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martedì, 24 febbraio 2009
Crisi economica - parte 2: Inflazione,Consumi e Risparmi

Puntata precedente...

CHI TRAE VANTAGGIO DAL SISTEMA FIAT MONEY ?

Da questo stato di cose, ovviamente trae un enorme vantaggio colui che ha il monopolio dell'emissione della moneta, sia essa cartacea, sia essa sotto forma di credito per effetto della riserva frazionaria.

Ovvero, le banche centrali e il governo con loro colluso. E' importante notare che, a differenza da ciò che propugnano i vari signoraggisti, la banca centrale NON è una massa di privati cattivi che guadagna alle spalle dei poveri governi, i quali si ritrovano un enorme debito pubblico insolvibile.

La banca centrale è un ENTE PUBBLICO, messo lì apposta dai governi, i quali se prima quando inflazionavano la moneta in prima persona si tiravano addosso le ire dei sudditi, adesso usano la banca centrale per mantenere una parvenza di terzietà nel processo. La banca centrale è stata insomma creata ad hoc dai governi per avere un alibi, una capro espiatorio sul quale far ricadere i problemi derivanti dalla perdita del potere di acquisto della moneta.

Le banche centrali d'altra parte sono ben felici di assumersi il compito di fare da capri espiatori, considerato l'enorme potere che gli viene concesso in cambio.

Dunque banche e governi traggono vantaggio dall'emissione di moneta a corso forzoso a scapito della collettività. Questo dovrebbe ormai essere chiaro. Meno chiaro rimane forse il meccanismo con cui questo avviene.

L'aumento della massa monetaria, a parità di merci disponibili da comprare, può generare solo una perdita di potere di acquisto della moneta. C'è una maggiore offerta di denaro per comprare gli stessi beni. Dunque il costo di ogni singolo bene, in unità di moneta, sale. E' ciò che si chiama inflazione. Siccome raccontare alle persone che l'inflazione è l'aumento della massa monetaria causata dai governi, e che A CAUSA dell'aumento della massa monetaria i prezzi aumentano, è molto sconveniente da un punto di vista politico, i governi, con l'aiuto di giornalisti imprecisi ed economisti boiardi hanno pensato bene di cominciare ad invertire effetto con causa e raccontare alla gente che “inflazione” significa “aumento dei prezzi al consumo.

In questo modo, i responsabili dell'inflazione diventano improvvisamente coloro che aumentano i prezzi, ovvero i commercianti in primis, ed il governo può scaricare su di loro i nefasti effetti della sua produzione di denaro.

Va inoltre aggiunto che le due cose non sono legate da un rapporto di biunivocità. Se è vero che l'aumento della massa monetaria genera aumento dei prezzi, è ovvio che i prezzi possono aumentare anche senza bisogno dell'aumento della moneta, a causa di fattori esterni come la riduzione di raccolti a causa di inondazioni, maltempo,l'aumento della pressione fiscale o quant'altro.

Il fenomeno attraverso cui i governi rubano il nostro lavoro ed i nostri risparmi attraverso la politica monetaria si basa su un concetto che ai più non è molto chiaro. Questo fenomeno attiene al fattore temporale dell'immissione di moneta nel mercato. Dovrebbe essere ciò che gli economisti chiamano “non neutralità della moneta”. Sulla definizione non ci giuro, comunque funziona così.

Quando la banca introduce una quantità X di moneta in un mercato, questa non si distribuisce nelle tasche di tutti, ma in un primo tempo è tutta in mano al governo. Quando il governo spende questi soldi, magari per finanziare una guerra, oppure una nuova infrastruttura o l'ennesimo aiuto di stato, il mercato ancora “vede” la stessa massa monetaria e dunque i servizi comprati sono comprati allo stesso prezzo di prima. Coloro che hanno ricevuto per primi questi soldi, potranno ancora sfruttarli quasi a valore intero, per acquistare ciò che a loro serve.

