La libertà è l'unica via Il socialismo il più grande dei mali

Eccomi

Utente: LibertyFighter
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lunedì, 12 maggio 2008
Grave errore escludere ville e castelli dall'abolizione dell'ICI

Il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti, ha annunciato che nel primo consiglio dei ministri ci sarà l’abolizione integrale dell’ICI sulla prima casa. Me ne compiaccio. Purtroppo però lo stesso ministro si è affrettato a dire che , naturalmente, saranno escluse dal provvedimento le ville ed i castelli.

E di questo invece me ne dolgo.

Forse perché fa chic scimmiottare la sinistra, forse per evitare le facili critiche sulla villa del Cavaliere, forse per non passare per leggi a favore dei ricchi, il centrodestra sta per compiere un grave, gravissimo errore politico e strategico.

Lo scopo di questo articolo è cercare di scongiurare il pericolo che, per un briciolo di demagogia in più, una riforma liberale importante per l’Italia venga vanificata.

 

C’è da notare innanzi tutto che l’abolizione dell’ICI, oltre ad avere un significato economico, ha un molto più importante significato politico. Si riconosce, anche se limitatamente alla prima abitazione, l’effettiva proprietà privata di una casa. Non più un “affitto dallo stato”, ma un reale possesso del cittadino.

Il PDL, con questa riforma vorrebbe dire ai cittadini che è un loro diritto farsi una casa, è loro diritto possederla, e non è diritto dello Stato guadagnare sulle proprietà altrui.

Politicamente l’abolizione dell’ICI pone le basi per un progressivo smantellamento delle imposte peggiori mai inventate. Le tasse sulla proprietà. Retaggio di quelle dottrine Marxiste e di quei regimi comunisti che tanto male han fatto al mondo, e che per la prima volta abbiamo il piacere in Italia di non contemplare più in parlamento.

 

Se il PDL invece di eliminare l’ICI e basta, si mette a fare dei distinguo sulla metratura, sulla posizione, su come è strutturata la casa, tutta la valenza politica del provvedimento va  a farsi benedire. Non è più vero che i cittadini hanno diritto a possedere una casa. Ma solo una casa di una grandezza, in una posizione, del tipo deciso dal governo in carica. Le altre verranno tassate. Non assume più il significato di abolizione di una tassa di proprietà, ma soltanto di una effimera boccata di ossigeno per i contribuenti. Senza alcuna valenza sociale.

E questo è grave. E’ grave perché non crea la consapevolezza liberale di cui l’Italia ha estremo bisogno. Non si distacca dal pensiero sinistro dominante, quello per cui alla fine, è lo stato che è il padrone di tutto, e lo è legittimamente. Non è un’eliminazione di barriere. Ma soltanto un riposizionamento.

E’ poi grave anche dal punto di vista strategico. E qui mi ricollego all’espressione “effimera” usata poc’anzi.

La definizione di villa è una definizione soggettiva e suscettibile di cambiamenti. Chi ci assicura che un futuro governo “tassa-centrico” non reintroduca l’ICI semplicemente modificando la definizione della stessa? Basta  definire villa ogni casa isolata con più di 100 mq, ed ecco che in un battibaleno, l’ICI rientra dalla finestra.

Cosa che sarebbe molto più complessa ed impopolare se dovesse introdurre esplicitamente una nuova tassa sulla prima casa.

D’altra parte, escludendo castelli e ville, il governo quanti soldi risparmia? Sicuramente una quantità infinitesima, perché in caso contrario vorrebbe dire che NON sta togliendo l’ICI agli italiani, ma solo ad una parte, neanche tanto preponderante, degli stessi.

Non mi sembra proprio il caso  che per quattro spiccioli ed un pò di demagogia filocomunista, si getti via la possibilità di incidere realmente sul futuro liberale di questa nazione.

 

In relazione a queste considerazioni, chiedo a tutti coloro che condividono la mia analisi, di adoperarsi affinché questa arrivi alle orecchie del nuvo governo in maniera forte e decisa,  in modo che possano rivedere la loro decisione prima del famoso primo consiglio dei ministri

Postato da: LibertyFighter a 13:58 | link | commenti (116)
politica, cronaca, libertĂ , tasse


Commenti
#1   12 Maggio 2008 - 20:10
 
Tornata or ora dal mio lungo weekend romano...E' stato un piacere incontrarti e chiacchierare con te... :)
Hmmmmm dunque stai temporeggiando per ascoltare Michele Pecora?!? :P no dai ;)
Ti lascio un salutone... Noemi
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente demi4jesus

#2   12 Maggio 2008 - 23:19
 
Ciao Noemi.
No, non ho temporeggiato. L'ho ascoltato. Solo che non ancora mi piace. Ci vorrĂ  del tempo per abituarmi alle sue sonoritĂ !
Il piacere è stato mio!
A presto!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LibertyFighter

#3   13 Maggio 2008 - 00:41
 
Condivido in pieno quanto detto.
E' una questione di principio che ha una forte valenza politica.
Sarebbe persino accettabile avere un ICI un pò più alta sulla seconda o terza casa (eventualità non improbabile tra i proprietari di ville e/o castelli - ma chi ha un castello?), piuttosto che avere l' ICI sulla casa in cui si abita.
E poi si eviterebbe quel gioco discrezionale che farebbe attribuire la categoria di 'villa' a qualunque casa un pò isolata con 30 metri di giardino.
Conosco un sacco di gente che è proprietaria di questo taglio di case. E sono gente semplice: piccoli commercianti, artigiani, impiegati.
Gli vogliamo lasciare l' ICI sull' abitazione quando a tutti gli altri l' abbiamo tolta?

utente anonimo

#4   13 Maggio 2008 - 08:10
 
Si ma tanto che gliene frega a Tremonti... mica la incassa Pantalone l'ICI.

Tanto poi i Comuni sottoscrivono un bel derivato col figlio di Bassolino che lavora in GoldmanSachs per coprire "l'ammanco di ruberia"...

E' il solito trucchetto. La coperta è corta... togli a Pantalone e pagano gli Enti Locali, e viceversa.

E' un gioco.

L'importante è pagare 90 miliardi all'anno d'interessi sul debito pubblico (che in realtà privato) con altro debito grazie alle magiche idee di Ponzi...

Poi chi e come estorce vita ai sudditi non conta...
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#5   14 Maggio 2008 - 09:32
 
Salve!

Se c'è una cosa che non sopporto sono i cospirazionisti che parlano di capitalismo putrefatto e di globalizzazione canaglia.

Per smentire tali uccellacci del malaugurio mi sono dovuto inbarcare in un merdoso viaggio in America per dimostrare che da quelle parti non c'è crisi e si vive da pascià.

Me so' fatto due palle così a fare la spesa ogni santo giorno e a segnare i prezzi di ogni Kilo di carne, di ogni aragosta, di ogni piatto di caviale, di ogni bottiglia di champagne e di ogni caffè che ho consumato nei ristoranti che mi hanno sponsorizzato.

Alla fine mi ritrovo una pancia che sembra una botte! Ma il sacrificio è valso allo scopo.

Amici: W il capitalismo liberale, libertario e globalizzato che ti permette con pochi euro (si, avete letto bene, euro) di mangiare, bere e trombare nella vecchia America!


Libertarian


utente anonimo

#6   14 Maggio 2008 - 14:57
 
Bastava venire a Londra :)
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#7   14 Maggio 2008 - 15:04
 
Se volevi trombare a abbottarti con pochi euro... anche Shanghai andava bene :)
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#8   14 Maggio 2008 - 15:53
 
Salve...

...ma allora non avete capito...

io non sono andato in America per trombare ma per portare a termine una missione importantissima: quella di dimostrare al mondo intiero che col turbocapitalismo globalizzato non si muore di fame, ne di sete, e con gli spiccioli si può anche trombare.

Le donne, infatti, hanno capito i vantaggi della globalizzazione e si accontentano di poco...

Vedessi, poi, quanti camping sono sorti in giro: la gente sta bene, è ottimista e fa campeggio!

E voi come state?


Libertarian


utente anonimo

#9   14 Maggio 2008 - 16:12
 



Chi sono?

Un piccolo libertarian appassionato di teoria politica ed economica.

utente anonimo

#10   14 Maggio 2008 - 21:14
 
Concordo pienamente con quanto da te scritto. Ho pubblicato una vignetta in merito nel mio blog ed ho copiato integralmente il tuo intervento, citandone naturalmente la fonte, anche se non credo che otterremo qualche risultato. Mi sa che di liberali anche in questo governo non ce ne siano molto pochi purtroppo.
Cesare
utente anonimo

#11   14 Maggio 2008 - 21:38
 
Scusa l'OT, ma visto che ti occupi talvolta di calcio, questa chicca penso ti piacerĂ :

http://tinyurl.com/5nh92g

... ieri le quattro grandi hanno rinunciato al milione di euro a testa che gli spettava, risorse che aumenteranno il «paracadute» per le retrocesse: 2,5 milioni per le squadre con un solo anno in A, 7,5 milioni per chi ha almeno tre stagioni consecutive, cinque milioni per le altre.

Questo prima dell'ultima decisiva giornata.
Da quanti anni sono in A Parma e Catania, le prossime avversarie delle squadre che si contendono il titolo?
utente anonimo

#12   14 Maggio 2008 - 21:39
 
Il commento sopra è mio.
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#13   15 Maggio 2008 - 10:29
 
Uff. Maledetta splinder e la sua manutenzione.

#3 Se fosse necessario sarei anche daccordo. Ma visto che il budget entrante da ville e castelli è irrisorio....

paoloPrometeo (#4)
Spero ancora che questa volta riducano la spesa pubblica.

I commenti di #5 #8 #9 sono di un anonimo che copia Libertarian.
Fate come Homer con il polipo. Fate finta che con ci sia. Libertarian non si firma anonimo.

Grazie Cesare. Purtroppo hai ragione.


#PaxTibi.
Non so, alla fine se Roma e Inter "pagano" Catania e Parma per perdere, la Roma ci rimette lo scudetto. E allora perché farlo?
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#14   15 Maggio 2008 - 12:56
 
l' "abolizione" (io direi la modifica della fonte di prelevo fiscale xchè sono € che devono rientrare da qualche altra parte) dell'ici riguarda solo la prima casa.
mi pare molto difficile che qualcuno possegga una "villa" od un "castello" come prima casa.
E se anche esistesse qualcuno ditemi dov'è che gli vado a fare la carità, poveretto !

PS: libertarian, ma sec te uno che si vuole fare un viaggetto (magari con famiglia) si deve fare sempre sponsorizzare tipo fenomeno da baraccone?
inoltre pensi che ci sia la fila dietro ai poveri d'america per "sponsorizzarli" a caviale aragoste e champagne ... ?
utente anonimo

#15   15 Maggio 2008 - 13:32
 
anonimo #14
Quello NON è libertarian. E' un anonimo che copia il suo nick. Lascialo perdere che non si sa quel che dice...

In merito al commento. Per il cittadino rimane abolizione ICI prima casa. Se il governo taglia gli sperperi al livello nazionale da qualche parte, e ridistribuisce la stessa quota ai comuni, si tratta effettivamente di un abbassamento delle imposte.

Io trovo difficile che qualcuno dichiari una casa come "villa" o "castello". Ma se esistono case accatastate in tal senso, ha molto più senso dichiararle come prima casa piuttosto che seconda, perché l'ICI che si paga è più bassa.
Quindi, chiunque si trovasse due case, una villa ed un appartamento, sarebbe economicamente portato a dichiarare la villa come prima e l'appartamento come secondo.

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#16   15 Maggio 2008 - 13:43
 
si, ma chi si può xmettere come seconda casa una "villa" od un "castello" invece di dichiararla come prima (furbata all'italiana) è giusto che paghi l'ici anche sulla prima (visto che i soldi ce li ha), altrimenti finisce che gliela pago io che ne ho una sola, pagando le altre tasse che copriranno l'ammanco dell'ici ...
utente anonimo

#17   15 Maggio 2008 - 14:15
 
Non vedo perché. Intanto, se i nostri Prodi (sempre maiuscolo perché dispregiativo) legislatori hanno distinto tra prima e seconda casa, è giusto che chi vive in un castello, dichiari quello come prima casa. A prescindere da sgravi e controsgravi.

Ma il problema che mi pongo, da liberale è fondamentalmente diverso.
Qui non si sta parlando di gente che affitta ad equo canone una villa o un castello. Questa è gente che il castello se lo è comprato e la villa se la è costruita. E tra l'altro ci ha pagato già le tasse (IVA). Il problema non è CHI debba pagare AL POSTO del ricco che non paga l'ICI sul castello. Il problema è che NESSUNO deve sperperare più i soldi del ricco. Questi soldi non ci sono più, si smette di buttarli nel cesso e basta. Senza andare a toccare per forza altri servizi.
Questo sul piano pratico.
Sul piano filosofico invece, il ricco ha esattamente gli stessi diritti del povero. La proprietà privata è sacra per tutti, senza bisogno di un demiurgo che ci spieghi l'attuale concezione soggettiva ed effimera del "ricco".
Ragion per cui, io da povero, mi batto affinché anche il ricco non debba più "essere in affitto a casa sua".
Perché l'ingiustizia la compie lo stato, chiedendo un affitto per una costruzione che non gli appartiene. E di fronte alla giustizia (non la legge), siamo tutti uguali. Neri, bianchi, ricchi, poveri, belli o brutti.
Non ci sto alla lotta di classe. I poveri contro i ricchi. Non mi piace la solidarietĂ  obbligatoria con i soldi degli altri, figurati l'espropriazione forzata di proprietĂ  privata. Che poi sono la stessa cosa.
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#18   15 Maggio 2008 - 17:23
 
si, ma se i nostri Berlusconi (anche io maiuscolo perché dispregiativo) legislatori sedicenti liberisti prendono un tale provvedimento, non è certo per errore ma un puro calcolo legato alla profonda ingiustizia sociale che un provvedimento che ponga tutti sullo stesso piano di fronte al fisco causerebbe, questo si un errore che poi pagherebbero mortalmente alla prossima tornata elettorale.
se sei stato sconfessato xsino dalla stessa parte politica che sostieni un motivo ci sarĂ  ...
utente anonimo

#19   15 Maggio 2008 - 17:34
 
Molto banalmente...
Ad ogni imposta in contropartita dovrebbe corrispondere un servizio...

Tasse sanitarie=assistenza sanitaria
Tasse sui rifiuti=raccolta e smaltimento dei rifiuti

Sul fatto poi che per un liberale quando lo Stato eroga servizi in un regime di monopolio senza dare al cittadino la possibilità di scegliere questo implichi inefficienza, spreco di denaro e tariffe alte per i consumatori è un altro discorso...

Comunque l'equazione dovrebbe essere imposte-servizio reso in contropartita...

Nel caso dell'Ici o della tassa di successione quale sarebbe il servizio che mi viene reso come contropartita?

Lo so, l'Ici finanzia i comuni...
Ma anzichè finanziarli attraverso meccanismi con i quali si obbligano i contribuenti ad un esborso senza che vi sia una correlazione diretta imposta-servizio non sarebbe forse il caso di tagliare la spesa pubblica superflua ed improduttiva, quella per intenderci che divora risorse, che serve solamente per tenere in vita tutte le caste e le corporazioni del Paese e distribuire mance, favori e regalie agli amici degli amici e a parassiti vari?
GOHAN
utente anonimo

#20   15 Maggio 2008 - 17:55
 
n. 19,

d'accordissimo !

il succo del mio discorso era semplicemente:quello che c'è da pagare paghiamolo tutti ed in giusta proporzione rispetto al reddito.
200 euro di ici annuale sulla I (ed unica) casa a me pesano di brutto.
20000 euro di ici sulla sua I "villa" berlusconi forse manco sa di pagarla ...
Inoltre è giustissimo che tutti i cittadini con redditi elevati (parliamo di centinaia di migliaia di euro) paghino il giusto x la prima casa o lo devono fare solo banchieri e petrolieri (ma non possessori di reti televisive e giornali)?
dico male?
utente anonimo

#21   15 Maggio 2008 - 18:19
 
#20
Ma tu credi davvero che Berlusca vuole togliere l'ICI per non pagare la sua sulla villa di Arcore?
E' come dici tu. Manco si accorge di pagarla.

#18
Non è affatto vero. Quando compriamo una bistecca, quindi nell'alimentazione, poveri e ricchi sono uguali davanti al fisco.
Nessuno ti chiede quanto guadagni.
Idem per la casa. Detassazione per tutti e basta.
Io non sostengo una parte politica perché mi piacciono tutte le decisioni, come forse accade a te. Ma perché su alcune sono daccordo. E perché i punti in comune con altre parti politiche sono ancora meno. E non credo AFFATTO che se la tolgono A TUTTI tra 5 anni qualcuno glielo rinfaccerà. Quello che credo, è l'ho spiegato, è che se non lo fanno, tra 5 anni, un altro Frodi la rimette di soppiatto variando la classe catastale di esenzione.
Più in generale #18, il liberale è contrario alla discriminazione dello Stato. Favorevole alla discriminazione nel privato (a casa mia chi dico io per es.), ma NON dello Stato. Per religione, credo politico, sesso, e PER CENSO.


