La libertà è l'unica via Il socialismo il più grande dei mali

Eccomi

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venerdì, 29 maggio 2009
Berlusconi, il sesso, l'idiozia della sinistra

Il socialismo, in maniera duale all'evoluzione naturale, seleziona con cura gli individui piu' stupidi ed inetti a discapito degli individui intelligenti e capaci. Dal punto di vista teorico, la cosa e' stata piu' volte dimostrata. Dal punto di vista pratico, credo sia sufficiente dare una occhiata al panorama politico italiano. Tutto cio' che ruota attorno alla politica infatti, e' intriso di socialismo, in quanto se non ci fosse questo subdolo concetto, non ci sarebbe la politica, almeno non quella che conosciamo noi.
Voglio prendere in esame per questa dimostrazione pratica, tutto il can can che ruota attorno a Berlusconi e la sua passione per le donne.
Passione che ovviamente condivido, ma che e' stata presentata da certa stampa e da una certa parte politica, con accezioni piuttosto preoccupanti.
E' vero che siamo sotto le importantissime elezioni europee  e i politici mangerebbero loro madre per un pugno di voti in piu'.
E' anche vero pero', che quando esageri, spesso il risultato rischia di essere l'opposto di quello sperato.
Berlusconi e' (di nuovo) al governo da un anno. In un anno, tra cerimonie ufficiali, GRandomNumber, visite di Stato, Cdm vari, allo stesso sono stati imputati questi seguenti atteggiamenti:

  1. Berlusconi  fa  sesso orale con la Gelmini, che tra l'altro sarebbe bravissima.
  2. Berlusconi si e' trombato la Carfagna a piu' riprese, e lei ci sarebbe stata ovviamente per fare politica.
  3. Berlusconi nel frattempo, si sbatteva una minorenne, che poi e' diventata maggiorenne e lui e' andato alla sua festa di compleanno e la cosa e' saltata fuori.
  4. Berlusconi ha selezionato le donne per le europee mettendoci solo "veline", in cambio dei soliti favori sessuali
Tutto questo, signori miei, in un solo anno, e da una persona di 72 anni!.
Ragazzi miei, se cosi' fosse, avrei da dire qualcosa a queste donne.
Andate a letto con Berlusconi. E procreate migliaia di superman, perche' una persona che riesce a fare tutto questo a 72 anni, nei ritagli di tempo tra un Cdm ed una visita di Stato, con un passato tumore alla prostata, e senza farsi schioppare il cuore a forza di viagra, evidentemente e' il futuro naturale dell'umanita'.
Altro che Franceschini, Scalfari, Ezio Mauro o chi per loro.
Berlusconi e' il futuro della razza italiana. Berlusconi e' l'archetipo del maschio latino che non deve chiedere mai.
Ma cos'e' che avrebbe duro la Lega Nord... in confronto a Berlusconi non sono proprio niente.

Piu' realisticamente, la suddetta stampa e i succitati politici hanno detto, come fanno ininterrottamente da quando sono nati, una valanga di stronzate.
Ora, se devi dire una stronzata, e se vuoi che sia creduta, questa dovrebbe essere bevibile. Le tre cose, una alla volta, lo potrebbero perfino essere (un po' meno la storia di Noemi), ma prese tutte e  tre assieme, sono l'evidenza di un tentativo di tiro al piccione con gli occhi bendati.
Sparano a caso, sperando di beccarne almeno uno.
Nulla di piu' lontano dalla parola "informazione", e nulla di piu' lontano dal concetto di credibilita'.
Per quanto riguarda poi la storia di Noemi, qui c'e' addirittura del patetico.
Punto primo.
L'uomo che ha costruito un impero, l'uomo che ha impedito al comunismo di vincere in Italia, l'uomo che ha messo nel sacco tutta la politica italiana, che ha estromesso dal parlamento l'estrema sinistra, l'abile e furbissimo affabulatore di milioni di ignari votanti, ha una relazione con una minorenne..... e pensa bene di andare alla sua festa dei 18 anni????????????????????????????
Ma che quoziente di intelligenza pensate che abbia Berlusconi. Ma quale idiota sarebbe andato a quella festa se avesse avuto una relazione con la ragazza?
Un cretino del genere e' riuscito a mettere nel sacco tutta la politica italiana? Rabbrividisco ad immaginare il numero delle connessioni neurali degli altri politici, in tal caso.
Una persona normodotata cerebralmente, avrebbe risolto con un messaggio:
"Auguri tesoro, ci vediamo al solito posto nella mia residenza segreta".
Proprio il fatto che sia andato a quella festa, dovrebbe essere la prova lampante della mancanza di relazioni sessuali con Noemi.
Punto secondo, e qui mi riferisco ai benpensanti che storcono il naso quando si parla di veline.
Noemi, prima di questo patetico casino montato da Repubblica, non era nessuno. Adesso girano le sue foto su internet, in televisione, e' piu' famosa di Maurizio Costanzo ed ha un futuro nello spettacolo.
Se per assurdo la ragazza avesse chiesto un favore a Berlusca per fargli fare strada, Berlusconi non si e' neppure dovuto attivare, perche' ci ha pensato Repubblica e ci ha pensato Franceschini a farle questo favore.
E chi e' Tafazzi a petto a Franceschini?

Veramente mi stupisco sempre di piu' di quanto certe persone non siano in grado di usare il cervello. Berlusconi dovrebbe mandare in onda uno sketch con le foto di questi qui, la canzoncina e il sottotitolo  "Ti piace vincere facile?"
Oppure intervenga qualcuno, il telefono azzurro, le associazioni a protezione dei minorati mentali, non lo so io chi, ma il confronto e' veramente squilibrato.
Aiutateli.


PS
Franceschini allo sbando, in questi giorni ha avuto l'ardire di chiedere agli italiani se affiderebbero i loro figli a Berlusconi.
Franceschini ha due figli.
Berlusconi ne ha cinque.
Non conosco la storia dei figli di Franceschini. Ma i figli di Berlusconi sono piuttosto conosciuti. Non mi pare che nessuno di loro sia represso, insicuro, disadattato, non mi sembrano infelici e sicuramente non se la passano male.  Io non ho dubbi. Se dovessi scegliere tra affidare i miei figli a Franceschini o a Berlusconi, li affiderei a Berlusconi.  Con i suoi, mi sembra abbia fatto un buon lavoro.

Postato da: LibertyFighter a 04:57 | link | commenti (30)
politica, sesso, sex , berlusconi, gelmini, socialismo, noemi

Barcellona - Manchester e l' Italia illiberale

Dal titolo di questo post, potete facilmente capire che si parlera' di calcio. Ma non solo.
Parlero' di calcio perche' ieri a Roma, le due squadre piu' forti del pianeta si sono affrontate per il trofeo piu' prestigioso. Parlero' anche di altro, perche' la sede dell'incontro e' stato un Paese che una volta (appena tre anni fa) era abitudinario di queste partite, ma che ora non lo e' piu'. Un Paese che ha mostrato al mondo, ai tifosi delle due squadre, ma di riflesso a tutto il pianeta, quanto sia illiberale sotto le mentite spoglie di un Paese "occidentale e liberale".

Ieri, a Roma, c'era la finale di Champions. La citta' e' stata invasa da migliaia di tifosi festanti e giocosi. Tifosi peraltro correttissimi come le due squadre in campo, che hanno mostrato spettacolo sul piano calcistico e sociale. Hanno tributato l'onore delle armi agli sconfitti, e Guardiola ha anche dedicato la vittoria al calcio italiano ed a Paolo Maldini.
Un bello spettacolo.
Ma ieri, a Roma c'era il coprifuoco. Ieri, un essere mitologico con il corpo da uomo e la testa di ....., che di mestiere fa il prefetto di Roma,  siccome non e' capace di fare il suo lavoro, che sarebbe quello di garantire la sicurezza cittadina, ha pensato bene di proibire la vendita di alcolici in tutta Roma.
Ripeto per chi non avesse capito
PROIBIRE LA VENDITA DI ALCOLICI PER TUTTA ROMA
Per tutto il giorno.
L'essere mitologico di cui sopra, ha addirittura spedito stronzi in borghese NEI SUPERMERCATI, onde evitare che qualche commesso, o qualche negoziante potesse fare il suo dovere, ovvero vendere ai clienti cio' che essi desiderano.

In sostanza questo assatanato di law and order, ha deciso che io e migliaia di romani, dentro le loro case, nei bar, nei locali e credo anche nei ristoranti, dovevano gustarsi la finale tracannando acqua minerale e spuma.
Vi confesso che ieri, quando stavo organizzando la seratina con gli amici  partita, birra e rutto libero, come si confa' ad ogni finale di champions che si rispetti, sono rimasto allibito quando il cassiere mi ha detto di non potermi dare la birra.
Neanche piu' il sacro rito fantozziano nel guardare il calcio, ci e' permesso.
Bovi, pecore condotte dal prefetto, o dal sindaco di turno, che sanno cosa dobbiamo fare all'interno delle nostre case. Sanno a che ora dobbiamo andare al cesso, quanto dobbiamo mangiare e come dormire. Sanno anche se e quando dobbiamo fare l'amore.
Loro sanno tutto. E lo sanno perche' sono stati investiti dal popolo. Che farebbe bene ad investirli sul serio.

