici. Mai uno che dicesse che i sacrifici che abbiamo fatto sono sufficienti, mai uno che dicesse che è ora che i sacrifici li faccia anche la politica. Anzi, prima di tutto la politica.
Quando guadagnerete 2000 euro al mese, e nessun benefit, allora vorrà dire che, forse, probabilmente è venuto il momento che anche la popolazione faccia sacrifici.
Però in 25 anni, mai una riduzione significativa di stipendio, nessuna erosione dello stesso dall'inflazione (in quanto sostanzialmente, non pagano NULLA), mai un benefit che si siano revocati. E' facile parlare di sacrifici quando li devono fare gli altri no?
Presidente, a Roma si dice: Son tutti froci cor culo dell'artri .
L’attuale governo italiano è ormai da qualche settimana impegnato a risolvere grane che derivano dalla giustizia italiana. In particolare sta lavorando per regolamentare l’uso delle intercettazioni telefoniche, e per disingolfare la situazione processuale che appare visibilmente compromessa a causa dell’enormità dei processi pendenti e della conseguente durata media del “giusto processo”.
Riguardo le intercettazioni, il provvedimento si muove nella direzione del divieto di intraprenderle per i reati con pene previste inferiori ai 10 anni, e con reati penali per chi le pubblica e chi le diffonde.
Il provvedimento non è certamente perfetto. Si può obbiettare che renderà più difficoltose le indagini, che alcuni reati, seppur puniti con meno di dieci anni meriterebbero lo stesso di essere perseguiti con tutte le forze e, non da ultimo, si può obbiettare che si va contro la libertà di stampa quando si minaccia la galera per i giornalisti che le pubblicano.
Le obiezioni sono sicuramente fondate e condivisibili. Cionondimeno, il provvedimento secondo me va nella direzione giusta ed andrebbe, almeno nel suo impianto difeso. Perché trascurando le questioni di principio, è innegabile che l’uso che si fa delle intercettazioni in Italia è sbagliato, diffamatorio e senza alcun controllo. Ne han dato un ultimo esempio quelli de l’Espresso, con le inutili pubblicazioni odierne. Lo strumento, così come impiegato oggigiorno è un’arma di ricatto, è lesivo della privacy ed è troppo arbitrario. Per me che sono liberale poi, il concetto stesso che lo Stato possa spiarti nei tuoi rapporti quotidiani per semplici ipotesi di reato, che nel 90% dei casi poi non si concretizzano, è angosciante. Il 1984 di Orwell è lì che me lo ricorda ogni volta. Il problema principale è sempre il solito. I giudici non pagano mai.
E se i giudici non vengono sanzionati quando ordinano lo spionaggio ai danni dei comuni cittadini per reati che poi si scopre questi non hanno commesso, le intercettazioni divengono una fonte di potere inesauribile per ricattare qualsiasi persona. Basta ipotizzare un reato, intercettare e poi scoprirne qualsiasi altro. Cosa che in un paese con 43000 leggi che si contraddicono l’un l’altra, è praticamente scontato che accada. Alzi la mano chi è convinto di non aver commesso mai reati.
Ma c’è di più, se anche alla fine non si trovano reati, è sufficiente che le intercettazioni vadano alla stampa, e la persona da distruggere è servita. Si viene a sapere se ha amanti, se è gay, commenti personali su altre persone. Tutto in mondovisione.
Ebbene questo non è accettabile. E personalmente, preferisco che la polizia abbia qualche difficoltà in più nel perseguire i criminali piuttosto di sottostare ad un simile ricatto.
Inoltre, come appare evidente, non è la polizia a non riuscire ad acciuffare i criminali, ma la giustizia a non riuscire mai a far loro scontare una pena.
Dunque, pieno appoggio alla riforma delle intercettazioni, ricordando che anche il CSX a suo tempo ebbe i guai che ebbe anche a causa dello strapotere mediatico-giudiziario da queste causato.
Per quanto riguarda la libertà di stampa, dico a chiare lettere che non è giusto incolpare i giornalisti. Ma è anche vero che pragmaticamente, o incolpi loro, oppure non incolpi nessuno in quanto in Italia non si riesce mai a capire chi sia la “gola profonda” nelle aule dei tribunali. E allora, sopportiamo anche la denuncia dei giornalisti che le pubblicano.
