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E' finita ieri sera la partecipazione italiana agli Europei di Austria e Svizzera. Schiantati ai rigori da una Spagna che non è mai stata messa in difficoltà dagli azzurri. E spero vivamente finisca anche una certa era. Non soltanto l'era Donadoni, che sarebbe giusto finisse, almeno per le dichiarazioni che fa, nelle quali sembra non capire quali siano stati i difetti di questa Italia.
Una Italia che in quattro partite non ha mai fatto un goal su azione. Mai un goal degli attaccanti. Che ha battuto solo una squadra, la Francia, e solo perché tra l'inizio della partita , l'infortunio del loro miglior giocatore e la scelleratezza di Abidal sono passati solo venti minuti.
Altrimenti non avremmo vinto neppure quella partita.
Ma voglio prenderla da più lontano. Non ne posso più di queste Nazionali. E' possibile dico io che in Italia si debba per forza, quasi fosse un dogma fideistico, a prescindere dagli allenatori, giocare sempre con uno stampellone alto e con i piedi fucilati (caratteristica necessaria) in avanti e altri dieci personaggi a lanciargli palloni lunghi?
E non è una caratteristica mostrata solo da Donadoni e Toni, perché anche all'epoca di Vieri, il nostro gioco è sempre stato questo.
Mai palla bassa. Movimenti senza palla tabù. Triangolazioni? Cos'é siamo ad un corso di astronomia?
Che schifo.
Sono 20 anni che guardo l'Italia e 20 anni che gioca così. Un pò meno nelle gestioni Lippi e Sacchi, ma prevalentemente così.
Che poi, lo stampellone alto al centro sarebbe anche comodo, se tu andassi sul fondo a crossare. Ma noi no, crossiamo dalla trequarti. Abbiamo sempre crossato dalla trequarti. Non li schieriamo centrocampisti che guadagnano il fondo, né difensori che risalgono la fascia con continuità.
Siamo l'unica squadra al mondo ormai che appena si ritrova due giocatori con i piedi buoni, si chiede se possano convivere. Gli altri, vedi Olanda, vedi Spagna, li schierano tutti. Noi, dal 1970 con Mazzola e Rivera, poi Baggio Signori, Del Piero Baggio, Totti Del Piero, Del Piero Cassano, Totti Cassano.
Sempre dualismo. Dovessimo mai infilare tre passaggi azzeccati.
Così anche ieri, ti ritrovi un Cassano che, causa assenza di movimenti senza palla (perché non li facciamo mai da 20 anni a questa parte??), è costretto a saltare un uomo, poi chiede l'uno due. E lo chiede a chi?
A Toni, che non riuscirebbe a ridargli la palla neanche con le mani, o ad Ambrosini, che neanche capisce che deve andare a prendersela.
Perché non ci basta, a noi Italiani azzoppare un attacco con lo stampellone dai piedi fucilati (Vieri, Toni), ma dobbiamo anche inzeppare il centrocampo di falegnami a basso costo. Ieri la Spagna ha schierato sei centrocampisti. Il più scarso aveva la tecnica di De Rossi.
Noi, mai più di due tecnici a centrocampo. Servono i taglialegna. Allora si Gattuso, si Ambrosini, si Perrotta. Ma Camoranesi no. De Rossi forse.
E poi non si vede una palla che sia una, correre rasoterra. Che schifo.
Io mi sono veramente stufato di vedere martirizzati tutti i giocatori di talento, con tecnica e fantasia che produce l'Italia, da allenatori e mentalità Nazionale rimasti al catenaccio di Herrera.
Produciamo un mare di talenti. Ma sempre uno solo a partita. Poi tutti spaccalegna.
Giocare con Del Piero e Cassano invece di Cassano Toni? No. Poi il lancio alla vivailparroco dal centrale difensivo, chi lo intercetta?.
Aggiungere Camoranesi a centrocampo per permettere a Cassano DelPiero e lui, con Pirlo e De Rossi quando possibile, di far muovere la palla, di fare rapidi scambi a terra?
