utente anonimo in Anna Carnesale
LibertyFighter in Anna Carnesale
utente anonimo in Anna Carnesale
gwendalyne in Anna Carnesale
utente anonimo in Anna Carnesale
Paxtibi in Anna Carnesale
eleida in Anna Carnesale
ilbuffone in Anna Carnesale
Paxtibi in Anna Carnesale
EleonoraM in Anna Carnesale
A Conservative Mind
Americani contro le tasse
Anche una lady nel suo piccolo si incazza
Astrolabio
Azione Umana
BlacKnights
FATTI D'EUROPA
Freedom To Fascism
Ideas Have Consequences
Il bosco dei cento acri
juventus che passione
La mia destra
La voce del gongoro
LEXI AMBERSON
Libertari
Parbleu!
Prima di parlare di Pinochet...
Realismo Energetico
Rivoluzione Italiana
Robinik
RoundHouse Kicks
Sarcastycon
Snow Crash
Ventinove Settembre
Xiaodong People
Zuppa di Porro
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
acqua
ambientalismo
berlusconi
calcio
capitalismo
cinesi
codice della strada
cronaca
diritti
droga
economia
energia
euro2008
eurss
famiglia
fiat money
giustizia
globalizzazione
immigrati
inflazione
interventisti
islamismo
kgb
libertÃ
libri
link
matematica
mitrhokin
moneta
multe
napoli
olimpiadi
olocausto
omosessuali
oro
personale
petrolio
politica
politically correct
positivismo
prezzi
religione
ristoranti
roma
ron paul
sanitÃ
satira
scienza non ufficiale
scuola
sesso
sex
sindaco di roma bastardo
socialismo
statali
storia
tasse
vaticano
visitato *loading* volte

L'ottimo PaxTibi pubblica sul suo altrettanto ottimo blog questa traduzione di un bellissimo discorso di Ron Paul, il candidato libertario (loro ce l'hanno) alla primarie repubblicane USA , nel quale si confuta la solita menata secondo cui il capitalismo ha fallito e l'interventismo statale si renderebbe vieppiù necessario.
Essendo un articolo di una perspicacia sconvolgente, lo riporto integralmente per facilitarne la lettura, ringraziando Pax per la diffusione dello stesso.
Mi riprometto di copiargli anche l'articolo contro le tesi Tremontiane scritto da Carlo Lottieri. :))
Invito tutti voi alla lettura ed ad un commento.
Di Ron Paul
Registro del Congresso - Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, 9 luglio 2002.
Oggi è un luogo comune politicamente corretto attribuire a quelli che vengono definiti gli eccessi del capitalismo per i problemi economici che affrontiamo, e particolarmente per la frode di Wall Street che domina i notiziari economici. I politici sono impegnati in una serrata campagna per presentare demagogicamente la questione mentre, naturalmente, non riescono ad affrontare la frode e l'inganno nei falsi in bilancio del governo federale – per i quali sono direttamente responsabili. Invece, la ciurma di keynesiani che guida lo show sfrutta l'opportunità per attaccare i mercati liberi ed ignorare la questione della moneta solida.
Così ancora una volta sentiamo il coro: “il capitalismo ha fallito; abbiamo bisogno di più controlli statali sull'intero mercato finanziario.” Nessuno chiede perchè i miliardi spesi e le migliaia di pagine di regole scritte dall'ultimo grande attacco al capitalismo negli anni 30 non hanno impedito le frodi e le truffe di Enron, WorldCom e Global Crossings. Tale fallimento di certo non può dipendere da una penuria di regole.
Ciò che si distingue per la sua assenza è un qualsiasi accenno al fatto che tutte le bolle finanziarie sono sature di esagerazioni, speculazione, debito, avidità, frode, di grossi errori nel giudizio di investimento, di disattenzione da parte degli analisti e degli investitori, di profitti di carta enormi, di convinzione che una nuova era economica è giunta e, sopra tutto il resto, di aspettative magiche.
