La libertà è l'unica via Il socialismo il più grande dei mali

Eccomi

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martedì, 25 novembre 2008
Crolla una scuola. Un ragazzo sacrificato al socialismo.

Sabato a Torino il controsoffitto di una scuola superiore si è abbattuto su una intera classe di studenti. Uno è morto. Un altro quasi, alcuni avranno traumi permanenti.
Sei anni fa, a San Giuliano, una intera scuola è collassata su sé stessa dopo un terremoto. Si portò via 27 bambini e una maestra.

Questi 29 morti, per contrappasso, sono da imputare alla socialdemocrazia. Al socialismo. Sono da imputare ai teologi dello statalismo. Ai religiosi dello Stato che ci tutela.
Chiediamoci. Cosa sarebbe successo se le due scuole fossero state private?
Basta guardare ciò che è successo alla Tyssen. Dopo il rogo, che costò la vita ad alcuni operai, mi ricordo ancora le urla dei comunisti, la solita critica al malvagio imprenditore che, per guadagnare di più (la panzana degli extraprofitti e/o del plusvalore) risparmiavano sulla "sicurezza", giocando sulla pelle degli operai.
E si diceva che questi erano i mali del capitalismo. Si diceva che lo Stato, questa benevola entità zeppa di individui caritatevoli (sic) e saggi (sic sic), doveva avere più potere e controllare affinché il malvagio Mercato non producesse ulteriori morti.
Ancora ieri, un mare di mentecatti ha invaso le piazze di Italia per protestare contro i tagli alla scuola pubblica.
Ricordate? La Gelmini disse esplicitamente:
Il 97% dei soldi per l'istruzione viene spesa in stipendi. Non possiamo fare riforme strutturali se non tagliamo questa spesa.
Con questa considerazione la Gelmini avviò la contestata riforma.
Poi il mare di mentecatti si riversò in piazze e strade, gridando al danno che la Gelmini faceva all'istituzione "Scuola Pubblica". Ricordate? Vuol favorire le scuole private che sono l'anticamera dello stato totalitario (sic, sic sic, e sic).
E adesso mi domando. Come mai, una istituzione come una scuola, guidata dai savi e caritatevoli individui che affollano le stanze dei bottoni, senza alcuno scopo di lucro, senza imprenditori bastardi, governata dalla mitica "collettività", viene lasciata crollare senza alcuna osservanza delle leggi che invece per la Tyssen sono state invocate a più non posso?
Quando poi candidamente, si viene a sapere che da quando hanno scritto la 626, le scuole sono sempre state esentate dal rispettarla, c'è ancora qualcuno che crede che il pubblico abbia una qualche utilità?
Una azienda privata che non rispettasse la 626, verrebbe chiusa e i proprietari processati. Sono sotto processo i proprietari della Tyssen. Una azienda pubblica che non rispetta la stessa legge, si procura l'esenzione statale. E pensate che qualcuno pagherà per le morti di San Giuliano o di Rivoli?
No, non si può processare lo Stato.
Contro lo Stato siamo inermi. Se lo Stato non rispetta la nostra sicurezza, possiamo solo comprare vasellina.
E' suo diritto sodomizzarci quanto vuole. E intanto raccontarci quanto sia "etica" la res pubblica. Perché è di tutti. Perché é svincolata da logiche di profitto.
E allora, Vito e gli Angeli di San Giuliano, non sono altro che le ultime vittime della dottrina socialista. Di chi vuole uno Stato padrone della giustizia e padrone dei propri cittadini.

Sono Morti Di Stato. Come le migliaia di deportati dei gulag, dei laogai, dei campi nazisti...
Come i morti di Piazza Fontana, sacrificati al "segreto di stato" e agli accordi con terroristi palestinesi.
Come gli ignari passeggeri di un certo DC9 dell' Itavia.

Questo è "Lo Stato".

Lo Stato è colui che uccide senza pagare pegno, ruba agli altri per dare a sé stesso (ok, ruba 50, redistribuisce 5 e solo 45 tiene per sé) senza pagare, falsifica denaro senza paura, scrive le regole per facilitare se stesso.