No. A che serve tutta sta gente coi piedi buoni? Taglia legna e stampelloni.
Che poi, a questi ultimi si da una fiducia enorme rispetto ai giocatori tecnici.
Toni fa quattro partite da 5. E' sempre titolare, mai sostituito.
Del Piero fa 65 minuti da 6. Fine dell'europeo.
Cassano... Tolto dopo 60 minuti.
CHE SCHIFO.
E lo schifo più totale è che sono 20 anni che la pensiamo così.
E' umanamente possibile che mi tocca SOGNARE che la nazionale italiana giochi come la Russia?
Compratemi Hidding.
Veniamo ad un'altra amenità tipica del calcio italiano. I rigori.
Dunque:
Italia90 Argentina Italia Ai rigori
Usa94 Italia Brasile Ai rigori
Francia98 Italia Francia. Ai rigori
BelgioOlanda2000 Italia Olanda Ai rigori
Corea2002 Italia Corea del Sud C'eravamo quasi riusciti, ma Ahn alla fine ha spezzato i nostri sogni
Germania06 Italia Francia ai rigori.
Austria-Svizzera 2008 Italia Spagna ai rigori.
Siamo l'unica squadra che può fare una statistica sui rigori completa ed approfondita. Quante altre squadre hanno terminato tante partite ai penalty? Ieri, siamo entrati in campo con l'obbiettivo di andare a sculare ai calci di rigore. Dal 1 minuto al 120 minuto, il nostro obbiettivo sono stati i rigori. Come in altre occasioni (Italia Francia (1998), Italia Brasile.
Ci piacciono. Li amiamo, perché quando poi, come è giusto che sia usciamo, possiamo dire
Beh- Ma ai rigori, cosa vuoi che significhi?
Non abbiamo perso, abbiamo pareggiato ed avuto sfortuna.
Capita a tutti di sbagliare un calcio di rigore.
NO
E' più onorevole perdere sul campo lottando che chiudendosi per arrivare ai rigori. Propongo che, ad eccezione delle finalissime, quando siamo al 120 esimo, e non abbiamo ancora segnato, si passi la palla al portiere e questo si faccia autogoal. Almeno partiremmo determinati a NON andare ai rigori.
Che schifo che schifo che schifo.
Sono le prime impressioni che ho avuto, al termine di Olanda Francia. I vicecampioni del mondo, annichiliti esattamente come i campioni. In quest'ottica, il disastroso inizio degli italiani assume contorni meno drammatici. L'olanda sembra veramente un Dream Team. Goal bellissimi, tecnicamente difficili, ed a valanga.
Dal canto suo, l'Italia gioca con la Romania una buona partita. Concede poco obbiettivamente. Rumeni al tiro praticamente solo con punizioni da 30 metri, in goal con un assist di Zambrotta e ad un passo dalla vittoria con un paio di assist dell'arbitro che, prima annulla un goal regolare a Toni e poi concede un rigore "assai dubbio" <--- eufemismo, alla Romania a 10 minuti dal termine. Roba da spezzare le gambe, Ma non le mani del Gigi Nazionale che salva l'Italia da una prematurissima eliminazione.
Veniamo alla squadra. Donadoni capisce di aver toppato molto all'esordio e presenta una squadra cambiata per la metà. Prestazioni maiuscole di Grosso, imprendibile per buona parte della gara nella sua fascia di competenza, di Chiellini, che oltre a chiudere sempre in difesa serve anche un assist per l'altro centrale italiano, Panucci. Anche lui, goal a parte, gioca un'ottima prestazione da centrale. Cosa che devo ammettere, non mi aspettavo. Forse, a 35 anni, il ruolo di centrale gli si adatta di più del terzino.
A centrocampo, maiuscola la prestazione di De Rossi, dopo i primi minuti nei quali risultava un pò imballato. Perrotta non pervenuto. Pirlo. Secondo la FIFA, migliore in campo!! Secondo me, da 5. Troppo spesso svagato, ha evitato di rincorrere un paio di palloni che gli passavano vicino, lasciando che la Romania ci attaccasse pericolosamente. Concordo con Mazzola. La FIFA non capisce nulla di calcio.