Volendo, si potrebbe però fare di meglio. Considerato che la libertà di stampa è da tutelare, si potrebbero prendere due piccioni con una fava, dichiarando che qualunque giornale pubblichi intercettazioni che devono rimanere private, verrà privato dei contributi all’editoria. In questo modo, c’è da scommetterci, o si ferma la pubblicazione delle stesse, oppure ci saremo almeno liberati degli stupidissimi contributi statali alla stampa.
Veniamo all’altro punto in discussione in questi giorni. La norma blocca-processi e il lodo Schifani-bis
Il primo dei due disegni/decreti di legge prevede la sospensione per un anno del processo e della prescrizione dello stesso per quei reati commessi prima del 2002 e con pene inferiori ai 10 anni.
Notiamo che il provvedimento non inficierà alcun processo in quanto sospende di pari passo la prescrizione.
Aggiungendo che il premier ha deciso di non avvalersi della norma per il processo Mills, si dovrebbe capire che l’opposizione avrebbe fatto molto meglio a discuterne, piuttosto che ritirarsi sull’Aventino o aggregarsi all’ala giustizialista di Di Pietro.
Ma si sa, chiedere raziocinio a quell’ala politica, di questi tempi è impossibile.
Coloro che proprio non hanno titolo per parlare sono il CSM e i magistrati in particolare.
Non è possibile affermare che tale norma va contro l’articolo della costituzione sulla giusta durata del processo e contemporaneamente affermare che oltre 100000 cause sarebbero ritardate da questa norma.
Questo perché la norma si riferisce a processi che non dovrebbero esistere. NON è una “giusta durata” un processo di oltre 6 anni (2002 – 2008). Affermare che ci sono oltre 100000 cause pendenti da oltre 6 anni e per reati non gravissimi, significa affermare l’incostituzionalità dell’intera giustizia italiana che da troppo tempo ormai viola il suddetto articolo della costituzione.
Troppo è tenero il governo in carica, perché fosse per me sbatterei sulla strada i 4/5 dei giudici e dei pm nostrani, e mi farei commissariare la giustizia dagli Stati Uniti.
Stante la palese violazione di costituzione perpetrata giornalmente dalla giustizia, il provvedimento, che deve essere l’inizio di una radicale riforma della giustizia, mira giustamente a dare un momentaneo sollievo ai tribunali ingolfati.
Parallelamente devono essere diminuite e chiarite le leggi, e se Veltroni si svegliasse, sarebbe opportuno cambiare la costituzione per creare una riforma strutturale della giustizia. Pensando anche alla possibile abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale.
Il Lodo Schifani-bis invece, è una riforma che teoricamente non condivido, e che in uno Stato normale non dovrebbe essere necessaria. Anche se c’è da dire che sotto varie forme è prevista in un pò tutti gli Stati occidentali. Ma in Italia, sempre causa la politicizzazione della magistratura, l’uso strumentale della stessa e la vicinanza di alcuni partiti politici rispetto ad altri alla stessa, si rende necessaria.
Sono ormai oltre venti anni che l’Italia campa tra un colpo di stato giudiziario ed un altro. Da Mani Pulite al ribaltone post avviso di garanzia, per passare a oltre 800 magistrati che si occupano inutilmente da quindici anni di Silvio Berlusconi. Ottocento magistrati che se invece fossero stati impiegati in maniera normale avrebbero potuto diminuire quel numero assurdo di 100000 processi insoluti dal 2002. Sarà per questo che abbiamo subito una enorme decadenza dagli anni 90 ad oggi?
E’ plausibile. Ben venga dunque un provvedimento che taglia la testa al toro e sposta i magistrati verso processi più utili al cittadino e meno destabilizzanti per il clima politico.