Col tempo, mano a mano che il nuovo denaro circola, il mercato si adegua alla nuova massa monetaria e aumenta i prezzi. Nella catena di spesa che si viene a creare, coloro che ricevono i soldi dopo sono quelli che ne ottengono un beneficio minore, perché il loro valore è diminuito. Nella realtà, coloro che pagano le conseguenze di questo giochino perverso sono SEMPRE le categorie a REDDITO FISSO: i dipendenti che non possono adeguare per tempo il loro compenso alle mutate condizioni del mercato. Proprio le categorie che i vari governi welfaristi affermano di voler proteggere, sono quelle che con il loro sangue finanziano l'aumento della massa monetaria per i bisogni del governo. Sono i redditi fissi a pagare più di tutti per le guerre, per le infrastrutture e perfino per gli aiuti di stato. Quand'anche questi aiuti fossero a loro diretti, nel migliore dei casi i dipendenti si sarebbero aiutati da soli.

E' quindi del tutto evidente come i capi della catena, coloro che ricevono il nuovo denaro per primi abbiano tutto l'interesse a permanere in questo stato di cose. E chi è a capo della catena? Ovviamente i governi.

Illusorio quindi ipotizzare che le fonti ufficiali vi raccontino questa verità. I governi faranno di tutto per non dover rinunciare al “tocco di re Mida”, incluso anche raccontarvi una marea di frottole su quanto sia importante il fatto che loro possano creare moneta.

Per non rischiare di credere in questa bugia, provate a pensare a cosa succederebbe in una società in cui, stante il corso forzoso della moneta, tutti noi avessimo la magica stampante e potessimo stamparci denaro secondo le nostre “necessità”. Accadrebbe che chi riesce a stampare moneta e spenderla prima di altri, compra qualcosa. I più lenti si troveranno a dover stampare milionate di banconote solo per comprare un uovo, fino a quando nessuno accetterà più la moneta e si tornerà al baratto.

E' strano che se una società non funziona quando ogni singolo cittadino può creare moneta da solo, la stessa possa funzionare se solo alcuni di loro sono in grado di farlo.

Infatti, non funziona e ne stiamo avendo la prova.

D'altra parte, vi sarete sempre chiesti come mai, nonostante ripetute innovazioni tecnologiche, nonostante un quasi costante aumento della produttività, i prezzi non scendano mai, tanto che ultimamente è scomparsa la figura della donna casalinga a tempo pieno, perché con un solo stipendio non si campa più. Il motivo è proprio l'aumento di massa monetaria circolante. In un sistema come il gold standard con riserva integrale, l'inflazione può verificarsi solo esclusivamente in ragione dell'oro estratto. Il che significa che per forza di cose sarebbe molto bassa e non riuscirebbe a compensare l'aumento di produttività e i progressi tecnologici. Ne deriverebbe una costante e lenta deflazione, che permetterebbe a tutti di aumentare il loro tenore di vita. Alla continua ricerca di una giustificazione per l'inflazione però, i governi sono arrivati a paventare il “rischio deflattivo”. Per i governi, la riduzione di massa monetaria con conseguente diminuzione dei prezzi è un rischio!

Stranamente, per TUTTI I CITTADINI sarebbe invece una manna. Questo dovrebbe far riflettere sull'antitesi tra ciò che desiderano tutti i governi e ciò che desiderano i cittadini e dovrebbe indurre a capire che tutti i governi sono nemici del popolo.

La giustificazione che adducono per il rischio deflattivo è piuttosto paradossale.


Le persone non consumerebbero più oggi perché domani costerebbe meno farlo e quindi rimanderebbero i consumi. Senza consumi non ci sarebbero più investimenti e l'economia si bloccherebbe”.

Questa SONORA CAZZATA, perché altresì non può essere definita, deriva oltre che dal dolo volontario, da una palese ignoranza dei principi economici (Austriaci). Per prima cosa, non si considera il fattore preferenza temporale, visto che le persone preferiscono sempre godere di un bene OGGI piuttosto che DOMANI. Tutto ciò in ragione del fatto che la vita umana non è infinita. E' vero che tra quattro anni la macchina la pago di meno, ma è anche vero che per quattro anni vado a piedi. Basta dare una occhiata ai prezzi dei prodotti tecnologici. Un PC ogni due anni dimezza il suo costo a causa dell'enorme progresso tecnologico, che neanche l'inflazionomia governativa riesce a compensare. Eppure sono proprio pochi coloro che rinunciano a comprare un PC, un telefonino, un IPOD oggi, perché tra quattro anni lo pagano meno.