In attacco. Sufficiente la prestazione di Del Piero, nulla di eccezionale per carità, ma buoni i dialoghi, un paio di assist pericolosi: uno per Toni che non arriva di scivolata, uno che ha portato al tiro di testa di De Rossi dopo una sponda di petto di Toni. Tiri.. Solo una punizione sparata in curva.
Toni, un tantino di più di Del Piero per il mazzo che si è fatto per far salire la squadra. E per un goal annullato.
Delude la fascia destra. Zambrotta disputa forse la sua peggiore partita, appena mitigata da due buone incursioni nella ripresa, una volta entrato Cassano. Camoranesi, meglio dell'altra partita, ma sicuramente si conferma non in buone condizioni fisiche.
Ottimo Cassano quando è entrato.
Sinceramente, non ho visto l'utilità di togliere Del Piero per Quagliarella, quando la premiata ditta Cassano Del Piero Pirlo aveva cominciato a far girare la palla.
Avrei preferito un Borriello per Toni. O ancora meglio, una sostituzione di Camoranesi più prematura.
Comunque. Una partita che meritavamo di vincere. Che per grande sfiga non abbiam vinto. Non ho nulla da imputare agli azzurri (tranne Zambrotta ovviamente). Ringrazio San Gigi e spero che Donadoni non stravolga più di tanto questa formazione.
Vorrei poter vedere l'Italia che va avanti battendo la Francia. O la Francia che va avanti battendo l'Italia, se se lo merita. Mi dispiacerebbe molto che l'Olanda regalasse una impossibile vittoria alla Romania, facendo fuori Francia ed Italia. Sinceramente non credo che Van Basten ricorra a questi mezzucci. E poi, considerata la fine di Danimarca e Svezia quattro anni fa, non porta neanche tanto bene comportarsi così.
Vedremo
Tra le riserv
Come ormai usanza, scrivo un articolo dedicato al campionato italiano di calcio, il giorno della sua chiusura.
Dopo diciannove anni, l'Inter vince lo scudetto. Meritatamente, almeno fino a gennaio, quando aveva letteralmente ammazzato il campionato. Avrebbe meritato di perderlo per come ha giocato nella seconda parte, e per come ha dilapidato alla sua maniera l'enorme quantità di punti di vantaggio.
Si è ripreso all'ultima giornata, grazie a quell'unico fenomeno che si ritrova ad avere: Ibrahimovic.
E' interessante notare come tifare inter sia un must del giornalismo italiano. Ieri a “Quelli che il calcio”, praticamente tutti gufavano Roma. Eppure, a conti fatti, la Roma avrebbe meritato anch'essa lo scudetto. Ma sarà il bel sorriso di Moratti, il ciuffo cacio e pepe di Mancini, tutti a tifare Inter.
E tutti a ribadire un inesistente terzo scudetto consecutivo.
Dove il primo lo han vinto ad una partita di tressette. Il secondo, con il gratta e vinci, stile “ti piace vincere facile?” , avendo penalizzato tramite il loro uomo Rossi, tutte le possibili pretendenti al titolo, la vittoria è stata una farsa.
Ma sempre meglio di quello dell'anno prima, dove sul campo erano arrivati terzi.
Questo è il primo scudetto che l'Inter vince giocando a calcio, fra suoi pari.
E' interessante notare anche il bis-pensiero giornalistico. Ho letto che Ibrahimovic avrebbe vinto in Italia 4 scudetti. Due con la Juve e due con l'Inter. Si ammette implicitamente che gli scudetti assegnabili all'inter siano solo gli ultimi due. E che l'altro, quello della farsa di calciopoli, fosse stato vinto dalla Juventus. Con Ibrahimovic.
