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mercoledì, 28 ottobre 2009
Marrazzo o non m'arrazzo

 La vicenda Marrazzo Trans, e' interessante. E' interessante perche' fa il paio con la campagna stampa contro Berlusconi per i casi D'Addario e il (non) caso Noemi. 
Essendo stato uno strenuo difensore di Berlusconi, non posso esimermi dal dimostrare la mia coerenza dicendo la stessa identica cosa per Marrazzo.
Sono solo fatti suoi. Non sono fatti di Chi, che ha fatto bene a rifiutare il filmato, non sono fatti dei carabinieri, non sono fatti che devono interessare gli elettori di Marrazzo, che si spera non lo abbiano votato perche' lo pensavano un fedele compagno eterosessuale. 
Come non erano fatti di Repubblica le frequentazioni di Berlusconi. Ma tra Repubblica e Chi, c'e' di mezzo una pubblicazione.
Del comportamento di Marrazzo si puo' discutere per il capitolo auto blu. Ma se ci si attaccasse a questa quisquilia, si dovrebbe riconoscere che tutti i politici con il privilegio di casta numero 666, denominato "auto blu", ci han sempre fatto il comodo  loro. Se si volesse porre rimedio a tutto cio' basterebbe abolire il privilegio, e costringerli a muoversi con la propria auto, esattamente come fa un rappresentante privato che percepisce anche molto meno del politico.
Ma questo ovviamente non viene fatto. Quindi signori sudditi, prendete il privilegio per quel che e', e mettetelo nel vostro vaso traboccante insieme agli altri, e non parlatene piu'.
Supponete sia giusto, esattamente come e' giusto che gli stessi ci rubino il 60% del nostro prodotto e si ostinino ad indottrinarci spiegandoci quanto sia giusto farci rapinare da loro.

Di Marrazzo si potrebbe parlare qualora il caso cocaina venisse accertato. E soltanto perche' l'uso della cocaina, a noi comuni mortali e' interdetto dai nostri Signori e Padroni. I quali farebbero bene, una volta deciso cosi', ad attenersi almeno loro alle leggi che loro stessi si sono scritti.
O anche qui, uscire dall'ipocrisia dello "Stato Liberale" e fare una legge chiara.
"L'uso di sostanze psicotrope e' proibito al volgo, ai sudditi. Ovviamente tutto cio' non si applica alla classe dominante, che puo' farne uso quando e come vuole".
Scrivete cosi'. Noi prendiamo questa legge, la aggiungiamo al vaso di prima, e ci regoliamo di conseguenza.

Per il resto, di Marrazzo, non si puo' che difenderlo. Le sue abitudini sessuali non devono interessare nessuno, fuorche' ovviamente la sua famiglia.

A chi invece mi piacerebbe parlare, sono i Repubblichini di Scalfari. Dopo che questa vicenda ha smutandato ancora una volta la superiorita' morale della sinistra nei confronti di quei cani di destra e di quei servi dei Berlusconiani, non sarebbe il caso di tirare un po' le somme?

Intanto, per aiutare i prodi Mauro e Scalfari, lo faccio io. Il Partito Democratico e':
  1. Un partito i cui iscritti usano andare a prostituti Trans. Non c'e' nulla di male, ma capirete se qualcuno preferisce chi va a prostitute donne. Sono i soliti pregiudizi cattolici forse, ma fatevene una ragione.
  2. Un partito che a Roma contava nelle sue file uno stupratore seriale e la moglie di un carabiniere che ricattava il capo della moglie stessa.
  3. Un partito che in Campania tesserava direttamente killer di un altro compagno di partito.
  4. Un partito che ha perso due regioni per scandali allucinanti nella gestione del potere (Abruzzo e Puglia), regioni perse dopo regolari elezioni e senza colpi di stato giudiziari.
  5. Un paritto che ha perso una regione Campania, solo per aver lasciato affogare nell'immondizia la propria popolazione per svariati anni.
  6. Un partito che sono tre elezioni primarie che fa, nelle quali, per un motivo o per un altro, si sa gia' chi vince da ben tre mesi prima. E tale consuetudine deve anche sembrare normale, visto che ci si prodiga per impedire di candidarsi a chiunque possa rimescolare le carte (Beppe Grillo).
Ora, lungi da me l'idea che invece a destra siano stinchi di santi, operosi ed instancabili lavoratori alla ricerca del bene comune. Ma non sarebbe per caso arrivato il momento di metterla di guardare gli altri, e fissare il TRAVONE (scusate la battuta) che invece che nel proprio occhio, si trova conficcato in un altro settore anatomico del proprio corpo? 
Ci fareste un favore, Scalfari, Mauro e tutti gli antiberlusconiani sempre e comunque? Una buona padellata di cavoli vostri? Seppellite questa ascia della superiorita' morale, smettete di attaccare il centro destra e vi concentrate su come e se e' possibile trasformare una manica di pagliacci in un vero partito di opposizione, senza gridare alla crocifissione del Dio Del Male Silvio Primo?
E' possibile parlare di politica con toni seri e con parita' intellettuale e senza avere l'assillo che dovete per forza eliminare il Berlusca?