GOHAN
Così sarebbe sicuramente più giusto. Ma è irrealizzabile, in quanto significherebbe, innanzi tutto trasparenza. E quindi luce sulle inefficienze. Poi ti esporresti al fuoco di quelli che dicono:
io mando mio figlio a scuola privata. Perché devo pagare tasse per servizi (istruzione) che non uso?
Etc.
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#22   15 Maggio 2008 - 18:20
 
Si potrebbe dimostrare anche che sarebbe più morale chiedere soldi ai nullafacenti che a persone che guadagnano tanto, ma producono un indotto enorme, contribuendo così molto di più al benessere comune del nullafacente. Che poi al nullafacente non si possono chiedere soldi che non ha, è un altro discorso...
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#23   15 Maggio 2008 - 20:58
 
n. 21,

veramente la risposta era x il n. 19.

xò:

a) leggi bene, penso che l'ici x la villa o il castello deve essere pagata, a maggior ragione dato che chi le possiede può xmetterselo, indipendentemente dal fatto che sia b o benetton o prodi o altri. e siccome questi manco si accorgono di pagare possono continuare a farlo x evitare che la cifra elevata derivante dal mancato pagamento ici, la debbano pagare tutti gli altri compresi noi.

b) grossolanerie; come puoi paragonare una bistecca ad una casa? non pensi che l'acquisto di una bistecca con l'acquisto-affitto-tassazione di una casa-villa-castello sia un paragone leggermente spropositato?
il 20% di 10 euro ed il 20% di 10 milioni di euro sono cifre ben diverse!
i paragoni vanno fatti x categorie omogenee altrimenti ognuno può dire quello che gli pare mescolando allegramente capre e cavoli.

c) non ho capito questa: "il liberale è contrario alla discriminazione dello Stato. Favorevole alla discriminazione nel privato (a casa mia chi dico io per es.), ma NON dello Stato. Per religione, credo politico, sesso, e PER CENSO. " e neppure il nesso col mio commento.

n. 22,

x cui tassiamo al 50% i precari a 900 euro al mese ed al 30% i milionari in euro così li facciamo risparmiare x costruirsi la fabbrichetta in romania o in cina?
uhm ... geniale!
utente anonimo

#24   15 Maggio 2008 - 23:39
 
a) Ho letto bene. Io penso che l'ICI, non si debba pagare né per ville, né per castelli, né per prima, né per decima casa. Perché se è vero come vero che le tasse sono ingiuste, le tasse sulla proprietà sono ancor più ingiuste.
E' una questione di principio che esula dallo sforzo reale che si fa per pagarle. Un furto è comunque un furto. Che ti rubino 30 euro o 2000000 è comunque furto. Tanto è vero che non c'è un valore entro il quale sia lecito rubare
Quindi il discorso che l'ici sui castelli vada pagata perché il proprietario può permetterselo non mi trova daccordo.Il fatto di essere economicamente tollerabile non è una giustificazione.

b) Paragono la bistecca, perché come bene primario, oltre alla casa c'è l'alimentazione. Non vedo perché secondo questo principio non si dovrebbe pagare l'IVA sul cibo a scaglioni dipendenti dal reddito.
Siccome è una enorme boiata, tale rimane anche se al posto di alimentazione ci iscrivi CASA.

c)
Il nesso con il tuo commento è che tu affermando "E' giusto che chi possiede delle ville paghi l'ICI e chi possiede catapecchie no, stai discriminando PER CENSO la popolazione. Io vedo uomini. Tutti uguali. E posso solo chiedermi:
E' giusto che un uomo paghi l'ICI ?
Rispondo o si o no. Non discrimino il diritto. E nel mio caso rispondo NO.

In relazione al commento 22, ho specificato che nella pratica è inapplicabile.
Ho solo detto che moralmente sarebbe più giustificabile in quanto mentre gli uni contribiscono enormemente a far crescere il paese, gli altri tendono a vivere alle spese del paese. E mi sembra un pò irrazionale punire con aliquote più alte colui che più fa crescere il paese.
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#25   16 Maggio 2008 - 09:36
 
n. 24,

a) un furto è quando ti fregano 20 o 2000000 euro e basta.

quando li versi allo stato (alla comunità) e poi ti ritrovi in cambio dei servizi allora non è un furto.
un furto è quando proprietario di ville e castelli evadi le tasse.
questo è un furto.

b) la bistecca costa pochi euro.
la casa decine se non centinaia di migliaia. il paragone è forzoso e demagogico.

c) tu dunque pensi di essere uguale ad es a s.b. ? o a qualche agnelli a caso? o a benetton? di avere le stesse opportunitĂ , vantaggi prospettive possibilitĂ  disponibilitĂ  economiche ?
hai ragione, non è giusto pagare l'ici ma se hai redditi elevatissimi è giusto e doveroso, se hai una coscienza.

d) ti sembra piĂą razionale invece favorire la migrazione delle attivitĂ  economiche in paesi dell'est europeo o dell'oriente con manodopera a costi risibili mettendola in quel posto al resto del nostro paese e contribuendo alla crescita di QUEI paesi?

inoltre trovo altamente offensiva questa frase:
"gli uni contribiscono enormemente a far crescere il paese, gli altri tendono a vivere alle spese del paese".
Premesso che i precari (almeno quelli nel pubblico) sono tassati alla fonte x cui a differenza degli "eroi" imprenditori non evadono un bel niente, ma stiamo parlando di una parte importantissima del paese, milioni di persone che svolgono servizi utili alla societĂ  (scuola, amministrazioni ecc.) e anche in molte aziende (dove contribuiscono a far gonfiare il portafogli del padroncino di turno) tentate dalla manodopera estera, per cui prima di parlare pensiamo bene a quello che stiamo x dire.
utente anonimo

#26   16 Maggio 2008 - 10:30
 
Qui però, dovremmo cercare di capirci.
a) Non li verso alla comunitĂ , ma li verso allo Stato. Il quale se ne mangia il 95% e il restante 5% lo per servizi, che nella maggior parte dei casi fanno schifo e/o non servono.
Anche la mafia ti chiede il pizzo e poi ti ritrovi in cambio dei servizi di protezione. Per esempio, nessuno ti deruba il negozio.
Hai ragione. Non è un furto. E' estorsione. Evadere le tasse invece non è un furto, ma una difesa al precedente tentativo di estorsione. Ma per meglio farti capire il concetto, ti rimando ad un mio post:
http://libertysoldier.splinder.com/post/12749984/Paura+di+discutere%3F

Leggendolo magari capirai la filosofia di un blog libertario. Perché ogni tanto i tuoi commenti sono un pò troppo appiattiti sullo standard socialista. Questo è un blog che si batte contro la redistribuzione. Non ci piace. La redistribuzione del reddito forzata è per noi sbagliata.
Ragion per cui, quando tu mi dici che è giusto che un ricco paghi per redistribuire servizi ai più poveri, anche ammesso che poi effettivamente i servizi venissero erogati, mi troverebbe comunque in disaccordo, fino a che il pagamento del dazio e quindi la redistribuzione non saranno frutto di un atto volontario, cosciente e libero.

b) Una bistecca costa 10 euro. Ma quanto spende una famiglia per l'alimentazione durante una vita? Considera che compra da mangiare tutti i giorni. La casa la compra una volta.
Se fosse come dici tu, perché qualcuno non propone la detassazione dell'IVA da tutti i prodotti alimentari? Forse perché il giro di soldi è molto maggiore di quelli dell'ICI?

c) Non sono uguale ai tipi di cui parli, ma pretendo che abbiano gli stessi miei diritti e gli stessi miei doveri.
Quindi, se io ho diritto alla prima casa, ce l'hanno anche loro. Ripeto. Di fronte alla giustizia, tutti gli uomini devono essere uguali. Non esiste un "diritto" a seconda dei redditi. Un diritto c'è o non c'è. Ed il diritto alla proprietà ci deve essere per tutti.
Altrimenti facendo brutali discriminazioni razziali invece che sul censo, io potrei uscirmene con una frase simile alla tua.
Tipo:
"Non è giusto picchiare con le spranghe le persone, ma se sono arabi allora è giusto e doveroso, se hai una coscienza."

Allora. Questo se è arabo può essere sprangato. Quello siccome è ricco, gli può essere confiscata la casa....

d) Sono questioni economiche dovute semplicemente al fatto che i nostri legislatori nel tempo hanno preso troppo crack ed hanno inventato un mondo che non esiste. I paesi dell'est europeo hanno tutto il diritto di offrirci merci a prezzi molto più bassi. Compreso il lavoro. E noi abbiamo tutto il diritto di scegliere da chi comprare le merci. Se il nostro stato si è impantanato con una pressione fiscale intorno al 43% più IVA, non è colpa dei paesi dell'est, ma del sogno visionario dei nostri legislatori, che non hanno mai capito una sega di economia.
Adesso è normale che l'Italia arranchi. Vuoi impedire la migrazione? Ok. Detassa completamente le imprese. Togli l'ICI pure sulle fabbriche, abolisci l'IRAP, detassa completamente il lavoro.
Altri modi, anonimo non ce ne sono. Perché é normalissimo che uno apre una azienda dove le condizioni sono migliori.
I paesi dell'est offrono condizioni di lavoro migliori. E finché l'Italia non offrirà condizioni non dico migliori, non dico uguali, ma paragonabili, per forza ci sarà delocalizzazione.

Sull'ultimo periodo.
Non ho parlato di precari. Ho detto "nullafacenti".
Non so perché hai tirato fuori i precari...


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#27   16 Maggio 2008 - 14:39
 
a) in italia li versi ai politici non allo stato.
se abbiamo questi politici disonesti nn è mica colpa di un sistema che prevede garanzie x tutti che infatti all'estero funziona.
questo paragone con la mafia è oltremodo oltraggioso e nn merita risposte.

b) inoltre considerando come nel tuo esempio la bistecca che costa 10 euro ad es, il 20% sono 2 euro moltiplicati x tutto il tempo in cui una famiglia vive sotto lo stesso tetto non credo che arriveremmo a 200.000 - 400.000 euro che sono il prezzo di un appartamento medio e medio-alto, fermo restando inoltre che la tassazione risulta cmq proporzionata al valore del bene in questione.
sono teoricamente d'accordo sull'abolizione dell'ici (la prima casa è sempre la prima casa) ma COMPLETA, non poi reintrodotta sotto altre subdole ed odiose forme come temo farà il (troppo) creativo tremonti x la tua felicità; io non mi fido di questi proclami, più sono sbandierati ad alta voce e più c'è la fregatura sotto.

c) non sono diritti ma doveri nei confronti della collettivitĂ ; chi piĂą ha meno patisce il prelievo fiscale.
il diritto alla proprietĂ  che tu invochi a sproposito esiste giĂ , non siamo in unione sovietica se nn l'avessi notato.
il violento e un po'fascistello paragone finale mi sembra quantomeno azzardato. ma che visione violenta ed estremista hai della realtĂ , figlio mio?
la tua stessa identica metodologia di pensiero applicata xò in ambiti ed ideologie diametralmente opposte alla tua ha costituito il malsano sostrato culturale alla base di movimenti armati di sx nei '70, ed ho letto il post sui picchiatori dei vigili a torino, sai? quella è pura istigazione alla violenza con tentativo di recuperare in corsa mal riuscito ...

d) i legislatori hanno inventato un mondo che esiste dappertutto anzi, in francia, svezia ed altri ricchissimi MA civilissimi paesi europei la pressione fiscale è suxiore alla nostra. prenditela coi politici corrotti che pensano a farsi le leggi x salvarsi il culo piuttosto mentre l'italia va totalmente a rotoli.
Le prove di inciucio berlusca-veltrusca sono la testimonianza del tentativo di sb di coinvolgere l'opposizione sapendo benissimo di non avere le capacitĂ  di rimediare allo sfascio incombente ed eventualmente dividerne le colpe con essa davanti all'opinione pubblica (ovviamente con l'aiuto determinante dei suoi media).
inoltre x quanto detassi al tuo caro imprenditore gliene fregherà di meno, visto che all'estero può assumere senza tutele proprio "fisiche" della vita dei lavoratori x cui risparmierà cmq.
i paesi dell'est nn offrono condizioni di lavoro migliore, offrono condizioni di sfruttamento disumano migliori;
li la gente muore "di routine" sul lavoro (altro che morti bianche italiane) e viene rimpiazzata in men che non si dica.
Puoi effettuare tutte le lavorazioni pericolose che vuoi senza il minimo rispetto degli standard di sicurezza internazionali, tanto un altro morto di fame che si becca il tumore senza il diritto ad essere risarcito lo trovi.
che bel mondo che mi proponi.

sui fannulloni:
il solito estremismo verbale, io parlo di precari tu rispondi parlando di fannulloni.
io in origine intendevo fare un raffronto precari-ricconi.
fermo restando che fare di tutta l'erba un fascio è sbagliato e probabilmente avresti dovuto parlare di nullatenenti; i nullafacenti in italia ci sono eccome e rappresentano un problema, ma questo è un altro discorso.

Saluti libertini.
utente anonimo

#28   16 Maggio 2008 - 15:33
 
S'è finiti un po' OT.

Il servizio che offre l'ici è che ti lasciano la casa, altrimenti ti dichiarano abusivo in casa tua. Alla faccia della libertà e della proprietà privata. L'ici c'è in tutto il mondo anche in UK e USA e si chiama Council Tax. Tassa comunale appunto.

Dato che siamo sudditi, pagare pacificamente qualche decina di euro perchè ci venga concesso il diritto di occupare la propria casa non è poi tanto.

A parte la concezione individuale di quale sia la natura del potere... In uno Stato che si finanzia al 106% a debito, non ci sono soldi da tagliare proprio per niente.

Quanto incide l'ici? 2%? il x% non so... se la leviamo davvero l'anno prossimo lo Stato spenderà 106% + x%, in qui quell' x% è ovviamente finanziato a debito. Quindi alla fine si pagherà x% + tasso d'interessi dul debito. Essendo il debito comprato con titoli di stato con buona pace di Ponzi... il cetriolo torna sempre nel culo dal quale era partito + interessi.

Se coprono l'ici con altre tasse è proprio inutile parlarne.

Tagliare la spesa? Quale spesa? L'unica spesa che bisognerebbe tagliare sono gli interessi sul debito. Se continuano a tagliare la spesa come ha fatto Prodi (maiuscolo) la campana di Gauss dei redditi sarĂ  sempre piĂą appuntita e lo Stato sempre piĂą socilista-sionista.

Il che essendo esattamente l'obbiettivo, anche del Berluka e del suo circo Barnum, sarà esattamente quello che succederà. Cioè verranno tagliati alcuni trasferimenti dal centro alle amministrazioni periferiche nei servizi là dove privati (banche) favoriranno accordi per la fornitura dei medesimi servizi con convenzione privata. Il che non è un male di per se... anzi, ma data la siloutte della succitata campana di Gauss, il cetriolo va sempre a finire nel deretano delle stesse persone.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente paoloprometeo

#29   16 Maggio 2008 - 16:37
 
per LibertyFighter:
"GOHAN
Così sarebbe sicuramente più giusto. Ma è irrealizzabile, in quanto significherebbe, innanzi tutto trasparenza. E quindi luce sulle inefficienze. Poi ti esporresti al fuoco di quelli che dicono:
io mando mio figlio a scuola privata. Perché devo pagare tasse per servizi (istruzione) che non uso?
Etc."

Beh, questa obiezione sarebbe facilmente superabile se si decidesse di introdurre il buono proposto da Milton Friedman...
Ovvero...
Tu paghi le tasse per l'istruzione e la sanitĂ ...
Lo Stato poi ti dĂ  un buono scuola o un buono sanitĂ , che tu puoi decidere di utilizzare dove vuoi scegliendo indifferentemente la struttura che piĂą ti aggrada, sia essa pubblica o privata...

Questo comporterebbe che:
1) mentre nella situazione attuale i poveri sono svantaggiati (alla faccia degli intenti che teoricamente stanno alla base del Welfare State e che giustificano il monopolio statale in determinati settori), perchè i servizi offerti dall'autorità pubblica sono di qualità scadente e solo i ricchi sono in gradi di pagare due volte per lo stesso servizio, con il buono finalmente tutti, e non solo i ricchi, avrebbero la possibilità di usufruire di servizi di qualità, perchè logicamente sceglierebbero di "spenderlo" nella struttura migliore...

2) migliore efficienza delle strutture pubbliche.
Adesso funziona così...
La politica nomina dirigenti assolutamente incompetenti (amici, amici degli amici, raccomandati, politici silurati) che gestiscono in modo disastroso le strutture che guidano, sprecando fiumi di denaro che si intascano o attraverso il quale distribuiscono favori, con il risultato che abbiamo servizi di qualità scarsa che però costano tantissimo, finanziati con un carico fiscale elvato che ai più poveri lascia in tasca ben poco, impedendo loro di pagare due volte per lo stesso servizio rivolgendosi ai privati...
Se invece c'è il buono scuola o il buono sanità, io cittadino che ho in mano un buono del valore x che posso spendere dove voglio mi rivolgerò alla struttura qualitativamente migliore, quindi nel 99% dei casi quella privata...
A questo punto i dirigenti pubblici non potrebbero più continuare a fare come fanno adesso, ovvero a fornire servizi scadenti sprecando soldi sapendo che tanto i loro disastri verranno ripianati con soldi pubblici, perchè altrimenti le loro strutture non avrebbero più utenti e loro verrebbero fatti fuori...
I politici così inizierebbero a nominare i dirigenti pubblici sulla base del merito, sapendo che altrimenti le strutture pubbliche verrebbero strangolate e spazzate via dalla concorrenza dei privati...

E il punto due ci riporta a quello che scrivevo, ovvero:
"(...)l'equazione dovrebbe essere imposte-servizio reso in contropartita...
Nel caso dell'Ici o della tassa di successione quale sarebbe il servizio che mi viene reso come contropartita?
Lo so, l'Ici finanzia i comuni...
Ma anzichè finanziarli attraverso meccanismi con i quali si obbligano i contribuenti ad un esborso senza che vi sia una correlazione diretta imposta-servizio non sarebbe forse il caso di tagliare la spesa pubblica superflua ed improduttiva, quella per intenderci che divora risorse, che serve solamente per tenere in vita tutte le caste e le corporazioni del Paese e distribuire mance, favori e regalie agli amici degli amici e a parassiti vari?"