Benché abbia vinto il campionato, l'Inter rimane la squadra che rispecchia la società di Moratti, approssimativa, sgarbata e piena di sé. La pena che riesce tutti gli anni a fare in Champions League ne è la prova.
Libertyfighter spera che Moratti ceda al più presto la società, per poter tornare a vedere l'Inter amministrata da gente seria.
Per adesso, mi limito a fare i complimenti per uno scudetto finalmente vinto sul campo e ad armi pari.
Dal canto suo, la Roma dovrebbe prendersela con se stessa, piuttosto che reclamare sugli “aiutini” avuti dall'Inter. Vizio che i romanisti han sempre avuto, dai tempi di Turone, assieme agli interisti, che per una volta si ritrovano sul banco degli accusati. Ma queste recriminazioni, a meno di colpi di stato stile Guido Rossi a capo della FIGC, lasciano il tempo che trovano. La verità, come sempre è stato, che la Roma lo scudetto lo ha perso sul campo, pareggiando con il Livorno, perdendo col Siena, non riuscendo mai a vincere gli scontri diretti con L'Inter.
Ma la cultura della sconfitta, come dimostra la Juventus, è dura da digerire in Italia, dove tutti sono abituati a gridare allo scandalo quando perdono, e mettere le mani avanti sulla regolarità quando e se vincono.
Vedremo se la Roma riuscirà a prendersi una parziale rivincita in Coppa Italia.
Veniamo alla Juve. Se ancora ce ne fosse bisogno, ha dimostrato di essere sempre Lei. Quella degli scudetti come ciliegie. Quella che ammazzava i campionati prima di Guido Rossi. Dopo aver vinto un Mondiale con metà dei titolari nella nazionale italiana, dopo aver vinto in scioltezza il campionato di serie B e la relativa classifica marcatori, la Juventus da neopromossa centra la terza piazza. Si toglie la soddisfazione di aver battuto l'Inter, la Roma ed il Milan, va ai preliminari di Champions League.
Dimostra ancora una volta che ha sempre vinto per meriti propri.
Basta dare una occhiata alla classifica marcatori.
Del Piero
Trezeguet
Borriello
Ibrahimovic
Mutu
Quattro dei primi cinque cannonieri dell'attuale serie A, militavano nella Juventus di Capello. Aggiungete 5 campioni del mondo (Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Del Piero), un pallone d'oro e tre vicecampioni (Vieirà, Trezeguet, Zebina), e senza l'aiuto di Rossi o di Moratti, capirete perché quella squadra vinceva.
Discorso a parte merita Del Piero, che quest'anno ha convinto tutti. Non si ode più una voce fuori dal coro nell'idolatrare questo campione. Incredibile come l'Italia sia il paese delle banderiuole. Non si odono ammissioni di colpa per coloro che per anni lo han descritto come finito. L'Italia è così. Prima 40 milioni di fascisti, poi 40 milioni di antifascisti, poi 40 milioni di antidelpiero, adesso 40 milioni di delpieristi, da sempre.
Del Piero ha la quasi certezza di andare all'Europeo. Ha la possibilità di incidere pesantemente sulla Nazionale. E se la portasse alla vittoria, avrebbe la concreta possibilità di centrare l'unico obbiettivo che gli manca nella carriera. Il pallone d'oro.
Le mie sincere congratulazioni vanno alla Fiorentina. Che alla faccia di chi dice che il campionato è falsato perché vincono sempre i soliti, costringe un pessimo Milan alla coppa Uefa, e si ritaglia uno spazio per i preliminari di CL. Una squadra giovane, con talenti certi (Montolivo, Pazzini, Gamberini,Mutu) e potenziali (Santana, Osvaldo), allenata da un ottimo allenatore. E l'unica che abbia battuto sonoramente la mia Juventus, senza errori arbitrali evidenti (Napoli e Reggina), o enormi dosi di buona sorte (Palermo).
Ha avuto il coraggio e la determinazione per provare a vincere la coppa Uefa, che probabilmente avrebbe portato a casa se fosse arrivata contro i russi.