Riguardo a questo provvedimento però, mi trovo in sintonia con Mastella, che ha dichiarato che oltre le 4 cariche più importanti, sia opportuno schermare anche il Guardiasigilli, visto che troppo spesso si trova in posizioni di contrasto con le Toghe e da queste può essere ingiustamente demolito. (Mastella docet)
Giovanardi "Cocaina?" C'è pure in parlamento
Questi gli effetti delle lungimiranti campagne contro la droga, con aumenti di pene, proibizionismi e indifferenziazione tra droghe leggere e droghe pesanti.
Il nuovo governo è appena nato, e già comincia a scazzare clamorosamente le ricette per risollevare l’Italia. Sta abbandonando sempre più l’idea della Rivoluzione Liberale, anche a piccoli passi, per abbracciare una deriva socialistoide in economia e fascista nella sicurezza.
Ad aggravare la situazione sono le notizie che vengono sull’altro fronte caldo, quello della detassazione degli straordinari. Da una parte c’è il pressing dei sindacati, che vorrebbero escludere dalla detassazione i premi decisi unilateralmente dal datore di lavoro. Questo con la speranza di poter continuare ad esprimere diktat sulle decisioni aziendali. Spero vivamente che tali pressioni vengano ignorate. Ma dall’altra parte, c’è la stessa stantia visione pauperista e socialisteggiante che si è già vista all’opera con l’ICI. Porre un limite allo stipendio delle persone che possono usufruire di tale detassazione. 36000 euro.
Il concetto che si fa passare con questa legge è che chi guadagna oltre un tot, non deve essere incentivato a lavorare di più. Deve possibilmente, lavorare di meno. Anche qui, la solita distinzione per censo. All’Italia, serve un surplus di lavoro solo dei metalmeccanici e degli operai non qualificati. Gli altri, che vadano affanculo.
Non ho assolutamente parole per questa che , pur essendo una ipotesi, temo verrà infine varata.
Questo è quello che si vede, come direbbe Bastiat. Quello che non si vede è quel mare di persone che guadagnando che so 37 -38 mila euro, si faranno cambiare il contratto, scendendo sotto i 36000 euro, per poi ricevere come straordinari i soldi in più ed andandoci così a guadagnare. Alla faccia di Tremonti colbertista. Che poi, sono provvedimenti che o prendi tutti insieme, o resteranno per sempre così.
Chi mai approverà in seguito una legge per togliere l'ICI anche a ville e castelli? O per detassare gli straordinari anche alle classi un pò più abbienti????
Sul fronte della sicurezza andiamo lo stesso allo sbando. Per risolvere il problema rom e più in generale il problema clandestinità, il buon Maroni sta pensando ad un bellissimo stato Etico e di polizia.
Prima propugna una schifezza che si chiama reato di CLANDESTINITA’
Perché vi chiederete voi, è una schifezza?
Bè. Da un punto di vista strettamente logico, questi sono in un paese straniero senza permesso. E quindi compiono un reato. Ma in realtà, eccezion fatta per i delinquenti, questi sono in un paese straniero e compiono un lavoro, per conto di qualcuno che implicitamente da loro un valido motivo per restare, creano indotto spendendo in servizi italiani, e vivono senza importunare gli altri. Non vedo perché bisognerebbe cacciare le colf filippine perché i rom rapinano e stuprano. Sostanzialmente, questa gente non aggredisce nessuna persona e nessuna proprietà. Producono e spendono in Italia, e sono di aiuto a coloro i quali pagano i loro servigi.
Non riesco a vederlo come reato.
D’altra parte, siccome gli italiani si lamentano degli stupri e delle rapine, mi pare che il motivo per cacciare e imprigionare determinate persone esista già. Si tratterebbe solo di farlo rispettare. E allora mi domando io.
Non riesci a fermare stupratori e rapinatori, e te la prendi con le badanti, con i manovali, con i lavavetri ai semafori, con le puttane?
Qui il lettore distratto potrebbe obbiettare:
Ma intorno alla prostituzione c’è spesso un traffico di esseri umani illegale ed enorme.
E TU STATO hai il dovere di fermare il traffico di esseri umani. Non di rompere le scatole a tutte le prostitute compreso quelle che lo fanno di loro spontanea volontà.
Come tu stato hai il dovere di fermare rapine e scippi, non di prendertela genericamente col “clandestino”.