In una situazione nella quale lo Stato viene amministrato secondo criteri trasparente e tutta l'enorme massa di spesa inutile che serve solo a foraggiare clientele e regalie varie sparisce ci sono le risorse per eliminare odiosi balzelli come l'ici o la tassa di successione senza danneggiare nesuno ma anzi, migliorando la qualitĂ  dei servizi e quindi la vita dei cittadini...
GOHAN
utente anonimo

#30   16 Maggio 2008 - 16:42
 
per anonimo 27:
"inoltre x quanto detassi al tuo caro imprenditore gliene fregherà di meno, visto che all'estero può assumere senza tutele proprio "fisiche" della vita dei lavoratori x cui risparmierà cmq.
i paesi dell'est nn offrono condizioni di lavoro migliore, offrono condizioni di sfruttamento disumano migliori;
li la gente muore "di routine" sul lavoro (altro che morti bianche italiane) e viene rimpiazzata in men che non si dica.
Puoi effettuare tutte le lavorazioni pericolose che vuoi senza il minimo rispetto degli standard di sicurezza internazionali, tanto un altro morto di fame che si becca il tumore senza il diritto ad essere risarcito lo trovi.
che bel mondo che mi proponi. "

Copio e incollo un post di Paxtibi - spero che non se ne abbia a male! :-) - che chiarisce come molti preconcetti legati alla globalizzazione e alla delocalizzazione non siano veritieri...

"OCCUPAZIONE CINESE
Si usa chiamare i dazi e le barriere commerciali in genere misure protezionistiche. à uno di quei casi in cui la neolingua mostra tutta la sua raffinatezza. Si tratta in effetti di protezione, ma non, come abitualmente la gente pensa, dai misteriosi pericoli del commercio internazionale, leggendario mostro dalle molte teste e dagli infiniti artigli: i dazi ci proteggono, sì, ma dai possibili vantaggi e benefici che il libero commercio – creatura ormai quasi estinta – è comunque in grado di portare.

Esemplare la storia di Liu Keli. Imprenditore cinese della provincia di Shanxi, che dimostra di conoscere e comprendere il mercato molto meglio dei nostri legislatori, Liu sta investendo 10 milioni di dollari nella Carolina del Sud, per una fabbrica di rulli da stampa che aprirà in autunno e darà lavoro a 120 operai. Sta facendo outsourcing, negli USA: i suoi amministratori hanno calcolato i costi dell'operazione, e Liu “è rimasto sbalordito dal confronto con quelli in Cina.”

Secondo quanto scrive il Los Angeles Times,

Liu ha speso circa 500.000 dollari per sette acri in Spartanburg – meno di un quarto di quanto costerebbe comprare la stessa quantità di terra in Dongguan, una città della Cina sudorientale in cui dirige tre stabilimenti. I tassi di elettricità degli Stati Uniti sono più bassi di circa il 75% e in Carolina del Sud, Liu non deve sopportare frequenti blackout.

Praticamente l'unica cosa rilevante ad essere più cara a Spartanburg è il lavoro. Liu sta pensando di offrire 12 - 13 dollari l'ora, contro i circa 2 di Dongguan, esclusi vitto e alloggio. Ma Liu pensa di ammortizzare una parte del maggior costo dei lavoro con un rimborso di imposta sui redditi da lavoro dalla Carolina del Sud di 1.500 dollari per impiegato .

“Sono rimasto sorpreso,” ha detto il presidente 63enne del Shanxi Yuncheng Plate-Making Group. “Il gap non è vasto quanto pensavo.”

Dopo otto anni di Clinton e otto di Bush, la sorpresa è semmai che il gap ci sia ancora...

Liu fa parte di un'onda crescente di imprenditori cinesi che si espandono negli Stati Uniti. Da Spartanburg a Los Angeles stanno costruendo fabbriche, acquistando aziende ed investendo nel commercio e nei beni immobili.

Tanto berciare per la piena occupazione, poi quando i meccanismi del mercato cominciano a fare la loro parte ci si affretta a prevenirli alzando barriere. I posti di lavoro persi dalle aziende meno efficienti vengono rimpiazzati da quelli delle aziende in crescita, i cinesi lo capiscono e si danno da fare. Dalle nostre parti si preferisce mantenere i posti di lavoro super-privilegiati di aziende cronicamente in perdita, scoraggiando al contrario gli investimenti di aziende in salute che potrebbero risollevare l'occupazione.

Poi, quando la micragna dilaga, la “colpa è del mercato.” Andate a raccontarlo a Liu."
GOHAN
utente anonimo

#31   16 Maggio 2008 - 18:32
 
anonimo 27.
I politici non sono disonesti. Perché rubano a norma di legge. Questo è il paradosso. CHI va al potere PUO' fare certe cose. Perché il sistema che tu dici funzionare non funziona per un caxxo. E non funziona neanche negli altri "civilissimi" paesi. Un politico che può rubare senza finire dentro è indice di un sistema che funziona?
E se per rubare a norma di legge è sufficiente che alzino gli stipendi dei magistrati (agganciati ai loro come "garanzia"), ti sembra che il sistema funziona? E che fai? Togli quella legge? Ma è inutile, perché i politici possono rimetterla. E tu cittadino devi stare zitto. E allora mi sembra chiaro che il sistema non può funzionare... Il paragone Stato -mafia non è affatto oltraggioso. Per chi per la mafia? Per me sono schifosi alla stessa maniera. Ma ti rendi conto di quanto potere ha lo stato nei confronti del cittadino??

b) Si ma io intendevo dire che se fosse giusto che un ricco paghi di piĂą per la sua casa, alla stessa maniera dovrebbe essere giusto che il ricco paghi di piĂą per la sua alimentazione. E quindi fare un' IVA proporzionata al reddito.

Però hai detto che sei daccordo sulla abolizione completa. L'argomento del mio post è proprio quello e dico anche io la stessa cosa. Perciò, dov'è il problema?
Anche io ho scritto il post perché temo improvvisazioni Tremontiane, tipo l'esclusione delle ville e castelli. Non siamo daccordo?

c) Il diritto di proprietà in Italia non esiste quasi per nessuna cosa. Il capitale è tassato, la proprietà della casa è tassata. Il lavoro è tassato. Sono proprietario di un negozio e mi si impedisce di fare i saldi ad agosto, di aprire la domenica oppure dalle 02 alle 08. Mi si impedisce di vendere alcolici dopo una certa ora. No. Non siamo proprietari. Siamo affittuari, o al limite gestori. Il proprietario della terra è lo Stato. Prendiamo l'esproprio. O è un atto di guerra contro il cittadino, oppure è la revoca della gestione.
Gli stati nazionali sono i proprietari di tutto. Se vogliono cedere pezzi di terra, magari con te dentro, ad altri stati, lo fanno. Se vogliono spedirti a calci in culo in guerra, lo fanno. Hai notato che i proprietari (gli stati nazionali) NON vogliono un unico governo mondiale? Ti sei chiesto perché ?
Il post su Torino?
Amico mio, io sto valutando un fatto accaduto. E dico che era inevitabile... Si chiama infatti "Ve l'avevo detto". E' pieno di link ad altri post, e fa parte di un discorso lungo, che credo non ti sia degnato di leggere. Sarai un poco altezzoso e prevenuto?
Le prove di inciucio?
Senti un pò, ma qual' è la tua opinione di governo efficiente? Quella dove ci sono maggioranza e opposizione che collaborano, oppure quella dove si fa casino tutti contro tutti a prescindere? Come vorresti che si svolgesse il dibattito?
Sul resto ti ha risposto Gohan.



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#32   16 Maggio 2008 - 18:42
 
Paolo che dire. Voler tagliare le spese giuste, ce ne sarebbero da tagliare. Licenzi i contatombini a Palermo, licenzi i conta contatombini, diminuisci il budget delle consulenze esterne ed hai finito. Se ti premuri di togliere due o tre restrizioni al mercato, i contatombini vengono pure riassorbiti nel privato.
Si spera che lo facciano. E che l'ICI la tolgano a tutti.
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#33   16 Maggio 2008 - 18:58
 
@Gohan.
Si il buono piace anche a me. Io non volevo intendere la sua irrealizzabilità fisica. Ma che secondo me è irrealizzabile perché priva di troppi poteri la politica. E quindi irrealizzabile per volontà.
Forse avremo la fortuna di vederli in qualche campo specifico, ma dubito che ci sia la volontĂ  di applicarla a gran parte del settore pubblico. Troppo sottogoverno sparito...
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#34   16 Maggio 2008 - 19:55
 
mmmhhh ...

diventate troppi adesso ...

a) non saremo mai d'accordo, troppo livore, troppo risentimento, troppo qualunquismo.
x me la legge è legge.
lo stato è stato.
queste cose nn si discutono in qualsiasi democrazia occidentale.
tutto ciò che sta al di fuori nn è democrazia.
i politici sono frequentemente ladri (nn tutti, qualche signore c'è rimasto ma meno a dx), ogni tanto li beccano;
togliamo l'immunità parlamentare, questo si un vero scudo x fare le porcate che vogliono con la scusa del rischio di xsecuzione politica, ma così facendo l'attuale pres del cons e molti altri di dx sarebbero dentro da anni e tu, mostro di coerenza, me li voti pure?
l'ennesimo paragone stato-mafia nn merita repliche

b) guarda che l'iva è già proporzionata al reddito, ma se mi dici che occorra aumentare le aliquote x differenziare al meglio i redditi sono d'accordissimo !

c) ma hai avuto traumi da piccolo? sogni di conquistare l'italia ed il mondo? che ti ha fatto lo stato cattivo ... ma dai, nn è che ti/vi prendi/prendete un po' troppo sul serio? queste che mi hai elencato sono sciocchezze che un qualunque governo può sistemare, lo stava facendo bersani ed ha provocato la reazione di corporazioni ( tipo la storiaccia dei tassisti a roma che ora hanno votato alemanno che garantirà loro ancora anni di lobbismo, questo xò nn ti indigna vero?).
Bersani ti permette di acquistare i farmaci al suxmercato facendoti risparmiare, voleva liberalizzarti i taxi, fare aprire i negozi pure la notte ecc.
Risultato: c'è stata la rivolta dei destinatari dei provvedimenti, prontamente cavalcata e debitamente strumentalizzata dal cdx (media di s.b. in prima fila).
Dov'eravate voi anime pie liberiste di questo pio blog?

Sul post di torino: veramente me lo sono letto in buona parte, finchè nn mi sono cascate le braccia.
violenza ed eversione fascistoide.

inciucio? ma che liberista sei? dovreste scendere in piazza a protestare invece di scrivere robe tipo: "qual' è la tua opinione di governo efficiente? Quella dove ci sono maggioranza e opposizione che collaborano, oppure quella dove si fa casino tutti contro tutti a prescindere? Come vorresti che si svolgesse il dibattito?"
dopo la valanga di fango e merda che hai sputato sui politici ladri, mafiosi ecc. ti auguri che ci governino pure a braccetto ??

... annamo bene ...

x il sayan, risponderò + in la ...
... indiana jones mi aspetta ...

utente anonimo

#35   16 Maggio 2008 - 21:34
 
"Bersani ti permette di acquistare i farmaci al suxmercato facendoti risparmiare, voleva liberalizzarti i taxi, fare aprire i negozi pure la notte ecc.
Risultato: c'è stata la rivolta dei destinatari dei provvedimenti, prontamente cavalcata e debitamente strumentalizzata dal cdx (media di s.b. in prima fila).
Dov'eravate voi anime pie liberiste di questo pio blog?"

Parlo per me...
Quelli che hai elencato sono alcune delle ragioni (non le sole) per le quali sono stato (e sono tuttora) estremamente critico nei confronti del centrodestra e per le quali, come ho scritto in un post sul mio blog argomentando lungamente e abbondantemente le mie ragioni, alle ultime elezioni alla Camera ho votato per il Pli (che si presentava da solo) per dare un segnale di protesta (discutendo con LibertyFighter, che poi mi ha convinto a votare Pdl al Senato), in quanto sono estremamente deluso dall'involuzione subita dal centrodestra, che nel 1994 e nel 2001 aveva vinto le elezioni promettendo la rivoluzione liberale e che invece si è progressivamente appiattito su istanze conservatrici, clericali, stataliste e protezioniste (come dimostra la recente svolta di Tremonti verso posizioni no-global)...
Su Bersani...
All'epoca sul sito dei Riformatori Liberali ho scritto che il centrodestra avrebbe dovuto criticarlo perchè le liberalizzazioni erano mal fatte e soprattutto perchè erano assolutamente esigue ed insufficienti e non cercare di guadagnarsi il favore delle corporazioni, perchè una volta tornati al governo questo avrebbe rappresentato freno all'azione riformatrice dell'esecutivo...
Spero che i fatti mi smentiscano, ma sono pessimista...
Detto questo sono convinto che la rivoluzione liberale non l'avrebbe realizzata nemmeno il Pd, anzi...

Inciucio...
Tuto dipende se si tratta di accordi fatti al ribasso con spartizione di poltrone e denaro, come avveniva all'epoca della Prima Repubblica con il cosiddetto consociativismo oppure
di una reale esincera convergenza su alcuni singoli temi importanti per il Paese...
Votare assieme su alcune specifiche questioni e avere sedute parlamentari ordinate (come accade in ogni Paese civile) non equivale certo ad una grande coalizione o ad una situazione nella quale non esistono una maggioranza ed un'opposizione potenzialmente alternativa ad essa...


"x il sayan, risponderò + in la ...
... indiana jones mi aspetta ... "

Ok, aspetto di leggere la tua replica su quanto ho scritto in precedenza (buono friedmaniano, inefficienze e sprechi pubblici e globalizzazione)...
Comunque sì, il mio nome è preso da un cartone animato...
Il bello di internet è che si può mantenere l'anonimato usando pseudonomi e nickname e che si possono scrivere cose serie (o almeno provarci) senza però prendersi troppo sul serio...
Non c'è niente di male, no?

Riguardo al tuo programma per la serata...
Niente da ridire su Indiana Jones, si tratta di una saga fantastica, io però avrei optato per Basic Instinct 2!:-)
GOHAN
utente anonimo

#36   16 Maggio 2008 - 23:44
 
Io ero a bestemmiare in sanscrito perché Visco mi aveva sfilato 50 dal mio contratto cocopro da 1000 euro al mese, senza tredicesima.
Sulle liberalizzazioni... Leggiti il mio post all'epoca.. C'ero ed ho commentato le "liberalizzazioni".
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#37   17 Maggio 2008 - 09:13
 
Lo Stato poi ti dĂ  un buono scuola o un buono sanitĂ , che tu puoi decidere di utilizzare dove vuoi scegliendo indifferentemente la struttura che piĂą ti aggrada, sia essa pubblica o privata...

Ed occupandosi naturalmente di vigilare sulla qualitĂ  delle scuole private, ivi compreso l'insegnamento delle parabole sull'aborigeno gentile ed ecologico? No grazie.
utente anonimo

#38   17 Maggio 2008 - 09:41
 
n. 30,

capisco che x dei "liberali -isti" gli usa rappresentino un po' la terra promessa (pure questo ci divide ...), ma dovresti tenere conto di alcuni elementi di fondo

la carolina piuttosto che la florida o la california rappresentano delle realtĂ  sociali ed economiche che x storia, tradizione e cultura nn hanno nulla a che spartire con l'italia e l'europa.
qui abbiamo avuto (x sommi capi ...) la dominazione greca, l'impero romano, il medio evo, le repubbliche marinare, il rinascimento ed allargando il giro, la rivoluzione francese, industriale, d'ottobre, keynes, marx ed engels.
Le basi culturali europee sono pertanto antitetiche alle loro; come vi potete aspettare xtanto di poter trapiantare un modello economico tanto distante geograficamente e culturalmente, adattatosi spontaneamente a quella realtĂ  sociale, ad una realtĂ  tanto complessa e multilivello come quella europea ed italiana?
è questo, sec me, l'errore primo che si commette.
Al massimo sarebbe possibile apportare modifiche xiferiche al sistema, migliorare qua e la, ma smantellare ex abrupto lo stato sociale così com'è stato da sempre (ed il sistema fiscale su cui si regge), è non solo impensabile ma anche improponibile sia xchè in tal modo si calpesta la nostra stessa storia, sia xchè si calpesta anche la memoria e la dignità di chi si è battuto anche con la vita x protezioni e garanzie che ci sembrano oggi in epoca di benessere talmente ovvie e banali da chiederne l'abrogazione.
Tali modelli ultraliberisti funzionano in america xchè quella è l'america, dove la mentalità è che x soldi ci si venderebbe pure il culo;
Penso che vendere l'anima al capitale serva solo x accumulare soldi su soldi al momento, ma questo è un elemento contingente che tuttavia prima o poi a lungo termine si paga socialmente e culturalmente.

tornando all'esempio da te citato: cosa ne sai se il tizio cinese nn sia scappato all'estero x le pressioni governative in patria?
lo sanno pure i sassi che in cina pur di attirare investimenti applichino un regime differente x le multinazionali e x le aziende locali, x cui al tizio piuttosto che versare un "obolo" al governo convenga spendere di + in manodopera, protezione dei lavoratori e rispetto delle leggi, piuttosto che avere costose rogne in patria.
Ma poi dico, che argomentazioni sono mai queste? basta aprire qualsiasi giornale, saggio, libro, accendere la tv, navigare in internet x sapere che c'è una massa di poveri diseredati in cina, est europa, africa, sud-est asiatico disposti a lavorare in condizioni dickensiane e che fanno letteralmente gola agli imprenditori occidentali, compresi gli italiani, desiderosi di impiegare (x ingrossare il proprio portafoglio) una manodopera "schiavizzata" che nn pretende le minime protezioni di base (x la propria stessa vita intendo, nn protezioni sociali che temo nn sappiano nemmeno esistere).
in ogni modo, pensate che con le modifiche fiscali da voi proposte diventeremmo la potenza economica n. 1 al mondo??
troveremo sempre una cina una romania un vietnam che offrirĂ  poveracci da sacrificare al bilancio di aziende occidentali felicissime di spremerli come limoni per poi rimpiazzarli con una nuova generazione, x cui pochi si arricchiranno, gli altri continueranno coi co co co, co co pro, bla bla bla.
sec me l'unica via xcorribile x l'economia italiana è quella della qualità del lavoro e professionalità del lavoratore (adeguatamente protetta e retribuita) con minori margini di guadagno certo, ma che rappresenta almeno garanzia di sopravvivenza sul mercato.

concludo con una bellissima frase di keynes che sintetizza mirabilmente il mio pensiero:

"Il capitalismo non è intelligente, non è bello, non è giusto, non è virtuoso e non produce i beni necessari. In breve, non ci piace e stiamo cominciando a disprezzarlo. Ma quando ci chiediamo cosa mettere al suo posto, restiamo estremamente perplessi".