Quando la bolla si gonfia, non ci sono proteste. Quando scoppia, il gioco della colpa comincia. Questo è particolarmente vero nell'era del vittimismo, ed è fatto su larga scala. Diventa rapidamente un problema filosofico, partigiano, di classe, generazionale e perfino razziale. Mentre evita la causa reale, tutte le accuse rendono difficile risolvere la crisi ed insidiano ulteriormente i principii su cui poggiano la libertà e la prosperità.
Nixon era nel giusto – almeno una volta – quando dichiarò “oggi siamo tutti keynesiani.” Tutta Washington è sincronizzata nel dichiarare che il troppo capitalismo ci ha portati al punto in cui siamo oggi. L'unica decisione che i pianificatori centrali di Washington prenderanno riguarda quali interessi particolari continueranno a trarre beneficio dalle montanti pretese di riforma. I vari interessi particolari presseranno pesantemente come gli investitori di Wall Street, le corporazioni, il complesso industrial-militare, le banche, i lavoratori, i sindacati, gli agricoltori, i politici e quant'altro.
Ma quello che non viene discusso è la reale causa e perpetrazione degli eccessi che si stanno dipanando ad un passo frenetico. Questa stessa risposta si presentò nei 30 negli Stati Uniti quando i nostri responsabili delle decisioni politiche risposero ad eccessi molto simili che si svilupparono e collassarono nel 1929. A causa dell'incapacità di allora di comprendere il problema, la depressione fu prolungata. Questi errori hanno permesso ai nostri problemi attuali di svilupparsi ad un grado molto più elevato. Considerate il fallimento nel cimentarsi con la causa della bolla degli anni 80, mentre l'economia del Giappone continua a languire al livello di recessione e di crescita zero, con il loro mercato azionario ad approssimativamente un quarto del suo picco di 13 anni fa. Se non facciamo attenzione – e finora non l'abbiamo fatta – faremo gli stessi errori che impediranno la correzione necessaria perché lo sviluppo economico possa riprendere.
Nei 30, era piuttosto popolare accusare del disastro l'avidità del capitalismo, della parità aurea, della mancanza di regolamentazione e della mancanza di un'assicurazione governativa sui depositi bancari. Gli uomini d'affari diventarono il capro espiatorio. Cambiamenti vennero fatti di conseguenza e l'economia sociale e di guerra venne istituzionalizzata. Il credito facile diventò il santo graal della politica monetaria, particolarmente sotto Alan Greenspan, “l'ultimo Maestro.” Oggi, malgrado la presunta protezione di questi programmi di governo costruiti nel sistema, ci troviamo in un caos più grande che mai. La bolla è più grande, il boom è durato più a lungo ed il prezzo dell'oro è stato sabotato deliberatamente come segnale economico. L'inflazione monetaria continua ad un tasso mai visto prima nello sforzo frenetico di spingere i prezzi delle azioni e continuare a gonfiare la bolla immobiliare, mentre evita le inevitabili conseguenze del credito facile. Tutto ciò avviene perché non siamo disposti a riconoscere che l'attuale politica sta soltanto preparando la scena per un enorme calo nel valore del dollaro. Tutti lo temono, ma nessuno vuole occuparsene.
L'ignoranza, come pure la disapprovazione per le restrizioni naturali imposte agli eccessi del mercato che il capitalismo ed un sano mercato impongono, induce i nostri capi attuali a rifiutare il capitalismo e ad incolparlo di tutti i problemi che affrontiamo. Se questo errore non verrà corretto ed il capitalismo verrà ancora più insidiato, la prosperità creata dal libero mercato verrà distrutta.
La corruzione e le frodi nelle pratiche di contabilità di molte aziende stanno venendo alla luce. C'è chi vorrebbe farci credere che questa è una parte integrante del capitalismo del libero mercato. Se avessimo un capitalismo del libero mercato, non ci sarebbero garanzie che una certa truffa non si verificherebbe. Quando accadesse, allora se ne occuperebbe l'autorità locale di applicazione di legge e non i politici nel Congresso, che hanno avuto la loro opportunità di “impedire” tali problemi ma hanno scelto invece di politicizzare la questione, usando l'occasione per promuovere le più inutili regole keynesiane.