Chapeau.
Il Milan deve cogliere l'occasione per rinnovare il pacchetto arretrato, e comprare qualche rincalzo decente. Ha inoltre l'occasione di vincere la coppa Uefa, alla quale non partecipa da tanto e che credo non abbia mai vinto.
Sul fronte retrocessioni invece, non ho trovato per nulla elegante la salvezza del Catania. Il fatto che ormai l'Inter avesse vinto, avrebbe dovuto stimolare i romanisti intanto a rimanergli attaccati, piuttosto che a 3 punti, poi a terminare un campionato con onestà, senza regalare la salvezza al Catania. Per rispetto dell'Empoli, che aspettava proprio il risultato della partita. Niente di doloso, per carità. I catanesi avevano tante motivazioni. I romani nessuna più. Però il “tirare i remi in barca” è stato evidente e molto indelicato.
In attesa del prossimo campionato, che vi anticipo che NON vincerà l'Inter, rinnovo i complimenti ai campioni d'Italia.
Riporto un articolo di libero.it (da non confodersi con il giornale di Feltri), che pubblica una dichiarazione di Luciano Moggi riguardo alla strategia della Juventus. Sono pienamente daccordo con lui.
E spero che scontata la squalifica torni alla Juventus.
Da notizie.libero.it
Come ormai comincia a capitarmi più spesso del previsto, anche questo post, parlerà di calcio.
E' impossibile infatti per uno juventino, non analizzare la situazione che si è venuta a creare nel calcio italiano negli ultimi giorni. Come al solito, ci sono stati degli errori arbitrali, che hanno provocato le consuete e stantie recriminazioni dei penalizzati e gli strali sui campionati falsati e sulla "sudditanza psicologica.
Addirittura, un giornale ha stilato l'inutile classifica "senza torti arbitrali", che vedrebbe la Juventus in testa (!??) seguita da Roma e Inter.
Classifica, che manco a dirlo, sarebbe infinitamente contestabile, in quanto infiniti sono gli episodi che potrebbero essere giudicati diversamente, non visti o non analizzati dalle moviole.
Mi convinco sempre più che ciò che tiene unita l'Italia è l'INVIDIA.
L'Italia è una repubblica democratica fondata sull'Invidia di classe e verso i vincenti.
Questo dovrebbe recitare l'articolo primo della nostra Costituzione.
Del resto, essendo fatta da un partito politico che sull'invidia verso chi "riesce" ha basato la propria esistenza, mi pare anche piuttosto in tema.
L'invidia di squadre come Inter e Roma verso Juventus e Milan ha alimentato il finto scandalo di Calciopoli.
L'invidia di Moratti ha spedito la Juventus in B e penalizzato tutte le altre pretendenti allo scudetto.
L'invidia di Moratti ha portato Ibrahimovic all'Inter.
L'invidia dei vari giornalisti romani o filo interisti, ha rischiato di far naufragare l'Italia al mondiale 2006 ancor prima di cominciarlo.
Frutto solo dell'invidia verso i vincenti (a suo tempo Milan e Juventus) è stato lo scandalo Calciopoli, l'ascesa di Guido Rossi, la scontata destinazione degli scudetti vinti sul campo dalla Juve.
Ma la stessa invidia, una volta placatasi l'ira contro Luciano Moggi, colpevole di fare bene il suo lavoro, tanto da essere conteso sia dal Milan che dalla stessa Inter del "signor" Moratti, si è spostata verso i vincenti di turno. L'Inter.
Non passa giornata che ogni partita dei nerazzurri non venga esaminata al microscopio e vengano esaltati tutti gli errori in suo favore e attenuati quelli contro.
Gli strali dei giornali romani (Il Corriere dello Sport è un pò "La Repubblica" in campo sportivo), hanno ricominciato a levarsi verso il "potere occulto".
Ma stavolta sono gli interisti a doversi difendere. E lo fanno, rimarcando con una spocchiosa convinzione, la loro "antropologica superiorità" rispetto a quella Juventus.
