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Le vicende della rivolta tibetana hanno riportato in voga l'ipotesi di boicottare le olimpiadi in segno di protesta contro le nefandezze del governo cinese. Il Giornale ha addirittura fatto un sondaggio tra i suoi lettori, che evidenzia la grande presa che ha fatto questa proposta nell'opinione pubblica.
Sono convinto che, pur ricoscendo innumerevoli motivi per boicottare il governo cinese, la scelta di boicottare le olimpiadi sia un errore di calcolo.
Innanzi tutto bisogna riconoscere che la Cina si divide, come tutti gli stati, in governo e schiavi Gli schiavi subiscono passivamente le decisioni del governo e ne vengono costantemente danneggiati. Ma solitamente non sono gli schiavi a volere il massacro dei monaci tibetani, a voler violare tutti i diritti umani, a impiccare 6000 persone l'anno e a rivendersi poi gli organi per i trapianti (raro esempio di efficienza, da noi ci farebbero pagare una tassa per le discariche dove getterebbero i cadaveri..).
Boicottare le olimpiadi significa distruggere un sacco di economie locali. Significa colpire fortemente l'indotto. Che è il guadagno dell'esercito di schiavi perennemente vessati dal governo. Il governo cinese ci perde qualche decina di miliardi di yuan. Si incazza e vessa di più i suoi schiavi per riprendersi i soldi. L'indotto, ovvero tutte le bancarelle,i negozi i gestori di servizi che si erano indebitati fino al collo per poter vendere i loro prodotti all'enorme afflusso di turisti invece, vanno in bancarotta. E questi non si possono incazzare e vessare altre persone, perché non sono il governo.
Riassunto. Se si boicottanoo le olipiadi si danneggiano solo gli schiavi.
Cosa succede invece se le olimpiadi hanno un gran successo?
La Cina si trova a dover gestire un boom di turisti internazionali e occidentali che probabilmente sono pari a tutti quelli che ha visto in 10 anni a questa parte. Ma tutti insieme, con il loro carico di modi di fare, di usanze, di libertà che gli occidentali, rispetto ai cinesi hanno. Di fronte a costoro, la Cina non potrà scatenare il regime repressivo che è solita usare perché ha gli occhi di tutta la comunità internazionale addosso. Ve lo immaginate che si mette a arrestare tifosi occidentali perché hanno schiamazzato troppo?
O magari perché si baciavano per strada?
Per un mese, la Cina, nei dintorni delle città olimpiche, assaggerà sprazzi di "libertà" mai viste prima.
E se il popolo cinese si trova bene, magari riesce anche a racimolare quella forza per mantenere alcune di queste libertà anche al termine dell'evento.
La recente rivolta in via Sarpi, è stata analizzata in maniera molto sommaria in Italia. E c'era da aspettarselo.
I nostri governanti si sono affrettati a chiudere il caso come un tentativo di sovvertire le sane regole democratiche italiane, da parte di un popolo che si sente “padrone” in casa d'altri. Dopodiché si è proseguito con le solite operazioni di sciacallaggio parlamentare, dove si sono osservati i comunisti schierarsi contro il Comune, per il fatto che questo fosse di destra, e la parte peggiore della destra ultranazionalista, sfruttare l'episodio per manifestazioni atte a chiedere misure più restrittive nel campo dell'immigrazione.
Che una migliore legge sull'immigrazione ci voglia, è un dato di fatto. Sfruttare populisticamente un avvenimento che non ha niente a che vedere con esso, è una stronzata.
Vivendo nella Chinatown romana, sono molto a contatto con la comunità cinese, e la conosco abbastanza. Per questo motivo, la notizia mi ha lasciato molto sorpreso e mi ha indotto ad approfondirla.
Adesso dopo una settimana dall'avvenimento, mi sento di dire:
Io sto con i cinesi
Le cose che non mi sono andate giù sono parecchie.
Primo.
I motivi della multa.
La multa è stata affibbiata perché la cinese stava scaricando materiale per il suo negozio con un'auto non adibita a farlo (una normale berlina). E lo stava facendo perché un'altra legge aveva in precedenza regolamentato l'uso dei carrelli a mano, stabilendo le ore in cui potevano essere usati e le ore in cui no.
Siccome il mercato del trasporto delle merci tra magazzini e negozi, o tra camion e negozi, mal si presta ad orari prestabiliti, accadeva che i negozianti dovevano trasportare a spalle questi pacchi, oppure prendere un'auto e scaricarli il più vicino possibile al negozio.
Dopo una settimana a spaccarsi la schiena, e a dare l'impressione del mulo da soma agli occhi della gente, io credo che chiunque avrebbe deciso di arrangiarsi con l'auto. E credo pure che la comunità cinese avesse il diritto di incazzarsi per una legge così cretina. Dopodiché succede che si viene pure a scoprire che questa legge viene fatta rispettare in quartieri alterni. E il quartiere di via Paolo Sarpi è un quartiere SI, tanto è vero che i cinesi col carrello ne prendevano anche 4-5 al giorno, ognuna di 40 euro. E la comunità cinese potrebbe anche pensare che la legge sia stata fatta apposta per danneggiarli. O perché gli italiani sono razzisti. Questo era il clima. Inoltre, la multa comminata alla signora cinese prevedeva oltre all'ammenda, il sequestro dell'auto. Già questo, se c'ero io mi avrebbe fatto andare in bestia. Ma la signora è più calma di me e chiede che gli venga fatta solo la multa, chiudendo un occhio sul sequestro della macchina, che si può capire è un danno ingentissimo per una attività commerciale. A questo punto, la cinese dice che la vigilessa ha fatto finta di non sentire, cioè non si è degnata neppure di dire no.