Il capitalismo non dovrebbe essere condannato, poiché non abbiamo avuto il capitalismo. Un sistema capitalista presume una moneta sana, non dei soldi di carta a corso legale manipolati da una banca centrale. Il capitalismo presuppone contratti volontari e tassi di interesse determinati dal risparmio, non creazione di credito da parte di una banca centrale. Non è capitalismo quando il sistema è contagiato con regole incomprensibili per quanto riguarda fusioni, aquisizioni e vendite di azioni, insieme al controllo di salari e prezzi, al protezionismo, alle sovvenzioni corporative, alla gestione internazionale del commercio, alle complesse e punitive tasse corporative, ai contratti governativi privilegiati per il complesso industrial-militare, e ad una politica estera controllata dagli interessi corporativi e dagli investimenti stranieri. Aggiungete una cattiva gestione federale centralizzata dell'agricoltura, dell'educazione, della medicina, delle assicurazioni, delle operazioni bancarie e del benessere. Questo non è capitalismo!
Condannare il capitalismo del libero mercato a causa di una qualsiasi cosa che avvenga al giorno d'oggi non ha senso. Non c'è alcuna prova che il capitalismo esista oggi. Siamo profondamente implicati in un'economia interventista e pianificata che permette che grandi benefici vengano ottenuti dai meglio collegati politicamente di entrambi i partiti politici. Si può condannare la truffa ed il sistema corrente, ma deve essere chiamato con i suoi veri nomi: inflazionismo, interventismo, e corporativismo keynesiani.
Ciò che non è discusso è che il presente raccolto di fallimenti rivela che le distorsioni e le plateali menzogne derivanti dagli anni dell'orgia speculativa erano prevedibili.
In primo luogo, il Congresso dovrebbe studiare la truffa e l'inganno del governo federale nella contabilità, specialmente segnalando gli obblighi futuri quale la previdenza sociale, e come il sistema monetario distrugga la ricchezza. Quei problemi sono più grandi di qualsiasi cosa nel mondo corporativo e sono responsabilità del Congresso. Inoltre, è lo standard posto dal governo e dal sistema monetario che controlla ad essere le più importanti concause di tutto ciò che è oggi sbagliato a Wall Street. Laddove la frode esiste, è un problema statale piuttosto che federale, e le autorità statali possono far rispettare queste leggi senza alcun aiuto dal Congresso.
In secondo luogo, sappiamo perchè le bolle finanziarie accadono e la storia ci insegna che sono associate normalmente con la speculazione, il debito eccessivo, le promesse selvaggie, l'avidità, le menzogne e l'inganno. Questi problemi sono stati descritti da alcuni osservatori quando i problemi si stavano sviluppando durante gli anni 90, ma gli avvertimenti sono stati ignorati per un motivo. Tutti ci guadagnavano e nessuno si preoccupava, e coloro che ricordavano la storia vennero rassicurati dal presidente della Fed che “questa volta” una nuova era economica era giunta e di non preoccuparsi. L'aumento della produttività, si diceva, può spiegare tutto.
Ma ora sappiamo che, semplicemente, non è così. Le bolle speculative e tutte quelle di cui siamo stati testimoni sono una conseguenza degli enormi importi di credito facile, creati dal nulla dalla Federal Reserve. Essenzialmente non abbiamo avuto risparmio, che è una delle forze guida più significative nel capitalismo. L'illusione generata dai bassi tassi di interesse perpetua la bolla e tutto il male ad essa associato. E questo non è un difetto del capitalismo. Ci stiamo occupando di un sistema inflazionista ed interventista che produce sempre un'economia della bolla che finirà male.