PS: Indiana jones è stato bello, ma preferisco di gran lunga il primo della serie, quando harrison ford aveva ancora un'età credibile x certe acrobazie e nn aveva bisogno di troppo trucco x nascondere le rughe. ^_^



utente anonimo

#39   17 Maggio 2008 - 16:21
 
n. 37, dipendesse da me abolirei le scuole private.

sai quanti compagni di liceo od amici asini ho visto spostarsi sulle private e diplomarsi in un lampo a pieni voti?
poi all'universitĂ  le amicizie del paparino invischiato in politica o ricchissimo xmettevano loro di accumulare le materie x la laurea?
e poi, fuori a far danni !!!
il sistema della scuola privata senza un adeguato controllo sulla serietĂ  del personale e sulla qualitĂ  dell'insegnamento nn funziona !
utente anonimo

#40   17 Maggio 2008 - 18:38
 
#39
Basta abolire il valore legale del titolo di studio ed il problema si risolve. Nessuno ha piĂą interesse al pezzo di carta e rimane solo la preparazione a discriminare i candidati.
A quel punto nessun istituto privato ha interesse a regalarti la laurea.
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#41   17 Maggio 2008 - 19:31
 
40,

dici?

e per i concorsi ad es. di ammissione alle università od altri, in cui una delle discriminanti ufficiose è il voto finale delle superiori ?
e poi, scusa, io mi sono fatto un mazzo tanto - come penso anche tu hai fatto - nelle scuole pubbliche x avere un diploma di maturita, poi una laurea poi una specializzazione x poi non vedermi legalmente riconosciuti tali titoli dallo stato solo x evitare confusione con un sistema scolastico privato prono alla promozione facile ed a pagamento?
ma x favore!

O aboliamo le scuole private, diplomifici e laureifici gestiti come aziende, oppure introduciamo dei rigidissimi criteri valutativi degli insegnanti e delle scuole (anche pubbliche ovviamente) x mettere in riga i sordidi profittatori che stanno facendo dello studio e della cultura un indecente business.
utente anonimo

#42   17 Maggio 2008 - 19:37
 
n. 40,

inoltre abolire il valore legale del titolo di studio significherebbe nn fare una minima selezione in base al titolo di studio ai concorsi ed alle selezioni, x cui ancora più asini andranno ai posti di comando chiave solo xchè raccomandati dal potente di turno.

"nessun istituto privato ha interesse a regalarti la laurea"
nessun istituto privato avrebbe interesse ad esistere xchè "segato" da un provvedimento statalista come quello da te proposto.
utente anonimo

#43   17 Maggio 2008 - 22:21
 
#42?
E' statalista abolire il "valore legale" definito dallo Stato??
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#44   17 Maggio 2008 - 22:31
 
Abolendo il valore legale del titolo di studio, le scuole non avrebbero alcun motivo di venir pagate per emettere un diploma. Perché il diploma non è necessario per lavorare. In teoria possono lavorare tutti, ma poi chi assume uno completamente impreparato? Non di certo un imprenditore che voglia far utili. E' quando un pezzo di carta, preso non si sa come, magari col 6 politico, ti da diritto ad una professione che nasce l'interesse verso il "diploma".
Senza il valore legale la scuola verrebbe fatta con l'unico scopo di imparare. Perché un attestato non servirebbe a nessuno. E quindi la stessa non avrebbe nessuna ragione di rilasciarti un certificato che, pur non avendo valore legale, contribuisce alla sua reputazione. Che succederebbe ad un istituto quando si venisse a sapere che i diplomi che rilascia sono posseduti da un mare di incapaci (che tra l'altro non troverebbero lavoro) ? Nessuno ci si iscriverebbe più.
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#45   17 Maggio 2008 - 23:04
 
n. 44,

si ma io che mi sono fatto il culo a studiare senza santi in paradiso verrei messo sullo stesso piano di chi non sa nè sa fare una cippa ...

io nn ci sto.

statalista si, dal punto di vista della scuola privata, visto che ex lege lo stato espropria la scuola privata di una funzione che essa allo stato dei fatti svolge (malissimo, ma la svolge). basterebbe controllare meglio ma visto che la maggioranza di esse in italia sono di matrice cattolica e controllate da enti cattolici che si intascano le rette milionarie, il "pio devoto berluscone che a dio s'affida" mi sa che nn le toccherà minimamente x cui dovremo sorbirci 5 anni 5 (se tutto va male) di ingiustizie e furberie condite da raccomandazioni anche nel settore scuola, paradossalmente (ma nn x l'italia) da parte di un governo che a parole sbandiera liberismi e meritocrazie a go go ma nei fatti è statalista e dirigista peggio degli altri, perchè almeno gli altri lo sanno fare.
utente anonimo

#46   18 Maggio 2008 - 20:36
 
#45
Ma non è vero, aziende private tendono ad assumere coloro che sono preparati, non chi non sa fare una cippa. Se assumono coglioni, perdono soldi. E non credo sia nel suo interesse.
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#47   18 Maggio 2008 - 20:37
 
Poi mi spieghi perché l'abrogazione del valore legale del titolo di studio "esproprierebbe" una funzione alla scuola privata. E soprattutto CHE funzione?
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#48   18 Maggio 2008 - 23:43
 
CHE funzione?
Quella di indottrinare tutti sin da bambini, secondo uno schema che sicuramente ben conosci.
Talvolta pensando a tale schema, agli "intellettuali" ed alla "cultura" schierati per il 90%, mi stupisco che ci sia ancora gente di ragionare col proprio cervello senza derive socialistoidi.

Davide
utente anonimo

#49   19 Maggio 2008 - 06:22
 
n. 46-47,

senti scusa anche le aziende private devono necessariamente avere un metro di valutazione standardizzato x assumere, x cui fa testo il "curriculum" degli studi e delle esperienze sul campo.
Se io ho fatto le scuole private (italiane) pagando x essere promosso avrò ovviamente un vantaggio nei confronti di chi si è fatto il mazzo a studiare, mi pare ovvio.
La scuola privata non è un male od "il" male ...
qui in italia E' il male, in quanto nn si paga (di piĂą) x avere insegnanti piĂą bravi e/o rigorosi che mi danno la certezza di formare in modo rigoroso i miei figli fornendo loro una preparazione che crei un vantaggio culturale e di contenuti rispetto alla scuola pubblica ma la scuola privata oggi serve solo x andare avanti fino a prendersi il pezzo di carta col minimo sforzo x chi ha soldi.
Essendo cmq teoricamente la scuola privata un' "azienda" che produce sempre sulla carta "cultura" e "preparazione" mi pare evidente che un provvedimento statale come quello che suggerisci tu avrebbe il senso di una esautorazione x legge, decisa dal tuo odiatissimo stato, di una attivitĂ  privata sebbene con risvolti pubblici.
E' come se domani x legge lo stato decidesse di rendere ad es privo di valore legale un servizio tipo il pagamento con bollettini fatto con aziende private (piĂą convenienti ed efficienti) e obbligare tutti a farlo solo attraverso un'azienda statale (com'era ad es la posta fino a poco fa); mi sembra chiaro, no?
nn che dia ragione a te, infatti sia chiaro che sec me la scuola privata nn ha motivo di esistere, specie a queste condizioni e con abbondanti ed ingiustificati "aiutini" dallo stato che nn fanno altro che togliere risorse alla scuola pubblica.

n. 48,
qualunquismo squallido il tuo venato da profonda confusione di idee.
"Talvolta pensando a tale schema, agli "intellettuali" ed alla "cultura" schierati per il 90%, mi stupisco che ci sia ancora gente di ragionare col proprio cervello senza derive socialistoidi. ".
intellettuali e cultura in un paese libero decidono loro con chi vogliono stare.
La scuola presenta delle idee anche di parte, sta alla nostra intelligenza discernere e decidere x noi cosa è meglio; sec il tuo bel ragionamento (inculcato da stereotipi di destra, ovviamente) il fatto stesso che tu ed altri qui la pensiate diversamente rispetto a me vuol dire o che nn avete mai studiato x cui avete le menti "pure" e non "traviate" od "indottrinate" dalla scuola komunista, o che hai torto marcio; propenderei x la seconda.
inoltre secondo te, se la massima espressione culturale del cdx allo stato attuale è la televisione, dove non a caso si pesca per forgiare la classe politico-dirigente, che scelta ci deve essere se in parlamento s.b. ha portato gente come gardini, carfagna, carlucci, barbareschi ecc. che sembra il cast di una trasmissione televisiva di quarta categoria più che un gruppo di deputati del parlamento italiano mentre incredibilmente ha lasciato a casa xsone intelligenti e rispettabilissime come ad es marcello veneziani?
ma nn hai capito che a s.b. interessa solo circondarsi di xsone che non pensano o lo fanno poco x evitare sacrosante critiche su un certo modo di governare?
questo sec me spiega la mancanza o meglio la carenza oggigiorno di intellettuali apertamente schierati a dx, infatti quei pochi che hanno osato, giustamente, criticare il sire sono stati liquidati alla vel della luce, come accade tra l'altro nei peggiori regimi siano essi komunisti o fascisti.

utente anonimo

#50   19 Maggio 2008 - 08:50
 
#49
Non voglio togliere il valore legale del titolo di studio ALLE scuole private. Lo voglio togliere a TUTTE.
Le scuole private non verrebbero esautorate di nulla. Potrebbero continuare a istruire le persone esattamente come dovrebbero fare adesso, e come dovrebbe fare la scuola pubblica.
Non voglio mica lasciare la scuola pubblica col coltello dalla parte del manico!
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#51   19 Maggio 2008 - 10:24
 
Il grande spreco

da :
http://www.effedieffe.com/content/view/3219/179/


Il mercato finanziario globale è divenuto «un mostro che va domato»: l’ha detto Horst Koehler, il presidente della Germania. La carica è ornamentale; ma il fatto che Koehler sia stato capo del Fondo Monetario Internazionale dice che la vastità della devastazione provocata dal capitalismo terminale senza regole sta creando, persino fra i sacerdoti del dogma iperliberista, sgomento e forse qualche dubbio.

Persino il Financial Times comincia a dubitare della «razionalità» ed «efficienza» di un «mercato senza confini» dove «il gestore del più grande hedge fund ha guadagnato 3 miliardi di dollari l’anno scorso», mentre ponevano le basi per la rovina di migliaia di piccoli risparmiatori, lavoratori e famiglie col mutuo variabile, nonchè dei fallimenti bancari a catena e della restrizione mondiale del credito.

Il giornale della City riconosce che 25 anni di «libero flusso di capitali, massiccio, istantaneo, e controllato solo da poche istituzioni finanziarie di pochissimi Paesi» ha prodotto «un’era di inquità oscene», dove i 1.100 più ricchi del mondo si sono accaparrati il doppio della ricchezza distribuita fra i 2,5 miliardi di uomini dello strato più povero (1).

Hanno raccomandato e imposto lo smantellamento dello «Stato sociale» in Europa, additando come modello il privatismo assistenziale americano e la mancanza di costi del lavoro cinese, nonchè la «flessibilità» (precarizzazione) come soluzione ai problemi della «concorrenza». Lo Stato spreca, ripetevano, solo il mercato sa come «allocare le risorse nel mondo più efficace».

Ora constatano che il trionfo del liberismo privatistico ha dato come risultato immensi sprechi di ricchezze, e la depressione economica planetaria. I soldi risparmiati smantellando sistemi previdenziali e sanitari sono finiti in mano a pochissimi che erano giĂ  ultraricchi, e che li hanno dilapidati, in lussi e speculazioni rovinose.

«I capi di multinazionali, che 30 anni fa guadagnavano 35 volte il salario di un dipendente medio, oggi prendono più di 350 volte». Il liberismo aveva promesso il benessere diffuso.

Ora il Financial Times si accorge che ha prodotto una inaudita concentrazione di potere in pochissime mani: «Le prime 50 banche controllano quasi 50 mila miliardi di dollari, un terzo di tutti gli attivi del mondo». A causa di questa concentrazione, quando è scoppiata la bolla dei subprime che ha innescato a catena le altre crisi, i «regolatori», le Banche Centrali e i governi, si son trovati a trattare con poche banche che sono più potenti di grandi Stati, ed hanno dovuto chiederne «la collaborazione su base più o meno volontaria».

Stramiliardari che avrebbero dovuto immediatamente essere arrestati per bancarotta fraudolenta, «campioni del non-intervento dello Stato nell’economia, hanno convinto i governi a curare le loro ferite» con iniezioni colossali di denaro dei contribuenti. Troppo grossi per fallire.

Paul Krugman (per la verità uno dei pochi economisti critici anche prima) sul New York Times ha deriso un sistema di liberismo senza regole studiato a tavolino «nelle università», dove si suppone che «i mercati siano composti da individui ben-informati e da imprese che agiscono razionalmente nel miglior interesse proprio e dei propri clienti, massimizzando le opportunità di profitto, impegnati a mantenere l’integrità del sistema da cui dipendono loro e le loro economie nazionali».

Secondo la teoria della perfetta razionalitĂ  del mercato senza norme, dice Krugman, il prezzo del greggio quadruplicato dovrebbe ottenere effetti razionali: la gente dovrebbe andare meno in auto e abbassare il termostato del calorifero, i padroni di pozzi petroliferi marginali rimetterli in funzione, le grandi petrolifere spenderebbero di piĂą in nuove esplorazioni e in nuove raffinerie, le ditte automobilistiche produrrebbero auto piĂą piccole e risparmiose; in breve, il petrolio tornerebbe a prezzi decenti, per la nota legge della domanda ed offerta.

Questo in effetti avvenne nel 1973, quando fu l’OPEC a rialzare il prezzo del greggio. Ma adesso non funziona. E dov’è l’intoppo?

Nella titanica speculazione puramente finanziaria che si è buttata sul mercato dei derivati petroliferi. Oggi, scrive William Pfaff, «nessuno speculatore che tratta in greggio se lo fa consegnare; invece, lo accaparra finchè il prezzo sale», e siccome la speculazione stessa continua a far salire i prezzi, il petrolio non giunge al mercato del consumo (2).

«Il trading speculativo si avantaggia su quarti di punto. Uno compra un contratto mentre il petrolio rincara, e lo rivende tre minuti dopo a un altro convinto che rincarerà ancora di più. Non è ignoto che gli speculatori, dopo comprato il contratto, spargono voci che implicano la penuria del bene, cosa non difficile da quando ci sono TV con trasmissioni finanziarie non-stop, che si aggrappano ad ogni straccio di notizia».

Così le Borse-merci, nate per stabilizzare i prezzi, si sono trasformate in mostri che ne amplificano selvaggiamente le variazioni. Ciò grazie alla lievità dei «margini», che i fautori del libero mercato senza regole hanno impedito agli Stati di alzare.

«In genere, per comprare un contratto future si chiede un margine del 10%. Metti sul piatto 10 mila dollari e compri un documento che vale 100 mila dollari di greggio. Ma non essere tirchio: metti sul piatto 100 mila dollari, e compri un contratto da un milione. Cinque minuti dopo, se il greggio rincara di un dollaro, hai fatto un milione».

Queste «non sono più normali transazioni tra produttori e consumatori, previste dalle regole economiche classiche» elaborate dagli economisti da università. «Questi commerci, privi di regolamentazione, non hanno più alcun ruolo economico utile; sono una forma di gioco d’azzardo professionale, e parassitario, che distorce le transazioni tra produttori e utilizzatori», ossia che strangola l’economia reale; e mentre la strangola, ne ricava profitti indebiti ed astronomici.

Anche le banche italiane, assicurazioni e grandi gruppi privatizzati (ENI, ENEL, fate voi) vantano profitti in crescita del 30-50%; e ciò, sulla pelle di una popolazione produttiva che si impoverisce di giorno in giorno. Occorre che siano gli inglesi e gli americani ad accorgersi che nel sistema c’è qualcosa di sbagliato, altrimenti i nostri Padoa Schioppa, Ciampi e simili continuano a ripetere la lezione che gli hanno insegnato. E le sinistre, insieme ai grandi media, a deridere Tremonti come «protezionista».

Le bancarotte fraudolente sempre più gigantesche - Enron, Parlamat, Société Generale, Northern Rock - non bastano a convincere questi servi sciocchi dei poteri forti. Deve venire Kenneth Griffin, gestore di uno dei più grossi fondi speculativi, il Citadel Investment Group (20 miliardi di dollari gestiti) a rivelare che la finanza internazionale è stata abbandonata al giudizio di «ragazzini appena usciti dalla business school, che controllano il mercato dei capitali in America», mentre i loro super-capi e amministratori delegati «capiscono solo in parte» il tipo di affari che questi ventenni stanno facendo.