La verita' e' che sono incapaci. Incapaci non solo di fare e agire, sono addirittura incapaci di pensare. Non glielo hanno spiegato, o forse, non sono autorizzati ad accendere il cervello. Ammesso che ne abbiano uno.
Vi ricordate quanto, su questo blog, si e' parlato del proibizionismo, di quanto sia inutile, dannoso e inapplicabile?
Ma certo se lo dico io, che sono uno stronzo che non capisce nulla, chi se ne frega. Capiro' certamente meno di un bigotto poliziotto senza cultura o di un sindaco con nostalgie fasciste.... Capiro' certamente meno della selva di "esperti" senza arte ne' parte di cui si circondano. Chi sono io? (Ma soprattutto, chi e' John Galt?)
Ebbene. Questo e' quello che hanno ottenuto. O meglio quello che si vede di cio' che hanno ottenuto.
Alcool venduto ugualmente. Sottobanco e a prezzi raddoppiati.
Tirando le somme:

  1. I tifosi (e anche io ovviamente), abbiamo bevuto abbondantemente alla faccia di questi incapaci cerebrolesi. Io personalmente, ho bevuto anche di piu', per testimoniare la mia opposizione a questa assurda stronzata.
  2. I compratori hanno dovuto sobbarcarsi la spesa "rischio" che il gestore si assumeva per poter fornire loro il prodotto.
  3. Lo Stato (e questo dal mio punto di vista e' un bene, ma dal loro no), non ha incassato un solo euro dalla vendita delle enormi quantita' di alcool fluito ieri per Roma. E pensare che le tasse sull'alcool sono cosi' alte.... I gestori poverini, volevano fare lo scontrino, ma semplicemente non potevano.... Che peccato....
  4. I commercianti meno forti (mi rifiuto di dire onesti, perche' per me il contrabbandiere e' onestissimo), non hanno potuto intercettare il flusso enorme di soldi arrivato in citta', che e' finito solo nelle mani di quelli piu' scaltri. Meno male che loro difendono i deboli....
  5. Parte di questi soldi che in una situazione di liberta' si sarebbe riversato nelle casse dei romani, se ne torna in Inghilterra e in Spagna. Come e' giusto che sia, in quanto mi sembra ormai chiaro che noi, i soldi non li vogliamo. Soprattutto se non sono stati rubati a qualcuno. Ci piace l'indigenza e l'inedia, se perfino nel corso della crisi economica piu' grande di tutti i tempi, ci permettiamo di sputare sui soldi portati qui dai turisti
  6. Abbiamo speso un mare di euro per fare controlli e ispezioni, per tenere gente in borghese intorno agli esercizi commerciali, piuttosto che sorvegliare che quattro scalmanati non facessero a botte. Solo UN GENIO potrebbe pensare che sia una buona idea. Meno male che siamo governati da "fottuti geni" alla Forrest Gump
  7. Il mondo ha conosciuto l'Italia per quel che e'. Un paese di cialtroni. Un paese di cretini.
In Germania, durante i Mondiali, e durante la finalissima, le vendite di alcolici hanno fatto la fortuna di moltissimi commercianti. E (purtroppo) sono stati un enorme fonte di incasso per lo Stato Tedesco.
In Germania, approfittando dell'arrivo dei turisti, hanno fatto un sacco di soldi anche i bordelli, che li sono legali (ma guarda un po'). In Germania hanno cercato di sfruttare al meglio l'evento. E ci sono riusciti. E adesso, grazie a quei soldi, parecchi tedeschi stanno meglio di prima.
In Italia, se avessimo avuto i bordelli liberi (non sarebbe l' Italia lo so), li avrebbero chiusi durante i Mondiali, assieme alle rivendite di alcolici.

Prima di passare al prossimo punto, volevo qui ringraziare sentitamente tutti coloro che hanno infranto la direttiva del prefetto.

Grazie commercianti "disonesti" .Grazie a voi, mi sono gustato Messi in volo sorseggiando una birra ghiacciata. E grazie a voi, non ho dato un Euro allo  Stato Bastardo. Grazie.

Un grazie al tizio del bangladesh con la borsa sportiva che vendeva le lattine. Sono felice che i soldi che ti abbiamo dato escano dall'Italia e contribuiscano a far vivere la tua famiglia. Piuttosto che quelle degli italiani che evidentemente non meritano.

Un grazie a tutti i baristi che se ne sono fottuti. A quelli che ti hanno visto in faccia e ti hanno detto: "A te non posso rifiutarla".
Un grazie ai privati cittadini che sono andati fuori Roma con i SUV, e si sono caricati interi supermercati. Grazie per ognuna di quelle birre che avete rivenduto. Anche a 6 euro l'una.


Veniamo ora al secondo punto. Alla fine della partita la stampa ha fatto il resoconto della situazione. "Affari d'oro per i bagarini". Alcuni biglietti sono stati acquistati anche a 1900 euro.

In Italia, i bagarini non esistono piu'. In Italia per entrare allo stadio ci vuole il documento di identita', il biglietto nominativo, il passaporto, la fedina penale immacolata, il nulla osta di segretezza, una radiografia di massimo quindici giorni prima, e un deposito cautelare di 1500 euro presso il piu' vicino centro di polizia.
Ma evidentemente, la UEFA non la pensa cosi'. Chissa' perche', visto che quest'altra legge repressiva ha portato come al solito tutti gli effetti voluti, come quella sull'alcool di prima, come quella sulla prostituzione...
E come non ricordare l'enorme successo della legge sulla proibizione delle droghe?

Gia', perche' vi sembrera' strano, ma gli altri paesi, che sono trogloditi rispetto alla nostra grandezza infinita, non richiedono tonnellate di scartoffie e due atmosfere di pressione nei testicoli per poter entrare a vedere una partita di calcio.

Fatto sta che con sommo dispiacere dei nostri addetti alla complicazione affari semplici, per vedere Barletta - Gallipoli, sono necessari i documenti di cui sopra. Per vedere la finale di Champions, e' sufficiente avere i soldi per il biglietto. Ieri, alcune persone hanno potuto vedere la partita, spendendo i soldi che erano disposti a spendere, perche' la UEFA non costringe i tifosi alla burocrazia.
Da quando questa geniale trovata e' andata in porto, io ho smesso di andare allo stadio. Gli scalmanati che si ammazzano e si lanciano le molotov, ci vanno ancora. Io no. Io andavo allo stadio uscendo di casa la domenica. Arrivando li' e comprando il biglietto da un bagarino. Come al cinema o a teatro. Niente rotture di scatole, niente preavviso di una settimana, niente documenti, catalogazione burocrazia. Adesso non ho voglia di dover farmi spedire le fotocopie dei documenti degli amici con cui voglio andarci, di non poter comprare piu' di 3 biglietti (sempre con le fotocopie dei documenti). Ragion per cui, semplicemente, non vado. E i soldi che avrei messo in circolo nel mondo del calcio, li usero'  in maniera piu' sana:
ci andro'  a pu...ane. In questo modo, non faccio incassare soldi allo Stato. E questo e' un bene.
Se poi la donna e' straniera, ancora meglio, perche' so che non spendera' quei soldi qui, e neppure lei arricchira' questo Stato di Merda.
Poi, se me ne avanza qualcuno, magari mi ci droghero', che pure e' esentasse, e che pure, probabilmente fara' fluire molto capitale lontano da questo Stato di Merda. E chissa' che poi, qualcuna tra le tante ricerche sui benefici della cannabis non sia vera...

Finiamo con il calcio giocato. La vittoria del Barcelona ha reso evidenti due cose. Nel calcio bisogna saper far girare la palla. Il gioco a palla lunga e pedalare, fatto di tanti Spezzaossa a centrocampo e stampelloni alti dai piedi di legno davanti, non funziona. Semplicemente perche' non e' calcio, ma oratorio. L'Italia ha sempre avuto la tradizione di calcio oratorio, ma negli ultimi anni questa tendenza si e' accentuata. Nessuna squadra italiana, ne' tedesca, ne' francese, tanto per intenderci, avendo a disposizione Iniesta, Xavi, Messi Henry ed Etoo, li avrebbe mai fatti giocare assieme. Noi siamo quelli del dualismo Mazzola Rivera, Baggio Signori.
A noi, chi sa toccare la palla ci fa schifo. MASSIMO un paio per squadra. Per il resto, due falegnami e tre muratori. Chiusi in difesa a soffrire. Lancio lungo per il Toni/Vieri della situazione  e che dio ce la mandi buona. Ma le squadre che hanno fatto la storia del calcio, questo Barcelona, che mi ricorda un certo Milan di Sacchi, sono squadre che giocano a calcio. Non fanno oratorio. Ieri, Xavi ed Iniesta hanno passeggiato per il campo. Non avevano bisogno di correre. Tenevano palla da fermi e sapevano quando e come darla.
Alla fine del match, erano freschi come rose. I nostri centrocampisti sono massacrati dopo 30 minuti.
La seconda cosa evidenziata dalla partita di ieri, e' come l'Italia del calcio sia andata declinando nella qualita' e nella forza del gioco dopo il mondiale 2006. Ovvero, dopo che Farsopoli ha distrutto una delle due migliori societa' italiane, una di quelle due piuttosto abituata a giocarsi le finali di Champions, per favorire una societa' di mentecatti che in 20 anni di acquisti sbagliati e di voglie improvvise del loro presidente, non aveva fatto un cazzo.
In Italia, come al solito, quando non si e' abbastanza forti per vincere, si cerca di far scendere il livello degli altri, piuttosto che organizzarsi per raggiungerli.
 

Postato da: LibertyFighter a 04:02 | link | commenti (2)
calcio, roma, economia, droga, alcool, libertà, sindaco di roma bastardo

martedì, 19 maggio 2009
Demiurghi sociali

Qualcuno, in questi giorni, ha fatto l'amara scoperta che i salari italiani sono i più bassi di tutto l'Occidente.
Qualcuno, si è accorto che prendiamo il 44% in meno di un operaio inglese, perfino il 18% in meno di un operaio francese, e che stranamente, prendiamo anche meno degli operai Greci.
Questo qualcuno, evidentemente ha dormito per lungo tempo.
Questo qualcuno, probabilmente è lo stesso che ha sempre presupposto che gli italiani siano un popolo di evasori fiscali e che chissà quanti capitali "elusi" al fisco, circolassero per tutta la penisola.

No cari miei. La verità è quella palesata dai dati. SIAMO poveri, siamo gli STRACCIONI d'Europa. I "bassi" introiti fiscali sono solo una conseguenza della povertà, e l'evasione non ha lo scopo di permettere alle persone di arricchirsi sulle spalle di un non ben definito Stato Sociale. L'evasione in Italia ha lo scopo di arrivare alla fine del mese. Almeno per la maggior parte delle persone.