E poi, se non sei in grado di punire adeguatamente uno stronzo che ha ammazzato 2 persone perché tanto i magistrati lo ricacciano, come pretendi di farti appoggiare dai magistrati provvedimenti basati sul reato di clandestinità?
Per fortuna però tale ipotesi pare sfumata, anche per pesanti rilievi di anticostituzionalità.
Ma Maroni ne ha appena tirata fuori un’altra.
Sequestreremo le case affittate ai clandestini
Proposta simpatica, della quale vi consiglio soprattutto i commenti degli idioti che ne sono entusiasti.
Sequestra tua sorella invece!
Qui torniamo ad una visione Viscale della società. L’importante è rubare proprietà private agli italiani. Come il sequestro della moto se ci andava uno senza patente. Ve la ricordate? Si fottevano la moto e se la rivendevano all’asta.
Adesso vorrebbero farlo con le case. Sempre perché la sanzione pecuniaria è utile allo Stato Succhiasangue. La galera no, perché è una spesa. E questo porta ad una efficienza spaventosa degli ausiliari del traffico da una parte, e all’indulto dall’altra.
Il messaggio che passa è il seguente.
Ci sono in Italia tanti clandestini. Noi li abbiam fatti entrare e non possiamo cacciarli se non commettono reati. Però nel frattempo gli impediamo di vivere normalmente, magari di integrarsi, perché non diamo loro la possibilità neanche di andare in affitto. Magari di pagarsi quell’affitto (indotto) con un lavoro nero. No caro clandestino benintenzionato che volevi integrarti. Tu vai sotto un ponte. Perché è li che devi stare, così dopo puzzi, ti licenziano, ti dai alle rapine, e io finalmente posso fermarti, metterti in un CPT ricavato dalle case rubate a quelli che ti aiutavano affittandotele, e far pagare agli italiani anche le spese per i CPT.
Sono veramente, ma veramente disgustato e preoccupato.
Unica nota positiva, la Carfagna che si rifiuta di buttare finanziamenti pubblici per il carnevale dei gay.
Il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti, ha annunciato che nel primo consiglio dei ministri ci sarà l’abolizione integrale dell’ICI sulla prima casa. Me ne compiaccio. Purtroppo però lo stesso ministro si è affrettato a dire che , naturalmente, saranno escluse dal provvedimento le ville ed i castelli.
E di questo invece me ne dolgo.
Forse perché fa chic scimmiottare la sinistra, forse per evitare le facili critiche sulla villa del Cavaliere, forse per non passare per leggi a favore dei ricchi, il centrodestra sta per compiere un grave, gravissimo errore politico e strategico.
Lo scopo di questo articolo è cercare di scongiurare il pericolo che, per un briciolo di demagogia in più, una riforma liberale importante per l’Italia venga vanificata.
C’è da notare innanzi tutto che l’abolizione dell’ICI, oltre ad avere un significato economico, ha un molto più importante significato politico. Si riconosce, anche se limitatamente alla prima abitazione, l’effettiva proprietà privata di una casa. Non più un “affitto dallo stato”, ma un reale possesso del cittadino.
Il PDL, con questa riforma vorrebbe dire ai cittadini che è un loro diritto farsi una casa, è loro diritto possederla, e non è diritto dello Stato guadagnare sulle proprietà altrui.
Politicamente l’abolizione dell’ICI pone le basi per un progressivo smantellamento delle imposte peggiori mai inventate. Le tasse sulla proprietà. Retaggio di quelle dottrine Marxiste e di quei regimi comunisti che tanto male han fatto al mondo, e che per la prima volta abbiamo il piacere in Italia di non contemplare più in parlamento.
Se il PDL invece di eliminare l’ICI e basta, si mette a fare dei distinguo sulla metratura, sulla posizione, su come è strutturata la casa, tutta la valenza politica del provvedimento va a farsi benedire. Non è più vero che i cittadini hanno diritto a possedere una casa. Ma solo una casa di una grandezza, in una posizione, del tipo deciso dal governo in carica. Le altre verranno tassate. Non assume più il significato di abolizione di una tassa di proprietà, ma soltanto di una effimera boccata di ossigeno per i contribuenti. Senza alcuna valenza sociale.