Finora la valutazione fatta dall'amministrazione, dal Congresso e dalla Fed fa presagire il peggio per il nostro futuro economico. Tutto ciò che offrono è sempre la stessa ricetta, che non può in alcun modo aiutare. Tutto quel che fa è di guidarci più vicino al fallimento nazionale, ad un dollaro in rapido calo e ad un livello di vita più basso per la maggior parte degli americani, così come a minor libertà per tutti.
Questo è una brutta prospettiva che non deve accadere. Ma conservare il nostro sistema è impossibile se ai critici viene permesso di incolpare il capitalismo ed una politica monetaria sana è rifiutata. Più spesa, più debito, credito più facile, più distorsione dei tassi di interesse, più regole su tutto e più ingerenza straniera presto ci spingeranno nella molto scomoda posizione di decidere il destino del nostro intero sistema politico.
Se dovessimo scegliere la libertà ed il capitalismo, ristabiliremmo la parità aurea o ad una merce per il nostro dollaro. La spesa federale sarebbe ridotta, le imposte sul reddito sarebbero abbassate e non sarebbe imposta alcuna tassa sul risparmio, sui dividendi e sui guadagni in conto capitale. Le regolamentazioni sarebbero ridotte, le sovvenzioni di interessi particolari si interromperebbero e nessuna misura protezionista sarebbe consentita. La nostra politica estera cambierebbe, e riporteremmo le nostre truppe a casa.
Non possiamo dipendere dal governo per restituire la fiducia ai mercati; soltanto persone fidate lo possono fare. In realtà, la mancanza di fiducia nei quadri di Wall Street è sana perché è meritata e invita alla cautela. La stessa mancanza di fiducia nei politici, nel processo del bilancio e nel sistema monetario può servire come sano incentivo per la riforma nel governo di cui abbiamo bisogno.
I mercati si regolano meglio di come possano farlo i governi. Dipendere dalle regolamentazioni del governo per proteggerci contribuisce significativamente alla mentalità della bolla.
Queste mosse produrrebbero il clima giusto per liberare l'energia creativa necessaria semplicemente per servire i consumatori, che è il vero senso del capitalismo. Il sistema che alleva inevitabilmente il connubio corporazioni-governo vera causa del nostro attuale disastro continuo giungerebbe alla fine.
Non è stato il capitalismo a darci questa crisi di fiducia visibile oggi nel mondo corporativo. La mancanza di mercati liberi e di moneta solida lo ha fatto. Il Congresso ha un ruolo, ma non è un ruolo attivo. Il compito del Congresso è di togliersi di mezzo.
Premesso che il tirannicidio non è reato per un libertario, quando un tiranno, oppure una classe dirigente tirannica è anche idiota, oltreché sfrontata, comincio a credere che il tirannicidio, più che lecito sia moralmente doveroso.
Romano Frodi, che ha sia le caratteristiche del tiranno, sia quelle dell'idiota, ha confermato anche di avere la sfrontatezza necessaria a farsi impiccare per il bene del popolo italiano.
Non può leggersi altrimenti, la dichiarazione rilasciata alla camera dei Deputati (non ad un TG1 qualsiasi, al Parlamento), nella quale manifesta orgoglioso i successi di questo governo.
Sappiamo oggi che:
Prodi ha rimesso in piedi l'Italia
L'Italia grazie a Frodi, non ha assolutamente problemi tipo la mancanza di potere di acquisto dimezzata per tutte le classi sociali ad eccezione dei politici.
Grazie a Frodi, nessuno ha difficoltà a pagare i mutui a tassi variabili che le banche sue amiche han propinato ai fessi che ci son cascati.
In effetti gli italiani se ne sono accorti di questi benefici. Infatti il suo governo è apprezzatissimo dai sondaggi interni. La maggioranza poi ancora di più. Per la stampa estera siamo un Paese in crescita, in ripresa, come può essere agilmente verificato.
Leggere frasi tipo:
" Ecco un Paese in declino. O, ancora peggio, che sta andando in rovina"
è già sufficientemente sconfortante senza che dal pulpito del nostro governo si dica l'esatto contrario, gridando al complotto da parte di tutte le testate giornalistiche esistenti (anche Repubblica lo dice!!), da parte del Papa, degli Usa (che non si son mai degnati di incontrare re travicello), l'Europa, la Banca Centrale.....