Quelli che pagano in nero il carrozziere, il meccanico, l'idraulico, l'elettricista.
Quelli che , se vogliono arrivare in pari alla fine del mese, devono fare così e basta.
Quelli che, non sono mica uno Stato che mi posso indebitare tanto pagano gli altri.

Fa veramente specie sentire il coro politico unanime dietro questa brutale rivelazione. Sdegno, incredulità, accuse reciproche.
Fino ad adesso però, nessuno ha ancora messo in dubbio questi dati.
Ma se i dati sono veri, e lo sono, non perché l'abbia detto l'OCSE, ma perché chiunque vivesse a contatto col mondo reale, quindi escludendo politici e para(po)litici, se ne è reso conto da oltre una decina di anni.
Dall'ingresso nell'Euro ad esempio, quando tutta la società gridava "Ci stiamo impoverendo!"
E i politici, tra una tartina al caviale, una coppa di champagne, ed un pompino generosamente offerto dalle nostre tasse, rispondevano:

"Ma no che è solo una impressione...!"

Se i dati sono veri, dicevamo, sarebbe opportuno chiedersi:

Perché?
Di chi è la colpa?

Una volta risposto a queste due domande, ce ne sarebbe una terza, più intrigante.
Ignoranza o Dolo dietro questo impoverimento?

Parliamo di impoverimento, non perché avere gli stipendi più bassi di Europa sia un male di per sé. Parliamo di impoverimento, perché, vi ricordo cari lettori, che le famiglie di una generazione fa, potevano permettersi di vivere con un solo stipendio.
Oggi, non ne bastano due.
Fino a quindici, venti anni fa, esisteva il mestiere di casalinga a tempo pieno. Per le nuove coppie, questa attività non esiste più. Tutti e due a lavorare, con i problemi di figli che ne conseguono.
Ancora.

Come mai?
Di chi é la colpa?

In questi anni, non ho visto epidemie di peste planetaria, con milioni di morti, né inverni nucleari, né meteoriti che si sono abbattuti sulla terra stile Armageddon.
Non ho visto raccolti scarsi, non ho visto lo sbarco degli alieni.
Perché allora ci stiamo impoverendo?
Eppure, la produzione industriale rende sempre tutto meno costoso, ragion per cui, se prima una famiglia con un solo stipendio campava, oggi dovrebbe campare meglio.

Spese aggiuntive rispetto a venti anni fa... Soltanto internet, che ha mediamente aumentato la tariffa del telefono. Ma allo stesso tempo permette di risparmiare su molte altre cose.
Può darsi che sia un castigo divino. Che Dio in persona sia sceso in Italia per darci la povertà, nonostante tutti gli sforzi individuali per elevarci dallo stato di pezzenti.
Ma più probabilmente, Dio non c'entra nulla.
Allora cominciamo a distribuire le colpe a chi veramente le ha. I demiurghi sociali.

C'è della gente che ha sempre voluto modificare la società secondo i propri sogni, ha imposto regole e costrizioni del tutto arbitrarie e senza alcun diritto se non quello che si è creato da solo o assieme alla sua congrega di demiurghi.
Ci sono persone che hanno infettato giornali e telegiornali di parole, raccontandoci cosa è morale e cosa no, cosa sia etico e cosa no, quello che ci era concesso fare e quello che non ci era concesso.
E queste persone, mentre lo dicevano, ci garantivano che tutto ciò avrebbe dovuto renderci più ricchi, più felici, più "giusti".
Notate bene che, mentre questte persone parlavano, promulgavano leggi che impedissero loro di subire le conseguenze penali delle loro decisioni.
Quando qualcuno di costoro imponeva una costrizione, e così facendo danneggiava 500000 persone, nessuno poteva denunciarlo per danni. I demiurghi sociali non hanno responabilità. Devono solo decidere. Decidere, senza pagare il fio dei loro errori.

Adesso che le conseguenze delle loro lungimiranti decisioni cominciano a palesarsi negli occhi e, soprattuto nel portafogli delle persone che lavorano, gli stessi demiurghi sociali si dichiarano sorpresi. E all'unisono ci raccontano che è ora di prendere la decisione giusta. Adesso.
Fino ad ora, avevano scherzato, ma adesso, finalmente, prenderanno la decisione giusta.
Ovviamente a patto che a comandare ci sia questa coalizione di demiurghi piuttosto che quella.

Fidatevi, ci dicono, mentre spazzolano un'altra tartina, bevono dell'altro champagne, ed hanno cambiato signorina.
Noi, demiurghi sociali, coacervo di ignoranza, prosopopea, demagogia, saccenza, gente senza ne arte ne parte, che solo il ruolo di demiurgo senza responsabilità possiamo gestire, vi tireremo fuori dalla povertà  che Dio ha voluto per voi, nonostante i nostri passati sforzi per rendervi ricchi. - un'altra tartina per favore -.

 E' finito cari italiani, il tempo di farci prendere per il culo.  Dobbiamo smettere di sanzionare i politici.

Dobbiamo smettere di credere che sia giusto che siano i padroni delle nostre vite. Dobbiamo far capire loro che è la loro stessa essenza a non essere etica. Che le regole che valgono per noi, devono valere soprattutto per loro. Che non possono buttare sul lastrico le persone senza pagarne le conseguenze. Che non possono decidere al posto nostro dei nostri soldi, delle nostre proprietà, delle nostre vite.

Prendete ad esempio la famosa entrata nell'Euro. C'erano una certa quantità di lire in circolazione. Si è stabilito un cambio, giusto o sbagliato che sia. A quel punto, era univocamente determinato il numero di Euro in sostituzione da stampare.
Chi ha dato l'ordine di stamparne il doppio ?
Perché questo è stato fatto miei cari concittadini. E costui, che ovviamente lo ha fatto a fin di bene, dovrà o non dovrà assumersi la responsabilità della "inaspettata" duplicazione dei prezzi?

Come per l'Euro, così in ogni singola scelta. Hanno fatto 40000 leggi, le hanno cambiate ogni 3 giorni, modificate, riscritte, generalizzate, inasprite. Ogni operazione di questo tipo ha distrutto alcune persone, alcune famiglie. Ne ha favorite altre, stranamente loro amiche. E nel complesso, questo ci dice l'OCSE, ci ha impoverito e costretto le madri ad andare a lavorare piuttosto che far nascere bambini.

I figli adesso sono un lusso che nessuno può permettersi.
L'Italia è diventata una nazione di Vecchi. Vecchi e Poveri.
Hanno rincoglionito le nostre donne dicendogli che quello a cui aspiravano è in realtà lavorare come un uomo, soltanto per mascherare il fatto che se adesso non lavorano come un uomo, non possono mangiare.
Hanno cooptato schiere di intellettualoidi che ci sensibilizzavano ogni volta nei confronti di un problema diverso e molto molto importante per noi.
La guerra nel Kaffiristan, la caccia alle Balene, il riscaldamento globale, l'effetto serra, il "progresso sostenibile", la legge sul fine vita.
Nel frattempo, siamo invecchiati e diventati poveri.
E nessuno paga. Ancora tartine e caviale.
Ancora esiste gente che è convinta che abbiamo "soltanto" sbagliato demiurgo, ma che prima o poi troveremo quello giusto.
La verità, signori, è che il demiurgo dovrebbe solo cominciare a farsi una padellata di cazzi suoi (in onore di Thomas Millian), e smetterla di interferire con i nostri sogni, le nostre aspirazioni, i nostri progetti.
E magari, caviale, tartine e pompini, cominciare a pagarseli lavorando e producendo.
Non imponendosi come "necessario capo, privo di responsabilità"

E' arrivato il momento, cari concittadini, di riflettere sulle porcate scritte su quel pezzo di carta definito Costituzione. Sui palesi controsensi, sulla effettiva validità di un documento scritto dai demiurghi di sessanta anni fa e imposto come reliqua sacra da adorare e riverire.

E' arrivato il momento di chiedersi cosa significhi "fondata sul lavoro"
Significa che la ricchezza del demiurgo si fonda sul lavoro di noialtri?
E se uno non lavora, che succede?

Ammesso e non concesso che una società si possa fondare sul lavoro, come si fa a giudicare costituzionale una aliquota sul lavoro? Tutta la disoccupazione che crea l'aliquota in questione, non mina forse le fondamenta dell'Italia fondata sul lavoro?

E' arrivato il momento di chiedersi perché dell'articolo 75 della Costituzione non si parla mai.
E' arrivato il momento di chiedersi perché in quel pezzo di carta OGNI nostro diritto sia subordinato alla volontà dei politici, e perfino la stessa carta (non si sa mai), sia modificabile a piacimento dagli stessi.

E' arrivato il momento, miei cari concittadini, di incazzarci veramente. E' arrivato il momento di SMETTERE di credere alle puttanate della politica e smettere di legittimare lo scempio che questi pescecani fanno delle nostre vite.
I politici non hanno alcun diritto di fare quel che fanno. Non hanno alcun diritto di comandare gli altri, perché nessun uomo ha il diritto di comandare qualcun altro senza il suo personale consenso.
E' arrivato il momento di smettere di far studiare queste porcate ai nostri  (pochi) figli. E' arrivato il momento di non fargli frequentare i corsi di educazione civica, di indottrinamento statale. E' arrivato il momento di liberarci dal giogo politico che ci condanna alla povertà.

Postato da: LibertyFighter a 11:47 | link | commenti (10)
politica, diritti, libertà, socialismo

giovedì, 14 maggio 2009
Delocalizzazione. Vera natura.

Un interessante articolo di z3ruel sui sindacalisti e operai francesi che sequestrano i manager per opporsi alla delocalizzazione delle industrie francesi, mi spinge a parlare in maniera piu' approfondita di questo tema.
La cosiddetta delocalizzazione, e' uno spostamento di una azienda, generalmente una fabbrica, da un paese in cui la produzione e' diventata estremamente costosa, ad uno in cui questa costa di meno. Tipicamente, conviene costruire auto in India e rivenderle in Italia piuttosto che farlo in Italia.

Il problema della delocalizzazione e', ovviamente che tutti coloro che lavoravano nella fabbrica delocalizzata, si trovano a spasso, senza colpe apparenti. Di colpe meno dirette in realta' ne hanno, come vedremo in seguito.