Bisogna che sia il Financial Times, non Liberazione, a scrivere: «I pochi pesci grossi fanno miliardi sia che i mercati salgano o che scendano, e le loro banche strappano il sostegno dello Stato mentre i pesci piccoli perdono la casa». Griffin e il Financial Times, non Veltroni nè Berlusconi, parlano, ora, della necessità di «porre regole al mercato».

L’ex capo del fondo Monetario, Koehler, attacca le «grottesche remunerazioni» dei banchieri d’affari responsabili «della massiccia distruzione di ricchezza» che stiamo vedendo e soffrendo. E invoca il ristabilimento di «una coltura bancaria continentale europea».

Questo è il problema. La cultura economica europea c’era, si chiamava Stato sociale di mercato, si chiamava «modello renano». Creato da Stati autoritari (Bismarck, fu il primo a introdurre la previdenza obbligatoria per gli operai; Mussolini fu il primo a fare altrettanto in Italia), e adottato poi dalle cosiddette «democrazie» come dai socialismi riformisti, mirava a compensare le più scandalose iniquità fornendo a tutti un minimo di sicurezza davanti alla malattia e alla vecchiaia.

Lo scopo non era la massimizzazione razionale del profitto (individuale), bensì «dar fondamento ad un patto sociale che consenta la decente convivenza tra classi sociali differenti, e quindi un ordine che non sia solo costrittivo, di polizia» (3). Solo che, in mano alle «democrazie pluraliste», il modello s’è guastato: a causa della corruzione delle democrazie stesse.

Esempio: l’IRI, da ente di salvataggio di industrie e competenze nazionali strategiche, fu trasformato in distributore di tangenti ai partiti. Proprio questo ha consentito ai modellisti economisti anglo-americani di parlare di inefficienza del modello europeo-sociale, di additare l’aumento della spesa pubblica e gli sprechi, e di raccomandare (o imporre) il razionalismo iper-liberista, di stampo calvinista, dove il profitto è «l’oggettiva misura» della razionalità e della moralità. Ora, ricostruire quella cultura è possibile?

Un quarto di secolo di liberismo globale senza Stato ha devastato molto più che i beni materiali e reali. Ha devastato mentalità, cancellato anche la sola idea che il politico debba occuparsi di qualcosa chiamato «bene comune» e patto sociale; e se ancora qualcuno volesse nutrire una volontà di operare per regolamentare e ridistribuire, non avrebbe...
utente anonimo

#52   19 Maggio 2008 - 10:26
 
...non avrebbe piĂą le competenze per lanciare un New Deal del 21mo secolo.

Come dice benissimo Luigi Copertino nel suo ultimo saggio (4), nel liberismo mondiale «la flessibilità delle opzioni sociali, che dissolve ogni legame comunitario, rendendo a tempo determinato i rapporti di lavoro e quelli politici di cittadinanza», corrisponde perfettamente alla «flessibilità delle scelte morali che dissolve tutti i legami familiari, rendendoli assolutamente revocabili e temporanei».

Se volete il matrimonio temporaneo, perchè vi lamentate del vostro contratto di lavoro a termine? Se non vogliamo più gli obblighi che ci chiedeva la patria, perchè il gestore di fondi comuni dovrebbe sentirsi legato al bene dei concittadini poveri, e trattenuto dal ritagliarsi emolumenti di 3 miliardi di dollari l’anno, mentre milioni di suoi compatrioti perdono - per causa sua - la casa?

Nel liberismo globale, tout se tient. Ci ha voluti così, individualisti, sciolti da ogni obbligo durevole, perchè solo così diventavano efficienti «consumatori». Ora che ci ha lasciato poco da consumare, ci resta il precariato della vita, e - più irrimediabile - la perdita del senso del comune destino, e persino la capacità di ricostruirlo nella società.



--------------------------------------------------------------------------------

1) David Rothkopf, «Change is in the air for financial superclass», Financial Times, 15 maggio 2008.
2) William Pfaff, «Commodity speculation versus economists’ model», williampfaff.com, 16 maggio 2008.
3) La frase è di Franco Cardini, «Astrea e i Titani - le lobbies americane alla conquista del mondo», Laterza, 2003, pagine 144-145.
4) Luigi Copertino, «Spaghetticons - La deriva neoconservatrice della destra cattolica italiana»,
Il Cerchio, Rimini, 2008.

(autore dell'articolo: M. Blondet)
utente anonimo

#53   19 Maggio 2008 - 10:50
 
Adesso che hai fatto il copia incolla di un articolo lungo un Km, mi fai il riassunto?
Altrimenti neanche ti rispondo.
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#54   19 Maggio 2008 - 22:21
 
n. 50,
nn ci siamo capiti

ponendo entrambe sullo stesso piano elimineresti il plus che rende attualmente la scuola privata (in italia) piĂą competitiva rispetto alla pubblica: la facilitĂ  con cui acquisisci il titolo.
per cui lo stato con provvedimento legislativo ad hoc toglierebbe a delle "aziende " private, le scuole, un mercato sicuro e stabile. io sono d'accordo in linea molto generale (in particolare vorrei cancellazione dell'insegnamento privato; la cultura deve essere di tutti e tutti dobbiamo essere sullo stesso piano di fronte ad essa).
cmq il tuo non mi pare un esempio luminoso di liberismo in questo che mi appare sempre piĂą come un "club" di ragazzini che giocano a fare gli economisti e i liberisti "duri e puri" e magari usufruiscono di sussidi di disoccupazione, incentivi statali x l'auto, x i frigoriferi, x i computer, borse di studio pubbliche, strade statali e provinciali, metropolitane, musei, ville e monumenti restaurati dallo stato, sussidi per la maternitĂ , invaliditĂ  civile, provvidenze inps, protezione inail da infortuni e/o malattie professionali, lavorano al cnr, hanno contratti co co co ... ecc con enti pubblici etc etc.

Tra l'altro postate spesso articoli ripresi da altri (mai considerazioni ed argomentazioni personali al di lĂ  della scontata retorica antistatalista poco argomentata) che sono tarati su realtĂ  sociali culturali ed economiche differenti da quella nostrana tanto da valutare la realtĂ  italiana con dei giudizi estrapolati dal pensiero di economisti tedeschi americani o altro, il che suona certamente surreale e poco credibile.
ad eccezione, lo vedo solo adesso, del bell'intervento n. 51-52 che x la profonditĂ  delle argomentazioni e la pertinenza delle fonti mi sa non essere uno dei vostri...
utente anonimo

#55   19 Maggio 2008 - 22:48
 
Cioé, 51-52 fa un copia incolla schifoso di un articolo lungo un km e tu dici che è figo. E accusi me che non faccio copia incolla mai, di postare argomenti di altri.
Cmq per tua informazione, il movimento libertario stampa a proprie spese e con unici finanziamenti privati e volontari un giornale.
Tutti dobbiamo essere uguali di fronte alla cultura?
E come impediresti tu ad un privato extra ricco di farsi una istruzione molto migliore dello schifo che passa la scuola pubblica?
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#56   19 Maggio 2008 - 22:58
 
Che poi, a voler essere precisi. Se anche fosse che qualcuno di noi prendesse sussidi statali, incentivi per l'auto o altro, non vedo quale sarebbe il problema. Il sistema è marcio. Premia la gente a caso. Lo finanziamo anche nolenti. Mi sembra opportuno anzi, approfittare delle sue evidenti (ma non per tutti evidentemente) lacune.
Serve a dimostrare la fondatezza del liberalismo.
O sbaglio?
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#57   19 Maggio 2008 - 23:02
 
In ultimo, odio ripetermi. Qui di poco argomentato c'è veramente poco. Il blog nasce come una spiegazione ed una introduzione alle teorie liberali.
Solo che è nato due anni fa, e sinceramente non posso rispiegare tutta la teoria liberale ad ogni anonimo che cade qui dal nulla e pretende di impartire lezioni.
Quindi, se cerchi argomentazioni che non discendano da ulteriori ragionamenti già approfonditi a suo tempo, leggi i primi articoli di questo blog. Oppure vai direttamente ai due "Compendium", che ti spiegano un pò tutta la situazione. Oppure dimmi cosa vuoi "approfondire" ed i post te li cerco io.
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#58   20 Maggio 2008 - 08:56
 
Salve!

All'anonimo n.54 vorrei dire:

Noi siamo quì per difendere con le unghie e con i denti la libero-turbo-capital-globalizzazione!

Che nessuno si faccia illusioni: noi siamo i rottweiler delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni.

Se necessario passeremo anche sopra il cadavere dell'umanitĂ , per difendere la nostra fede !

I decerebrati fanatici di una volta col librettino rosso di Mao sono al nostro confronto campioni di ecletticitĂ !

Chi avesse dubbi sulla giustezza delle nostre teorie è pregato di cambiare idea immediatamente!

Abbiamo la forza per dissipare ogni incertezza, con le buone o con le cattive !

Libertarian
utente anonimo

#59   20 Maggio 2008 - 09:01
 
Ben detto, Maestro Libertarian!


...chi sono?

Un piccolo allievo libertarian appassionato di teoria politica ed economica.




utente anonimo

#60   20 Maggio 2008 - 09:06
 
n. 55,

51-52 ha fatto un copia-incolla di un articolo incentrato anche sulla realtĂ  italiana xtanto piĂą pertinente di mille dissertazioni di teorie di economisti dell'altra parte del mondo.
eppoi è anche ben argomentato, anche se le cose scritte nn ti piacciono.
ed anche se è un km sarebbe opportuno leggerlo lo stesso, nn fa male.

se la scuola pubblica fa schifo è xchè sono stati ridotti gli investimenti a favore della losca scuola privata; ed anche sul reclutamento degli insegnanti nel pubblico "aiutati" da politico di turno avrei qualche riserva; lì vale più la raccomandazione che la preparazione e x il futuro prevedo ancora peggioramenti.
io nella scuola pubblica mi sono trovato abbastanza bene; sarĂ  fortuna?

n. 56,

sbagli!
affermare perentorie amenitĂ  anti-tutto x poi sfruttare i benefici statali, anche quelli piĂą immeritati e furbeschi, nn mi pare un bell'esempio da dare a quelli che volete convincere ad abbracciare le vostre idee (che sono evidentemente poco stabili ed anzi ondivaghe).
Tutto questo serve solo a dimostrare che nemmeno voi ci credete fino in fondo ...

nn ho letto questi "manifesti" culturali di fondo, nè lo farò; ma già dalle risposte che fornite basate su rimandi ad astrusi articoli di xsonaggi sconosciuti, teorie cucite addosso a stati stranieri con altra storia, altra società, capisco molto.
scendendo nel pratico sec me voi nn argomentate le singole risposte nn con tutta la teoria ma con una risposta specifica alla specifica domanda; questo può volere dire che avete letto le teorie di fondo ma che nn sapete metterle in pratica (e sec me nn potete) in una realtà particolare e specifica come quella italiana con le sue leggi, regole, prassi, consuetudini, storia e società.
la mia era cmq una critica, nn una richiesta di spiegazioni.
utente anonimo

#61   20 Maggio 2008 - 09:53
 
Lascia perdere il lamer finto Libertarian. E' un provocatore che rischia soltanto di farsi censurare i commenti se non la smette...
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#62   20 Maggio 2008 - 10:10
 
Nella scuola pubblica manca un anello di retroazione importante.
Ovvero, soldi e carriera SOLO se gli studenti ne escono preparati.
E questo è possibile SOLO se i futuri datori di lavoro degli studenti li giudicano preparati. Ovvero le aziende in primo luogo. Quindi, per valutare una scuola, sarebbe sufficiente vedere che quota parte degli studenti della stessa vengono poi assunti per lavorare in ciò che han studiato.
Nella scuola pubblica questo manca, perché riceve soldi a prescindere da quello che combina. E siccome può farlo, ecco che viene sfruttata come serbatoio di sottogoverno, innalzando a rango di professori ex sessantottini bohemienne che non ne capiscono un cazzo.
Siccome inoltre la maggior parte delle persone è obbligata, causa tassazione a mandare i propri figli alla scuola pubblica, (non hanno i soldi per pagare pubblico e poi privato), ci si ritrova con un mare di ragazzi sostanzialmente incapaci.
Grazie al valore legale del titolo di studio però, una quota parte degli incapaci di cui sopra, necessita di un titolo di studio anche per fare l'usciere al ministero.
E qui entra in gioco la scuola privata.
Considerato che quello che serve NON è la preparazione, ma un titolo di studio, se paghi te lo regalo.
Ma se tu abolisci il titolo di studio, e rendi tutte le scuole, se non private, finanziate dal buono scuola, sia le pubbliche che le private, spezzi questo perverso gioco al ribasso.
Perché nessuno sarà disposto a pagare per avere un titolo di studio che NON ha valore legale, perché sa benissimo di poter essere assunto anche senza.
L'importante in questo caso è che sia preparato, non che abbia il pezzo di carta.
Per tale ragione, lo studente futuro lavoratore, cercherà la scuola che gli garantisce migliore PREPARAZIONE, non titolo di studio nel minor tempo possibile. Le scuole saranno messe in concorrenza tra loro per offrire una preparazione migliore perché altrimenti, non ricevendo buoni, non verrebbero finanziate e dovrebbero chiudere.
L'ipotetica scuola che regalasse titoli di studio NON vincolanti, in poco tempo si farebbe una reputazione di merda. Le aziende saprebbero che chi si diploma in tale scuola è un incapace e comincerebbero a non assumerli.
Cosa che in breve farebbe chiudere la scuola che regala il titolo.

Infine.
Ho visto la decadenza con i miei occhi. Ho fatto una buona scuola pubblica alle elementari ed alle medie. Il liceo è scaduto, l'università, con il mitico 3+2 di non mi ricordo più quale sinistro, ha fatto cagare.
Però, quello che cerco, spero non inutilmente di farti capire, è che non puoi dare la colpa alla politica disonesta. Un sistema funziona così perché è quello il suo "punto di equilibrio". Economicamente, per i politici e per i professori, è il modo migliore di gestire la cosa. Non è la stessa cosa per gli studenti. Ma non sono loro che decidono e ovviamente le altre due parti in causa se ne strafottono.
Il sistema è progettato male, non ha retroazione e degenera per forza. Inutile dar la colpa ai politici o aspettare il fantomatico "politico buono".
Se uno fa un pollaio dove convivono polli e lupi, poi non è che può prendersela con il lupo che "non ha capito", "è immorale", "è disonesto", quando trova i polli sgozzati.....
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#63   20 Maggio 2008 - 10:22
 
PS
Ho fatto uno sforzo sovrumano ed ho letto l'articolo #52
Ora, non costringermi a farci un post sopra che è antipatico.
L'articolo spara idiozie, frutto di una visione superficiale del problema e probabilmente di una imbeccata strategica di qualche politico di turno.

Il Ft attacca quello che succede ogni giorno chiamandolo "liberismo senza regole".
Ma questo non è vero liberismo. Perché nel liberismo, il mio come quello di tutti coloro che veramente lo conoscono, NESSUNA BANCA HA IL POTERE DI STAMPARE DENARO A CORSO FORZOSO.
Invece i cari stati nazionali glielo permettono per poter poi dire:
"Che strano i banchieri sono i piĂą ricchi del mondo!"
Grazie al cazzo. Si stampano da soli la moneta.
E qui ti rimanderei al mio post De Moneta
In un liberismo VERO poi, quando un banca fallisce, non interviene nessun governo, né alcuna banca centrale a stampare altra carta moneta per mantenere in vita la suddetta. Fallisce, si vende tutto, compreso le mutande del banchiere.

Allora quando tu chiami liberismo, un sistema economico centralizzato con le banche & lo Stato a capo dello stesso, vuol dire solo una delle due seguenti cose:

1) La parte migliore di te (autore dell'articolo) è colata sulle chiappe di tua madre e tu sei stato fatto con lo scarto

2) Lo fai apposta perché sei un figlio di troia e sei stato pagato.

Chiedete all'autore in quale categoria si riconosce.
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#64   20 Maggio 2008 - 10:43
 





Anch'io ho sempre sotenuto che quello che avete realizzato dopo di me non è vero comunismo!

La buonanima.
utente anonimo

#65   20 Maggio 2008 - 11:51
 
n. 61,

provocatore; in assenza di argomentazioni nn potevi trovare un altro modo x dire che nn ti va che qlc abbia idee antitetiche alle tue ... mi deludi ... come anche mi delude lo sterile sarcasmo del "bravo" che mi ha risposto.

"Nella scuola pubblica manca un anello di retroazione importante.
Ovvero, soldi e carriera SOLO se gli studenti ne escono preparati".
allora nn sarebbe piĂą pubblica (ovvero garanzia costituzionale di istruzione x tutti).
La scuola pubblica ha di certo i suoi difetti, come anche la privata ma questo nn vuol dire che da essa non siano uscite menti preparatissime che hanno fatto strada anche all'estero.
è nella capacità dello studente in sè la capacità di fare tesoro di quanto gli viene proposto.
un asino lo è sia nel pubblico che nel privato x cui criminalizzare la scuola pubblica x demeriti che nn sono suoi (almeno del tutto) mi sembra dettato da una visione miope e smaccatamente di parte della materia.
e poi, com'è tipico da queste parti, valuti tutto con l'accetta, o di qua o di la senza mezzi termini.
la scuola pubblica ha molti difetti ma anche tantissimi pregi come anche la scuola privata li ha ma allo stato delle cose la scuola privata è solo un esamificio e nulla mi fa pensare che la taumaturgica abolizione del valore legale del titolo possa cambiare le cose xchè cmq un titolo di studio di cui fregiarsi servirà sempre nella vita x cui molti asini si recheranno nelle scuole private (in quelle più disoneste) x avere tutto senza sforzi ed a pagamento.
I curriculum poi si possono anche truccare e molte aziende private, ti assicuro x esperienza xsonale, in italy assumono su "segnalazione" eterodiretta ...
"Nella scuola pubblica questo manca, perché riceve soldi a prescindere da quello che combina."
non proprio, esse hanno degli obblighi formativi da rispettare e ti assicuro che si fanno i salti mortali x farlo. la palla poi passa come dicevo al discente ovvero se fare tesoro di quanto proposto dai docenti o semplicemente bivaccare nella scuola pubblica senza far nulla (tanto con le riforme piĂą recenti non essendo piĂą economicamente conveniente la bocciatura- dunque secondo vostri criteri - la sfangano lo stesso).