Insomma. Povero Frodi, tutto il mondo complotta contro di lui, e adesso, a fronte di lampanti risultati positivi, rischia ugualmente di essere defenestrato....
Frodi e il suo governo ha creduto e crede nell’ambiente e nella sua tutela
Una frase simile, andrebbe pronunciata non al Parlamento, ma dall'alto di una montagna di monnezza a Napoli.
Cosicché i cecchini possano meglio prender la mira.
Nello Zimbabwe del mitico dittatore Mugabe, l'inflazione è al 15000 % annuo. la disoccupazione all'80% ed un rotolo di carta igienica è un inaccessibile lusso.
Ma Mugabe continua a dichiarare che va tutto bene.
Un tempo non lontano, italiani ed italioti, vittime e correi di Frodi, ridevamo di simili dichiarazioni irrazionali dei dittatori giunti al termine della carriera. Adesso queste dichiarazioni si fanno nel nostro paese. Nella nostra terra.
Frodi e compagnia bella ci han tolto due anni di vita. Ci lasceranno nella merda per i prossimi venturi.
Chi paga per questo?
Paga Frodi? Paga TPS? Paga Fisco? Paga il Pecoraro?
No cari italiani, ma soprattutto cari sinistri, cari italioti, cari "io sono un coglione".
Paghiamo tutti questo governo di mentecatti, questo governo di inetti, questo governo che ha sprecato lo sprecabile e distrutto il distruttibile. Ma con una differenza.
Quando arrivate a fine mese e come noi, non potete pagare la luce, il telefono, non potete comprare un paio di scarpe a vostro figlio, pensate a Frodi e Fisco, che per premio hanno avuto vitalizi e soldi a sufficienza per comprare un calzaturificio ai loro pargoli.
E pensate, cari italioti, che se avete il coraggio di girare con cartelli "io sono un coglione", abbiate almeno il coraggio di astenervi dal votare.
Più in generale, siccome so che siete vittime alla stessa maniera di noi che la mortazza non l'abbiam votata, se proprio volete contribuire a decidere a quali figli di puttana affidare le nostre vite, leggetevi almeno un pò di trattati di economia austriaca, invece che bervi le cazzate dei politicanti.
Nel 2008, il quadro della conoscenza delle dinamiche economiche da parte degli italiani che votano è sconfortante signori.
Signori miei, siete ancora pronti a bervi le idiozie sull'inflazione che aumenta per l'aumento dei prezzi???
Siete ancora pronti a credere a puttanate come scala mobile, stipendio di cittadinanza (o come Caruso lo chiama), CCN, redistribuzione ?
Credete ancora che all'aumentare della tassazione aumenti il benessere?
Siete soddisfatti di pagare la benzina 10 volte il suo prezzo ed ogni altra cosa il 20% in più?
Credete ancora che questo faccia bene all'economia?
Credete davvero che la ricchezza sia un dato assodato?
Credete ancora che Stato e Sindacati siano dalla nostra parte?
Credete veramente che lo Stato siamo noi?
Perché cari italiani ed italioti, se non ci credete più, o se per lo meno alberga in voi qualche dubbio che i politici siano una massa di figli di puttana, se questi dubbi sono sufficienti per evitare di vedervi da soli a darvi dei coglioni mentre i politici si congratulano di quanto riescono ad inebetire il popolo, allora, cominciate a pensare che:
se lo Stato sono Loro
se Stato e Sindacati NON sono dalla nostra parte
se la ricchezza va prodotta e non è un dato del problema economico
forse è meglio che Stato e Sindacati NON abbiano il potere di distruggerci tutti quanti. E non lo abbiano soprattutto rischiando solo di non essere rieletti.
Ma perché se fallisce una società privata, gli vengono pignorate pure le mutande, mentre al sign Frodi e al sign TPS gli viene elargita una pensione?