 

Postato da: LibertyFighter a 16:41 | link | commenti (25)
politica, cronaca, berlusconi, partito democratico

venerdì, 23 ottobre 2009
C'e' chi dice no, non e' la mafia - Ricordate le province?

 Ed eccoci ad un'altra puntata di "c'e' chi dice no, non e' la mafia"

Confesso che ero stato tentato di scrivere un post sull'ennesima puttanata economica del ministro del tesoro Giulio Delirium Tremonts. Quella sul posto fisso. D'altra parte non e' un segreto quanto valuti scarso dal punto di vista intellettivo ed economico quest'uomo, e dunque avrei avuto gioco facile nel ribadire determinati concetti che ho gia' espresso ad esempio qui, qui e qui.

Quando pero' ho letto gli articoli piovuti da tutti i settori liberali e libertari contro la scandalosa uscita del Tremens, ho pensato che non ce ne fosse bisogno. Basta aprire un qualunque blog liberale per leggere cento milioni di motivi per cui l'affermazione di tremonti puo' essere cestinata senza alcun indugio. Sempre che non vi basti l'esultanza della CGIL.  
Ma sono quasi convinto che anche uno dei tanti sinistri che affollano il mio blog e credono che io sia un berlusconiano doc, si rendera' conto anche senza il mio aiuto che Tremonti, ha detto una stronzata.
Per evitare conati di vomito, evitero' anche di commentare la penosa, penosissima idea di ripristinare la Cassa del Mezzogiorno. Sempre del comico all'economia.

Parlero' percio' di una notizia che mi e' pervenuta da poco, grazie al sito del Movimento Libertario e a Leo Facco, sagace e stringato come al solito.
Ovvero: vi ricordate l'abolizione delle province?  Quella promessaci sia da Berlusconi che  da Veltroni, sia da Bossi che da Fini, in quanto enti inutili e nell'ottica di una razionalizzazione dei costi della politica?

Pensavate che i nostri maf.... ehm politici se ne fossero dimenticati? Invece no. Malfidati. IDV e UDC l'hanno presentata alla camera. E alla camera e' stata bocciata in quanto erano contrari: il PDL, il PD e la LEGA  .  Il peggio del peggio e' la faccia di bronzo con la quale commentano il "rinvio". Non ci sono le condizioni politiche, vogliamo farlo, ma lo faremo dopo l'esame del codice delle autonomie. 
Sfido chiunque a credere a questa stronzata megagalattica e non pensare che invece abbiano ovviamente prevalso gli interessi di poltrona, sbattendosene, come sempre del bene dell'Italia. A ben vedere, non c'e' nulla di cui stupirsi, e anzi, a voler essere maliziosi, si potrebbe pensare che se la proposta avesse avuto probabilita' di vittoria, IDV e UDC non la avrebbero neppure presentata.
Chiaramente, come potete leggere dall'articolo, nel frattempo si fa a gara a proporne di nuove. Sai, verranno abolite dopo l'esame del codice delle autonomie, ma intanto istituiamone un'altra decina. Non si sa mai...
Eppure, c'e' ancora chi dice che no, non e' la mafia.
E questo nonostante il papello di questi giorni.