Il secondo grave errore commesso riguarda invece la nozione di capitale e di investimenti. Succubi dell'economia Keynesiana, sbagliata senza SE e senza MA, governi, giornalisti ignoranti ed economisti boiardi (l'economia Keynesiana dà un bel po' di provvigioni governative), continuano a ripetere che il CONSUMO genera gli INVESTIMENTI.

Anche qui, come al solito si inverte la causa con l'effetto. Il consumo è al più una conseguenza degli investimenti.

Il consumo è solo la distruzione del capitale accumulato attraverso i risparmi. Il consumo è reso possibile da due cose: i risparmi con i quali comprare ciò che si intende consumare, e un INVESTIMENTO precedente, che ha permesso la realizzazione del oggetto da consumare.

L'investimento precedente invece era stato stimolato e permesso attraverso i risparmi. Quella cosa che, guarda caso, nessuno più riesce ad avere.

E' solo grazie ai risparmi che si può attendere il tempo necessario per allungare la catena produttiva e ottenere maggiori consumi nel futuro.

E' sufficiente immaginare il solito Robinson Crusoé sull'isola. Immaginate che, vagando alla ricerca di cibo, Crusoé trovi un gallo ed una gallina. Davanti a sé ha due alternative: CONSUMARE il gallo o la gallina, oppure RISPARMIARE il consumo, aspettando che questi si moltiplichino e comincino a fornirgli carne e uova un domani. Se Crusoé si nutre di bacche e frutta il tempo necessario a completare l'INVESTIMENTO “pollaio”, al termine dello stesso si troverà con molta più disponibilità di beni di consumo.


Politici, economisti e giornalisti oggigiorno sono tutti intorno a noi a invogliari a consumare quel pollo e quella gallina, confidando che, una volta morti, Crusoé si accorga della richiesta di polli e galline e inizi a produrli.

Avete sentito sicuramente dire in giro che il capitalismo è malato e che per reggersi in piedi induce le persone a consumare sempre di più, anche robe inutili e ad affannarsi per potersi permettere questo esagerato consumo.

E' quello che chiamano "consumismo".

Quella che avete appena letto è la spiegazione di come il "consumismo" sia legato al fiat Money e alle teorie Keynesiane del consumo che stimola gli investimenti. In realtà però, il capitalismo come detto stimola ed incentiva il risparmio e quindi, in assenza di fiat money è ben lontano dal cosiddetto consumismo. Questa storia è un'altra delle balle messe in giro dai governi per spiegarvi come mai trenta anni fa doveva lavorare una persona a famiglia, mentre adesso ne servono almeno due. Ovviamente senza dirvi che la colpa è loro.


Postato da: LibertyFighter a 18:51 | link | commenti (7)
economia, inflazione, oro , banca centrale, crisi economica, fiat money

martedì, 17 febbraio 2009
Crisi economica - parte 1: Origini Storiche

Un liberale che oltre a definirsi tale abbia anche letto i principi dell'economia Austriaca, in questo momento storico compierebbe un vero misfatto se evitasse di lanciare l'allarme sulla direzione intrapresa dal mondo politico per affrontare la crisi economica.
Ci sono alcuni momenti nella storia dell'uomo, che mutano profondamente il contesto geopolitico ed economico mondiale. Raramente il volgo li percepisce per tempo come tali. Allo stesso tempo la classe politica, se non li sfrutta a proprio vantaggio, si barcamena nel solito " ha dà passà a nuttat..", sperando che, come succede quasi sempre, il mondo si "riaggiusti" da solo mentre loro chiacchierano a vanvera, o addirittura ostacolano questo processo.

Questa volta è diverso. Volenti o nolenti, la crisi economica non si riassorbirà da sola, senza causare enormi sconvolgimenti nei rapporti tra politica e sudditi, questa crisi si risolverà solamente scegliendo una volta per tutte da che parte stare. Socialismo Reale, oppure Libero Mercato e Moneta Sana.