Se ci saranno le prossime votazioni, se sperate ancora che tramite il voto si possa scongiurare la bancarotta stile argentina, la guerra civile e i susseguenti morti, cercate tra i programmi quelli che dichiarano di voler ridurre l'ingerenza dello Stato, il peso dello stesso, circoscrivere le sue funzioni.
Non lo faranno. Ma saranno meno lesti nell'andare nella direzione opposta.
In seguito, avversate di ogni proposta di legge che limiti le vostre libertà, battetevi, se ne avete il coraggio, per la meritocrazia, cestinate chi vi promette il paese di bengodi.
I nostri genitori,i nostri nonni, quando ancora qualcuno li ascoltava dicevano
nessuno vi regala niente.
Non lo faranno certo i politici o i sindacati.
E per finire...
Se un qualsiasi altro politico vi fa un discorso fumoso e strambo, e alla fine vi promette la felicità , mandatelo affanculo seduta stante. La felicità, o la ottenete da soli, o non ve la può dare nessuno.
Se uno vi parla di felicità è perché non ha intenzione di lasciarvi dei soldi in tasca.
E per finire, fate un piacere al resto d'Italia, e al mondo intero.
Andate nel vostro studio. Prendete quel bel tomo polveroso con su scritto Il Capitale suddividetelo in tanti pezzettini, e utilizzatelo per accendere il caminetto.
I camionisti sono entrati in serrata. Nel momento in cui scrivo, grazie alla solita calata di braghe governative, hanno anche interrotto la serrata.
Le prese di posizione dei parlamentari sono diverse, a seconda dello schieramento a cui appartengono. Da sinistra si dichiara inaccettabile la protesta dei "padroncini", tanto vituperati dai compagni per la lotta di classe.
Dalla destra, si dichiarano fondati i motivi della protesta, ma sbagliata la stessa nei modi.
Perché questo?
Perché, cari due lettori, questa volta la protesta è arrivata da una categoria produttiva. Da quel cuore pulsante dell'Italia, che ormai coperto di vasellina in ogni orifizio, continua imperterrito a produrre la ricchezza che altre parti del paese, illegittimamente usurpano con la violenza.
E adesso, la parte produttiva del paese ha voluto mostrare un'amara verità.
Non ci sono governi con la bacchetta magica.
Non c'è una ricchezza a prescindere.
Non ci sono sindacalisti, politici, demagoghi vari che possono far star bene il paese.
A far star bene il paese ci pensa sempre e SOLO il mercato. Che può solo essere ostacolato dalle decisioni imposte dai suddetti personaggi.
I camionisti ci han dimostrato, per quella gran parte d'Italia che ha ancora bisogno di queste dimostrazioni , che se si ferma la parte "sana" del paese, il resto è aria fritta. Che il paese lo mandano avanti queste categorie di persone: i liberi imprenditori, i commercianti, gli artigiani.
E non è un caso che lo sciopero dei Tir abbia avuto un effetto molto più devastante di qualunque sciopero generale indetto dalla Trimurti.
Se si fermano gli statali, i danni sono veramente pochi. Se si fermano i lavoratori dipendenti nelle fabbriche, i danni sono maggiori. Se si fermano i trasporti pubblici, la gente se ne frega e va con i mezzi privati.
Ma se a fermarsi sono i privati, coloro che muovono l'economia, lo shock è immenso. Un intero paese ridotto a girare in bicicletta e a mangiare scatolette.
E allora, si alzi chi ancora dice che istruzione, sanità e previdenza debbano essere lasciati allo stato perché
troppo importanti per il popolo per lasciarli gestire ai privati.
La semplice distribuzione si è o no rivelata molto più strategica delle suddette discipline?
Se dunque i motivi che spingono uno stato ad arrogarsi il diritto di impartire istruzione, di elargire sanità e previdenza fossero l'importanza, dovremmo vivere da un pò con una distribuzione, ed ancor più una produzione socializzata.
Questo però non si fa per due motivi.