Quello che meno si vede, o si fa finta di non vedere, e' che una uguale o forse superiore quantita' di uomini, che senza colpe apparenti, prima della delocalizzazione facevano la fame in India, adesso staranno meglio.
Questo, per i teorici del terzomondismo, di solito facenti parte della stessa banda politica della quale fanno parte i sindacati, gia' di per se'  dovrebbe essere sufficiente a non prendersela con gli imprenditori.
Stanno finalmente portando ricchezza e progresso in quei paesi del terzo mondo che LORO hanno sempre voluto che venissero difesi ed aiutati. Molto piu' efficacemente di qualsiasi piano di stimolo governativo.

L' idea che gli operai, o peggio ancora i sindacalisti abbiano qualche voce in capitolo sulla decisione di delocalizzare una fabbrica, puo' avere due distinte radici.
La prima e piu' ovvia, e' il potere di per se. Si conosce perfettamente la natura di una fabbrica, ma la si ignora dolosamente per poter mantenere il potere e i soldi che da esso derivano.
Almeno una buona meta' dei sindacalisti di tutto il mondo, appoggia questa idea solo per questo motivo.

La seconda radice presuppone la buona fede, e quindi presuppone l'ignoranza di come funzioni l'economia moderna, la divisione del lavoro, l'eta' industriale.

Questo post ovviamente si rivolge a costoro, ai sindacalisti ingenui e alla quasi totalita' degli operai, che ignorano.

Una fabbrica, dei posti di lavoro, una filiera produttiva, non sono dati di fatto. Il PIL non e' un dato di fatto. I soldi che loro percepiscono a fine mese, non sono un dato di fatto.
 
La fabbrica nasce e cresce perche' ci sono delle condizioni contingenti che hanno fatto si che diventasse utile aprirle.  Nel mercato, il concetto di utile e' il concetto di economico. Produrre biciclette e' utile fintanto che, il prezzo a cui riesco a venderle mi permette di avere sufficienti acquirenti da guadagnarci sopra.
Il guadagno e' la misura di quanto ho allocato le risorse utilizzate  in maniera efficiente. Maggiore e' l'efficienza, maggiore e' il guadagno.
Se invece ci perdo, vuol dire che quelle risorse che io ho distrutto per fabbricare le biciclette (risorse materiali, umane, temporali), valevano sfuse piu'  di quanto valgono adesso che le ho unite insieme. Ragion per cui, sto distruggendo risorse.
Anche questo dovrebbe essere un campanello d'allarme per gli ambientalisti. SPRECO DI RISORSE.
Diversi anni orsono, le fabbriche hanno cominciato a spuntare qua e la per i paesi cosiddetti "capitalisti". Non e' andata alla stessa maniera nei paesi africani, e nei paesi comunisti sono spuntate fuori delle fabbriche molto meno efficienti.
Perche'?   Le condizioni al contorno. L'habitat. L'humus. 
Gli olivi spuntano in vallata e non in montagna. Per farli crescere in montagna hai bisogno di una serra.

E allora, supponiamo di avere una enorme serra (l'Italia), piena di ulivi (le fabbriche), che danno da mangiare (si lo so la dieta e' un po' ripetitiva) a tante persone (gli operai e pure gli imprenditori).
Quello che e' successo e' che qualcuno ha incominciato tempo fa a smontare vari pannelli di vetro da questa serra. Uno alla volta. Perche' ad alcuni operai dava fastidio il troppo caldo che c'era nella serra, ad altri non piaceva il rifrangersi della luce solare etc.
Altri operai hanno pensato che sostituire l'acqua che irrigava gli ulivi con il "Brando il troncasete" (che ha gli elettroliti), fosse una operazione utile e sociale etc. 
Adesso, gli olivi marciscono, si seccano e muoiono. Gli imprenditori, con i semi di ulivo, notano che ci sono delle serre anche in altri luoghi. Serre che una volta non prendevano in considerazione perche' la serra italiana era migliore, ma che adesso sono diventate appetibili nel confronto con il rudere rimasto qui da noi. Da noi hanno tentato. Notano che ogni dieci, quindici semi, forse una pianta attecchisce, ma la maggior parte delle volte, non produce nulla e si secca prima di fornire ulteriori semi. Loro, non hanno semi infiniti, ma una quantita' limitata. E quelle serre sembrano essere proprio in buono stato.
Qui gli olivi, non crescono piu'. Bisognerebbe riparare la serra, ma nessuno vuol farlo. Bisognerebbe tornare all'acqua. Ma chi glielo dice ai lavoratori di "Brando" ? Gli operai stavano bene con la serra senza vetri, l'aria circolava e si godeva un freschetto rigenerante. I nuovi ulivi stentavano gia' da un po'  a crescere, ma quelli grandi e robusti continuavano ancora a fornire olive, ed essi pensavano che sarebbero andati avanti cosi', per un tempo indefinito.
Adesso invece, si stanno seccando anche gli alberi piu' grandi, e le olive da mangiare cominciano a scarseggiare.
E' un problema di habitat.
Ha forse senso prendersela con coloro che vogliono scommettere i propri semi sulla serra indiana, piuttosto che rischiare di perderli tutti nel rudere italiano?

Questa lunga parabola per far capire che le olive non piovono dal cielo, ma nascono dagli olivi, che devono poter crescere e prosperare. E per farlo devono avere l'ambiente giusto. Non puoi prendertela col seminatore se sceglie luoghi piu' fertili
In altri termini:   il lavoro di operaio non e' un diritto, un dato di fatto che piove dal cielo, ma nasce dalle fabbriche, che devono poter crescere e prosperare. E per farlo devono avere l'ambiente giusto. Non puoi prendertela con l'imprenditore se le fa prosperare dove l'ambiente ancora lo permette.

Gli operai delle fabbriche italiane, a mio modo di vedere, dovrebbero alzarsi tutte le mattine, rimangiarsi tutti i pensieri progressisti di 50 anni di becero socialismo del paradiso terrestre, calarsi nella realta' del mondo valle di lacrime, e cominciare a ringraziare l'imprenditore che offre loro il posto di lavoro e le olive, cercando di far crescere l'albero in questione tra i vetri rotti, il vento e la neve che entra nella serra italiana.
Dopodiche', bisogna che cominci ad interrogarsi su quali sono le cause che hanno devastato in tal misura la serra italiana. E' forse colpa del seminatore se la serra fa cosi' schifo?
Aveva per caso interesse che tutti i suoi semi (che a lui fruttavano tante belle olivette), morissero?

Chi ha distrutto la serra?
Perche'?

Forse allora tornera' alla loro mente quel loro compagno, sindacalista, che si batteva affinche' fossero eliminate quelle fastidiose vetrate..... Si quello che diceva:   "gli olivi cresceranno comunque, ma le condizioni dei lavoratori miglioreranno... Sono trenta anni che gli olivi producono cosi'... Per una vetrata..."
Si proprio quello che poi, girava per la serra con il lamborghini salutando gli operai...

La morale di questa storia e' che una societa' in cui esiste la produzione di massa, ovvero le fabbriche, non puo' esistere all'infuori di una societa'  in cui vige quella cattivissima parola detta "libero mercato" (La serra perfettamente funzionante). E che piu' ti allontani dal libero mercato (piu' togli pezzi alla serra), piu' le fabbriche stentano. E se le fabbriche stentano, chi ne soffre sono in primis i lavoratori. Azioni come quelle dei coglioni sindacalisti francesi, o degli altrettanto coglioni nostrani che blaterano su " Non ci pensino neppure a delocalizzare" , non possono evitare la sofferenza ai lavoratori. Al massimo possono obbligare gli imprenditori a terminare i loro semi e non piantare olivi neppure in India.

Ma non possono far crescere gli olivi dove le condizioni naturali non lo permettono.

Quindi si, se lo scopo e' : "Si muoia tutti insieme", forse i sindacati possono raggiungerlo. Ma lo scopo di impedire che qualcuno non muoia di fame, lo raggiungono solo gli imprenditori che delocalizzano.
E, attenzione. La delocalizzazione e' un evidente segnale del mercato che ci indica quanto e' piu' libera una economia.
Il fatto che le fabbriche aprano in Cina, in India e in Taiwan, mentre sono costrette a scappare da Francia Italia e USA, indica che le loro economie sono molto piu' vicine al mercato libero che le nostre.
Questa e' una indicazione molto piu' credibile di qualunque amenita' possa proferire il politologo pseudoeconomista di turno.
Ne' vale il discorso secondo cui sono le "pietose condizioni di lavoro" nelle quali versano gli operai in quei paesi li' a far delocalizzare.
Ci sono paesi molto piu' poveri della Cina o dell'India, dove gli imprenditori non delocalizzano, nonostante il costo del lavoro sia ancora piu' basso.
E poi, ricordatevi sempre che le "condizioni di lavoro pietose", esistono se e solo se esiste il LAVORO.
Ed il lavoro esiste se e solo se l'habitat e' quello giusto per la divisione del lavoro e per la proliferazione dei complessi industriali.
Nessuno preleva a forza i braccianti indiani per infilarli in una catena di montaggio contro la loro volonta'.
Quindi le condizioni pietose di lavoro di cui sopra, ricordatevi che vanno sempre paragonate a qualcosa. Non sono un dato assoluto.
I braccianti indiani pensano che sia piu' pietoso il loro lavoro attuale, rispetto a cio' che verra' offerto loro nella "schifossissima" e "aberrante" e "sottopagata" catena di montaggio.

