E' venuto il momento finalmente di commentare il piano Alitalia. Come si sa Berlusconi si è speso come non pochi per impedire a suo tempo la vendita del pacchetto ad Air France, e parallelamente, in campagna elettorale ha chiamato in causa una cordata italiana che avrebbe rilevato Alitalia salvandola dal fallimento.
A suo tempo si sono spese innumerevoli parole sull'inesistenza di tale cordata, sulle panzane che Berlusconi avrebbe detto etc etc. Non so se all'epoca questa cordata si fosse materializzata, o Berlusconi ne avesse parlato senza alcuna certezza. Fatto sta che
adesso questa cordata c'è. Di questo va dato atto al governo. Al sottoscritto spiace vedere che i nomi dei facenti parte della stessa, sono sempre
i soliti. Colaninno ad esempio, o i Benetton, Ligresti, l'immancabile Tronchetto, Caltagirone. Per non parlare di una banca, l'onnipresente San Paolo/IMI.
E' pur vero che gli "imprenditori italiani" si contano sulla punta delle dita, almeno quelli sufficientemente ricchi da poter entrare in Alitalia significativamente. Diciamo che all'appello manca solo il Berlusca stesso (e meno male se no sai gli strepiti sinistri?). Il fatto che i grandi imprenditori italiani siano così pochi, parallelamente, può far riflettere su quanto poco libero sia il mercato e l'economia in Italia. Sembra di essere in Russia, dove l'oligarchia al potere si pappa tutto e gli altri raccolgono le briciole.
Ciò detto, è piuttosto naturale che volere una compagnia italiana, in queste condizioni, significa per forza che a comprare Alitalia sono proprio gli oligarchi di cui sopra. Preoccupante la presenza della banca, in quanto si sa che le banche per definizione non possono fallire, specie quelle grosse come San Paolo. Il che può voler dire che a fronte di gestioni a cappella come quelle che sempre sono state associate ad Alitalia, i debiti vengono ripianati da San Paolo / Imi. La quale poi viene messa in condizione di non fallire dalla BCE che stampa denaro per coprire i buchi di bilancio. Un pò come la strategia della
FED americana. A noi resterebbe comunque la soddisfazione che a pagare i buffi su Alitalia sarebbe nel caso tutta l'Europa e non solo noi. Comunque un passo avanti.
La domanda da porsi è:
quanto è conveniente che la compagnia resti italiana? Ovvero, è giusto fare tutto questo casino per mantenere l'italianità di una compagnia aerea? Secondo me, no. Ma pare che le compagnie aeree americane e la stessa Air France, non siano acquistabili da stranieri. Il fatto che altri Stati la pensino come il nostro, ovviamente non significa che sia giusto. Anzi.
Per un fautore del libero mercato come il sottoscritto, non ha proprio senso.
D'altra parte, un altro elemento da ben ponderare è l'alternativa che era stata proposta. Il piano di Air France.
Alla luce di quanto dice il
dott. Porro , l'alternativa Air France non era così ghiotta come la si dipingeva. Come potete immaginare, non ritengo che il vulnus della questione sia il numero di esuberi. Questi è normale che ci siano, in quanto se hai assunto migliaia di persone inutili per tornaconto politico, per tornare in attivo, te ne devi per forza sbarazzare. E nessuno meglio di un gruppo di imprenditori
privati sa qual è il giusto numero di esuberi da fare.
Il problema sta in questa affermazione che Porro fa, e che ai tempi di Frodi non è mai stata messa in risalto. Chissà come mai.
AirFrance chiedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto
Questo dalle mie parti significa volere un monopolio dei voli interni tutelato dallo Stato. E già questa clausola da sola per me era sufficiente a buttare a mare l'accordo perfino se Epifani si fosse messo in prima fila per farlo accettare. A costo di portare i libri in tribunale.
Per il resto. Il piano di Berlusconi è piuttosto oneroso. Pagheremo i debiti di Alitalia. E ci faremo carico degli "ammortizzatori sociali" per tutti gli esuberi in questione, per una durata di 7 anni. Si parla di uno stock di debiti di circa 1 mld, e di una spesa annuale di 30-40 mln per gli ammortizzatori.
Ma tra 7 anni,
lo Stato si sarà finalmente levato dalle palle nel trasporto aereo.
D'altra parte, i debiti di Alitalia sono debiti che ha fatto l'ente Stato. E i lavoratori che finiscono nella merda, ci finiscono comunque a causa dell'ente Stato. Quindi da un punto di vista giuridico, mi sembra normalissimo che sia lo stesso ente Stato a pagarli. L'unica pecca, è che invece di levare anche la tazza del cesso dalla casa dei politici, verranno pagati con i nostri soldi.
Sinceramente, sarei disposto a pagare ogni volta cifre simili, pur di vedere lo Stato fuori dai coglioni progressivamente dalla scuola, dalla sanità, dai trasporti ferroviari etc. E sinceramente non vedo alcun motivo per cui i privati si debbano accollare i debiti di cui sopra, sapendo che o rilevano l'Alitalia, o questa porta i libri in tribunale e loro possono comprarsela a pezzi e a prezzi di svendita.
In sostanza, posso reputarmi sufficientemente soddisfatto del piano, a patto che non venga rovinato da un Marrazzo qualsiasi, che vorrebbe far rientrare dalla finestra il Leviatano, investendo soldi (non suoi ovviamente) a nome della regione Lazio.
Evidentemente alla regione Lazio avanzano i soldi. Che il ministro Brunetta ne prenda atto.
Per fare tutto ciò pare che il Berlusconi abbia dovuto fare diverse forzature alle leggi attuali, come ben documenta Leo Facco sul sito del
Movimento Libertario.
Non condivido il suo sdegno per la soluzione, che sicuramente non sarà il massimo, non sarà stata fatta con tutti i crismi, ma alla fine ci toglie dai coglioni Alitalia in maniera migliore del piano Air France, o peggio di altri anni di ricapitalizzazioni pubbliche.