Postato da: LibertyFighter a 06:25 | link | commenti (2)
politica, ce chi dice no non e la mafia

lunedì, 19 ottobre 2009
Il recupero della razionalità alla base della comprensione di massa

 Capire gli stravolgimenti della società moderna non è roba semplice. Almeno non lo è per l'italiano medio che non può permettersi di dedicare molto tempo agli studi economici e politici che sarebbero necessari per una corretta comprensione dei fenomeni che ci circondano.
La grave situazione nella quale siamo però precipitati, con una recessione globale ancora lontana dall'esaurire i suoi effetti, svariati strali contro il dannosissimo “liberismo economico”, minacce di vaccinazioni di massa e forzate,  e contemporanee crisi diplomatiche tra nazioni in possesso di armi di distruzione di massa, impone anche all'uomo comune di fermarsi e riflettere cercando di sviscerare le cause nascoste di tante differenti crisi: economiche, sociali, politiche.
In realtà, capire perché non va il mondo, non sarebbe particolarmente difficile se si riprendesse ad usare una facoltà intellettiva che da sempre ci ha permesso di progredire  e migliorarci, sia individualmente che come società.
La razionalità.
La razionalità é quel qualcosa che ci ha impedito di bruciarci continuamente con il fuoco, che nel corso dei millenni ci ha permesso di inventare utensili sempre più perfezionati, che ci ha permesso di interpretare la natura e le sue leggi fisiche.
La razionalità insomma, ci ha elevato dal rango di primati per portarci ad essere gli indiscussi padroni del pianeta terra.
 
Da diversi anni a questa parte però, la razionalità sta vieppiù scomparendo dalle nostre vite e troppi di noi sono stati talmente abituati a posizioni irrazionali, da trovare strane, addirittura assurde, le posizioni contrarie, che invece sono perfettamente naturali.
Bisogna avere il coraggio di farsi domande scomode, per comprendere la crisi. Bisogna dare il giusto significato alle parole, per capire cosa non funziona e cosa invece ha funzionato anche troppo.
E non bisogna mai lasciarsi intimidire dai risultati che l'applicazione della razionalità  permette di raggiungere.
 
Ed è per questo che l'uomo moderno deve ricominciare a farsi seriamente alcune domande.
 
Parliamo di attualità. Ovunque nel mondo si continua a parlare del debito pubblico, ma qualcuno si è mai interrogato fino in fondo sul significato stesso di debito pubblico?
Il debito pubblico è quel qualcosa per cui io e i miei discendenti pagheremo sonoramente gli anni a venire. Il debito pubblico è un oggetto strano, perché per la gente è qualcosa di ineluttabile, come la pioggia. L'Italia ha un clima più piovoso di altri, e così purtroppo ha anche un debito pubblico più alto di altri. Che  farci?
Ma applicando il criterio della razionalità, si scopre che il debito pubblico non è proprio così naturale ed ineluttabile. Qualcuno si è venduto il nostro futuro. Questo qualcuno lo ha fatto scientemente. Non aveva i soldi per fare determinati acquisti, e li ha fatti ugualmente. Questo qualcuno ovviamente è il ceto politico, sempre pronto a distribuire prebende e clientele utilizzando il sudore degli altri.
Spesso, quando si parla di contratti sociali, del ruolo della politica nella società, si cerca vanamente di paragonare la politica al padre di famiglia. Ebbene, cosa ne penserebbe la gente di un genitore alcolista che si reca a comprare il vino e lascia come pegno il lavoro del proprio figlio?
Razionalità non imporrebbe di chiamare questo riduzione in schiavitù?
Non imporrebbe di paragonare il politico in questione ad un negriero che baratta soldi in cambio della libertà delle sue prede? E da qui la successiva domanda: è razionale un sistema di istituzioni che permette ai politici di vendersi il nostro futuro?
 
