Torino, pestaggio ai vigili per una multa
Devo ammettere che provo una gioia perversa quando azzecco le previsioni. E' da
tempo immemore che mi batto contro l'assurdo racket delle multe per divieto di sosta. A Roma la situazione, grazie ai Prodi (con la maiuscola perché dispregiativo) ausiliari del traffico, è
allucinante. Deve essere così anche in altre zone di Italia, se già i cinesi a Milano si erano ribellati e se la stessa cosa avviene adesso a Torino.
Ebbene. Già a suo tempo mi schierai contro la massa di perbenisti che idolatrano la
legalità a discapito della giustizia, andando a favore dei cinesi nella rivolta a via Sarpi; anche oggi prendo le distanze da quanti si scandalizzano del comportamento violento che la gioventù di Torino ha avuto nei confronti dei vigili urbani.
Io non sono un amante della violenza. Ma non sono neppure di quelli convinti che non sia MAI giustificata.
Come non sono uno di quelli che dice che le leggi sono fatte per essere rispettate. Le leggi dovrebbero esistere per tradurre in legale il concetto di giustizia e per permettere una convivenza civile tra le persone.
Quando una legge non rispetta questi due principi, trovo doveroso infrangerla. Non esiste il Dio Legalità.
La legalità, che viene imposta da politici inetti e burocrati corrotti, di per se è un concetto astratto che non adduce alcun motivo per il quale debba essere rispettata. E' solo quando va incontro ai principi di giustizia naturali che è giusto osservarla. E' giusto, ma è anche facile, perché il diritto naturale viene riconosciuto nell'intimo da tutte le persone. Il diritto positivo dei politici cazzoni NO.
E non me ne frega un CAZZO se c'è una ipotetica maggioranza che vuole tagliarsi le palle per legge. Io alle mie ci tengo e non c'è nessuna fottuta maggioranza che mi convincerà che è immorale o ingiusto non farlo.
Questo ampio preambolo per dichiarare che giustifico in pieno i 200 e rotti giovani che hanno scacciato le volanti dei vigili urbani. D'altra parte, se 200 persone in una piazza, una sera qualsiasi, trovano obbrobrioso il comportamento dei suddetti vigili, o si pensa che quella piazza raccolga la feccia della società civile tutte le sere (e non mi sembra il caso di piazza Vittorio Veneto), oppure c'è una sorta di scollamento tra ciò che la pubblica amministrazione fa, ed il comune sentire. D'altra parte, il fatto che i comuni italiani si reggano sulle multe è ormai accertato. Come è accertata anche la logica conseguenza che i comuni non possono permettere che i cittadini non violino più il codice della strada. Pena deficit di bilancio, pena commissariamento. Il pensiero che ne viene fuori è tanto semplice quanto lineare. Al comune conviene mantenere traffico e problemi per motivazioni puramente economiche.
Il cittadino si trova dunque inerme di fronte alla macchina pubblica oliata e pronta a incamerare denaro, sfruttando le carenze di viabilità artatamente create o lasciate ad incancrenire. Il cittadino, per far valere il proprio diritto naturale a non essere vessato, dovrebbe rivolgersi alla legge, ma è la legge in questo caso a vessarlo. E quando ti vessa la legge, soltanto con la violenza puoi difenderti. E' questo quello che han pensato i 200 torinesi. E' questo quello che pensò la comunità cinese di via Sarpi. E' questo che sogna ogni romano quando trova la quotidiana multa per divieto di sosta sul suo parabrezza.
A suo tempo profetizzai direttamente il cecchinaggio degli ausiliari mentre facevano contravvenzioni per divieto di sosta.
Per adesso siamo solo ai cubetti di porfido (detti volgarmente Sanpietrini qui a Roma). Per il cecchinaggio bisogna ancora attendere, ma se le pubbliche amministrazioni non rivedranno le loro strategie , ci si arriverà presto. Io nel mio piccolo, una bozza di soluzione l'avevo anche individuata, posto che si riducano le spese del comune fino a fare a meno degli introiti da multa ovviamente. Ma siccome è proprio ciò che non si vuol ridurre, credo che la rivolta a breve sarà globale.
Un'ultima cosa. Dedicata a tutti quelli che venendo da realtà piccole o zone particolarmente fortunate verranno a commentare banalità su quanto siano scostumati quelli del "parcheggio selvaggio" e quanto sia giusto "fargli una bella multina".
Venite a vivere a Roma, andate a Milano, andate a Napoli o Torino. Fate in modo di usare l'automobile. Dopo un mese di prova mi saprete dire. Il parcheggio selvaggio è una necessità. Altro che inciviltà.
Considerando poi che non ci sono state vittime, mi sento addirittura di ringraziare i 200 italiani che rivoltandosi hanno lanciato un altro appello allo Stato affinché prenda atto dello schifo che sta creando. La prossima volta, qualche vigile urbano potrebbe non arrivare a casa.
E chiaramente, mi dispiacerebbe, visto che sono solo gli esecutori materiali delle estorsioni pilotate dallo Stato.