E questo è grave. E’ grave perché non crea la consapevolezza liberale di cui l’Italia ha estremo bisogno. Non si distacca dal pensiero sinistro dominante, quello per cui alla fine, è lo stato che è il padrone di tutto, e lo è legittimamente. Non è un’eliminazione di barriere. Ma soltanto un riposizionamento.
E’ poi grave anche dal punto di vista strategico. E qui mi ricollego all’espressione “effimera” usata poc’anzi.
La definizione di villa è una definizione soggettiva e suscettibile di cambiamenti. Chi ci assicura che un futuro governo “tassa-centrico” non reintroduca l’ICI semplicemente modificando la definizione della stessa? Basta definire villa ogni casa isolata con più di 100 mq, ed ecco che in un battibaleno, l’ICI rientra dalla finestra.
Cosa che sarebbe molto più complessa ed impopolare se dovesse introdurre esplicitamente una nuova tassa sulla prima casa.
D’altra parte, escludendo castelli e ville, il governo quanti soldi risparmia? Sicuramente una quantità infinitesima, perché in caso contrario vorrebbe dire che NON sta togliendo l’ICI agli italiani, ma solo ad una parte, neanche tanto preponderante, degli stessi.
Non mi sembra proprio il caso che per quattro spiccioli ed un pò di demagogia filocomunista, si getti via la possibilità di incidere realmente sul futuro liberale di questa nazione.
Ieri, incredibilmente, dopo 15 anni di dominio comunista Roma, la capitale, la mia città ha cambiato colore. I sintomi c'erano tutti, benché la mia fiducia in un cambiamento, prima del ballottaggio fosse nulla. Ho sempre avuto paura del sistema di potere instaurato dalla sinistra in una città che vive pesantemente di pubblica amministrazione e di clientelismo. Ed arrivi a pensare che certe cose non cambino mai.
Invece, anche i romani si sono smaronati della politica cattocomunista e buonista della sinistra italiana.
Il neo sindaco Alemanno non è affatto tra i miei favoriti, e l'ho sempre dichiarato. Non è liberale, si impergola sempre in discorsi di "destra sociale" che poco hanno di differente dal socialismo di sinistra, e non è dotato di un forte carisma.
MA ad Alemanno bisogna riconoscere che dopo la sconfitta con Veltroni ha continuato a star vicino alla città di Roma, organizzando l'opposizione e facendosi continuamente sentire a Roma.
Quasi che immaginasse che prima o poi avrebbe avuto una seconda occasione.
O forse, solo perché vuole veramente bene a questa città.
Questi due anni di gavetta gli han permesso di stravincere nel confronto con Rutelli, fermo a 8 anni fa e completamente digiuno delle tematiche della capitale.
I motivi che han portato alla faustissima sconfitta di Cicciobello Cicorione Rutelli sono molteplici. Ed è interessante valutarli, anche raffrontandoli a ciò che ipotizzano i vati sinistri, (quelli per intenderci che non ne azzeccano una).
Le spiegazioni che lorsignori danno alla devastazione, al tracollo, all'annichilimento della sinistra italiana e romana sono incomplete e a volte addirittura sbagliate. Come al solito.
E' senz'altro vero che ci sia stata una componente di deriva nazionale, è lampante che due anni di governo Prodi e TPS abbiano creato danni irreparabili e fatto perdere punti.
E' verissimo che la sinistra antagonista è andata al mare, e direi giustamente, visto che non si vede il motivo per cui una forza politica apertamente schierata contro il PD a livello nazionale, e da questo cannibalizzata, debba poi votare il candidato del PD al comune di Roma.
A tal proposito è interessante notare che stolti richiami alla compattezza in nome di un "fascismo di ritorno", a confronto del quale sarebbe meglio il PD, sono finalmente diventati inutili e addirittura patetici. Con buona pace dell'Unità.
Ma alla base di tutto c'è una serie di motivi che sono stati ignorati o sottodimensionati a mio avviso dai soloni dell' intellighenzia di sinistra nello spiegare la debacle.