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Il Seminario di Economia Austriaca a Roma, ha affrontato ieri il problema della crisi economica. E' stata ricostruita con cura tutta la gestazione, la sequenzialità delle cause e gli effetti che hanno prodotto la più grave recessione dell'ultimo millennio. Devo dire che alla luce delle teorie economiche corrette, tutto il manifestarsi della crisi risulta prevedibilissimo e scontato. Gli effetti di lungo periodo non sono certo conosciuti, se si esclude la scomparsa dal panorama economico mondiale degli Stati Uniti d'America. Cosa questa, che ormai pare essere scontata. A breve, gli Stati Uniti, se resteranno tali, non saranno più in grado di contare nel panorama economico mondiale.
A parte questo, ho notato una certa disinvoltura nel commentare gli “errori” compiuti dai politici e dai governatori delle varie banche centrali.
Il problema secondo me, è che si da troppo per scontato che siano errori, per il semplice fatto che ancora, intimamente, si crede che determinate istituzioni abbiano lo scopo di gestire sapientemente la “cosa pubblica”.
Questa è, secondo me , una falla concettuale molto importante.
Il perché ci sia questa crisi è evidente.
Non puoi creare credito dal nulla e manipolare i tassi di sconto, senza creare enormi distorsioni e malinvestment che prima o poi la società dovrà pagare. Trenta anni di fiat money e gli ultimi caratterizzati da tassi di interesse prossimi allo zero assoluto, hanno creato tutto questo. La miccia è stata la crisi sub-prime, ma poteva essere qualsiasi altra bolla. Adesso, il mercato, la Natura se vogliamo, sta chiedendo il conto che i vari Greenspan ci hanno gentilmente lasciato sulle spalle.
Non puoi neanche evitare di pagare questo conto. Certo puoi ordinare altre portate, ma con la consapevolezza che ogni portata in più, darà un beneficio effimero, in cambio di un conto ancora più salato. E sai che la storia va avanti fino a che il gestore del locale (la Natura), ti fa credito, altrimenti smette di portarti altre portate e il conto te lo presenta subito.
Ora, credere che i politici e i banchieri centrali non si siano accorti di queste palesi verità, credere che VERAMENTE pensino che le politiche Keynesiane possano risolvere il problema, nonostante siano esse ad averlo generato, equivale a considerare costoro dei fessi, degli stupidi.
Sappiamo bene che il suffragio universale seleziona naturalmente populisti e imbroglioni ai vertici della società. Quello che però il suffragio universale non fa, è selezionare gli individui stupidi.
No cari amici, costoro non sono stupidi e non stanno distruggendo la società (ma io userei già il passato: non hanno distrutto la società) per imperizia. Lo hanno fatto e lo continuano a fare per dolo. Scientemente.
O meglio, la distruzione della società è soltanto un effetto collaterale del raggiungimento dei loro fini. Come tale, è plausibile se porta loro i risultati voluti nel minor tempo possibile.
Come tutti saprete, la prasseologia ci insegna che ogni uomo ha una scala di fini, di esigenze che cerca di soddisfare utilizzando le risorse terrene che sono limitate. Per far questo, compie ragionamenti economici (giusti o sbagliati) per razionalizzare l'uso delle risorse in questione e soddisfare in maniera decrescente i bisogni elencati ordinalmente nella suddetta scala valoriale.
Questo ci dice la teoria.
La pratica ci fa comprendere come, gran parte di questi fini, per gran parte delle persone, siano obbiettivi materiali che accrescano il loro benessere terreno.
La teoria inoltre, ci spiega che per raggiungere questi obbiettivi, si possono intraprendere due strade. Il libero scambio di risorse che, permettendo una allocazione più efficiente delle stesse, aumenta il numero di beni materiali a disposizione, e il furto, l'appropriazione indebita che, essendo unilaterale, non garantisce affatto una allocazione di risorse più efficiente, ma quasi sempre meno efficiente. Il furto sostanzialmente, impoverisce la società. La cosa sembrerebbe banale, fino a che non si pensa che, se sei una persona intelligente, non rubi normalmente, ma istituzionalizzi l'appropriazione indebita chiamandola redistribuzione, tassazione, politica, “gestione della cosa pubblica”.
Il che in parole povere significa che, i più forti ladri e predatori di tutti i tempi, creano gli Stati e la Politica, per poter rubare protetti dal contribuente. Certo, per far reggere il tutto hanno bisogno di dissimulare i loro reali obbiettivi, e quindi ogni ente creato per rubare e depredare viene associato ad una funzione differente, populista e in qualche modo, giustificabile dalla massa.
Ma non bisogna mai dimenticare che la giustificazione, NON E' lo scopo reale di tali enti.