Se invece, convinti da questo logorroico post, vi starete chiedendo in "cosa" e' carente la nostra serra, che cosa abbia fatto cambiare l'habitat e quali decisioni abbiano contribuito in maniera determinante a distruggere la terra e diffondere miseria, e' sufficiente sentire e catalogare tutto cio' che un socialista qualsiasi considera buono:   salario minimo garantito, tassazione sul lavoro, tassazione sulle imprese, tassazione sui consumi, regolamentazioni del cazzo, limite massimo di ore lavorative, stipendio collettivizzato, CCN, diritto allo sciopero, dazi doganali...
E cominciate ad avere un po' di familiarita' con il principio di causa-effetto.
Che funziona cosi':

Mercato libero --->  Fabbriche ---->  Lavoratori---> Prosperita'

E non come pensa qualcuno in questa maniera:

Lavoratori ----> Fabbriche---> Prosperita'

Il Burkina Faso e' pieno di lavoratori.....  ma poca poca prosperita'



Postato da: LibertyFighter a 23:01 | link | commenti (9)
politica, lavoro, economia, mercato, libertà, tasse, socialismo, capitalismo, crisi economica

L' Economia del Sushi. Ovvero la teoria del capitale non e' un optional

Certe volte mi sento un vero parassita. Ma certi brani, come questo riportato dal solito PaxTibi, non possono che essere copiati ed incollati. Nella speranza che qualche politico alfabetizzato (cosa non scontata) e non in malafede (cosa praticamente impossibile), riesca a capire cio' che viene scritto qui.
Un grazie al solito Pax, e ovviamente a Murphy, che continua a farci notare la preparazione da scuola materna del premio nobel Krugman.

L'importanza della teoria del capitale

Di Robert P. Murphy


Avendo letto innumerevoli analisti, compresi degli economisti professionisti, che offrono “soluzioni” alla crisi finanziaria, sono sempre più convinto dell'importanza della teoria del capitale. Lo potete vedere con la dicotomia che la gente continua a dipingere fra mercati finanziari ed “economia reale,” una distinzione che è utile per alcuni scopi ma che in questo contesto rinforza spesso l'idea che il mercato azionario sia in realtà soltanto un casinò.

Quando è stato inizialmente dibattuto il piano di Paulson, persino alcuni acuti pensatori libero-mercatisti in altre occasioni molto saldi suggerivano invece che la “ricapitalizzazione bancaria” fosse il modo per aggiustare le cose. Ma se le nostre difficoltà provengono da una diversione di risorse reali nel settore immobiliare – se troppo e troppo grandi case sono state costruite a scapito di altri usi possibili per quegli input – allora i trasferimenti finanziari del governo di per sé non faranno altro che ridistribuire le perdite.

Una volta compreso che i nostri attuali problemi sono dovuti ad una distorsione indotta dalla Fed nella struttura del capitale, è evidente che la peggior raccomandazione sia che la Fed tagli i tassi di interesse e pompi sempre più “liquidità.” È stato in primo luogo il credito artificialmente poco costoso ad alimentare il boom immobiliare. Greenspan ha abbassato il tasso dei fondi federali ad un ridicolo un per cento – il che significa che il tasso d'interesse era in realtà negativo, una volta aggiustato all'inflazione dei prezzi – e l'ha mantenuto laggiù per un anno. Ha fatto questo per (apparentemente) prevenire l'esigenza di una dura recessione nell'“economia reale” dopo che il crollo delle dot com. Ma in effetti ha sparso i semi per la nostra attuale crisi. Se Bernanke continua a spargere centinaia di miliardi a banchieri bisognosi, in cinque anni da oggi gli americani (ed il resto del mondo) potrebbero guardare al nostro presente con la stessa tenerezza con cui la flessione del 2001 ora ci appare come un piccolo inconveniente.

Krugman e Cowen ridicolizzano la teoria austriaca dei “postumi della sbornia”

Piuttosto che iniziare da zero, in questo articolo illustrerò l'importanza di una solida teoria del capitale mostrando come economisti molto intelligenti – uno dei quali è ora un Premio Nobel – fanno errori elementari nella loro valutazione della teoria austriaca del ciclo economico (ABCT). Per brevità, non ricapitolerò qui la teoria; nei collegamenti sopra potete leggere le mie moderate esposizioni, o andate qui per la meravigliosa presentazione in PowerPoint di Roger Garrison, o qui per un'introduzione più completa. Allora, assumendo che il lettore capisca la teoria austriaca di base, citiamo la recente discussione di Tyler Cowen sulla critica su Slate della ABCT scritta da Paul Krugman:
[Paul Krugman:] Ecco il problema: come questione di semplice aritmetica, la spesa totale nell'economia è necessariamente uguale al reddito totale (ogni vendita è anche un acquisto, e viceversa). Così se la gente decide di spendere meno nei beni d'investimento, non vuol forse dire che dovranno decidere di spendere di più in beni di consumo – implicando che un crollo degli investimenti dovrebbe sempre essere accompagnato da un corrispondente boom dei consumi? Ed in caso affermativo perché dovrebbe esserci un aumento nella disoccupazione?

[Tyler Cowen a commento della citazione di cui sopra:] Ma penso che il punto sia più efficace al contrario. Perché il boom dovrebbe essere un boom in primo luogo? Lo spostamento verso i beni d'investimento, e quindi via dalla produzione di beni di consumo, dovrebbe significare un calo dei salari reali, salari reali che non aumentano. In latre parole, la teoria austriaca non genera l'altissimo livello di comovimento trovato nei dati.
Questi sono in realtà due punti distinti; ovvero, Cowen ha fatto qualcosa di più che “rovesciare” semplicemente la questione, ha un po' cambiato il punto. Per aiutare il lettore a capire la mia risposta, lasciatemi parafrasare (quelle che intendo essere) le simili (ma distinte) obiezioni di Cowen e di Krugman alla teoria di Mises-Hayek.

La storia austriaca di base è che durante il boom artificiale, la forza lavoro ed altre risorse vengono incanalate in progetti d'investimento non compatibili con il livello generale del risparmio reale. Prima o poi, la realtà alza la sua brutta testa ed i progetti insostenibili devono essere abbandonati prima del completamento. Gli imprenditori realizzano di essersi orribilmente sbagliati durante il boom, ognuno si sente più povero e riduce drasticamente i consumi, e molti lavoratori vengono licenziati finché la struttura produttiva può essere modificata alla luce della rivelazione.

Allora, Krugman dice che questa storia non ha senso. Possiamo stipulare che certi produttori (come i costruttori) si siano espansi troppo aggressivamente in un boom, e che quindi scoprano improvvisamente che i loro clienti non vogliono più comprare i loro prodotti (gli edifici per uffici urbani, per esempio). Ma, spiega Krugman, la gente nell'economia deve spendere il proprio reddito da qualche parte. Se il reddito non va verso gli edifici per uffici da 10 milioni di dollari, dev'essere incanalato in biglietti del cinema, o in generatori elettrici, o in copie del libro di Peter Schiff. Così non è per niente ovvio, conclude Krugman, perché una vasta disoccupazione dovrebbe accompagnare l'inizio dei “postumi della sbornia” dell'orgia del credito. I posti di lavoro distrutti nelle fasi di “più alto ordine” (nel gergo austriaco) devono essere compensati da impieghi di recente creazione nelle fasi di ordine più basso.

L'obiezione di Tyler Cowen è simile, ma come ho detto, non è esattamente la stessa. Cowen vuole sapere perché la gente dovrebbe sentirsi ricca durante il boom indotto dalla Fed, come adducono gli austriaci. Infatti, poiché operai e materiali si sono spostati nella produzione di beni di più alto ordine come i rimorchi da trattore ed i coni arancioni per le squadre stradali, il fatto della penuria implica che dovrebbero essere sfornati meno beni di consumo (TV, pranzi a base di bistecca, automobili sportive) quando il boom farà la sua apparizione. Se sono prodotti meno beni di consumo, allora il reddito reale pro capite deve diminuire, che di nuovo è l'opposto di ciò che affermano gli austriaci.

Ho fatto del mio meglio per parafrasare ciò che capisco degli argomenti di Cowen e di Krugman. Devo confessare che persino battendo a macchina quanto sopra, il non sequitur in ogni obiezione mi è saltato agli occhi. Per quanto riguarda Krugman, la sua discussione si basa su una concezione statica di reddito e spesa. Semplicemente usando quella tautologia contabile – senza indicizzare nel tempo – Krugman potrebbe anche sostenere che il reddito reale potrebbe non cambiare mai in un'economia, anche se il governo annunciasse che il 10% più produttivo degli operai in ogni ditta sarà licenziato (dopo tutto, il reddito totale sarebbe ancora uguale alla spesa totale).

Per quanto riguarda Cowen, sembra supporre che il “reddito reale” sia equivalente al “consumo reale.” Non so cos'altro dire a parte che, “no, non lo è.” Se un operaio ottiene un lavoro in una miniera d'argento ed viene pagato in once d'argento che immagazzina nel suo scantinato, può avere un “salario effettivo” molto alto anche se il suo consumo è molto basso. Per essere corretti, Cowen ha sfornato quanto sopra sul suo blog, non in un articolo di qualche pubblicazione referenziata; odierei vedere una raccolta delle cose più stupide che io abbia mai detto sul mio blog. Così supponiamo che abbia inteso dire che la ABCT ci spinge ad attenderci che il consumo reale (non il reddito) cali durante il periodo del boom. Il punto di Cowen è che questo non coincide con i dati. Durante il boom, li vediamo un aumento di investimenti in nuovi (e più “indiretti” in gergo austriaco) progetti, e vediamo che gli operai vengono pagati di più e quindi comprano più beni di consumo. Ma non dovrebbe essere impossibile, si chiede Cowen, se, come affermano gli austriaci, durante il boom, le risorse sono allontanate dai beni di consumo (come gli iPhone) e spostate invece alla produzione di beni d'investimento (come i rimorchi da trattore)? Nella sezione seguente vedremo che cosa Cowen sta trascurando.

Un modello sushi del consumo di capitale

Sopra ho indicato alcuni dei difetti di base negli argomenti di Cowen e di Krugman (altri Austriaci hanno risposto a Krugman in passato. Vedi le risposte di Garrison e di Cochran). Più generalmente, essi ignorano l'importantissima nozione di consumo di capitale. Ecco perché è necessario comprendere la teoria del capitale, come scoperta da Carl Menger e Eugen von Böhm-Bawerk, per poter capire il senso di ciò che è appena accaduto nell'economia degli Stati Uniti. Qualsiasi testa parlante della CNBC che non capisca il consumo di capitale darà orribili raccomandazioni di politica.