Il motivo principale è che lo stato nazionalizza istruzione sanità e previdenza per motivi completamente diversi da quelli dichiarati.
Il secondo motivo è che se si nazionalizzano questi servizi, l'inefficienza che ne deriva condurrebbe inevitabilmente l'Italia o lo stato in questione nella più assoluta inedia e miseria.
Non entro nel merito delle richieste dei camionisti. La serrata dei tir è l'avvisaglia di quanto le categorie produttive contino e di quanto siano vessate e violentate dall'attuale esecutivo.
La serrata dei tir è il grido di ribellione non soltanto dei camionisti, ma di tutta l'Italia che lavora e produce, che mostra chiaramente al governo che la maggioranza silenziosa è più potente di tutte le categorie statalizzate e sindacalizzate che questi possono cooptare nel circolo degli appoggi e degli aiuti statali.
Non a caso, se la protesta non si fosse interrotta grazie al calo di braghe governativo, le conseguenze avrebbero potuto essere devastanti. Il governo si è trovato impotente. Le pseudo garanzie contro lo sciopero, quali la precettazione non possono essere invocate quando è un libero imprenditore a non voler lavorare. Altre prove di forza quali il ritiro della licenza o altre simili amenità, possono forse punire i camionisti, ma non risolvono il problema, in quanto non c'è nessuno che possa fare il lavoro dei camionisti. Almeno non a brevissimo termine, in modo da evitare gli effetti disastrosi della serrata.
Prodi ha rischiato molto più che la poltrona in questa occasione. Prodi ha rischiato di fare la fine di Allende. L'Italia è stata ad un passo dalla guerra civile, semplicemente perché dei lavoratori autonomi hanno deciso di mettersi d'accordo e dire:
Basta, a queste condizioni non lavoro.
Ed è per questo che io, distante come al solito anche dalle posizioni "costituzionaliste" del centro destra, sto con i camionisti.
E mi auguro che queste manifestazioni, qualora necessario, vengano ripetute sempre più con maggiore fermezza.
Che facciano serrata i rivenditori al dettaglio.
Che facciano serrata i tabaccai
Che facciano serrata le ditte di telecomunicazione.
Che facciano serrata le fabbriche.
Che facciano serrata tutti i "padroncini" che sempre più sono vessati da tassazione e regolamentazioni caotiche e senza senso, solo per permettere ad un sistema clientelare immenso di autofinanziarsi, permanere ed espandersi.
Che faccia la serrata il capitalismo. Che si mostri alla gente cos'è una nazione senza capitalismo.
Che si sbatta in faccia ai socialisti nostrani cosa sarebbe il mondo senza il capitalismo, affinché un domani ci sia la coscienza di ringraziarlo per tutto quello che abbiamo, e si rivolgano altrove le invettive per i problemi irrisolti, per i cosiddetti "guasti" del mercato.
E quando tutti avranno coscienza che "capitalismo" significa maggiore ricchezza per il maggior numero di persone possibile, forse riusciremo finalmente a sdoganare Marx e tutti gli infami figli di puttana che con le loro teorie sociali hanno seminato miseria e morte per tutto il mondo durante il secolo scorso.
UPDATE
Leggete un pò qui. Se sciopera solo Alitalia, ci fa una figura ridicola. Se scioperano tutti i trasporti, un pò rompono le palle, ma non vedo come giustificare uno sciopero degli autobus e dei treni a causa di una cessione di Alitalia.
Notate come la calata di braghe del governo abbia subito fatto parlare altri, ben più tutelati dallo stesso governo di scioperi senza forme e garanzie.
Ma come, due giorni fa lo sciopero senza forme e garanzie era un attentato. Adesso?
Ma io ne approfitterei. Speriamo in un mega sciopero di Alitalia. Lo precettiamo (questo si può, sono dipendenti) , loro vanno avanti e li licenziamo tutti senza forme e garanzie così in un colpo solo ci togliamo dai coglioni sindacati merdosi e deficit Alitalia.
Anzi, speriamo partecipino pure le FS.