Ragion per cui, i comportamenti degli stessi non possono essere compresi supponendo che tendano a espletare la funzione giustificatrice, ma solo ammettendo che le azioni intraprese servano a raggiungere il reale scopo dell'ente.
Intendiamoci, anche questi lupi famelici sono persone, e come tali sottostanno alla legge economica. Anche loro hanno a disposizione risorse limitate (tra cui il tempo), e devono raggiungere i loro scopi trovando una gestione efficiente delle risorse a loro disposizione.
Devono riuscire a rubare bene, in fretta, e in abbondanza. Prendiamo un politico random. Mediamente, il suo obbiettivo sarà una vita agiata per sé e per i suoi familiari. Possibilmente per il tempo più lungo possibile. Magari garantita anche ai pronipoti. Per far questo però, a differenza di un libero scambiatore, egli ha a disposizione la via più comoda: il furto legalizzato.
Il problema economico si formula per lui quindi nella seguente maniera:
“Qual è il modo più efficiente di ottenere i soldi che servono a me e alla mia famiglia, lavorando nell'ambito del furto legalizzato?”
Avendo a disposizione tassazione, legislazione ad hoc, monopolio della moneta ed altro, chiaramente sono queste le armi che costui userà per raggiungere i suoi scopi.
Che, ribadisco ancora una volta, sono gli stessi del libero scambiatore, ma che a differenza di questo, egli può raggiungere in modi più diretti e semplici.
Un paragone che si potrebbe fare è il seguente.
Supponete che il mondo sia un immenso Monopoli. So che il paragone è un po' stretto, in quanto il Monopoli non è certamente un esempio di libero mercato e di capitalismo, ma cionondimeno, raggiunge lo scopo illustrativo.
Tutte le persone, volenti o nolenti, partecipano a questo gioco. L'unica differenza che c'è tra il vostro funghetto, e il candelabro del politico, è che il candelabro può modificare le regole in corsa a suo piacimento e può perfino prelevare soldi gratuitamente dalla Banca, senza doversi accontentare delle 20000 lire al passaggio al via.
La triste realtà è che se tra amici, nessuno giocherebbe a Monopoli in queste condizioni, nella vita reale, siamo costretti a giocare ugualmente contro il candelabro, e siamo anche costretti a farci prendere per il culo perché, stranamente, lui vince sempre.
Alla luce di tutto ciò, cosa credete che importi a Bernanke, a Obama, a Trichet, solo per dirne alcuni, se nel futuro la società va a rotoli? Se anche milioni di funghetti falliscono e diventano poveri in canna, questo non intacca la condizione di vita dei candelabri, che alla peggio, hanno già l'isoletta con la villa super protetta e tanto oro da parte. Nella società civile scoppiano rivoluzioni, carestie e epidemie? Questo comunque non avverrà nei lidi bazzicati dai candelabri, che potranno comunque permettersi tutti i lussi che gli vengono in mente, grazie alle riserve accumulate diligentemente durante il periodo di governo. Anzi, per converso, più il resto della società si impoverisce, maggiore potere avranno coloro che rimarranno ricchi.
Per comprendere le dinamiche politico - economiche legate alla crisi, e più in generale tutte le dinamiche politiche, è necessario fare mente locale dunque che:
Il Governo NON HA LO SCOPO di far star bene la popolazione, ma di permettere ai lupi di mangiare in maniera ordinata ed efficiente.
Gli enti pubblici NON HANNO LO SCOPO di servire il cittadino, ma di estendere il controllo politico dei lupi, nonché di aiutarli nella loro rielezione
La FAO, l'OMS, e le altre sigle simili, NON HANNO LO SCOPO di monitorare e porre rimedio alla fame e alle malattie, ma estendere il controllo politico e garantire una maggiore stabilità al branco dei lupi per mezzo del sottogoverno.
In quest'ottica, come per magia troverete logica e coerente qualunque azione intrapresa da governi e istituzioni.
Guardate che grande articolo è uscito, niente di meno che da "Il Giornale".
Forse, e dico forse, qualcosa sta cambiando. Qualcuno conosce questo Alessandro Vitale?
Ho avuto l'occasione di parlare con diversi piccoli e medi imprenditori. Quegli imprenditori che sono più a rischio di default a causa di crisi finanziaria. Quelli insomma, che non li salva nessuno, per i quali non si muovono finanziare, aiuti governativi, e men che mai la CIG.
Ebbene, hanno le mani nei capelli. Dove sta la novità? Che lo sono perché i peggiori guai li stanno passando con la Guardia di Finanza.
Come le zanzare sul finire dell'estate, quando il freddo comincia a farsi sentire, lo Stato, in difficoltà per la contrazione delle entrate, si abbandona a morsi a ripetizione, anche quando rischia di provocare ancor più danni. I miei amici imprenditori infatti lamentano il solito vizio delle istituzioni italiane. "I controlli sono più importanti del lavoro stesso". Con la conseguenza che gli imprenditori si ritrovano con la Finanza che occupa le loro aziende per oltre un mese, impedendo loro di lavorare, o quantomeno intralciando pesantemente la produzione.