Nel pensare a questo articolo, sono andato avanti e indietro. Ho deciso che avrei dovuto usare un “modello” di complessità intermedia, perché se l'avessi semplificata troppo, avrebbe in effetti potuto non fare clic nella mente del lettore, ma se avessi esagerato, nessuno sano di mente avrebbe finito l'articolo. Senza ulteriore indugi, andiamo a esaminare l'ipotetica economia di un'isola composta di 100 persone, in cui l'unico bene di consumo sono i rotolini di sushi.

L'isola comincia in un equilibrio iniziale indefinitamente sostenibile. Ogni giorno, 25 persone portano delle barche al largo e usano delle reti per pescare. Altri 25 isolani si recano alle risaie per raccogliere il riso. Ancora altri 25 prendono il riso ed i pesci (raccolti durante il giorno precedente, naturalmente) e fanno allettanti rotolini di sushi. Per concludere, i 25 isolani rimasti dedicano i loro giorni alla manutenzione delle barche e delle reti. In questo modo, giornalmente sono prodotti complessivamente (diciamo) 500 rotolini di sushi, che permettono ad ogni isolano di mangiare 5 rotolini al giorno, ogni giorno. Non una brutta vita, davvero, soprattutto considerando la vista sull'oceano e l'assenza di Jim Cramer.

Ma ahimè, un bel giorno Paul Krugman approda sulla spiaggia. Dopo esser stato rianimato, egli esamina l'umile economia e comincia a consigliare gli isolani su come alzare il loro tenore di vita ai livelli americani. Mostra loro il motore fuoribordo (ancora pieno di carburante) del suo relitto, ed essi sono intrigati. Non avendo preparazione economica, trovano i suoi argomenti irresistibili ed acconsentono a seguire le sue raccomandazioni.

Di conseguenza, lo schieramento originale e sostenibile dei lavoratori dell'isola è alterato. Sotto il programma di Krugman per la prosperità, 30 isolani prendono le barche (una con un motore) e le reti per andare a pescare. Altri 30 raccolgono riso nelle risaie. I terzi 30 usano i pesci ed il riso per fare i rotolini di sushi. E ancora, 5 degli isolani setacciano l'isola in cerca dei materiali necessari per la manutenzione del motore; dopo tutto, ogni giorno brucia benzina e il suo olio diventa più sporco. Ma naturalmente, tutto ciò lascia soltanto 5 isolani per manutenere le barche e le reti, cosa che continuano a fare ogni giorno (se il lettore è curioso, Krugman non lavora nella produzione di sushi. Passa i suoi giorni su un'amaca, vergando saggi che danno la colpa della povertà degli isolani alla spilorceria degli alberi di cocco.)

Per alcuni mesi, gli isolani sono convinti che il Premio Nobel dal viso pallido sia un genio. 606 rotolini di sushi sono prodotti giornalmente, il che significa che tutti (Krugman compreso) possono mangiare 6 rotolini al giorno, anziché i 5 a cui erano abituati. Gli isolani credono che questo aumento sia dovuto all'uso del motore, ma in realtà è dovuto principalmente alla riorganizzazione delle mansioni. Prima, soltanto 25 persone si dedicavano alla pesca, alla raccolta del riso ed alla preparazione del sushi. Ma ora, 30 persone si dedicano a ciascuna di queste attività. Così, anche senza il motore, la produzione totale quotidiana di sushi sarebbe aumentata del 20%, presupponendo che gli isolani fossero ugualmente capaci nei vari lavori e che ci fosse abbondanza di pesce e riso forniti dalla natura (infatti, il contributo del motore è in realtà soltanto i 6 rotolini supplementari necessari per nutrire Krugman).

Ma ahimè, alla fine la riduzione della manutenzione delle barche e delle reti comincia ad incidere sulla produzione. Con soltanto 5 isolani dedicati a questa operazione, anziché i 25 originali, qualcosa deve succedere. Le reti sono sempre più sfilacciate col passare del tempo e nelle barche si aprono piccole falle. Ciò significa che i 30 pescatori non ritornano ogni giorno con altrettanti pesci, perché il loro equipaggiamento non è buono quanto usava essere. I 30 isolani che producono i sushi sono allora in difficoltà, perché ora hanno uno squilibrio fra riso e pesci. Cominciano a truffare, mettendo pezzi di pesce più piccoli in ogni rotolino. Gli isolani continuano ad ottenere 6 rotolini al giorno, ma ora ogni rotolino contiene meno pesce. Gli isolani sono furiosi – tranne quelli che sono disgustati dall'idea di ingerire pesce crudo.

Essendo un economista esperto, Krugman sa cosa fare. Suggerisce che 2 dei lavoratori del riso e 2 dei rotolini di sushi si imbarchino per aiutare i pescatori. Ora, con 34 operai, gli isolani possono pescare quasi tanti pesci al giorno dei mesi precedenti, anche se ora utilizzano delle reti stracciate e delle barche in sfacelo. Krugman – essendo molto acuto con i numeri – ha spostato appena tanti operai da far coincidere perfettamente i pesci pescati dai 34 isolani con il riso raccolto dai rimanenti 28 isolani che vanno alle risaie giornalmente. Con questa quantità di pesci e di riso, i 28 operai impegnati nell'arrotolamento possono produrre 556 rotolini di sushi al giorno. Ciò permette che tutti consumino circa 5 rotolini e mezzo al giorno, con un rotolino come bonus per Krugman.

Gli isolani sono un po' preoccupati. Quando hanno seguito la prima volta il consiglio di Krugman, il loro consumo è balzato da 5 a 6 rotolini al giorno. Poi, quando le cose sembravano essersi incasinate, Krugman è riuscito a rimediare al peggio della cattiva coordinazione, ma nonostante ciò il consumo è caduto a 5,5 rotolini al giorno. Krugman ha ricordato loro che 5,5 è meglio di 5. Infine ha convinto la folla a disperdersi parlando delle “funzioni di produzione Cobb-Douglas” e disegnando le curve IS-LM nella sabbia.

Siccome questo è un sito per famiglie, finiremo la nostra storia qui. Inutile a dirsi, ad un certo punto i 5 isolani dedicati alla produzione di barche e reti decideranno che devono tagliare le loro perdite. Piuttosto che provare a mantenere l'originale flotta di barche e l'originale scorta di reti con soltanto 5 operai anziché 25, concentreranno invece i loro sforzi sul migliore 20% di barche e reti e le manterranno in ottime condizioni. A quel punto, per gli isolani sarà fisicamente impossibile aumentare la produzione quotidiana di sushi. Per tornare semplicemente al loro livello originale e sostenibile di 5 rotolini di sushi al giorno per persona, gli isolani dovranno soffrire un periodo di privazione in cui molti di loro si dedicheranno alla produzione di reti e barche (possiamo solo sperare che nel frattempo il professor Krugman venga salvato dagli svedesi).

Le 5 persone che cercano il sistema di sintetizzare l'olio motore e la benzina dovranno abbandonare quell'attività, perché non è mai stata adeguata alla primitiva struttura del capitale degli isolani. Gli isolani naturalmente scarteranno il motore portato sull'isola da Krugman una volta finito il carburante.

Per concludere, prevediamo che, durante il periodo di transizione, alcuni isolani non avranno niente da fare. Dopo tutto, ce ne saranno già il massimo necessario per pescare con le barche e le reti disponibili e ci sarà già il numero corrispondente di isolani dedicati alla raccolta del riso e all'arrotolamento del sushi, data la piccola quantità quotidiana di pesci. Non avrebbe senso aggiungere degli isolani supplementari alla produzione di barche e di reti, perché allora terminerebbero la costruzione di più di quanto potrebbe essere sostenuto a lungo termine. Quindi, gli anziani turnano 10 persone ogni giorno, alle quali è permesso di bighellonare. Potrebbero naturalmente provare a pescare a mani nude, o a raccogliere del riso da mangiare da solo, ma tutti decidono che sarebbe una perdita di tempo. Data la situazione, viene deciso che durante la transizione, 10 persone ottengono un giorno libero, anche se tutti hanno fame. Ecco quanto è stato dannoso il consiglio di Krugman.

Conclusione

Come ha illustrato la nostra semplice storia, nelle economie moderne i lavoratori usano i beni d'investimento per aumentare il loro lavoro mentre trasformano i doni della natura in beni di consumo. A causa della struttura temporale della produzione, è possibile amplificare temporaneamenteil consumo di tutti, ma soltanto a scapito del mantenimento dei beni d'investimento (le barche e le reti), che vengono così “consumati.” Ad un certo punto, la costruzione della realtà fa la sua comparsa, e nessuna politica di “stimolo” può impedire una sensibile diminuzione nel consumo.

Anche se la storia dell'economia sushi era semplicistica, spero che abbia illustrato le caratteristiche essenziali di un ciclo boom-bust. Quando gli isolani hanno inizialmente messo in pratica il consiglio di Krugman, tutti si sono sentiti più ricchi. Dopo tutto, stavano davvero mangiando 6 rotolini al giorno anziché 5; non c'è discussione con i risultati. E nemmeno avrebbero avuto motivo di sospettare una ristrutturazione insostenibile: dopo tutto, stavano utilizzando un nuovo motore fuoribordo. Questo è analogo alle discussioni sulla “Nuova Economia” durante il boom delle dot com, o alla fiducia riposta nei nuovi strumenti finanziari utilizzati durante il boom immobiliare. Durante ogni boom, la gente può sempre trovare le ragioni per cui “questa volta è differente.”

Nell'economia del sushi, questa prosperità iniziale era illusoria. Anche se c'erano effettivamente benefici portati dalla nuova tecnologia, la massa del consumo supplementare veniva finanziata attraverso il consumo del capitale, ovvero permettendo che le barche e le reti si deteriorassero. Questo è analogo all'enorme quantità di beni di consumo importate che gli americani hanno consumato durante il boom immobiliare, perché pensavano erroneamente che il valore crescente delle loro case l'avrebbe più che compensata. In altre parole, se gli americani si fossero resi conto che i loro valori immobili sarebbero calati in pochi anni, non avrebbero consumato così tanto. Stavano consumando il capitale senza capirlo, proprio come gli isolani non hanno non avevano capito che il loro consumo supplementare di sushi era finanziato in gran parte dall'incuria delle loro barche e reti.