"E siccome può farlo, ecco che viene sfruttata come serbatoio di sottogoverno, innalzando a rango di professori ex sessantottini bohemienne che non ne capiscono un cazzo. " ecco un esempio dei pregiudizi alla base dei vostri discorsi.

la chiusa del n. 63 infine è la paradigmatica espressione del rispetto che avete nei confronti di chi nn la pensa come voi.

mmhhh.... forse il n 58 nn era poi così sarcastico ...
utente anonimo

#66   20 Maggio 2008 - 13:09
 
Ok.
Ripeto. SEI UN IDIOTA.
Secondo te uno che si firma con la foto di un altro blogger, pur non essendo lui, ma un anonimo qualunque, come va definito?
"qualcuno che abbia idee antitetiche alle mie?" NO provocatore e lamer del cazzo.
Ma siccome sei un idiota completo, e questo mi fa capire anche perché ti sia trovato bene nella scuola pubblica, non ti sei accorto che quel tipo è un fake, e con la solita spocchia di chi non capisce un cazzo sei venuto a parlare di delusione e sarcasmo.

2)
Col buono scuola, come ti ha spiegato GOHAN (ma tanto non hai capito neanche lui per via del tuo essere decerebrato), ottieni garanzia di istruzione per tutti mantenendo la retroazione di cui sopra.
Anche il regime di Hitler aveva i suoi difetti. Però sono usciti da li scienziati preparatissimi che poi l'America ha importato.
Anche dalle scuole private americane sono uscite menti preparatissime.
E CHE CAZZO C'ENTRA?
Qualcuno, qualche particolare genio, riesce NONOSTANTE la scuola pubblica, o NONOSTANTE il regime Hitleriano.

Poi sto ancora aspettando gli enormi pregi della scuola pubblica.
Elencameli, saltando lo scontatissimo "istruzione per tutti"
Come mai i politici non mandano mai i loro figli alle scuole pubbliche?
Hanno così tanti pregi le scuole pubbliche. Però il figlio di Rutelli, per dirne una, va alla Luiss.


3) "Un titolo di studio servirĂ  sempre"
Invece col cazzo, perché se io per il mio posto di ragioniere posso assumere un autodidatta con la terza media, il tuo diplomino regalato con i punti del Dixan lo usi a mò di Foxi. Certo, se poi il mio ragioniere sbaglia ne pago le conseguenze. Ma questo dovrebbe essere il rischio di impresa.
(Non mi dilungo sulla mancanza di responsabilitĂ  che la visione socialista ha provocato)

4) I curriculum si truccano. Ma l'azienda privata che assume un asino ne paga economicamente le conseguenze.
Invece l'azienda pubblica le scarica sul cittadino. Capisci il motivo dei sessantottini nella scuola pubblica? O dei dementi nelle PA ?

Ceeerto nella scuola pubblica si fanno i salti mortali. Io non ci sono stato quindi non me lo ricordo.
Questo non lo bocciamo perché è il figlio del bidello, a questo una bocciatura potrebbe causare un trauma, quest'altro non è venuto mai, quindi non ha preso insufficienze, promosso, quest'altro fa schifo in matematica, italiano, storia , chimica e fisica, però recupera in ginnastica e musica. Promosso. MA DOVE CAZZO VIVI?
Vedi figliolo che mia madre e mia zia sono nella scuola pubblica.


E siccome può farlo, ecco che viene sfruttata come serbatoio di sottogoverno, innalzando a rango di professori ex sessantottini bohemienne che non ne capiscono un cazzo. " ecco un esempio dei pregiudizi alla base dei vostri discorsi.

Questo si aggiunge al commento precedente.
DOVE CAZZO VIVI? Non ce li hai avuti i sessantottini a scuola? O è culo, o l'hai fatta 20 anni fa. Decidi tu, ma non parlare di pregiudizi. E togliti la spocchia di dosso.

"la chiusa del n. 63 infine è la paradigmatica espressione del rispetto che avete nei confronti di chi nn la pensa come voi."

Questo commento significa solo che non puoi argomentare in alcun modo la mia risposta e ti butti sull'insulto gratuito.
Non hai risposto un cazzo, ma è "paradigmatico" che non abbiamo rispetto per chi non la pensa come noi.
SEI SCEMO FIGLIO MIO. Fattene una ragione. Compra un pò di cervello usato oppure levati dai coglioni.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LibertyFighter

#67   20 Maggio 2008 - 16:06
 
(1) per l'anonimo che parla della scuola pubblica:

Premessa: la mia non è una famiglia ricca, sia per parte paterna che per parte materna è composta da operai, io sono il primo che va all'Università...
A scuola modestamente me la sono sempre cavata bene, ho conseguito un diploma (100100) in una scuola pubblica e frequento l'Università (media 28,3), però sono fuori corso sia per problemi familiari piuttosto gravi che ho avuto (praticamente mi devo occupare in prima persona di due nonni anziani non autosufficienti), sia perchè appunto non essendo di famiglia benestante per pagare tasse universitarie e libri devo lavorare a tempo pieno per 3-4 mesi l'anno, e ovviamente si tratta di lavori schifosi...
Questo per sgomberare il campo da equivoci, non sono uno spocchioso, arrogante e viziato figlio di papĂ  (categoria che prenderei volentieri a calci nel sedere)...

Hai scritto (presumo che sia stato tu, commento 39):
"sai quanti compagni di liceo od amici asini ho visto spostarsi sulle private e diplomarsi in un lampo a pieni voti?
poi all'universitĂ  le amicizie del paparino invischiato in politica o ricchissimo xmettevano loro di accumulare le materie x la laurea?
e poi, fuori a far danni !!!"

Verissimo, ma questo è quello che succede con il sistema attuale...
GOHAN
utente anonimo

#68   20 Maggio 2008 - 16:08
 
(2) Ti faccio un esempio…
Carlo Rubbia è un italiano che ha vinto il Nobel per la fisica, ed è unanimemente considerato una delle massime personalità scientifiche a livello mondiale in quella disciplina…
In una puntata di AnnoZero (trasmissione che guardo quasi sempre, perché non ho preconcetti e soprattutto perché trovo stupido non sentire mai l’altra campana, ovvero ascoltare chi ha idee diverse dalle mie) dedicata all’Università, nella quale si denunciava tutto quello che non va, ovvero baronati, assistenti che non vengono scelti in base al merito, concorsi truccati, ecc…
Veniva raccontata la grottesca vicenda di Rubbia…
L’Università di Lecce aveva indetto un concorso per assegnare una cattedra di fisica…
Rubbia aveva partecipato e, come lui stesso aveva denunciato in seguito, il concorso era truccato e ha vinto un inetto raccomandato…
Nel frattempo Rubbia ha vinto il Nobel nella disciplina nella quale l’Università di Lecce non l’aveva ritenuto abbastanza bravo per insegnare ed è stato assunto come professore ordinario all’Università di Harvard…
GOHAN
utente anonimo

#69   20 Maggio 2008 - 16:09
 
(3) Episodi come questo (che sono frequentissimi) possono accadere solamente con un sistema come quello attualmente in vigore…
Per le Università pubbliche non fa alcuna differenza assumere professori di alto livello oppure inetti raccomandati, perché questo non si traduce in un calo degli iscritti (anzi, molto spesso li aumenta, quante volte studenti che al primo anno non hanno dato neanche un esame in una Università seria si ritirano e si iscrivono in una facoltà identica in un’Università più facile, sapendo che tanto poi grazie al valore legale del titolo di studio la loro laurea varrà come quella di chi l’ha conseguita –con molta più fatica- con dei professori validi?), e conseguentemente per i Rettori non implica una diminuzione dei loro introiti, visto che i fondi statali sono ripartiti secondo criteri automatici…
Per quanto riguarda le scuole superiori il concetto è assolutamente identico…
Visto che un diploma ha lo stesso valore indifferentemente dalla qualità dell’insegnamento impartita in un determinato istituto esistono e proliferano scuole private che regalano diplomi a ragazzini benestanti svogliati e ignoranti…
Inoltre anche se questi istituti non ti preparano in modo adeguato per l’Università questo non è un problema, perché poi basta iscriversi in uno degli Atenei sopra citati per riuscire a conseguire una laurea che nel mercato del lavoro avrà la stessa spendibilità di quella di chi ha realmente acquisito un vasto bagaglio di conoscenze…
GOHAN
utente anonimo

#70   20 Maggio 2008 - 16:09
 
(4) Supponiamo invece che venga istituito il buono scuola teorizzato da Friedman e che venga abolito il valore legale del titolo di studio…
Immagina di essere un datore di lavoro e di prendere in mano il curriculum di due persone che presentano una domanda di assunzione…
Uno ha conseguito una laurea in un’Università dove insegnano professori di altissimo livello, mentre l’altro l’ha conseguita in un’Università dove non insegnano personalità di spicco e il corpo docente è di basso profilo (non è una cosa difficile da determinare, basta guardare il loro curriculum, i loro titoli, la loro produzione), chi assumeresti?
La risposta è ovvia.
Ora, estendiamo questo anche al settore pubblico.
Risultato: io che ho studiato con politologi del livello di Gianfranco Pasquino o di Angelo Panebianco non verrò scavalcato da un idiota che ha conseguito una laurea farsa con professori che dovrebbero insegnare al massimo alle scuole medie (ti assicuro che ce ne sono)…
GOHAN
utente anonimo

#71   20 Maggio 2008 - 16:10
 
(5) Senza il valore legale del titolo di studio e dando ad ogni singolo Ateneo la libertà di assumere chi vuole, senza concorsi, si creerebbe un ranking delle Università…
Una laurea conseguita in un’Università dove insegnano premi Nobel nel mercato del lavoro ha un valore alto, una conseguita in un’Università dove insegnano professori di medio livello avrà un valore più basso fino ad arrivare alla laurea conseguita in un’Università con professori di basso livello che non varrà nulla o quasi…
Il principio è semplice…
Se una persona è stata istruita e formata da un professore di alto livello è molto probabile che abbia conoscenze e competenze elevate, mentre se è stata preparata da professori di scarso livello è molto probabile che le sue competenze non siano all’altezza…
Dando la possibilità ad un datore di lavoro (pubblico o privato che sia) di tenerne conto, senza il vincolo imposto del valore legale del titolo di studio, si obbligano le Università ad abbandonare le pratiche becere dei concorsi truccati, a smantellare i baronati, ecc…, obbligandole ad assumere esclusivamente in base al merito…
In presenza di un’ipotetica graduatoria (es.: 1. La Sapienza, 2. Bologna, 3. Bocconi, ecc…) chi si iscriverebbe all’Università che occupa il centesimo posto del ranking?
Nessuno, e questo (pochi iscritti) per l’Università significa pochi soldi, quindi tutti cercheranno di assumere professori validi, eliminando la categoria dei raccomandati che tanti danni produce.
Per le scuole superiori il risultato sarebbe lo stesso, perché iscriversi in un istituto dove l’insegnamento è di scarsa qualità sarebbe inutile sia che dopo il diploma si desideri lavorare (si creerebbero ranking a livello locale a seconda del ramo –Itis, ragioneria, liceo, ecc..- che le aziende conoscono) sia che dopo il diploma si desideri frequentare l’Università (se alle superiori sono stato preparato male nelle Università migliori, quelle che mi danno la possibilità di ottenere i lavori meglio retribuiti, farò molta fatica), quindi la conseguenza è che sparirebbero gli istituti privati dove non si impara nulla e si compra esclusivamente un diploma, che nella maggior parte dei casi servono esclusivamente per parcheggiare ricchi nullafacenti…
GOHAN
utente anonimo

#72   20 Maggio 2008 - 16:12
 
(6) Questi sistema danneggia i poveri?
No, perché con il buono friedmaniano lo Stato mi dà un buono del valore “x” e mi dice: “Spendilo dove vuoi”.
Conseguentemente io lo spenderò iscrivendomi nell’istituto migliore…
Se l’istituto migliore è pubblico frequenterò la scuola pubblica, mentre se è privato frequenterò la scuola privata…
Per il figlio di un operaio non cambia niente, mentre per i motivi che ho spiegato si elimina la scorciatoia furba degli istituti privati di infimo livello cui possono usufruire i figli delle famiglie benestanti…
Se io sono il figlio di un operaio impiego il buono per iscrivermi ad una scuola superiore di buon livello, se sono intelligente grazie alla preparazione ricevuta mi iscrivo ad un’Università di alto livello e se mi laureo poi ho la possibilità, grazie alle conoscenze e alle competenze acquisite, di trovare un lavoro ben retribuito…
Se il figlio di un benestante è intelligente ok, può fare la stessa cosa, altrimenti se è un asino svogliato non ha più come prima la possibilità, grazie hai suoi soldi, di comprarsi prima un diploma e poi una laurea che valgono esattamente come i miei titoli di studio, magari beffandomi sul mercato del lavoro dopo non aver mai fatto una mazza…
Si potrebbe dunque sostenere che l’abolizione legale del titolo di studio e il buono friedmaniano sono misure di “giustizia sociale”…
GOHAN
utente anonimo

#73   20 Maggio 2008 - 16:18
 
"ai suoi soldi", non "hai suoi soldi"...
GOHAN
utente anonimo

#74   20 Maggio 2008 - 16:59
 
(7) Per chiarire...
La questione non è essere a favore della scuola pubblica o della scuola privata...

Più alto è il livello di istruzione e più è elevata la qualità dei saperi di una nazione maggiori sono le probabilità che ueto aumenti lo sviluppo economico di quel Paese, viceversa si va incontro al declino...
Le ultime statistiche dicono che il livello di preparazione degli studenti italiani è drammaticamente basso rispetto a quello di molti altri Paesi industrializzati...
Cha fare?

La soluzione proposta dai liberali è qualla di mettere al centro di tutto le conoscenze effettive che devono essere impartite agli studenti, non il titolo di studio fine a sè stesso...

La tesi è: se noi facciamo in modo che il titolo di studio in quanto tale non valga più nulla, facendo sì che l'unica cosa che sul mercato del lavoro conti siano le conoscenze degli individui, mettendo in concorrenza tra di loro gli istituti pubblici e privati obbligandoli a contendersi gli alunni facendo a gara sulla qualità dell'insegnamento (e non come avviene oggi facendo leva sul miraggio del diploma o della laurea facile, visto che come detto in sè non hanno più nessun valore) probabilmente riusciremo a migliorare la situazione...


Quanto al diritto costituzionale all'istruzione che hai citato è adesso che viene violato...
Facciamo un esempio...
La mia famiglia è povera e nel paese dove abitano ci sono due istituti, uno pubblico e uno privato...
Se quello migliore è quello pubblico non ci sono problemi, ma se invece quello con i professori migliori è quello privato?
La mia famiglia è povera e non ha la possibilità di pagare, oltre le tasse per i servizi che mi dà lo Stato, anche la scuola privata...
E il mio diritto a ricevere la migliore istruzione possibile dove se ne va a finire?!
Adesso lo Stato mi dice:
"Hai diritto a frequentare una scuola pubblica... Se la qualità dell'insegnamento è buona bene, altrimenti se è scarsa e non hai i soldi per frequentare un istituto migliore ti arrangi"
Bella forma di giustizia sociale!

Invece con il buono di Friedman il diritto costituzionale all'istruzione gratuita viene salvaguardato (perchè viene consegnato a tutti i cittadini) e in più ho anche la possibilità di scegliere la migliore tra più opzioni, dopo essere stato assodato che senza il valore legale del titolo di studio gli istituti che non ti insegnano nulla non hanno più ragione di esistere.
GOHAN
utente anonimo

#75   20 Maggio 2008 - 17:31
 
(8) LibertyFighter se l’è presa con il finto Libertarian (commenti 58 e 59) non per le idee espresse da quest’ultimo, ma perché si è appropriato del nickname di un altro utente facendo finta di essere un’altra persona, e non è un’azione propriamente simpatica…
Anche perché se sei convinto che le tue idee siano giuste che problema hai a metterci la faccia?
Perché per esprimerle hai bisogno di rubare l’identità a qualcunaltro?

A tal proposito, il finto Libertarian ha scritto:
“Noi siamo quì per difendere con le unghie e con i denti la libero-turbo-capital-globalizzazione!
Che nessuno si faccia illusioni: noi siamo i rottweiler delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni.
Se necessario passeremo anche sopra il cadavere dell'umanità, per difendere la nostra fede !”

La globalizzazione è quel fenomeno che negli ultimi dieci anni ha permesso al mondo di crescere alla media del 5%, facendo sì che molte persone uscissero dalla povertà…
Sempre ad AnnoZero è stato detto (da Federico Rampini, giornalista di Repubblica) che grazie alla globalizzazione ogni anno in India 30 milioni di persone escono dalla povertà…
Che brutta cosa, eh?
Il fatto che grazie alla globalizzazione oggi in Cina esistano 300 milioni di persone benestanti e che ci sia una classe media in continua espansione è deprecabile, vero?
Quando si parla della povertà dei Paesi africani o dell’America Latina non si dice forse che la responsabilità è in gran parte dovuta alle sovvenzioni che ricevono i contadini dei Paesi ricchi e ai dazi praticati da Stati Uniti e Unione Europea, pratiche che non consentono lo sviluppo di iniziative imprenditoriali autoctone?
I contadini e le industrie di quei Paesi non sono forse strangolate da tutto questo?
Ma eliminare quote, dazi e sovvenzioni significa mettere in atto quello che teorizzava Adam Smith più di duecento anni fa, ovvero praticare il libero scambio, la liberalizzazione del commercio, cioè…
La globalizzazione!