Vi domando. Avete notizie di scuole private crollate?
 Se non ne avete notizia, sarà per un mix dei seguenti motivi?

  1. L'imprenditore privato paga di tasca propria la ricostruzione
  2. In caso di morti e feriti, l'imprenditore finisce processato
  3. La pubblicità negativa dovuta ad un evento simile rischia di spazzare via dal mercato la scuola in questione
Ora, da bravi, quanti di questi motivi valgono realmente per un edificio pubblico?






Postato da: LibertyFighter a 15:33 | link | commenti (16)
scuola, rivoli, gelmini, socialismo, san giuliano


Commenti
#1    25 Novembre 2008 - 20:19
 
Queste sono morti che andrebbero evitate.Non si può risparmiare sulla sicurezza quando ci sono in gioco delle vite umane.Lo Stato dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza.

Comunque un pensiero alla famiglia di quel povero ragazzo e ai parenti dei piccoli angeli di San Giuliano che ancora non hanno avuto giustizia.
La tristezza è troppo grande di fronte a queste tragedie.
utente anonimo

#2    25 Novembre 2008 - 21:20
 
quanto sei ignorante? tanto!
utente anonimo

#3    26 Novembre 2008 - 01:07
 
Cerchiamo di capirci, la colpa del crollo della scuola, secondo te è del socialismo! Perchè? Questo perchè non c'è nessuno che paga le conseguenze di una mal gestione pubblica, poichè per te lo stato non può essere giudicato.(In questo momento è così solo per le alte cariche dello stato, visto le ultime leggi del presidente del consiglio, che vanno a creare sacche di impunità e di disuguaglianza tra i cittadini di fronte alla legge)
Grande problema democratico quindi, poichè male che vada, un minimo di stato esisterà comunque e se creerà danni, chi pagherà? Ma se ragioniamo 5 minuti vediamo dell'esistenza di 3 poteri che dall'illuminismo in poi vengono separati :potere legislativo, potere esecutivo, potere giudiziario, per far sì che un sistema di stato democratico possa essere controllato e giudicato. Il problema dunque, non è lo stato che non può essere giudicato, ma coloro che operano all'interno dello stato che in Italia, e sottolineo in Italia, non vengono giudicati. Perchè costoro non pagano le conseguenze??? O non ci sono leggi o queste non vengono applicate! La colpa allora o è del sistema legislativo, o del sistema giudiziario o di entrambi: il sis. legislativo è un organo dello stato indipendente, dove a fare le leggi ci sono i nostri politici... Corrotti? Corrotti anche dai privati? Probabile, ma la stessa corruzione potrebbe benissimo arrivare al sis. giudiziario ( e la corruzzione è problema sia giuridico che etico..). La soluzione a questo punto riguarda la realizzazione di leggi che vadano a punire chi realizza e gestisce il bene pubblico a danno del cittadino, esattamente come avviene per il privato. Se chi fa i danni non paga, vuol dire che in Italia esiste un problema democratico ed etico e la colpa non è dello stato in senso astratto, ma di coloro che hanno gestito lo stato e quindi il bene pubblico in un dato momento o degli organi preposti che non denunciano violazioni delle leggi.

La gelmini: SPESA PER IL PERSONALE
Il presidente del Consiglio e il ministro continuano a dire che il 97% della spesa pubblica della scuola serve a pagare gli stipendi di chi ci lavora.
Vengono smentiti non dai socialisti o dai comunisti, ma dall’Ocse nella pubblicazione “Education at a Glance, 2007”. Infatti, i dati della spesa corrente per il personale, raffrontati con quelli di altri Paesi, risultano questi:

Italia 80,7
Francia 80,7
Germania 85,1
Gran Bretagna 69,7
Media Ocse: 80,1

Di conseguenza l’Italia risulta allineata alla media Ocse ed ha una spesa per gli stipendi inferiore a quella della Germania.