Ma gli esempi non si fermano qui. 
Prendiamo la crisi economica. Come mai i sistemi sono così instabili?
Sarà colpa del mercato, del governo, delle banche private, dei signoraggisti... Sono cicli imprevedibili e inevitabili. Oppure no?
Se analizziamo il sistema economico con l'ausilio della razionalità però, troviamo una strana situazione al suo interno. La maggior parte delle persone nel mondo, produce un servizio e riceve in cambio denaro da altre persone, le quali hanno ottenuto quel denaro in cambio di un altro servizio. Vi sono però alcuni individui che esulano da questa semplice legge di scambio. Vi sono persone che semplicemente, stampano i soldi e poi li usano per i fini più disparati.
Se a fare questo fosse il nostro vicino di casa, nessuno avrebbe difficoltà a capire che costui rappresenta un danno per la società, in quanto è in grado di ottenere beni e servizi senza darne nessuno in cambio. Un falsario non produce ricchezza. Quando un falsario mi paga con soldi che non rappresentano alcun bene prodotto, sta pagandomi con il sudore di qualcun altro. 
Ma quando a stampare moneta e ad usarla sono in tandem banche centrali e governi nazionali, questa chiarezza di vedute, questa visione razionale scompare, lasciando il passo alle più fantasiose giustificazioni per quello che altro non è che un furto bello e buono.
Razionalità vorrebbe che il falsario venisse giudicato per ciò che è, senza badare alle sue scontate giustificazioni, senza neppure analizzare quali beni e servizi ruba con i soldi creati dal nulla, senza neppure sapere lo scopo reale o apparente di tale furto.
Nel momento in cui tutto vacilla, il solo uso della razionalità dovrebbe farci capire che un sistema che istituzionalizza l'attività di falsario per alcuni personaggi, non è un sistema stabile e che questo, senza alcun bisogno di inventare malvagi speculatori, paradisi fiscali o spericolati liberisti selvaggi, è sufficiente a destabilizzare l'intero apparato economico.
 
Non basta. Se ci raccontano che il nostro sistema bancario è tale per cui se noi ci depositiamo 10000 euro, quello ne presta 500000, l'unica voce che dovrebbe risuonare nella testa della persona comune, è la parola TRUFFA. Ripetuta come un mantra. Si può prestare qualcosa che non si possiede? No. La razionalità ci dice forte che questo è impossibile e che condizione necessaria per poter prestare qualcosa, è che la si abbia.
Quindi signori, la riserva frazionaria bancaria, non è un intelligente metodo economico per far progredire il mondo. E' una truffa. Una colossale truffa.
E se qualcuno dei falsari o dei truffatori di cui sopra dice che non siamo in grado di comprendere, che sono argomenti delicati e fuori portata, sappiate che è esattamente la scusa che utilizzerebbe qualunque falsario  o truffatore per continuare a truffarvi.
 
Sempre nello stesso campo, ci si racconta che per far andare avanti l'economia è necessario aumentare i consumi. Qui, oltre alla razionalità sempre presente, bisogna aggiungere un paio di nozioni di base di economia domestica.
Il consumo è un consumo di capitale. Il capitale è quel qualcosa che rende una situazione economica florida. Se dentro il vostro conto in banca vi trovate due euro, oppure due milioni, ad occhio e croce, la seconda situazione è economicamente preferibile.
Se vi consumate tutti e due i milioni, non avrete spinto la vostra economia familiare a guadagnarne tre. Avrete consumato solo tutto il capitale. 
Quello che invece muove una economia, che sia domestica o nazionale, sono gli investimenti. E gli investimenti possono essere fatti solo se c'è del capitale da investire. 
Siccome però il capitale da investire deve essere risparmiato, è chiaro che la principale cosa che serve ad una economia per crescere, sono i risparmi. Se vi guardate intorno, scoprirete che il tasso di risparmio del mondo intero sta volgendo rapidamente a zero. 
 
Ancora in campo economico, uno degli economisti considerati di più a livello politico mondiale è un certo J. Maynard Keynes. Quest'uomo ha scritto una teoria economica molto divertente, che però produce risultati un po' strani. Keynes ci è venuto a raccontare che in “determinate situazioni”, è economicamente utile far scavare delle buche in un terreno e poi farle ricoprire, “per non mantenere forza lavoro inutilizzata”.
Anche qui, il semplice uso della razionalità dovrebbe essere sufficiente per prendere quest'affermazione e la relativa trattazione economica che l'ha generata e cestinarle senza alcuna remora. E' infatti evidente che al termine del ciclo avremo il terreno nello stessa identica situazione di prima, due uomini (chi scava e chi ricopre) più vecchi di prima e diverse risorse buttate per permettere ai due uomini di svolgere l'inutile lavoro.
Dove stia il guadagno non è un segreto, non è materia da adepti. E' che proprio non c'è.
Eppure tutta l'economia moderna gira attorno a questa insulsa teoria economica.
 