Socialismo reale significa illimitato potere politico, negazione delle basilari norme economiche, regresso e povertà sullo stile dell' Unione Sovietica. Più ampio però, perché coinvolgerà tutte le principali nazioni. E' sostanzialmente il Nuovo Ordine Mondiale, di cui vaneggia il nostro Tremens Tremonti.
Libero Mercato e Moneta Sana per contro, significano la fine delle politiche monetarie dei governi, il ritorno ad una moneta merce (che sarà quasi sicuramente aurea), un grosso dimagrimento forzato del welfare e del warfare state.
La politica, come era prevedibile si sta schierando vieppiù verso il socialismo reale. Era prevedibile: chi, se non costretto, si riduce i poteri?

La politica muove le sue pedine, pedine costose: economisti boiardi, giornalisti di parte, attori incompetenti ma di presa, e sta convincendo il popolo di ciò che non è.
Ha dato una sua personale versione della crisi economica. Ha come al solito trovato alcuni capri espiatori e sta indottrinando la popolazione affinché richieda "nuove regole", "maggiore protezione" e altre stronzate di questo tipo.
A giudicare dai commenti, dai post presenti su tocque-ville, e dagli editoriali dei giornali, ci sta riuscendo benissimo.

Eppure, se il cittadino comune avesse voglia di analizzare gli ultimi anni, mettendo da parte per un sol momento l'adorazione per lo Stato e parimenti la tifoseria politica, potrebbe trarne una infinita quantità di informazioni che metterebbe in luce quante stupidaggini ci hanno raccontato nel corso dei decenni.

Partiamo con ordine.


LA CRISI ECONOMICA: ORIGINI STORICHE


Ci hanno raccontato che l'attuale crisi economica è figlia di alcuni banchieri cattivi che hanno rifilato ai risparmiatori una enorme quantità di titoli “tossici”. Ci han raccontato che questa è la sconfitta del mercato e che sono necessarie “Nuove Regole Economiche”. Ci han parlato di un “Nuovo Ordine Mondiale” che risolverebbe finalmente la supposta “anarchia finanziaria”.

Da un punto di vista di puro diritto, se anche così fosse, la colpa non sarebbe affatto dei banchieri cattivi. Se i banchieri hanno infranto le regole che la politica ha dato, si poteva punirli a dovere. Se non lo hanno fatto, come sembrerebbe in quanto sono tutti ancora lì, vuol dire che han giocato “pulito” con le regole economiche decise dagli stessi politici. Sui quali ricade quindi la colpa di un sistema che non funziona, nel quale il modo più efficiente di giocare è quello attuato dai banchieri.

Ma a prescindere dal “diritto”, la crisi del sistema economico attuale è di natura logica. Ed è proprio la sua mancanza di logica a determinarne senza appello la sua necessaria caduta.

Fate attenzione alle unità temporali. Per oltre tremila anni, l'umanità è progredita scambiando come moneta, delle merci: quantità ben definite di oro, argento, rame, perfino di sale. La divisione del lavoro andava avanti, la tecnologia avanzava e l'umanità tendeva sempre ad un benessere maggiore. Negli ultimi 80 anni è cominciato a cambiare qualcosa. La nascita della FeD nel 1913 ha segnato la prima massiccia intrusione di un ente governativo nella gestione della moneta. A seguito della crisi del 1929 (si consiglia la lettura di “La grande depressione americana” di Rothbard ), il presidente Franklin Delano Roosvelt ha variato il tasso di cambio dollaro oro da 20,67 dollari l'oncia a 34 dollari l'oncia. Con questa mossa, il supposto presidente emerito ha sostanzialmente rubato il 40% dell'oro legalmente in possesso della popolazione americana e di tutti coloro che avevano ricevuto dollari come pagamenti. Siamo nel 1933. A breve ci sarà la Guerra Mondiale e gli accordi di Bretton Woods, datati 1944. In questi accordi si stabilisce che il dollaro sarà la nuova moneta di riferimento internazionale, gli Stati Uniti si impegnano a mantenere una massa monetaria circolante in dollari per cui 1 oncia di oro verrà scambiata sempre con 35 dollari.

Ma è un inganno. La FeD continua a stampare dollari e ben presto ci si accorge che tutte le riserve americane non sarebbero sufficienti per pagare ogni dollaro emesso con 1/35 di oncia d'oro.

Ci si accorge che non basterebbe neppure svalutarlo ad 1/300. E allora 38 anni fa, Nixon decide semplicemente di abbandonarlo. Non stiamo parlando di un paio di secoli. Stiamo parlando di 38 anni.