Tutto questo perché loro devono "controllare".
Voi sapete la mia posizione sulla tassazione. Io sarò sempre dalla parte dell'evasore che "salva" il suo lavoro dalle mani del Leviatano oppressore. Per tale ragione sarò sempre per meno controlli e più evasione. Almeno fino a che la tassazione complessiva su una persona non diventerà inferiore a quella che subiva lo schiavo romano da parte del "malvagio" patrizio. Che per chi non se lo ricorda era circa il 12%. Ma anche supponendo che l'evasione fiscale sia un male, e che i controlli siano sacrosanti, non è accettabile che l'imprenditore subisca un simile danno economico, peraltro prima di aver dimostrato una sua colpevolezza.
Se questo non è accettabile in tempi normali, è ancor meno accettabile in tempi di crisi, dove i soldi DEVONO restare in mano alle persone, e lo Stato invece, deve ARRANGIARSI, perché le persone producono ricchezza e lo Stato la distrugge. Sempre.
Il momento più adatto per iniziare a distruggere di meno, è proprio quando la ricchezza scema. Inoltre, è palesemente assurdo dare il colpo di grazia alle aziende che a stento tirano avanti, bloccando per mesi la loro attività, per "effettuare controlli".
Sono recenti i dati che confermano questo trend, con annunci euforici di incremento dei recuperi dell'evasione.
Il monito che mi permetto di lanciare al governo è: ATTENZIONE, perché se per recuperare questi soldi, distruggete il tessuto produttivo ancora vivo nella nazione, il danno che farete sarà tale che l'Italia come paese potrebbe addirittura NON USCIRNE PIU'.
In questo "post", che non può a rigor di logica definirsi tale, vorrei linkare diversi articoli che illustrano seriamente il declino economico, morale e politico delle società occidentali ed in particolar modo, dell'Italia.
Cominciamo con degli amici di lunga data.
UsemLab ha pubblicato un articolo pubblico nel quale compara il marxismo e la scuola Austriaca, spiegando perfettamente i punti di contatto e gli errori economici che stanno alla base del marxismo. E' vero che esiste la lotta di classe. Ma non è tra capitalista e salariato come si vorrebbe far credere. Ma tra Sfruttatore (Politico) e Società Civile (lavoratori e imprenditori). Qualcosa che la crisi economica sta portando rapidamente alla luce, facendo prendere coscienza a moltissimi lavoratori (anche in procinto di perdere lavoro) delle difficoltà che hanno le loro aziende a creare prosperità in presenza del Socio Occulto "Stato Italiano".
Ottimi spunti, inaspettati secondo me, probabilmente per una mia scarsa conoscenza del tipo in questione, vengono da Piero Ostellino, che dalle pagine del Corriere della Sera comincia a tuonare parole sempre più chiare sulla necessità di liberalismo e sull'effettiva natura del potere statale.
Linko i seguenti:
Italia nazione di sudditi allergici al liberalismo.
Di cui mi limito a citare questo stralcio
"la denuncia dell' invasività della sfera pubblica nella sfera privata. La descrizione di come la nostra politica non sia più, e da tempo, ammesso lo sia mai stata, al servizio dei cittadini, ma li abbia posti al proprio servizio. Dello «Stato canaglia». L' eccessiva estensione della sfera pubblica - che la cultura statalista e dirigista tende a spacciare come veicolo di equità sociale - è, infatti, più accrescimento del potere degli uomini a essa preposti sulle libertà e sulle risorse dell' individuo, che criterio di governo."
s
La presidenza RAI? Una foglia di fico
Che conclude con questa perla:
"L' Ordinamento della Repubblica ha conferito, istituzionalmente, alla classe politica un potere che non dovrebbe avere; la stessa società civile legittima l' anomalia con un sostegno, individuale e collettivo, nonché con una disponibilità a «concedersi» che neppure la più disinvolta passeggiatrice avrebbe. Dubito che ne usciremo. Il difetto sta nel manico. Nello «Stato canaglia» e nella cultura parassitaria della maggioranza degli italiani."
Siccome do per scontato che per risollevare l'America dalle politiche Keynesiane che la stanno affossando, si farà un'altra guerra, invito i miei lettori a lasciare la loro previsione.
La mia previsione è che SE rimane Almadinehjad, Obama attaccherà l'Iran.
Atrimenti, la mia risposta è "non so chi, ma qualcuno di sicuro attacca".
PS- Siccome non ho il tempo di studiarmi come si mette un sondaggio interattivo in HTML, se qualcuno sa come si fa, me lo faccia sapere e trasformo questo post in un sondaggio a lato.