Che è un pò il discorso che ha sempre fatto un'altra grande perdente della storia. La sinistra socialista e comunista, che sconfitta dai fatti, grida a manovre dei "poteri forti" e rimarca la sua inesistente superiorità....
Si rassegnino i siori M&M (MorattiMancini). Noi questi strali li abbiamo ascoltati per dieci anni. Loro al primo anno già si fan saltare i nervi???
Da juventino, come ho sempre fatto dico che l'Inter si trova in testa al campionato perché è più forte di Juve e Roma. Esattamente come in passato la Juventus era in testa perché più forte dell'Inter, il Milan della Juventus etc etc etc.
La Roma, con tutta la buona volontà, solo un anno è stata più forte. E solo un anno ha vinto lo scudetto. E' strano che quell'anno non si sono evidenziate inchieste del CorSport sui favori arbitrali concessi alla Roma, nonostante uno stop di Totti con la mano abbia addirittura condannato il Napoli alla retrocessione.......
Gli errori arbitrali ci sono sempre stati, e che vengano favorite le squadre più forti è un errore ineliminabile nel calcio, dovuto a un mix di rispetto e di probabilità, in quanto gli episodi contestabili a favore della squadra più forte sono di norma di più di quelli a favore delle squadre meno forti.
Inoltre, la televisione tende ad accentuare i "casi del giorno", che riguardano immancabilmente le teste di serie e non le ultime della classe.
Da juventino dico che una squadra che va a Siena e prende 3-0 farebbe bene a far smettere di parlare tifosi e giornalisti e fare mea culpa. Perché NON si vincono campionati perdendo 3-0 a Siena.
Come del resto non si vincono pareggiando 1-1 in casa con l'ultima in classifica. A prescindere dagli errori arbitrali che possono riguardare gli altri.
Ma almeno la Juventus, e i giornalisti filo juventini, non hanno mai fatto congetture su manovre di palazzo.
Come del resto, e qui anche vorrei mettere un punto fermo,
NON VINCI UN MONDIALE PRENDENDO DUE GOAL REGOLARI DALLA COREA DEL SUD
Questo a prescindere dal fatto che ci sia stato Moreno o un altro.
Per quanto riguarda l'Inter però, sarebbe bello che ammettesse che finché gli è convenuto, ovvero fino a quando non era la più forte, ha alimentato il fuoco del giustizialismo e ne ha tratto giovamento. Ha allegramente rubato uno scudetto e creatosi un campionato ad hoc che non poteva perdere, ha fatto incetta dei giocatori più forti della Juventus a prezzi stracciati, e ha dato inizio ad un ciclo proprio grazie al sentimento INVIDIA elevato a sistema di denigrazione degli avversari (altro modus operandi sinistro. Ma quante coincidenze).
Quindi, sebbene sia perfettamente conscio che l'Inter attualmente vince perché più forte, sono ansioso di uno scandalo Calciopoli bis, che tolga di mezzo l'Inter, spedendola in B, revocandogli due o tre scudetti, e svincolandogli tutta la rosa.
Un altro scandalo montato sul nulla, come sta montando adesso, che punisca chi ha seminato vento e adesso, che non ne ha più bisogno, predica a vanvera sulla "buona fede arbitrale" e sulla sua correttezza antropologica.
Aspettiamo che l'INVIDIA Romana, ben lontana dall'accettare la pochezza caratteriale dei suoi giocatori, riesca a scatenare un'altra annata giustizialista, distruggendo Moratti e una squadra fortissima, ma nata con la truffa e l'inganno, da una persona che, oltre che infinitamente sgarbata, non può certo assurgere a esempio di correttezza e legalità, essendo esperto in falsificazione di documenti ed immigrazione illegale.
Ieri Berlusconi ha confermato quello che andavo dicendo da un anno riguardo Calciopoli. Adesso che è un politico a dirlo, forse avremo anche un crisma di ufficialità.