Il sistema attuale, come forse saprete, non è più convertibile. E' un sistema a “corso forzoso”, nel quale tu sei obbligato a ricevere determinati fogli di carta in pagamento. Ma dietro quei fogli non c'è assolutamente nulla. Nel caso di un crack dello Stato che li emette, li potete usare soltanto per quello che sono. Carta.


Questa la storia.

Ricapitolando abbiamo:

  • Un ente che produce moneta a corso forzoso e ci compra beni reali.

  • Tanta gente che lavora e produce beni reali. In cambio riceve un foglietto di carta che non garantisce alcunché.

  • La politica che decide di volta in volta di quanti foglietti di carta ha bisogno per comprare ciò che gli serve.


Qui nasce un primo paradosso. Supponiamo che io costruisca una casa, oppure una automobile. Nel momento in cui lo Stato fa bancarotta, io posseggo una casa o una automobile. Ce l'ho, è li ferma che mi aspetta. Se invece vendo la casa e l'automobile, ottengo una discreta quantità dei foglietti di carta di cui sopra. Ma se lo Stato fallisce, io mi ritrovo con un pugno di mosche, mentre quello che ha comprato il bene reale mantiene il possesso della casa o dell'auto.

Il che significa che scambiare beni reali per moneta è sostanzialmente rischioso e controproducente.

Nei tremila anni passati questo non succedeva. Se avevo venduto una galea all'Imperatore Romano, quando l'impero Romano è caduto, l'oro che ho ricevuto in cambio non si è dissolto nel vento. E' rimasto con me.

Per anni sui libri di storia ci hanno dipinto i conquistadores come esseri ignobili, che barattavano conchiglie con l'oro degli Inca, dei Maya, degli Aztechi.

E noi giù a ridere di quanto fessi fossero questi popoli.

Noi siamo più fessi. Barattiamo oro, case, auto, per un NULLA. Non ci sono neanche le conchiglie a fare da base solida sotto la moneta. In caso di crack del dollaro, lo Stato non ci darà neppure X conchiglie in cambio dei dollari che porteremo indietro.

E' incredibile come si possa pensare che tutto questo sia “normale”. Che tutto questo abbia validità “economica”. Eppure signori, ce lo han fatto pensare.

Immaginate di parlare con un Antico Romano. Questo vi vende un paio di daghe, e voi lo pagate con un bella tavoletta di creta con su scritto (e non c'è scritto neppure questo) 10 grammi di oro. Firmato, il Senato Romano.

Il tizio in questione allora si organizza per andare il giorno dopo al Senato e farsi convertire la tavoletta nei suoi 10 grammi.

Al che voi lo fermate e gli dite:

E' inutile andare, il senato non ti darà mai 10 grammi di oro. E' la tavoletta che ha valore in sé.

Se siete fortunati e non vi conficca le due daghe nello sterno, il signore si riprende le daghe, vi restituisce la tavoletta e vi dice di tornare con 10 grammi di oro vero.

Ecco, rispetto al Romano in questione noi abbiamo che il Senato ci obbliga ad accettare queste tavolette come pagamento.

Viviamo quindi da 38 anni in una società dove alcuni possono comprare beni reali di qualunque costo, semplicemente stampando un numero sufficiente di fogli di carta con su scritta una cifra a piacere. Alcuni, badate bene, non tutti ché a noi comuni mortali è stranamente impedito di fare la stessa cosa. Noi, per ottenere un bene X dobbiamo produrre beni che vengano valutati sul libero mercato complessivamente quanto X.  Quando sottolineo "libero", intendo per scelte volontarie delle persone.
 Io posso sempre creare del pongo a partire dagli escrementi. Ma quando cerco di scambiarlo per il corrispettivo del valore di una automobile, non trovo nessun fesso che accetta lo scambio. I governi invece obbligano ad accettare questo scambio, costringendoti ad accettare della merda in cambio della tua automobile. Per adesso sei ancora in grado  di scegliere la quantità di pongo da ricevere in cambio per la tua automobile. Ma questo solo ed esclusivamente perché per loro cambia solo il numero da stampare sopra quel biglietto di carta.