In un servizio del Tg1 veniva letteralmente detto che “i cinesi pretendono di mangiare come gli occidentali”…
Hai capito questi cinesi?
Che cosa diavolo vogliono?
Che cosa si sono messi in testa?
Non gli basta piĂą una ciotola di riso al giorno?
Ma pensa te…
Vorrebbero, attraverso la globalizzazione, continuare a migliorare le loro condizioni materiali e il loro tenore di vita, a partire dall’alimentazione, ambendo a raggiungere gli standard occidentali…
Ma come si permettono?

No, no, meglio dare immediatamente ascolto a Tremonti (di cui il finto Libertarian deve essere un fan accanito), combattendo ferocemente la globalizzazione con il protezionismo più intransigente…
Se poi questo comporta che milioni di cinesi, indiani, africani, o brasiliani muoiano di fame chi se ne frega?
Tanto l’importante è che continuiamo a stare bene noi, i bianchi occidentali, degli altri che ce ne importa, vero finto Libertarian?
Ps: per caso sei di estrema di destra, ovvero protezionista e razzista?


“Che nessuno si faccia illusioni: noi siamo i rottweiler delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni.”
Privatizzare e liberalizzare significa abbassare le tariffe per i consumatori (con benefici relativi molto maggiori per le fasce più povere della popolazione, com’è ovvio)…
Anche in questo sinceramente fatico ad intravedere la disumanità…
GOHAN
utente anonimo

#76   20 Maggio 2008 - 18:10
 
Uao
Gohan grazie mille. Ho perso la pazienza con l'anonimo. Spero che le tue spiegazioni CHIARE E LAMPANTI lo convincano perché sono sempre più convinto che invece lo faccia apposta....
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LibertyFighter

#77   20 Maggio 2008 - 18:39
 
Figurati!:-)

Io ci ho provato...
Ad esporre in modo più chiaro di così non riesco, spero che quello che ho scritto risulti comprensibile a tutti...
GOHAN
utente anonimo

#78   20 Maggio 2008 - 18:48
 
sono esterrefatto dalla sequela di insulti gratuiti conditi da indecenti volgaritĂ  riversatami da quel campione di libertinismo del n. 66.
questo nn fa altro che rafforzare il mio giudizio sul blog (che nn a caso è dallo stesso amministrato) salvo poi leggere il chiaro e argomentato post del sayan (mi chiedo cosa ci faccia una xsona tanto seria accanto al "turpiloquista" di professione) ...
cmq avevo già "intuito" di nn essere gradito x le mie idee, del resto una simile reazione è un po' connaturata in certe persone che, stranamente, sono più vicine a certe parti politiche che ad altre - anche se nn tutte sono così ovviamente - ed il sayan, ma anche altri qui stanno x fortuna a dimostrarlo.

sayan,

il tuo (lungo) discorso fila, ma

1) anch'io mi sono fatto da solo; mio padre era artigiano, io laureato e specialista.
nell'universitĂ  pubblica ho usufruito di rilevanti decurtazioni della tassa annuale di iscrizione ed ho potuto proseguire ... anch'io fuori corso (ma x motivi molto meno nobili dei tuoi :-p ).

il sistema attuale è ottimo, è purtroppo come buona parte della cosa pubblica amministrato pessimamente (x inettitudine e x calcolo o disonestà all'italiana dei singoli).
Cambiare radicalmente secondo quanto proponi se le persone rimarranno le stesse temo nn possa comportare vantaggi, anzi, nn essendoci l'ancora di salvataggio del pubblico x alcuni di noi, temo si possa fare naufragio.

2) d'accordo a malincuore, aggiungerei anzi le migliaia di ricercatori che vanno all'estero x fare spazio ai figli di ...

3) ripeto il punto focale x me è questo:
il sistema è valido.
E' applicato in modo assolutamente distorto x favorire interessi personali di questo o quel funzionario.
Cambiando sistema con le stesse xsone al comando dai vertici alla base l'effetto, temo, sarĂ  sempre lo stesso.
l'abolizione del valore legale del titolo (premesso che nn sono d'accordo x quanto detto in precedenza) dev'essere necessariamente agganciato ad una radicale riforma del sistema nel senso che hai indicato, altrimenti crea confusione e perdita di garanzie x chi nn ha santi in paradiso.
inoltre il buono scuola è un'idea accettabile ma fino ad un certo punto, xchè se essa sfuggisse di mano all'ente pubblico le conseguenze sarebbero sec me imprevedibili a lungo termine generando mostruosità che avrebbero fini totalmente differenti rispetto all'origine:

http://isole.ecn.org/reds/scuola/scuolamondo0001USA.html

inoltre da wikipedia su friedman:
"Le sue idee sono ancora oggi oggetto di accesi dibattiti: ad esempio, rigettò la stakeholder view e la responsabilità sociale d'impresa, sul piano economico ed etico, sostenendo che i manager sono agenti per conto terzi e dipendenti dei proprietari-azionisti, e che devono agire nell'interesse esclusivo di questi ultimi (utilizzare il denaro degli azionisti per risolvere problemi sociali, significa fare della beneficenza con i soldi degli altri, senza averne il permesso e tassarli senza dare un corrispondente servizio, violando il principio del «no taxation without rapresentation»).

Sono stati oggetto di controversia i suoi rapporti con il regime dittatoriale di Augusto Pinochet in Cile. Pinochet intraprese una serie di riforme economiche di stampo liberista che seguivano gli orientamenti di Friedman. Diversi economisti suoi allievi consigliarono il generale nell'attuazione di queste riforme, e lo stesso Friedman nel 1975 indirizzò a Pinochet una lettera [1] raccomandandogli un programma economico conforme alle proprie teorie.".

si comincia così e si finisce a collaborare (anche solo parzialmnte) con pinochet xchè il profitto deve prevalere su tutto ...
sinceramente ...

inoltre approfondendo le letture (non mi ha mai interessato la dottrina economica in sè) su friedman e leggendo i post del turpiloquista, scopro che in pratica nn ha nemmeno mezza idea farina del suo sacco, ma ha assorbito tutto l'assorbibile come una spugnetta, senza nemmeno mediare e/o integrare con delle idee proprie (avendocele) o cmq con la propria realtà socio-culturale di appartenenza (mamma e sorella dipendenti statali, o sacrilegio!).

inoltre se, applicando radicalmente le vostre idee lo stato venisse azzerato e senza tasse, chi lo coprirebbe finanziariamente il suddetto buono (che secondo quanto dici dovendo garantire anche al povero il diritto di iscriversi alle scuole migliori in assoluto=con retta elevatissima, dovrebbe essere elevatissimo)? temo di conoscere la risposta ...

Concludendo la maleducazione e l'insolenza di uno che nn rispetta le idee altrui mi spinge a nn scrivere piĂą qui con suo sommo sollievo, ora potrĂ  tornare ai suoi soldatini (della libertĂ ) a giocherellare, ovviamente in attesa della pensione statale della nonna che paghiamo tutti noi (ed io sono pure contento di farlo pur di garantirle due bei grossi tappi x le orecchie x nn sentire certi sproloqui).

se ti va rispondimi pure sayan, ci vediamo su namek ;-) ...
utente anonimo

#79   20 Maggio 2008 - 19:02
 
Gohan hai visto che è un idiota?
E' riuscito a non capire nulla lo stesso.
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#80   20 Maggio 2008 - 19:02
 
o piĂą probabilmente lo fa apposta.
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#81   21 Maggio 2008 - 07:58
 


TURRRRRRRRBOCAPITALISMO!
utente anonimo

#82   21 Maggio 2008 - 08:18
 
Salve!
Il commento n.#81 è mio!

utente anonimo

#83   21 Maggio 2008 - 08:50
 
kissà perché....
Lo sospettavo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LibertyFighter

#84   21 Maggio 2008 - 09:31
 


TURRRRRRRBOLIBERTARIAN !
utente anonimo

#85   21 Maggio 2008 - 09:34
 
Il commento n.#84, invece, è mio !

...chi sono?

Un tirap...pardon...un piccolo allievo libertarian appassionato di teoria politica ed economica.

utente anonimo

#86   21 Maggio 2008 - 09:38
 
Scherzetto!

In realtà non sono ancora cresciuto così !

utente anonimo

#87   21 Maggio 2008 - 09:53
 


TURRRRRRRBOGLOBALIZZAZIONE AGRICOLA !



utente anonimo

#88   21 Maggio 2008 - 10:04
 


TURRRRRRRRBOVOLATIZZAZIONE DEL DOLLARO !
utente anonimo

#89   21 Maggio 2008 - 10:24
 


TURRRRRRRBOGUADAGNI BANCARI !
utente anonimo

#90   21 Maggio 2008 - 10:27
 
psst
volatilizzazione
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#91   21 Maggio 2008 - 11:32
 


TURRRRRBORINCARI PETROLIO, MATERIE PRIME E GENERI ALIMENTARI !
utente anonimo

#92   21 Maggio 2008 - 11:40
 


Salve!

Dopo avervi dato alcune lezioni in pillole sulla turboeconomia vi voglio presentare i miei allievi libertarian:





utente anonimo

#93   21 Maggio 2008 - 11:43
 




...chi siamo ?

Dei clon...pardon...piccoli allievi libertarian appassionati di teoria politica ed economica.

utente anonimo

#94   21 Maggio 2008 - 12:39
 
Sisi. Però adesso basta che hai quasi turbofracassato .....
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LibertyFighter

#95   21 Maggio 2008 - 18:25
 
sono pienamente daccordo con ciò ke hai scritto bravoooooooo
utente anonimo

#96   21 Maggio 2008 - 19:03
 
grazie !!

PS se puoi inventati un nick e firmati. Senza iscriverti magari.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LibertyFighter

#97   21 Maggio 2008 - 20:56
 
(1) per anonimo n.78:
Per quello che mi riguarda non ho alcun problema a confrontarmi con persone che hanno idee diverse dalle mie, anzi, mi diverte...
Che gusto c'è a conversare solo ed esclusivamente con persone che la pensano allo stesso modo passando tutto il tempo a farsi complimenti e a darsi ragione a vicenda?
L'importante è che il confronto sia sempre civile...
Poi, certo, ognuno ha il proprio carattere e il proprio modo di porsi, questo è normale...

Per quanto riguarda la discussione circa il buono scuola credo che le rispettive posizioni siano chiare e che siano state abbondantemente argomentate...
Anche perchè, come hai ammesso "il tuo (lungo) discorso fila", quindi i tuoi rilievi e le tue diffidenze e perplessità sono di carattere "pratico"...
Riconosci cioè che quanto ho sostenuto da un punto di vista teorico è coerente e che si tratta di una proposta che ha dignità intellettuale e sulla quale si può discutere (non necessariamente arrivando a sostenerla ma nemmeno bollandola a priori come assurda)...

Sul fatto che il mio discorso sia stato lungo ti dò ragione, ma purtroppo uno dei miei difetti (oltre al fatto di essere interista!) è quello di non possedere il dono della sintesi!:-)

Qualche precisazione...

1. Riguardo la collaborazione di Friedman con il Cile di Pinochet copio e incollo parte di un articolo scritto da Carlo Stagnaro:
"Nel 1975, Friedman viene invitato a tenere una serie di conferenze nel Cile di Augusto Pinochet. La stampa nazionale e straniera dà grande risalto alle sue tesi: il controllo dell’inflazione, un ampio programma di liberalizzazioni e privatizzazioni e la riduzione della spesa pubblica. Tale “terapia d’urto” verrà poi adottata grazie alla cooptazione, nel governo cileno, di alcuni “Chicago boys”, tra cui l’architetto della riforma pensionistica José Piñera. Friedman si difenderà dalle accuse di collaborazionismo col regime con un semplice argomento: “se questo può aiutare a migliorare la situazione delle libertà economiche in Cile, perché no?”. In seguito, accetterà inviti anche da altri paesi, compresa la Cina comunista: “nessuno me l’ha mai rinfacciato. Come mai?” "

2."inoltre se, applicando radicalmente le vostre idee lo stato venisse azzerato e senza tasse, chi lo coprirebbe finanziariamente il suddetto buono (che secondo quanto dici dovendo garantire anche al povero il diritto di iscriversi alle scuole migliori in assoluto=con retta elevatissima, dovrebbe essere elevatissimo)? temo di conoscere la risposta ..."

Semplificando, all'interno del liberalismo contemporaneo esistono due correnti, quella degli anarchici e quella dei minarchici...

I primi (chiamati anche anarco-capitalisti o libertari, per distinguerli dai socialisti anarchici) teorizzano una societĂ  senza Stato nella quale vige il principio di non aggressione ed interamente basata sul libero mercato.
I principali esponenti di questo indirizzo teorico sono Murray N. Rothbard e David Friedman (il figlio di Milton), mentre in Europa espnenti libertari sono Pascal Salin, Anthony de Jasay.
In Italia il libertarismo è legato soprattutto alla figura di Bruno Leoni.

I secondi invece (i minarchici) sono a favore dell'esistenza di uno Stato che abia funzioni ridotte e che sostanzialmente si limiti alla difesa dei diritti individuali, avendo il monopolio unicamente nei settori della produzione legislativa, dell'amministrazione della giustizia e del mantenimento dell'ordine pubblico, lasciando al libero mercato ogni altra attivitĂ .
Il loro slogan distintivo è appunto "Stato minimo" (bassa pressione fiscale, poche leggi ma chiare, libertà di scelta del singolo estesa quanto più possibile).
Esponenti minarchici di spicco sono Ludwig von Mises, Friedrich von Hayek (Premio Nobel per l'economia nel 1974) e Robert Nozick, autore di "Anarchia, stato e utopia", che io considero un'autentica pietra miliare.

Personalmente sono minarchico e - qui darò un dispiacere a LibertyFighter, che sicuramente non sarà d'accordo con me!:-) - a Rothbard preferisco Nozick...
Il suo "Anarchia, stato e utopia" è il mio testo di riferimento...

Per intenderci...
Lo Stato ha il monopolio della forza per garantire l'ordine pubblico all'interno e per difendere gli abitanti da eventuali aggrssioni esterne e deve intervenire, attraverso la gestione della giustizia, laddove si verifichino violazioni dei diritti individuali, che secondo la definizione ancora valida di Locke possono essere riassunti nel trittico "vita-libertĂ -proprietĂ ", punendo i responsabili delle violazioni (mentre anch per questi compiti i libertari sostengono ci debba affidare ad agenzie di protezione private).
Tutto il resto deve essere lasciato al libero mercato e il singolo deve godere della piĂą ampia libertĂ  possibile, compresa la sfera "etica"...
Tutti i liberali infatti (anarchici o minarchici) sono antiproibizionisti (compreso Friedman), a favore della
legalizzazione della prostituzione o dell'eutanasia, giusto per fare qualche esempio...

Come vedi nell'otttica minarchica il buono friedmaniano è assolutamente coerente, perchè esiste uno Stato e una tassazione (anche se come detto si tratta di uno Stato minimo e di una tassazione leggera).

Ps: una curiositĂ ...
Sei contrario solamente al buono-scuola o anche a quello sanitario (lo Stato mi dĂ  un buono e io posso scegliere se farmi curare in una struttura pubblica o privata)?
E nel caso tu sia contrario anche a quello sanitario -viste le inefficienze del sistema attuale e i ripetuti casi di malasanità che si verificano ogni giorno- perchè?
GOHAN



utente anonimo

#98   21 Maggio 2008 - 21:53
 
(2) per anonimo 78:

commento 50:
"Tra l'altro postate spesso articoli ripresi da altri (mai considerazioni ed argomentazioni personali al di lĂ  della scontata retorica antistatalista poco argomentata) che sono tarati su realtĂ  sociali culturali ed economiche differenti da quella nostrana tanto da valutare la realtĂ  italiana con dei giudizi estrapolati dal pensiero di economisti tedeschi americani o altro, il che suona certamente surreale e poco credibile."

commento 30:
"la carolina piuttosto che la florida o la california rappresentano delle realtĂ  sociali ed economiche che x storia, tradizione e cultura nn hanno nulla a che spartire con l'italia e l'europa.
qui abbiamo avuto (x sommi capi ...) la dominazione greca, l'impero romano, il medio evo, le repubbliche marinare, il rinascimento ed allargando il giro, la rivoluzione francese, industriale, d'ottobre, keynes, marx ed engels.
Le basi culturali europee sono pertanto antitetiche alle loro; come vi potete aspettare xtanto di poter trapiantare un modello economico tanto distante geograficamente e culturalmente, adattatosi spontaneamente a quella realtĂ  sociale, ad una realtĂ  tanto complessa e multilivello come quella europea ed italiana?
è questo, sec me, l'errore primo che si commette.
Al massimo sarebbe possibile apportare modifiche xiferiche al sistema, migliorare qua e la"

Per come la vedo io funziona così.
Si parte dall'analisi della realtĂ .
Nel caso la si giudichi insoddisfacente si cerca di individuare le cause, di determinare quello che non va, e poi si cercano delle soluzioni, prima servendosi dell'analisi comparata, ovvero valutando i diversi sistemi esistenti per vedere se ne esistono uno o più che funzionino, e laddove ciò non avvenga, ovvero nel caso in cui non si individui un sistema che risponda integralmente alle nostre esigenze, si isolano singoli elementi.
Se non c'è nulla che faccia al caso nostra si elabora una teoria e si prova a metterla in pratica e a valutarne gli effetti.