I cinesi sono un popolo pacifico. Commerciale, stakanovista, ma pacifico. Il fatto che si incazzino a morte, vuol dire che non ne potevano proprio più. E' vero, non sono molto rispettosi delle regole, ma io non ho mai visto ne sentito, nel quartiere dove vivo, un cinese che si sia mai permesso di aggredire un italiano. Come tutti i popoli, hanno le loro due mafie (una è lo stato), ma questa si limita ad affari tra i cinesi. Il nostro Al Capone, in America, faceva di più. La violenza e la pericolosità, tra gli immigrati è generata da elementi di altre etnie, di cui adesso non mi preme discuterne.
La domanda è: è legittimo incazzarsi contro il trattamento ricevuto? Io penso che gli italiani avrebbero dovuto unirsi ai cinesi e ribellarsi a queste leggi ridicole e inutili e far capire a questa massa di paraplegici corrotti che ci governa, che hanno troppo potere e questo ci condurrà al disastro.
E sia chiaro che non parlo solo di quello che succede a Milano governato dal CDX, ma anche di quello che succede a Roma, dove gli ausiliari del traffico sostengono il bilancio cittadino, multando gli automobilisti che non trovano parcheggio perché il comune non risolve il problema. E non lo risolve perché altrimenti non si pagherebbero tutte queste multe.
Il fatto che i Cinesi abbiano questo coraggio, e noi no, dipende da due differenze:
80 anni di comunismo e povertà in patria gli han fatto capire quanto possano essere ingiusti i governi, e che le leggi non sono quasi mai giuste e mai a favore dei cittadini, ma sempre dei politici. Noi invece abbiamo una tale riverenza per il mito democratico, che abbiamo difficoltà ad ammettere che è una dittatura come un'altra.
Sono abituati a trovarsi i carri armati, i laogai, figurati se arretrano per quattro poliziotti in tenuta antisommossa, e due giorni di carcere extra lusso. Noi invece ci caghiamo sotto
Dunque trovo addirittura morale la sommossa. E mi sarebbe piaciuto avessero partecipato anche gli italiani.
La deposizione
E' stata messa agli atti (credo sul rapporto della digos) che la donna cinese avrebbe lasciato cadere suo figlio che aveva in braccio, per poter sferrare un pugno alla vigilessa.
Questa è una inverosimile cazzata, in quanto nessuna madre, ma nemmeno la Franzoni, avrebbe pensato una cosa simile. Perché scrivere una tale cazzata? Per coprire qualcosa?
Effettivamente, i giornali cinesi hanno pubblicato molte foto dove si vedono cinesi randellati come bestie, uno con l'impronta del calcio di una pistola sulla mascella e un altro con la faccia grondante sangue. Ora, io continuo ad essere a favore della polizia, che in quelle situazioni deve fare il suo dovere. E il suo dovere è sedare la rivolta. Certo non mi piace che calchi troppo la mano. Ma capisco che in quelle situazioni non può neanche permettersi il lusso di sottovalutare il pericolo. Ed è sempre meglio sopravvalutare un pericolo piuttosto che sottovalutarlo.
Ma che poi lo si debba nascondere è assurdo, ed è interamente colpa del politically correct che impone di non poter dare una randellata prima di essersi presi una coltellata.
Le dichiarazioni dei politici
Ma ovviamente, anche i livelli più alti della politica italiana non potevano esimersi dal concorrere alla gara delle magre figure. E quindi, dopo le accuse da parte dei cinesi di violazioni dei diritti umani, si sono affrettati a dichiarare di non accettare lezioni da governi che violano tali diritti in continuazione.
Ma questo presuppone che l'Italia invece, non li violi. Ma come ho più volte dimostrato, la violazione della proprietà privata è una violazione del diritto alla vita, analoga ad una parziale schiavitù.Ed in Italia questo accade in continuazione. Dalle tasse sulla proprietà a quelle sul capitale e sul reddito. Fino al servizio militare, che schiavizzava per un anno tutte le persone, e che solo grazie a Berlusconi ci siamo tolti dalle palle.
Ammesso e non concesso poi, che noi non violassimo i diritti umani, non capisco il principio per il quale , se una persona proviene da un paese in cui c'è una dittatura sanguinaria, non debbano vedere i loro diritti tutelati neppure in un paese ove questo si fa. E allora a cosa serve l'asilo politico? Forse a far studiare i nostri politici.
E' forse lecito passare coi carri armati sopra i Cubani, tanto Castro non rispetta i diritti umani.
Se Castro può passare col carro armato sopra un Cubano, lo posso fare pure io che governo l'Italia?