Colgo l'occasione da sportivo e juventino, per fare i complimenti al Milan che diventa la squadra più forte del mondo e la più titolata della storia. Orgoglioso che competa con la Juventus in campionato. (Per la CL aspettiamo l'anno prossimo).
E chapeau per un giocatore che a 34 anni ha segnato due doppiette in due finali ed è entrato di prepotenza nella storia del calcio. Un giocatore che non ho mai amato per la pochezza tecnica che lo contraddistingue, ma che è una macchina da goal inimitabile. Chapeau Filippo Inzaghi.
C'era una volta un campionato di calcio. E c'erano due squadre, che a turno vincevano quasi tutti gli scudetti. E di queste squadre, ce n'era una che li vinceva più spesso (la chiameremo J), ma l'altra era straordinaria in Europa. Questa la chiameremo M. I tifosi di J, invidiavano quelli di M, perchè loro avevano molte più difficoltà in Europa. Ma i tifosi di J, non avrebbero mai accusato quelli di M di barare, perché riconoscevano la bravura della squadra M.
E c'era un uomo. Il presidente di una terza squadra, che chiameremo I. Quest'uomo era il rampollo di una famiglia di industriali. La famiglia, non credendo in lui come imprenditore, gli aveva comprato il giocattolo I, confidando che in tal modo, non avrebbe potuto fare troppi danni all'azienda di famiglia.
Il problema era che nonostante le spese, causa una gestione a dir poco “allegra” della squadra I, non vinceva niente tranne qualche Coppa nazionale.
E c'erano dei giudici, giudici sempre pronti ad alzare i polveroni, con l'unico scopo di aumentare la propria popolarità e il proprio potere.
Fu così che un giorno, il presidente di I, controllando anche una azienda di telecomunicazioni, decide di spiare i telefoni di tutti gli altri presidenti. E venne fuori, che quasi tutti, ma soprattutto quelli di J, parlavano, pressavano e si lamentavano correntemente con i designatori arbitrali. Chiedevano degli arbitri considerati “migliori”, si lamentavano di altri. E così via. Si scoprì che addirittura, un dirigente di J, aveva chiuso nello spogliatoio un arbitro, dopo un arbitraggio che definiva “scandaloso”. Chiuso ovviamente per qualche minuto. Tanto che l'arbitro in questione, non aveva ritenuto di sporre denuncia.
Solo che nonostante gli sforzi, non si trovava tracce di corruzione. Ma c'è di più. Il figlio del dirigente di J, aveva una azienda di procuratori di calciatori. Che faceva gola, perchè aveva i procuratori dei maggiori calciatori del torneo. Assieme a lui, c'era anche il figlio dell'allenatore della nazionale di calcio. Che tra le altre squadre, aveva allenato con molti successi, anche J.
Ma questo bastava ai PM d'assalto. Che alzarono un polverone enorme. Indagando tutta la massima serie. Tranne I e poche altre squadre.
Le prove non c'erano. La corruzione non c'era, ma c'era la voglia di notorietà dei PM, e la voglia di vincere del presidente di I, che non era capace di vincere giocando.
E mentre la procura arrancava, senza prove, un'ente parallelo, chiamato “giustizia sportiva”, si ergeva a moralizzatrice comminando penalizzazioni e squalifiche.
A questo punto, entra in gioco il governo, che ansioso di mettere becco anche sul calcio, inventò la figura del “Ministro dello Sport”, è piazzò ai vertici della “Giustizia Sportiva”, un ex dirigente della squadra I......
Dopo processi e appelli vari, sempre alla “giustizia sportiva”, il risultato fu il seguente:
La squadra J fu privata di due scudetti vinti sul campo, nell'ultimo dei quali aveva anche stabilito diversi record. Fu poi retrocessa nella serie inferiore con 9 punti di penalizzazione.
La squadra M, fu penalizzata di diversi punti e dovette fare i preliminare per accedere alla Coppa Europea.
L' ultimo scudetto fu, stranamente assegnato ad I, che aveva fatto il solito campionato scarso ed era finita terza dietro a J e M.