 

 


Postato da: LibertyFighter a 14:10 | link | commenti (27)
politica, economia, moneta, capitalismo, oro , fiat money

martedì, 10 febbraio 2009
Gli Americani sono tutti milionari

La FED produce altri mille miliardi di dollari per affrontare la crisi economica con la prodigiosa "cura Obama".
A regime il piano potrebbe raggiungere i duemila miliardi di dollari.
Se aggiungiamo i soldi elargiti e prodotti durante la precedente amministrazione, possiamo contare su, diciamo 3000 miliardi di dollari. Ovvero 3 milioni di milioni di dollari.
Il che significa che la Fed in poco più di un anno è in grado di dare un milione di dollari a 3 milioni di famiglie americane.
Non si capisce allora perché "aiutare l'economia" quando puoi semplicemente rendere ricchi tutti.
O c'è qualcosa che non va?

Postato da: LibertyFighter a 19:05 | link | commenti (20)
economia, banca centrale, fiat money

Bicchiere mezzo pieno: Ennesima prova di inutilità della politica

Non avrei voluto parlarvi di Eluana. Prima di tutto per non confondermi nell'oceano di dichiarazioni, di articoli e commenti che sono fioccati da quando la cassazione ha autorizzato a sospendere l'alimentazione alla ragazza. In secondo luogo perché é sicuramente una storia molto al limite, nella quale la coscienza di ognuno la fa da padrona.
Come forse sapete o immaginate, io sono favorevolissimo all'Eutanasia. Per me la vita è sacra, ma nel senso che è proprietà di colui che la vive, e se questo vuole morire ha il sacrosanto diritto di farlo.
Qui non si parla però di Welby, non si parla nemmeno di  una Maggie Fitzgerald  del capolavoro di Eastwood.

Ciò che mi spaventa è la mancanza di certezze riguardo alla volontà della ragazza di morire. Sicuramente non sono la persona più informata sulla questione, ma mi è sembrato di capire che le prove che Eluana volesse morire fossero alquanto zoppicanti.
Il punto però non è questo. Il punto è che la politica si è ancora una volta mostrata in tutta la sua potenza:
Dannosa quando può, Inutile quando non può fare danni.
Il bicchiere mezzo pieno è che ultimamente si dimostra sempre più inutile e quindi meno dannosa.

Da quanto tempo in Italia si chiacchiera di una legge che metta ordine in queste situazioni? Testamento biologico, eutanasia, diritti del malato.
Ogni volta che c'è una situazione del genere, Pannella sciopera, i Radicali indicono convegni, l'UDC o chi per lui ci ricorda la sacralità della vita, qualcuno si indigna , altri concertano altri ancora ponderano. Partono gli inevitabili Vespa e Mentana con le loro trasmissioni di "approfondimento", titoloni sui giornali. Interviene il Presidente della Repubblica....
Ogni volta, non succede una mazza e i nostri politicanti possono tornare allegri a mangiare felici di aver appoggiato la loro lobby di riferimento preferita.
Hanno sbraitato quel tanto da accontentare chi di dovere, da fare la loro comparsata pubblicitaria, adesso tornano alla loro occupazione principale (CEM = Coca E Mignotte).

Sono ridicoli. Saranno venti anni che aspettiamo chiarezza, e loro si riducono ad una tragica corsa contro il tempo per FERMARE DI IMPERIO qualcosa che non so ancora se definire eutanasia o omicidio.
Ridicola l'idea di fare un decreto legge apposito per impedire ciò che già sta avvenendo. Le leggi andrebbero fatte PRIMA, non DOPO.
Ridicola l'opposizione che, invece che porsi il problema omicidio / eutanasia, ha insistito sulla liceità del decreto legge.
Ridicolo il capo dello Stato, che ha firmato tonnellate di decreti legge per motivi del cavolo, e l'unico che forse aveva veramente i requisiti di urgenza, non lo ha firmato.

La vita reale ti pone di fronte a situazioni da affrontare in un tempo limitato, la vita reale ti pone di fronte a situazioni che nel tempo mutano e possono peggiorare. La politica è aliena dal fattore temporale. Loro hanno bisogno di chiacchierare.
Ci hanno imposto di pagarli per chiacchierare.
E di pagarli per farsi i cavoli loro.
Così Eluana muore. Colpa sua, che non ha aspettato i naturali tempi della sana discussione parlamentare, unico segnale di democrazia e di governo del popolo (non si fosse capito questa affermazione è mooolto ironica).