Ci congediamo dal campo economico esaminando razionalmente la tassazione. Anche questo è un argomento tabù, anche qui la posizione predominante è completamente irrazionale.
Cosa sono le tasse? Le tasse sono un prelievo forzato di moneta, quindi di sudore, di tempo, di lavoro, da una persona, a beneficio di altri.
Essendo un prelievo forzato di lavoro, hanno anche un altro nome possibile. Lavoro forzato. Schiavismo. 
Ci raccontano che le tasse sarebbero un obbligo “sociale” per il pagamento di alcuni servizi che lo Stato ci offre. Ma il fatto che qualcuno ci offra un servizio, in cambio di un prelievo forzato, non cambia affatto la situazione, che rimane analoga in maniera impressionante alla richiesta di pizzo di una qualsiasi cosca mafiosa. 
Anche lì c'è un “servizio” offerto in cambio. Anche lì il prelievo è forzato. Anche lì, se non si paga arrivano uomini armati a costringerti con la forza.
Razionalità vorrebbe che due atti uguali fossero chiamati con lo stesso nome. A prescindere dal soggetto che li compie. Se un soldato spara ad una donna in mezzo alla strada, quello è omicidio. Non è “atto sociale di selezione della specie” o qualunque altra corbelleria si possa immaginare.
 
Terminiamo infine con la più grossa definizione arazionale della quale siamo prigionieri da oltre mezzo secolo. La legittimità democratica. 
Ne siamo talmente convinti che giriamo il mondo per esportarla.
Eppure Oscar Wilde diceva che ogni volta che la folla era d'accordo con lui, provava la sensazione di aver torto.
Eppure i nostri genitori, i nostri nonni, ci hanno sempre messo in guardia dal farci condizionare dal branco, dal soggiacere a decisioni collettive. “Se domani tutti quanti si buttano in un pozzo, tu non lo fare!” ripeteva fino alla nausea mio nonno.
E' possibile allora che nel nostro sistema democratico, noi abbiamo istituzionato il suicidio collettivo a maggioranza? Che legittimità ha la decisione dei più? Il fatto che molti la pensino in una certa maniera, oltre a non costituire una base morale per imporre ai meno la stessa idea, non significa affatto che l'idea in questione abbia più probabilità di essere giusta. Anzi.
Se avessimo deciso  a maggioranza, la terra sarebbe rimasta piatta, con il sole che le gira attorno. 
 
La situazione attuale è talmente ingarbugliata e talmente difficile che non è più possibile evitare la razionalità. E’ il momento che le persone comuni comincino a farsi le domande giuste, e a darsi le giuste risposte, perchè  in questa situazione siamo stati portati da persone che hanno tratto infiniti benefici dalla struttura irrazionale delle istituzioni, e queste persone tutto vogliono, tranne perdere il potere che si sono creati grazie ad esse. Urge una profonda consapevolezza di massa prima che gli Stati Nazionali, i governi, i politici, assumano il controllo totale della vita nostra e dei nostri figli. 

Postato da: LibertyFighter a 23:20 | link | commenti (2)
politica, economia, mercato, moneta, fiat money

venerdì, 16 ottobre 2009
Fininvest, Mesiano, toghe rosse.

Volevo evitare di parlare di questo argomento. La tristissima sentenza Mesiano è un colpo quasi mortale per una delle poche grandi aziende italiane che funzionano, per di più, riempendo di soldi il più grande incapace della storia moderna. Quello, per capirci che ha fatto fallire Olivetti. Quello che alla guida della Fiat...
Insomma. in tempi di crisi economica, buttare nel cesso 750 milioni di euro per darli a un tizio che di imprenditore non ha neppure la più pallida parvenza e l'unica cosa che non fa fallire è Repubblica, e solo grazie agli enormi contributi che la stampa riceve, è veramente molto triste.

Su come un giudice ritenga perseguibile civilmente una azienda ritenuta innocente dal processo penale, possiamo pure stendere un velo pietoso. Un pò peggio di calciopoli. Lì c'è stato un processo maoista senza aspettare la giustizia penale (che infatti adesso sta ridipingendo gli scenari), qui c'è stato di più. Il fregarsene audacemente della giustizia penale e di ciò che ha dichiarato.