Morti sul lavoro: 1000 morti sul lavoro all'anno sono colpa del socialismo??? 1 milioni di infortuni, 23 mila invalidi, di chi è la colpa???
Chi paga per i morti a Porto Marghera? Di chi è la colpa di Marx?!!! All’interno di aziende private non avvengono morti???

Vediamo coloro che si nascondono dietro le morti degli operai...
utente anonimo

#4    26 Novembre 2008 - 01:09
 
Sono del post 3
Mi Chiamo Pierpaolo e-mail: instatobrado@yahoo.it

Odio vedere utente anonimo
utente anonimo

#5    26 Novembre 2008 - 09:39
 
@Pierpaolo. Bastava la firma. La tua mail non pubblicarla così, che poi ti ritrovi gli spam e non sai perché..

Ti rispondo nel merito. Non è certo il Lodo Alfano che impedisce allo Stato di giudicare se stesso. Quello influisce solo sulle tre cariche principali. Non è corretto, per carità, ma la non punibilità dello Stato si estende a livello molto più basso.
In realtà la politica in sé é esente dal pagare le conseguenze delle proprie azioni. Se ogni persona danneggiata da una legge della politica potesse intentare causa allo Stato, (con la speranza di vincere), la politica non farebbe più leggi. Il che, sarebbe un bene, ma purtroppo così non è.
I tre poteri dell'illuminismo, sono poteri che solo nelle favole rimangono separati. In realtà quello che accade è un trust in cui i tre poteri si accordano e comandano. Potere legislativo, esecutivo e giudiziario, in fin della fiera ruotano tutti attorno alla politica. Non è un caso che Mani Pulite sia stata manovrata da una parte politica che ha evitato le indagini su di sé. La domanda è semplice. Che succede qualora magistrati e politici si mettessero in combutta per campare alle spalle della società civile?
Succede che si ha la "democrazia compiuta". Due elites in teoria, ma in pratica una sola, che comandano sugli altri facendo il bello ed il cattivo tempo.
I magistrati possono rompere le scatole ai politici (vedi Mani Pulite, Berlusconi, Mastella). I politici possono cambiare leggi e rompere le scatole ai magistrati (vedi Lodo Alfano, separazione delle carriere). Ciò che si ottiene è che all'equilibrio i due sistemi "indipendenti" si mettono d'accordo. E tanti saluti all'indipendenza e ai giacobini illuministi.
Ti chiedi quale sia la soluzione. Non è un problema di leggi. Non c'è alcuna volontà da parte di tutto il sistema politico di fare leggi che puniscano "chi realizza e gestisce il bene pubblico a danno del cittadino". E se anche ci fossero queste leggi, non c'è alcuna volontà di farle applicare. Perché dovrebbero farlo?
Aspettiamo ancora il famoso marito che si taglia i coglioni per fare un dispetto alla moglie?
Non esistono persone così stupide. E nessun politico è stupido a tal punto da privarsi del potere per farsi mettere sotto scacco da un'altra frangia del Potere (i magistrati), né a maggior ragione dal popolo in generale.
E' il motivo per cui alle elezioni non abbiamo l'opzione "aboliamo la Costituzione", ma possiamo scegliere solo uno tra due amici.O zuppa o Pan Bagnato.
Eppure, se ci pensi, niente sarebbe più democratico che un sistema in cui se i cittadini si rompono le scatole possono mandare a carte quarantotto l'intero bailamme.
Il 60% dei suffragi vota "abolizione della Costituzione? Subito una nuova Costituente e referendum sulla stessa.
Eppure non si fa.
Insomma. Non è un problema ETICO. E' normale. Qualunque lobby con il potere assoluto (l'insieme dei tre poteri "illuministi") si comporta alla stessa maniera. Gli uomini con il potere in mano fanno così. Sognare un mondo in cui colui che detiene il potere lo applica benevolmente e con giustizia per puro senso etico, è un interessante esercizio creativo. Ma completamente avulso dalla realtà.