Notate anche che questo aspetto della storia risponde all'obiezione di Cowen: la gente consuma di più durante il boom – ovvero, i paesani mangiano più sushi al giorno – persino mentre vengono intrapresi nuovi, insostenibili progetti d'investimento (nella nostra economia sushi, il progetto insostenibile era la ricerca della benzina per lo stravagante motore fuoribordo). Cowen ha ragione quando dice che un allungamento sostenibile della struttura del capitale inizialmente richiede una riduzione del consumo; quello che accade è che gli investitori rinunciano al consumo e mettono il loro risparmio nei nuovi progetti. Ma durante un boom indotto dalla banca centrale, non c'è stato un risparmio reale per finanziare i nuovi investimenti. È per questo che il boom è insostenibile, ma spiega inoltre perché allo stesso tempo il consumo aumenti. È vero che questo è impossibile a lungo termine, ma a breve scadenza è possibile aumentare l'investimento nei nuovi progetti ed aumentare il consumo al contempo. Quello che fate è tagliare la manutenzione dei cruciali beni intermedi, proprio come hanno fatto i nostri isolani per tirare avanti per pochi mesi. Un'economia moderna è molto complessa e possono passare diversi anni prima che una struttura insostenibile venga riconosciuta come tale.

Infine, la nostra economia sushi ha mostrato perché la disoccupazione aumenta durante la riduzione. Alla gente non piace lavorare; preferisce rilassarsi. Perché sia interessante rinunciare allo svago, il profitto del lavoro dev'essere abbastanza alto. Durante il periodo di “recessione„” quando gli isolani hanno dovuto tagliare la produzione dai “settori” del pesce, del riso e del sushi, non c'erano 100 compiti diversi che valesse la pena di eseguire. Nella nostra storia, abbiamo stipulato che soltanto 90 persone potrebbero essere utilmente integrate nella struttura della produzione, almeno finché la flotta delle barche e la scorta di reti cominciano ad essere ristabilite, permettendo che più isolani “disoccupati” abbiano di nuovo qualcosa di utile da fare.

Anche nel mondo reale accade questo: durante la recessione dopo il periodo del boom artificiale, le risorse devono essere riorganizzate; determinati progetti devono essere abbandonati (come la ricerca della benzina nell'economia del sushi); e i cruciali beni intermedi (come le barche e le reti) devono essere riprodotti dal momento che durante il boom sono stati ignorati. Ci vuole tempo perché tutti i milioni e di diversi materiali, attrezzi e attrezzature tornino disponibili per riprendere lo sviluppo normale. Durante quella transizione, il contributo del lavoro di qualche persona è così basso che non vale la pena di impiegarlo (in particolare con le leggi del salario minimo ed altre regolazioni).

Il difetto elementare nell'obiezione di Krugman è che ignora la struttura temporale della produzione. Quando gli operai vengono licenziati nelle industrie che producono beni d'investimento, non possono passare semplicemente a sfornare TV e pasti a base di bistecca. Questo perché la produzione di TV e di pasti a base di bistecca dipendono da beni d'investimento che devono già essere prodotti. Nella nostra economia del sushi, gli isolani disoccupati non avrebbero potuto passare all'arrotolamento del sushi, perché non c'erano ancora abbastanza pesci già pescati. E non avrebbero potuto passare alla produzione di pesci, perché non c'erano abbastanza barche e reti per rendere utili i loro sforzi. E in conclusione, non avrebbero potuto passare alla produzione di barche e reti, perché c'erano già abbastanza isolani che lavoravano in quel campo per riportare la flotta e la scorta di reti di nuovo al loro livello sostenibile di lungo termine.

Dei laureandi a volte mi chiedono perché mi occupo di una scuola di pensiero “obsoleta.” Non mi metto a citare il soggettivismo, la teoria monetaria, o persino l'attività imprenditoriale, benché queste siano tutti campi in cui la scuola austriaca è superiore alla corrente neoclassica. No, dico sempre, “la loro teoria del capitale e la teoria del ciclo economico sono il meglio che abbia trovato.” La nostra attuale crisi economica – e il fatto che i Premi Nobel non capiscono neppure cosa sta succedendo – indica che ho scelto saggiamente.

Postato da: LibertyFighter a 18:35 | link | commenti (5)
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mercoledì, 06 maggio 2009
Tremonti aspirante Furher ??

Non hai neanche finito di dire che la politica italiana si sta impegnando nelle solite minchiate invece di pensare a cose più serie, che subito arriva qualcuno e ti smentisce. Ma forse era meglio se continuavano a parlare di Veline, piuttosto che presentare il Delirium Tremons che spara l'ennesimo attacco alla libertà personale, ai diritti fondamentali, alla proprietà privata.

Che fosse idiota, già l'avevo certificato ai tempi della Robbing Tax. Il mio giudizio su quest'uomo è andato peggiorando durante tutto il corso della legislatura. Ho omesso di leggere il patetico libercolo "La Paura e la Speranza", perché da quello che traspare in pubblico ciò che ha messo su carta possono solo essere puttanate ecoinsostenibili (eco sta per economia).
Quando ha cominciato a parlare di "Nuovo Ordine Mondiale" e si è inventato l' "Economia Sociale di Mercato", ho cominciato a temere che fosse pericoloso. Già, perché qui mettiamo in chiaro una cosa:

Nuovo Ordine Mondiale
Significa che i politici, anziché mettersi in concorrenza tra Stati (e offrire condizioni di vita accettabili ai loro schiavi cioé noi), vogliono fare Trust per offrirci le peggiori esistenti sul mercato.
Non significa nient'altro. Non ci sono idee, sogni, speranze, utopie. Questo è il Nuovo Ordine Mondiale.
Siccome la gente sposta i denari nei paradisi offshore che ci fanno concorrenza, è chiaro che dobbiamo costringere i paradisi offshore a rendere la vita in quei posti un inferno tale e quale a qui.

Economia Sociale di Mercato è un ossimoro.

Economia e sociale non stanno assieme. O una cosa è economica  oppure é sociale. L'economia è la razionalizzazione delle risorse scarse. Che vengono destinate a chi le usa meglio permettendo una maggiore razionalizzazione futura. Sociale è invece l'aggettivo che permette di prelevare risorse scarse è buttarle nel cesso affidandole a persone non in grado di gestirle. Sociale significa SPRECO di RISORSE LIMITATE ed ESAURIBILI.
Nella mente di Tremonti, significa voler prendere in giro i lavoratori facendo credere che esista la proprietà privata (condizione sine qua non per la locuzione Economia di Mercato), e allo stesso tempo stabilire che il pubblico detiene in realtà tutta la proprietà (condizione sine qua non per il Sociale o Socialismo).
O prende per il culo oppure è scemo.


Ma torniamo al bel pezzo di oggi. Sarò io che sono complottista, troppo attento ai principi, troppo ingegnere nel pensare alle conseguenze, troppo puntiglioso sul significato delle parole... Ma a voi che cosa viene in mente leggendo la seguente?

inversione dell’onere della prova (se il capitale è depositato in un "paradiso" si presume che sia originato da evasione salvo prova contraria)

A me le parole inversione dell'onere della prova fanno rabbrividire.
Significa, fatevi un alibi per ogni momento della vostra vita (proprietà privata), perché se non avete l'alibi, ve la togliamo un minuto dopo.
Significa: siete tutti potenziali carcerati, è solo la mia "benevolenza" che vi permette di girare.
E' il punto di partenza per ogni dittatura che si rispetti.
Il punto di partenza di un bel sistema di mazzette, amicizie e raccomandazioni, semplicemente per restare ancora liberi di camminare.
E non avevo ancora mai sentito, in vita mia una persona che giudicasse poco meno che disgustosa soltanto l'idea di una tale porcata. Eccezion fatta per Di Pietro, ma quello è un caso a parte.
Che la si cominci a giustificare proprio, guardacaso, in campo economico, dove i nostri governi Socialisti stanno perdendo la battaglia della ricchezza in favore di una diseguale distribuzione di povertà, non é che il prevedibile inizio della completa distruzione di ogni parvenza di libertà e di proprietà privata.
Il fatto che stiano uscendo dall'ipocrisia di dire di essere uno stato libero, non mi pare una cosa della quale gioire.

Un' ultima cosa:
VIVA I PARADISI FISCALI, VIVA LE AZIENDE OFFSHORE, LA TASSAZIONE E' ESTORSIONE, L'AGENTE DELLE TASSE E' UN ESECUTORE MATERIALE DI UN CRIMINE ORDINATOGLI DA PERSONE TROPPO VIGLIACCHE PER VENIRE PERSONALMENTE E TROPPO POCO UOMINI PER AVERE IL CORAGGIO DI RICONOSCERE LA VERA NATURA DELLA TASSAZIONE


Quest'ultima parte del post, che probabilmente non mi farà uscire su Tocque-Ville (ma forse mi sbaglio), la reputo necessaria. Forse più necessaria di tutto il post.  Non ho voglia di accontentare la sete di sangue della plebaglia, offrendo loro il capro espiatorio che i governi hanno trovato questa volta. Non credo che sulla verità si debba scendere a compromessi, non credo che urlare la verità sia mai sbagliato, e credo anche che ogni uomo che voglia definirsi tale, deve avere il coraggio di urlare al mondo la verità.
Tacere oggi, di fronte ad una battaglia mondiale per mettere al bando i paesi più virtuosi e rimanere con solo paesi feccia é una cosa su cui potrebbero piangere intere generazioni, oppresse da ciò che le generazioni del dopoguerra hanno contribuito a creare e che la nostra generazione sta vedendo nascere e, stupidamente, non ha voluto distruggere per tempo.
Grazie.

Postato da: LibertyFighter a 00:11 | link | commenti (8)
economia, libertà, tasse, socialismo

lunedì, 04 maggio 2009
Declino stabile, costante ed immutabile.