In ogni caso, la dimostrazione completa, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la magistratura è politicizzata in maniera estrema, esattamente come predica Berlusconi, c'è stata l'altro ieri quando con una tempistica veramente eccezionale hanno "casualmente" promosso sto Mesiano al livello di retribuzione più alto possibile per un giudice per (sic..) indipendenza, imparzialità ed equilibrio.

Quindi, per il CSM equilibrio significa chiedere più danni che per l'olocausto. Per il CSM indipendenza significa emettere sentenze contro Berlusconi e imparzialità mi par di capire, essere parziali verso sinistra.

Più ridicola di tutte è la scusa con cui gli appartenenti alla Casta dei Giudici hanno rivendicato la normalità della cosa. Come se ci fosse una ed una sola persona con il cervello ancora in attività a giudicare la cosa una coincidenza.

Secondo costoro, che evidentemente ci credono stupidi noi, e si credono estremamente intelligenti loro, la prova della "spiacevole coincidenza" sarebbe che la pratica è stata aperta d’ufficio presso la quarta commissione del consiglio superiore della magistratura il 21 maggio 2009.

Secondo me, che sono un pò più scafato di un lombrico che guarda solo raitre, questo potrebbe significare che l'esito di questa sentenza è stato concordato tra le parti in cambio di una promozione. La cui pratica viene avviata prima della sentenza, come garanzia da un lato, e completata a fine della sentenza come pagamento finale.
Qualche giudice che volesse indagare su questa teoria?
Sicuramente, guarda un pò, nessuno.
Si aspettano comunque individui di sinistra che vengano qui a dichiarare che sono solo coincidenze e che no, la magistratura in  Italia è indipendente.



Postato da: LibertyFighter a 14:18 | link | commenti (33)
politica, giustizia, cronaca, berlusconi

giovedì, 15 ottobre 2009
Prove tecniche di regime mondiale

 Evidentemente, il controllo completo di tutte le nostre vite mediante le leve economiche, non bastava piu'.
I signori politici hanno ben pensato che e' arrivato il  momento per lasciar perdere tutte le  ipocrisie sulla democrazia e su quanto i cittadini sarebbero i padroni di se stessi con questo sistema di governo.
Pare infatti che i padroni di se stessi del Belgio, abbiano approvato una legge che in caso di pandemia (pensata adesso ovviamente per il potentissimo et temibilissimo H1N1), sospende la democrazia e i diritti civili per conferire il potere ad una "unita' di crisi" che in ultima istanza risponderebbe ad organismi sovranazionali tipo OMS e ONU. 
Tramite questa legge, si autorizza la polizia a interventi quali vaccinazioni forzate e quarantena obbligatoria della popolazione.
Trovo stranissimo che il popolo sovrano si sia dato la zappa sui piedi. Forse che sovrano non e'?
Parallelamente anche la democratica Francia lascia trapelare un documento per la vaccinazione forzata a fine settembre, e nel Massachussetts  si parla di un disegno di legge per imporre quarantena obbligatoria e corte marziale.
Leggete qui e qui.
E' significativo che queste leggi vengano prese proprio adesso. Con una grandissima crisi economica che rischia di travolgere gli autori della grande piramide rovesciata, e parallelamente per un virus influenzale piu' blando di tutti gli altri.
Non c'e' nessun reale allarme. Non c'e' una nuova peste, neppure presunta come doveva essere la SARS o l'aviaria. Eppure, diversi Stati stanno approvando le leggi che consentiranno loro di trasformarsi in stati dittatoriali e di polizia. Gli bastera' paventare una qualsiasi pandemia, anche di raffreddore, per giustificare una trasformazione, che verra' ovviamente dichiarata temporanea, e lo sara' esattamente come tutte le decisioni temporanee dei governi.
Irreversibile.
Non contano mai gli scopi dichiarati. Non conta affatto l'idea di una sicurezza sanitaria che non potrai mai raggiungere, specie con virus come quelli influenzali. Quello che conta e' solo che il Belgio si e' appena arrogato il diritto di fare cio' che vuole dei suoi sudditi. E il giorno che qualcuno decidera' che e' necessario sterminare un paio di villaggi per impedire ad un contagio, magari finto come l'H1N1 per l'interesse superiore, rivedremo finalmente gli antichi fasti del Terzo Reich.
Una volta poi che lo Stato sara' entrato sotto un regime di corte marziale, i politicanti non dovranno nemmeno cercare di spiegare i loro atti osceni. Ci sara' sempre e comunque una ragione superiore per innestare microchip, braccialetti elettronici, per deportare qualcuno. E questa ragione chiaramente, non sara' necessario esplicarla. Quando poi crollera' la moneta statale, saranno gia' un passo avanti e potranno finalmente requisire i beni materiali in nostro possesso per creare una nuova moneta, obbligarci ad usarla e continuare a tenerci schiavi.
E' ora di rivoltarsi.