Sui Morti sul Lavoro.
In primo luogo, tra i morti sul lavoro vengono contati anche coloro che muoiono di incidente stradale mentre si spostano per andare o tornare dal lavoro. Questo falsa enormemente le statistiche. E' inutile sbraitare sulla "sicurezza sul lavoro", quando il 90% dei morti si ha lungo le strade.
Considerando comunque il 10% di morti che rimangono, ci sono due considerazioni da fare.
1) Un posto di lavoro è, in media, infinitamente più pericoloso di una
scuola.
2) Quando, anche per scarsa sicurezza, succede una tragedia, il privato viene mazzolato per bene. Il governo è ben contento di distogliere lo sguardo dell'opinione pubblica dai suoi casini, e mostrarsi risoluto contro l'imprenditore cattivo. Non gli costa nulla e fa un'ottima figura. Ragion per cui, il privato che non ha rispettato la 626, viene in genere sempre punito.
Come già detto, col pubblico questo non accadrà mai.
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#6    26 Novembre 2008 - 09:56
 
Giacalone la pensa come me:

http://www.tocque-ville.it/LinkEsterno.asp?id=287871
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#7    26 Novembre 2008 - 12:24
 
Il potere corrompe necessariamente.E' inutile parlare di ideali,poichè gli ideali vengono meno non appena si acquista il potere.
In quel momento l'obiettivo unico diventa il mantenimento del potere e ci si dimentica di tutto il resto,alla faccia degli ideali.

Chi sta al potere cercherà sempre di appprofittarne per fare i propri interessi e non essere giudicato.
Per questo lo Stato non verrà mai punito,perchè alla fine è lui stesso che controlla le leggi.
Così ciò che sarebbe punibile per un privato-non rispettare le leggi sulla sicurezza- diventa possibile per lo Stato e così in Italia è pieno di scuole e edifici pubblici che cadono a pezzi o che sono stati costruiti nell'anteguerra.

La scuola dove io ho fatto il Liceo aveva sede nell'edificio di un ex convento dei Gesuiti del 600; a tutte le assemblee di istituto si parlava dell'assenza delle uscite di sicurezza,ma, nonostante le lamentele ancora non sono state realizzate.Adesso c'è mia cugina che va a scuola lì, ma il livello di sicurezza non è molto migliorato.

L'anno scorso hanno iniziato a fare qualche lavoro, ma lì ci vorrebbe proprio un edificio nuovo adatto alla funzione di scuola,non un convento riadattato con aule poco adatte allo scopo e la palestra ricavata in quella che un tempo è stata la cripta d'una chiesa.

In caso di terremoto,io rimango convinta che il rischio di crolli,sia consistente, anche se il preside ci diceva che non ci dovevamo preoccupare perchè se l'edificio è rimasto in piedi per 400 anni, vuol dire che è solido ed è impossibile che crolli ora.

Se fosse possibile punire anche i dipendenti dello Stato, tante situazioni diffuse in giro per l'Italia non vi sarebbero perchè non è giusto risparmiare sulla sicurezza e provocare queste morti assurde.Che rabbia...
CATHY
utente anonimo

#8    26 Novembre 2008 - 13:39
 
CATHY... Hai detto tutto tu. Mi trovi d'accordo in tutto e per tutto. Sulla scuola che hai frequentato, ti è andata bene, io stavo in un ex calzaturificio....
I monasteri del 400 credo siano solidissimi dal punto di vista sismico. Tra l'altro venivano anche utilizzati durante la guerra per ripararsi dalle bombe...
Sono solidissimi anche perché nel passato ogni costruzione era fatta per durare per sempre. Solo noi potevamo inventare il cemento armato e buttare una casa dopo 100 anni....
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#9    26 Novembre 2008 - 18:59
 
Ciao LF,

questo giro non sono daccordo.

Non che ciò che dice CATHY non sia vero, anzi...

Ma in questo evento non vedo la mano del Leviatano.

Come per l'evento della scuola crollata per il terremoto.

In quella occasione, nelle immagini che si videro in TV, era evidente che la struttura crollò perchè le travi, nel tratto di collegamento tra i due corpi di fabbrica, erano troppo tozze. Segno che il calcolo della resistenza a taglio non era stato fatto... segno che il progetto era stato eseguito da un geometra e non da un ingnegnere.