Voglio scrivere un post. Un semplice post di quelli che una volta sarebbero stati definiti di "attualità".
Ma la verità è che bisogna anche avere qualcosa da dire, e bisogna soprattutto che qualcosa di serio sia avvenuto.
Invece pare che l' "attualità" mondiale si sia fermata.  Uno schifo lento e costante, senza sobbalzi, senza scartamenti. Una lunga linea retta verso il nulla.

La crisi prosegue.
Nonostante i soliti e ripetuti proclami di crisi finita e ripresa incominciata, che per tutto l'anno le "istituzioni" hanno continuato a lanciare, i fatti, come ampiamente previsto in questa sede e in tutte le sedi che avessero ancora voglia di esaminare la realtà e non le volontà politiche ad essa aliene,  dimostrano che la crisi continua e peggiora.
Niente di nuovo. Era stato detto. La notizia che si prevede un pil italiano a -4.4% non aggiunge proprio nulla.
Che le entrate tributarie si sarebbero contratte in ragione della diminuzione del Pil, era altra cosa evidente per chiunque.
Che l'unica soluzione oltre alla socializzazione e la distribuzione a pioggia della miseria socialista, as Obama's mind, sia la riduzione pesante di tasse e spesa pubblica,  è risaputo, ma non viene mai detto esplicitamente.
Perché il sistema non vuole o non può farlo. E il sistema ha deciso che rimarrà a governare un paese di miserabili piuttosto che mollare la presa al collo della popolazione.
Il sistema non può permettersi di rinunciare al potere, al voto di scambio, ai ricatti politici e alle vessazioni sulla proprietà privata dei cittadini europei.
Si attende fiduciosa la parte inflattiva di questa crisi, che sicuramente arriverà dopo questa prima parte di stagnazione economica.
La politica italiana, nel frattempo, come a far ben comprendere che della crisi gli importa nulla, dà il meglio di se, chiacchiericciando assieme alla libera stampa compiacente, sui veri problemi del mondo:

  • Può una donna bella essere candidata in politica se non per le sue evidenti qualità fisiche?
  • Chi ha il diritto di essere definita "velina" ?
  • Fa bene Veronica Berlusconi a divorziare dal premier o è l'ennesima bravata di una serpe in seno comunista?
  • Chi candidiamo alle elezioni europee?
Pare che stia andando avanti il "federalismo fiscale". Una riforma che se fatta come andrebbe fatta, potrebbe sconvolgere in senso positivo la nostra vita, se fatta male potrebbe sconvolgerla in senso negativo.
Da quanto ne ho visto discutere sui giornali, probabilmente non ha alcun significato reale, visto che nessuno l'ha reputata più importante del divorzio del premier o della definizione di "velina".

Nel frattempo, ognuno arraffa dove può
In tempi di scarsità economiche, ovviamente la gente si arrangia e arraffa le poche cose ancora utilizzabili nel Titanic che va a fondo. Soprattutto poi quelli che parlano del "bene comune", del "sociale" e delle stronzate progressiste che hanno infettato e distrutto l'intelligenza delle persone, arraffano più degli altri.
Non stupisce quindi che la Fiat decida, forte dei soldi estorti agli italiani tramite il braccio armato dello Stato (non solo gli aiuti precedenti, ma anche quelli elargitigli in tempo di crisi per evitare licenziamenti), di acquisire Opel e Crysler. Un pò strano per una azienda che quando doveva chiedere era moribonda.
Normale in un mondo in cui l'essere nei guai economici da un qualche diritto nell'espropriazione dei soldi altrui.
Una operazione che, seppure assurda in un mercato libero, diventa economicamente valida in un mondo come il nostro. Date le regole del gioco, scelte dai politici per mantenere il loro potere, il ragionamento razionale di un imprenditore che voglia guadagnare è solo uno:

Socializzare le perdite, privatizzare i profitti ( eccezion fatta per la quota parte enorme di tasse che paga su questi profitti, ma questo è un altro discorso).
Non si può dire che sia sbagliato. E' l'output di un software a cui sia stato chiesto di trarre profitto una volta che si siano fissate le regole del gioco.
E' lo stesso software che avrebbe risposto : "lavora meglio, abbassa i prezzi e migliora i salari", se le regole del gioco fossero state quelle del libero mercato.

Non puoi pretendere che cambiando le regole del gioco, gli attori si comportino sempre alla stessa maniera.

Ma non è solo la Fiat ad arraffare. Un altro esempio eclatante ci viene da un'altra casta di parassiti, seppur meno influente della Summa Casta (Cosca)  Politica.
La casta di virologi et similia che la fa da padrona nel mondo della medicina di Stato, di cui l'OMS è solo una delle branche.
Forse a causa della crisi, forse perché avevano progettato una certa ciclicità nel loro comportamento, fatto sta che anche quest'anno ci hanno allietato con la storia della pandemia mondiale per il solito ceppo influenzale modificato, che come al solito si contagia dagli animali, che come al solito importiamo da paesi i cui controlli sanitari... bla bla bla.

Ci hanno provato con la carne bovina qualche tempo fa (mucca pazza).
Poi sono passati alla carne avicola (influenza aviaria).
L'anno dopo, stufi di far abbattere gli animali hanno utilizzato la SARS.

Avevano colpito bovini e pollame. Gli ovini si stavano riprendendo da una bufala precedente, un pò meno famosa, ma ugualmente devastante per gli allevatori: la lingua blu.
Rimaneva il maiale e noi ormai disincantati ci stavamo giusto chiedendo quando sarebbe arrivata.
Si sono giocati la carta quest' anno.
Sembra sia andata male, l'influenzina non pare avere proprio la forza necessaria per creare un problema serio neppure in Messico.
Il direttore dell'OMS però, non rinuncia ai fondi e dichiara di sperare in un ritorno prossimo venturo della malattia con un grado di pericolosità molto più elevato.

Ma come questo blog si è permesso più volte di ricordare, il giochino dell'allarme sulla pandemia mondiale e l'enorme quantità di fondi pubblici dirottati verso i virologi e le case farmaceutiche compiacenti, comincia ben prima della mucca pazza, e non sembra voler finire.
Inizia nel lontano 1980, quando un certo Gallo, inventa di sana pianta la connessione Hiv e AIDS.

Fu il colpo del secolo. Il giochino della pandemia, nuovo di zecca, ha portato nelle loro casse una quantità di denaro inimmaginabile, e parallelamente ha permesso alle case farmaceutiche compiacenti di vendere a caro prezzo medicine chemioterapiche già definite troppo dannose per la cura dei cancri terminali. Riciclate per combattere l'Hiv facendo credere di combattere l'Aids.( Sto parlando dell'AzT)
I virologi avevano solo un punto fermo, che impediva loro di inventare secondo la loro  volontà, le malattie più strane e sconclusionate del mondo.

Il punto fermo si chiamava "Prova di Koch". Una serie di condizio sine qua non che permettevano di dire se un supposto agente patogeno fosse in realtà causa di una determinata malattia.

Fu così che hanno inventato i retrovirus e i prioni.
I primi sarebbero dei virus capaci di modificare il loro Dna così velocemente che non li riconosci (almeno questo è quel che ho capito).La sostanza è che sono patogeni, ma non li trovi nell'organismo.
E' il caso del povero Hiv, che non è assolutamente presente nel corpo di un malato di AIDS conclamato, nel quale al contrario, sono presenti gli anticorpi contro di questo.
Come sono presenti gli anticorpi per tutte le altre malattie che l'individuo ha superato nella sua vita.
E per combattere gli anticorpi allora, il modo migliore è usare un farmaco immuno soppressore, altrimenti quel bastardo di organismo continua a difendersi e produrre anticorpi. Infatti l'AzT è un potente immuno soppressore. Che cosa dite? L'AIDS è una malattia da immunodeficienza?
Già.

Ma non è la sola, anche l'epatite C è o sarebbe portata da retrovirus, e di retrovirus si parla anche quando analizziamo le influenze animali.
Il prione invece è una proteina denaturata che viene chiamata in causa per le malattie cerebrali a placche tipo la BSE (mucca pazza). Potete leggere perfino su Wikipedia il tono poco convinto delle spiegazioni sulla sua presunta patogenicità.

Comunque, sia i retrovirus che i prioni hanno la simpatica carattteristica di poter essere definiti agenti patogeni senza alcun supporto evidente della cosa. Senza rispondere ai requisiti di Koch. Una manna dal cielo per chi debba inventare epidemie ogni anno.

Volendo fare il malizioso, si potrebbe notare che tutte le malattie "scoperte" negli ultimi 20 anni che hanno fatto gridare alla pandemia, erano tutte legate a prioni e retrovirus. E sì che di pandemie il mondo ne ha conosciute tante nella sua pluri-millenaria storia. Peste, Vaiolo, Influenze vere....

Nessun retrovirus o prione responsabile di pandemie fino al 1980....

Che la cosa non sia destinata a cambiare nel breve periodo , è una amara constatazione che ci viene dai due nobel per la Medicina assegnati quest'anno.

Uno proprio a quel Gallo "inventore" del legame Hiv -AIDS.
L'altro a un altro debosciato virologo, guarda caso, che ha deciso che il tumore del collo dell'utero, conosciuto dai tempi di Esculapio, è di origine virale, e ne sarebbe responsabile un virus, anche esso conosciuto da eoni: l'HPC, o Human Papilloma Virus.
Altro virus pressoché innocuo, diventato l'incubo delle donne di mezzo mondo, costrette a farsi bruciare mezzo utero con il laser, come forma di prevenzione contro un tumore che non è portato dallo stesso e non è infettivo come non lo è praticamente nessun tumore.

Ma tutto questo è normale. Anche il direttore dell'OMS fa solo quello che il software di prima gli ha detto di fare: nelle condizioni di gioco attuali, bisogna creare il panico e raccogliere i finanziamenti. Il ragionamento è economicamente vantaggioso per loro e quindi ragionevole e razionale che si comportino in questa maniera.
 

Postato da: LibertyFighter a 15:25 | link | commenti (9)
politica, economia, cronaca, mercato, sanità, inflazione, socialismo, crisi economica, scienza non ufficiale










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