Postato da: LibertyFighter a 01:22 | link | commenti (8)
politica, diritti, libertà, sanità, socialismo, crisi economica, eurss, ce chi dice no non e la mafia

venerdì, 02 ottobre 2009
Per la Libertà di Stampa.

Che domani, 3 ottobre 2009, in Italia si faccia una manifestazione per la Libertà di Stampa, minacciata secondo i promotori, dalle querele di Berlusconi, è un qualcosa che dovrebbe far ridere tutti. A partire ovviamente da Chavez, Almadinheijad, Kim il Sung, e perfino Hu Jin Tao, impegnato nei festeggiamenti dei 60 anni da qualche porcata Maoista.
Si perché la manifestazione sembra un affronto a quei giornalisti, quelli veri, che scrivono veramente contro i regimi, quelli veri, e rischiano la vita e non le querele.
In Italia abbiamo la libertà di stampa. I giornalisti italiani hanno potuto scrivere della vita privata del Berlusca, pubblicare le foto del vice Prodi amabilmente accompagnato da un trans, pubblicato intercettazioni segrete, accennato ad una possibile malattia sessuale del Premier.
Chissà cosa avrebbe fatto Kim Il Sung a chi si fosse permesso di spiattellare ai quattro venti con chi va a letto.
Oppure Almadinejad, se qualcuno avesse scritto che è sessodipendente.

In Italia c'è la libertà di stampa. I giornalisti italiani hanno potuto pubblicare notizie sconcertanti, erudendoci sulla pericolosità intrinseca dell'azoto, veleno potentissimo. Quando non se la sono presa con l'anidride carbonica.
In Italia, la libertà di sparare cazzate non ve la toglie nessuno, tanto è vero che neppure l'albo dei giornalisti ha avuto nulla da ridire sull'azoto velenosissimo.
Forse, il giorno che i giornalisti ci parleranno della terra piatta... forse allora qualcuno fiaterà.
In Italia i giornalisti sono così liberi, che possono ignorare cosa sia il fotovoltaico, ma fare carriera e diventare addirittura politici. Anche i politici hanno la libertà di scrivere e sparare cazzate.
Ma domani i nostri protestano per qualcosa di diverso dalla libertà di stampa.
I nostri protestano per la libertà di scrivere qualunque cosa, senza temere né ripercussioni legali, né il biasimo della proprietà.
Già, la proprietà. Questo assurdo concetto transitalico che stenta ad esser digerito nella penisola. Chiunque venga pagato per scrivere, è libero di scrivere ciò che vuole. Ma chi lo paga, è allo stesso modo libero di non pagarlo più.
Questa dura legge ai giornalisti non va giù. Vogliono sputare nel piatto dove mangiano e continuare a mangiarci.
La botte piena e la moglie ubriaca.
Allora, se si vuole veramente chiedere più "libertà di stampa" senza cadere nel ridicolo, che domani i nostri coraggiosi giornalisti inneggino alla fine dei finanziamenti pubblici alla stampa.

Perché non c'è la libertà di scrivere contro il governo, se il governo ti finanzia. Che tutti i giornali divengano finalmente indipendenti dai partiti, così da poterli bistrattare (sempre avendo le prove) come meglio credono senza aver paura di ripercussioni economiche.
Aiutiamo anche noi questi prodi giornalisti. Chiediamo in blocco la fine del finanziamento pubblico alla stampa.
Per una stampa libera. Per una stampa indipendente. Per una stampa privata.
Chiediamo la fine del finanziamento pubblico e la chiusura dell'albo dei giornalisti.

Postato da: LibertyFighter a 11:54 | link | commenti (13)
libertà, giornali










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