Il tutto... a norma di legge. Il geomoetra poteva benissimo progettare strutture di quella cubatura. Glieco consente la legge.

Solo che ai geometri non si insegna il calcolo a taglio.

Non so perchè il soffitto della scuola di Torino sia crollato, non ho visto alcuna immagine.

Ma gli uomini sbagliano.

Sbagliano i calcoli, i progetti e le leggi.

Se immaginiamo un giorno grazie al socialismo di raggiungere il mondo perfetto... ci ritroveremo nel mondo di Alice nel paese delle meraviglie.

E' sbagliato far progettare edifici ad un piano ai geometri? E sbagliato non insegnargli il calcolo di taglio? Correggiamo le leggi... laureaiamo più ingegneri, modifichiamo gli albi... ma gli edifici crollaranno sempre.

Ci saranno sempre ponti che cadono, dighe che si rompono, case che crollano... e gente che muore.

E' il mondo reale.

Il Leviatano... non può farci niente.
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#10    26 Novembre 2008 - 19:12
 
E' un po' macabro... ma la faccenda mi ha fatto venire in mente una scenetta del film "Kentucky fried movie" di John Landis: "death continues to be our nation's number one killer"

http://www.youtube.com/watch?v=YBblOPD9vVs

Dopo circa un terzo dall'inizio del filmatino.
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#11    27 Novembre 2008 - 13:23
 
Per me non è sbagliato nulla. Basta che quando c'è il danno qualcuno paghi. Il geometra si sente in grado di progettare l'edificio ad un piano? Lo faccia. Ma se poi crolla, la responsabilità è sua. Il fatto però che la scuola pubblica sia esentata dalla 626, secondo me è invece, piuttosto indicativo.
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#12    28 Novembre 2008 - 15:15
 
La mia famiglia ha un'impresa. Siccome il lavoro e i materiali implicano un certo rischio abbiamo frequenti visite di controllo. Ogni volta cambia il controllore che ci dice che le misure di sicurezza non sono adatte e noi adeguiamo. Poi viene quello che misura i rumori. Gli impianti elettrici. La dottoressa che vieta di stare di fronte ad un monitor per più di tot minuti. Noi facciamo fare ogni tot mesi (non ricordo) corsi di aggiornamento sulla sicurezza, sull'utilizzo degli impianti e sulle procedure a tutti gli operai a rotazione.
Poi capita l'incidente (non grave, per fortuna, ma con conseguenze) per fatalità o imperizia o distrazione dell'operatore e l'imprenditore (dei due quello con delega alla sicurezza) si prende 2 mesi.
Lì chi se li prende i giorni di galera?
utente anonimo

#13    28 Novembre 2008 - 16:21
 
Ma ovviamente nessuno. Perché siccome lo Stato siamo noi, non avrebbe senso mettere in galera tutti noi. Siccome lo Stato è la collettività, che guadagno avrebbe la collettività dal far assumere degli inutili rischi a se stessa?

Banale non trovi?
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#14    28 Novembre 2008 - 16:44
 
Viviamo in un paese che tende ad uno statalismo assoluto perpetrato attraverso amici e amici di amici che fanno gli imprenditori monopolisti (o oligarchisti)...
un paese dove l'individuo viene abituato a chiedere allo stato un posto sicuro, l'assistenza gratuita, gli ammortizzatori sociali..in una parola chiede la "deresponsabilizzazione"..
e ci chiediamo perché esistono i "bulli", perché si stiano perdendo i valori e via dicendo...
utente anonimo

#15    29 Novembre 2008 - 09:22
 
Avete conoscenza del rapporto lavoratori privati/lavoratori pubblici? E' questo il dato fondamentale che andrebbe considerato per una discussione risolutiva. Saluti
utente anonimo

#16    30 Novembre 2008 - 00:20
 
I dipendenti pubblici pare siano 3 milioni e mezzo. Su un totale di 22 milioni di lavoratori. Circa 1 su 7
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