Il liberalismo (questa, è ovvio, è la mia opinione) sulla carta funziona, e laddove è stato applicato in maniera più o meno parziale (non esiste alcuno Stato al mondo dove i principi liberali vengano applicati al 100%) ha dato buoni risultati, quindi perchè non provare ad applicarlo?

Se tu mi dici che secondo te la situazione nella quale viviamo è buona, oppure che non ti piace ma che sei contrario all'applicazione dei principi liberali perchè non condividi
il fatto che dove è stato parzialmente applicato ha dato dei risultati positivi (anzi, ritieni che abbia peggiorato le cose) è un discorso, ma rifiutarlo a priori, al di là della valutazione della sua efficacia o meno, semplicemente sulla base di una sua incompatibilità con la nostra storia e con la nostra cultura è una cosa che non condivido.

Cerco di chiarire.
Quando è nato l'Illuminismo ha rappresentato un momento di rottura fortissimo con il pensiero dell'epoca.
Seguendo il ragionamento espresso nei commenti che ho riportato esso andava respinto perchè metteva in discussione una visione della società e del mondo che si erano affermati nell'arco dei precedenti 1500 anni...
Sovvertiva dogmi, regole, schemi e logiche che erano consolidati, diffusi e accettati...

Per fortuna i costumi, le tradizioni, i comportamenti, il modo di pensare, la cultura e le opinioni cambiano, si evolvono, non sono concetti statici e immutabili.
E non cambiano mai perchè improvvisamente la massa muta le sue convinzioni.
Nella storia tutte le grandi svolte partono sempre dalle idee di un manipolo di persone argute, intelligenti, originali e anticonformiste, che via via superando ostilitĂ  e diffidenze, con la forza dei loro argomenti, convincono un numero di persone sempre piĂą grande...

Credo che tu sia contrario al potere temporale della Chiesa.
E che non rimpianga la societĂ  ignorante e tremendamente bigotta di un tempo.
Ma il mutamento che ha portato al cambiamento dei costumi e della mentalità non è stato indolore.
All'inizio si trattava di idee completamente estranee al sentire comune delle masse, estranee ai valori dominanti della societĂ  ed estranee alla storia e alla cultura di quelle realtĂ ...

All'inizio la democrazia, quando era solo una teorizzazione, veniva derisa e ridicolizzata dai suoi critici, che sostenevano che quel sistema non era mai esistita...
Ma il fatto che una cosa non sia mai esitita nel passato o che non esista nel presente non significa che essa non possa esistere nel futuro...
Nel caso della democrazia sappiamo come è andata a finire...
Nonostante l'assolutismo fosse praticato da secoli e fosse stato legato al diritto divino, in un contesto sociale dove la religione esercitava un peso fortissimo, è stato lui a sparire...

Quindi i libertari hanno tutto il ditritto a rivendicare la validitĂ  delle loro teorie...

Anche il socialismo all'inizio era solo una solo una teoria, ma questo non ha fermato o scoraggiato chi credeva in quelle idee...
GOHAN
utente anonimo

#99   21 Maggio 2008 - 21:58
 
(3) per anonimo 78:

Hyek, uno dei massimi esponenti del pensiero liberale, ha scritto un mirabile saggio intitolato "Perchè non sono un conservatore"...
Riporto alcuni stralci...

"«In un’epoca in cui gran parte dei movimenti considerati progressisti sono favorevoli ad ulteriori attentati alla libertà individuale, facilmente chi ha cara la libertà consuma tutte le proprie energie opponendovisi. Così facendo, molto spesso si trova dalla stessa parte di coloro che di norma sono avversi a qualsiasi cambiamento…
Il conservatorismo…è un atteggiamento legittimo, probabilmente necessario e certo molto diffuso, di opposizione a drastici cambiamenti…Mi si permetta…di enunciare quella che a me pare la decisiva obiezione a ogni forma di conservatorismo…Per sua stessa natura, il conservatorismo non può offrire un’alternativa alla direzione verso cui siamo incamminati. Con la sua resistenza alle tendenze correnti, può riuscire a rallentare sviluppi ritenuti non desiderabili; ma, poiché non indica altre direzioni, non può essere un reale ostacolo a quegli sviluppi. Questa è la ragione per cui il destino del conservatorismo è stato invariabilmente quello di essere trascinato lungo una strada che non è di sua scelta. La tensione della lotta tra conservatori e progressisti può ripercuotersi unicamente sulla velocità, non sulla direzione degli sviluppi contemporanei. Ma, per quanto sia necessario un “freno al veicolo del progresso”, personalmente non posso accontentarmi di aiutare a tirare il freno. Ciò che prima di tutto il liberale deve chiedersi è non quanto velocemente muoversi e quanto lontano spingersi ma verso dove…
Il quadro che generalmente si fa delle relative posizioni dei tre partiti [conservatori, socialisti e liberali] serve più ad offuscare che a chiarire i loro veri rapporti…Sono stati i conservatori a scendere regolarmente a compromessi col socialismo e a rubarne lo strepito. Fautori della “via di mezzo” e privi di un loro obiettivo, i conservatori sono stati guidati dalla convinzione che la verità sia tra i due estremi – con il risultato di spostare la loro posizione tutte le volte che un movimento più estremo appariva ad uno dei loro lati…
[al contrario] la caratteristica principale del liberalismo è che esso vuole muoversi, non stare fermo…non è mai stato una dottrina con lo sguardo rivolto al passato…Il liberalismo non è avverso all’evoluzione e al cambiamento; e dove lo sviluppo spontaneo viene soffocato dai controlli pubblici, vuole numerosi cambiamenti della linea politica…In realtà, il liberale ritiene che la necessità più urgente, nella maggior parte del mondo, sia quella di spazzare via gli ostacoli alla libera crescita…
uno dei tratti fondamentali dell’atteggiamento conservatore è il timore del cambiamento, una timida sfiducia del nuovo in quanto tale; mentre la posizione liberale si basa sul coraggio e la fiducia, sull’essere pronti a lasciar andare le cose per il loro verso, anche se non possiamo prevedere dove ci porteranno…
In realtà, fa parte dell’atteggiamento liberale presumere, soprattutto nel campo economico, che le forze autoregolantesi del mercato riusciranno in qualche modo a generare gli aggiustamenti richiesti dalle nuove condizioni, sebbene nessuno possa prevedere come lo faranno in una data circostanza…
Il conservatore si sente sicuro…solo se è certo che una saggezza superiore vigili sui cambiamenti, solo se sa che qualche autorità ha il compito di mantenere “ordinato” il cambiamento. La paura di affidarsi a forze sociali incontrollate è strettamente connessa ad altre due caratteristiche del conservatorismo: la passione per l’autorità e l’incomprensione per le forze economiche. Con la sua sfiducia nelle teorie astratte come nei principi generali, il conservatore non riconosce quelle forze spontanee su cui una politica di libertà fa assegnamento, né dispone di una base per formulare principi politici…
Mi si consenta tuttavia di tornare al punto principale. Quello del compiacimento, caratteristico del conservatore, per l’azione dell’autorità costituita e della sua prima preoccupazione, che non è quella che il potere sia tenuto entro certi limiti, ma al contrario quella che l’autorità non sia indebolita. Questo atteggiamento si concilia difficilmente con il mantenimento della libertà…
Poiché guarda alle convenienze e non ai principi, la sua più grande speranza è che governino i saggi e i buoni [viceversa, quello sostenuto da Smith è un sistema “il cui funzionamento non dipende dall’individuazione di uomini buoni che lo facciano andare avanti o dalla circostanza che tutti gli uomini diventino migliori di quello che sono; è invece un sistema che usa gli uomini in tutta la loro varietà e complessità, talvolta buoni, talvolta cattivi, talvolta intelligenti e più spesso stupidi”]…
Come il socialista, egli [il conservatore] si preoccupa poco di come limitare i poteri dello Stato; gli interessa chi ne ha il controllo. E, come il socialista, si considera autorizzato a imporre agli altri quel che per lui ha valore…Per un liberale [al contrario], gli ideali morali o religiosi non possono costituire oggetto di coercizione…
I conservatori… temono le idee nuove, perché non hanno principi propri da contrapporre ad esse…Diversamente dal liberalismo che fondamentalmente crede nel potere delle idee, il conservatorismo è vincolato al bagaglio di idee ereditato in un dato momento…
La differenza si manifesta ancor più chiara nei diversi atteggiamenti che le due tradizioni hanno nei confronti dell’avanzamento della conoscenza. Il liberale non ritiene certo ogni mutamento come un progresso, ma ritiene la crescita della conoscenza uno dei principali fini dello sforzo umano…Pur non preferendo il nuovo solo perché tale, il liberale è consapevole del fatto che è tipica delle conquiste umane la creazione di qualcosa di nuovo; ed è pronto a scendere a patti con la nuova conoscenza, gli piacciano o meno gli effetti immediati di essa…
la caratteristica più discutibile dell’atteggiamento conservatore è l’oscurantismo…
Molto si potrebbe dire sulla stretta connessione tra conservatorismo e nazionalismo…l’influenza nazionalista spesso serve da ponte tra conservatorismo e collettivismo; riferirsi all’industria o alle risorse come “nostri” è qualcosa che sta solo a un piccolo passo di distanza dalla richiesta che tali beni nazionali vengano amministrati nell’interesse nazionale…Non c’è bisogno di sottolineare che un nazionalismo di questa sorta è molto diverso dal patriottismo e che l’avversione al nazionalismo è perfettamente compatibile con un profondo attaccamento alle tradizioni nazionali…
Il conservatorismo spesso è un’utile regola pratica, ma non ci dà alcun principio guida che possa influenzare gli sviluppi ad ampio raggio»."
GOHAN

utente anonimo

#100   21 Maggio 2008 - 22:11
 
Anche io come Hayek sono convinto che "Il liberalismo non è avverso all’evoluzione e al cambiamento" e che "Il liberale non ritiene certo ogni mutamento come un progresso, ma ritiene la crescita della conoscenza uno dei principali fini dello sforzo umano…Pur non preferendo il nuovo solo perché tale, il liberale è consapevole del fatto che è tipica delle conquiste umane la creazione di qualcosa di nuovo; ed è pronto a scendere a patti con la nuova conoscenza, gli piacciano o meno gli effetti immediati di essa…"

In sintesi, come Hayek, sono convinto che conservare una realtà solo perchè frutto di una determinata storia e di una determinata cultura non sia un valore in sè e per sè...
Io credo nel progresso...
E se ritengo che determinate idee nel medio-lungo periodo producano effetti positivi e aumentino il benessere, le sosterrò con forza, indipendentemente dal fatto che esse stravolgano o meno lo status quo...

Mi fermo qui, non voglio annoiare ulteriormente LibertyFighter e i suoi
lettori con i miei chilometrici commenti (veramente, non riesco ad essere conciso, mi dispiace!)...

Anzi, mi scuso con Liberty!:-)

Adesso corro a vedermi la fine della partita...

GOHAN
utente anonimo

#101   21 Maggio 2008 - 22:40
 
Non preoccuparti. Li leggerò tutti. Magari in due trance, ma li leggo.
A proposito. Magari non si evince, ma io oscillo tra il minarchico e l'anarco-capitalista. Ma non sono ancora sicuro da che parte sto. Certo è che se vedo come lo stato garantisce la sicurezza, sono tentato dal volergli togliere anche quella.
PS.
Hai visto che signori gli inglesi? Chelsea e Manchester insieme durante i rigori.
E' proprio bello..
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#102   21 Maggio 2008 - 23:14
 
Anche vedere i giocatori del Manchester mettersi ai lati della scalinata sotto la tribuna d'onore e fare i complimenti ai giocatori del Chelsea al loro passaggio o ascoltare i tifosi del Manchester che applaudivano i giocatori del Chelsea all'uscita del campo è stata una cosa bellissima...

Il cacio inglese è semplicemente fantastico e la Premier League è il mio campionato preferito in assoluto!
GOHAN
utente anonimo

#103   22 Maggio 2008 - 00:10
 
E' vero. E' bellissimo e molto molto corretto. Ti ricordi quel ragazzo che si è rotto la gamba per un intervento da assassino di un difensore?
E' stato il primo a "perdonare" il difensore. Te l'immagini in Italia?
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#104   22 Maggio 2008 - 07:25
 
I miei genitori dopo anni di sacrifici hanno costruito una casa in campagna, come prima abitazione, defintita "villa" per essere piĂą grande di 100 mq.Ci sono appartamenti piĂą grandi e piĂą lussuosi in cittĂ  per i quali i proprietari non pagheranno l'ICI.Mi sembra veramente un provvedimento ingiusto!
utente anonimo

#105   22 Maggio 2008 - 07:26
 
ma cosa si intende per villa? Forse ... una casa isolata, in periferia, poco più grande di 100 m2 e con con un pò di giardino????? sicuramente non con rifiniture di lusso e costruita un pezzo alla volta con grandi sacrifici, rate ed economie?
utente anonimo

#106   22 Maggio 2008 - 08:58
 
Si intende esattamente quello che vuole la politica. Mio padre ha una casa del genere, isolata con giardino e più grande di 100 m2. Anche perché nel posto dove sta, sperduto, è piuttosto semplice avere grandi spazi.
Per adesso è definita "casa rurale" o robe simili. Domani chissà.
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#107   23 Maggio 2008 - 19:27
 
n. 97-100

gohan i tuoi post sono molto interessanti e meritano una lettura attenta ed una risposta altrettanto precisa e completa (nei limiti delle mie possibilità e conoscenze ovviamente) x cui mi riservo di "replare" appena avrò un po' di tempo essendo stato impegnato in un altro duello qui:

http://libertysoldier.splinder.com/post/16865766#comment

Riguardo alle mie idee sulla sanità e la presunta mala-sanità nonchè altro in ordine sparso con ulteriore duello col tuo sboccato collega vedi qui:

http://waltergianno.splinder.com/post/17020618#comment

è qui che è iniziato tutto.

sulla lunghezza dei post mi hai frainteso, per me la eccessiva stringatezza è espressione di mancanza di idee o di scarsa capacità di argomentare ed esprimersi, del resto come vedi anche x me la sintesi non è proprio un dono ...
per cui sono ben felice di avere trovato un interlocutore felicemente "prolisso" come me.
alla prossima
utente anonimo

#108   24 Maggio 2008 - 16:39
 
Non c'è problema, anche per me ultimamente il tempo scarseggia...
Replica pure in tutta calma e tranqullitĂ ...
Allora alla prossima!
GOHAN
utente anonimo

#109   29 Maggio 2008 - 10:37
 
Urca mi hai anticipato, devo correre piĂą in fretta. Competizione tra liberali.
utente anonimo

#110   29 Maggio 2008 - 13:17
 
Egregio Nicola Porro, l'importante è rimarcare certe posizioni. L'ordine di arrivo non conta :)
E' però interessante che abbiamo scritto due articoli concettualmente identici.
E' un bene per il liberalismo!
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#111   30 Maggio 2008 - 23:23
 
Ma una villa come è definita? A8 nel catasto? Che faranno con le A7 (villini)?
utente anonimo

#112   02 Giugno 2008 - 19:33
 
Credo di si. Villa dovrebbe essere A8
Le A7 non pagano.
Pagano solo A1 A8 A9.
Salvo tra qualche anno far ricadere i 3/4 delle A7 nelle A8 e ripristinare de facto l'ICI
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#113   15 Novembre 2008 - 07:34
 
Le tasse sui patrimoni sono meglio delle tasse sui redditi e sul consumo, ecco perchè:
1- Nei paesi in cui esistono forti tasse patrimoniali si sta meglio: Svezia, Norvegia...
2- Le tasse sui redditi frenano l'economia e, ma questo solo in Italia, aumentano la parte di economia in nero; con aliquote alte un lavoratore è meno portato a lavorare ancora di più; inoltre chi vive del proprio reddito (ovvero la classe medio bassa) paga solo le imposte sui redditi e ovviamente l'iva quando diventa consumatorere/cliente
3- la redistribuzione della ricchezza abbassa il tasso di delinquenza, riduce l'emarginazione sociale ed economica, aumenta lo sviluppo economico di un paese
4- sono più giuste anche eticamente: il reddito da lavoro premia chi "fa", chi produce, chi si da da fare, chi insomma tira avanti la baracca; il reddito da patrimonio è improduttivo, non aumenta la ricchezza complessiva di un Paese, non fornisce un servizio: sposta solo la ricchezza da chi non ha a chi ha già. Lo stato quindi ha tutto l'interesse ha tassare i patrimoni e detassare tutto ciò che riguarda lavoro e produzione per aumentare la ricchezza complessiva delle persone.
Marco Larcher
utente anonimo

#114   17 Novembre 2008 - 01:02
 
Tassare un patrimonio equivale a rubare ciò che uno ha guadagnato. Ragione per cui dire che le patrimoniali sono "meglio", è assurdo. Tu guadagni X euro, e se non ti muovi a spenderli, lo Stato te li esaurisce. Veramente Etico!.
Il punto 1 non dimostra l'implicazione. Potrebbe essere una coincidenza, ammesso che poi si condivida il tuo giudizio personale su Svezia e Norvegia.
2 Le tasse sui patrimoni invece frenano gli investimenti ed aumentano i consumi, riducendo la "profonditĂ " e la divisione del lavoro.
4) Da quando in qua un capitale è improduttivo? Questa fa economicamente ridere. Te lo giuro.
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#115   23 Giugno 2009 - 22:04
 
O ridicoli.
Pagate e fatela finita di frignare come dei pezzenti.
Vergogna!
utente anonimo

#116   24 Giugno 2009 - 06:48
 
115. Paga tu anche per me che non sei pezzente. Ma "vergogna" de che buffone
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