La squadra L fu penalizzata di 9 punti, nel campionato successivo
La squadra F fu penalizzata di 10 punti (circa), nel campionato successivo
La squadra R fu penalizzata di 12 punti (circa), nel campionato successivo
Si configurava un campionato anomalo l'anno successivo. Infatti, tra le squadre in grado di competere per lo scudetto, solo la squadra I ed un'altra, che chiameremo R+, partirono a zero. Ricordiamo che la squadra I era anche la squadra il cui ex dirigente era ora capo della “giustizia sportiva”
Furono puniti solo i dirigenti di J. Non si trovarono complici......
Non si trovarono soldi....
Ma adesso il presidente di I era contento. Tanto contento da festeggiare lo scudetto comprato con la “giustizia sportiva”.
Ma accadde qualcosa che non doveva accadere.
Quell'anno c'erano i Mondiali di calcio. E la nazionale, era allenata dal padre di uno di quei due ragazzi che avevano quell'agenzia di procuratori... Che era stato inquisito e infangato come molti altri. Questo padre, oltre ad essere un ottimo allenatore, era anche un uomo INCAZZATO e DISGUSTATO dai media.
E la sua nazionale, era composta in prevalenza da giocatori di J e di M. Con alcuni importanti innesti di R+. Della squadra I, c'era solo un giocatore, perché anche volendo, la squadra I aveva solo un giocatore della nazionalità giusta.
Successe che i giocatori, infamati per tutto l'anno, fossero particolarmente ansiosi di dimostrare che erano campioni. Che lo scandalo era immaginario, e che avevano sempre meritato ciò che avevano dimostrato. E successe che vinsero la Coppa del Mondo. La vinsero mentre i processi andavano avanti. La vinsero contro tutto e tutti, compresi alcuni giornalisti che ne chiedevano il “ritiro per immoralità”.
Dopo quest'esaltante vittoria, il mister si tolse qualche sassolino, dichiarando che era disgustato dai comportamenti tenuti dai media, dai giudici e dai politici, e decise di lasciare la nazionale. E da allora non ha ancora ripreso ad allenare.
Ma il peggio doveva ancora venire per il presidente di I.
Un giocatore di J, a dicembre veniva premiato con il Pallone d'Oro. Al secondo posto c'era un altro giocatore di J, che adesso militava nella serie inferiore.
Alla fine il campionato, I, lo vinceva senza emozioni. Nel campionato di massima serie più scontato e brutto mai ricordato.
J, come al solito, aveva vinto il campionato dove era stata costretta a partecipare. Nonostante le penalizzazioni. Inoltre, tutte le altre squadre penalizzate, fecero campionati strepitosi, :
L si guadagnò l'accesso alla Coppa Europea più importante.
F alla coppa Europea inferiore.
R, sebbene data per spacciata fece un campionato superbo che alla penultima giornata la vedeva ancora salva.
Ma il capolavoro lo fece, come sempre aveva fatto, M. Infatti, mentre I, sebbene avesse formato una squadra comprando tutti i giocatori che J dovette svendere, fallì miseramente sia l'obbiettivo Coppa Europea (uscendo agli ottavi come l'ultima delle pippe), sia la Coppa Nazionale, dove fu umiliata in finale da R+ che le impose un punteggio tennistico,
approdò in finale di Coppa Europea e la vinse con merito, concentrazione, rabbia e grinta. Come solo giocatori campioni del mondo, come solo squadre pulite sanno fare. Dimostrando a tutti che la messa in scena di un anno sullo scandalo del calcio era solo una panzana inventata per far vincere un bambino capriccioso e viziato.
La morale della favola?
E' dedicata al presidente di I.
“Quando la sorte ti è contraria, e mancato ti è il successo ,
smetti di far castelli in aria, e vai a piangere sul _esso.”
N.B.
La storia è chiaramente di fantasia, ma se esistessero tifosi di I, non me ne vogliano, visto che non li ho mai chiamati in causa.