E' il problema che deve aspettare i tempi dei politici. E' soltanto questo che la realtà e la società ancora non hanno capito.
A suo tempo qualcuno spiegò loro che non puoi avere pasti gratis stampandoti denaro, qualcuno spiegò loro che avrebbero distrutto l'economia con il fiat money. A suo tempo non ascoltarono.
Adesso si palesano gli effetti delle loro politiche. La gente perde il lavoro, le monete si svalutano, le aziende falliscono.
Loro hanno bisogno di chiacchierare. Devono concertare. Per poi continuare a rimanere uguali a sé stessi, stesse ricette fallimentari, stesse discussioni inutili. Un pò di aiuti ad organo genitale di cane, tanto per far vedere che si sono impegnati. E adesso, lasciateli mangiare che cavolo.
Si sono impegnati. Adesso: CEM.

La gente stupra, rapina ed uccide. Si concerta, ci si indigna, ci si impegna e poi si partorisce il solito "pene più severe". Il fatto che in Italia un condannato a 14 anni ne sconti a malapena 3, viene combattuto condannadolo a 42, in modo che ne faccia forse 9.

I conti pubblici sono in rosso?   Si concerta, ci si indigna e ci si impegna, e poi si partorisce sempre il solito "lotta all'evasione fiscale".


La ricetta è sempre la stessa. Si aspetta che i problemi si aggiustino da soli, magari rallentati dalle loro decisioni routinarie. E quando i problemi si esauriscono, altro tempo per chiacchierare e per scannarsi su chi dei due schieramenti abbia avuto il merito della soluzione del problema.
L'importante è tenere il circo aperto.
L'importante è portare la pagnotta rubata a Caio, a casa del Senatore. Oggi a te in maggioranza, domani a me in opposizione.
L'unica domanda che è vietato porsi è:
MA I POLITICI A CHE SERVONO ???
Dio Buono, sostituiamoli con una black box.

INPUT                                                     OUTPUT

aumento stupri                                pene più severe
conti in rosso                                   lotta evasione fiscale
crisi economica                               piano galattico di aiuti a cappella
politici corrotti                             sdegno ed appello alla moralità
eutanasia                                    Il diritto alla vita è sacro e va tutelato!
aumento prezzi al consumo          Commerciante Bastardo!!!!
aumento materie prime                 Speculatori Infami!!!
fuga di capitali                                  "paradisi fiscali" bastardi!!!
aumento stipendio politici?              SI
bordelli legali                       Contro la mercificazione  della donna (CEM)


Postato da: LibertyFighter a 15:17 | link | commenti (30)
politica, economia, cronaca, eutanasia

sabato, 07 febbraio 2009
Lew Rockwell, il futuro del liberalismo

Approfittando del sempre ottimo Paxtibi, pubblico la sua traduzione del discorso di Lew Rockwell al Mises Circle del 2009 a Houston. Il discorso merita una accorata lettura ed una profonda riflessione. Ne approfitto anche per postare qualcosa di molto bello in questo periodo in cui diversi impegni mi hanno impedito di scrivere con una certa regolarità.

Siamo fortunati a vivere in questi tempi, perché stiamo assistendo al dispiegarsi di eventi a lungo esplicati e previsti dalla tradizione austriaca.


Questo forse non suona plausibile. Cosa c'è di fortunato nei nostri tempi? L'economia precipita, le azioni sono state randellate, la disoccupazione aumenta, e Washington sta perseguendo la peggiore combinazione di politiche economiche dai tempi di Hoover e FDR. E il nuovo tizio in carica non sembra avere la minima idea dei limiti di ciò che il governo può fare.

Considerate che cosa significa vivere i nostri tempi alla luce della comprensione economica. Anche di fronte alle calamità, non ci sono misteri e quindi la paura è ridotta.

Vedete dei grandi magazzini andare gambe all'aria e sapete il perché. Vedete dei parcheggi vuoti e conoscete il motivo. Avete degli amici che perdono il lavoro e vi è chiara la causa. Vedete i depositari di banche fallite perdere i loro soldi e non siete sorpresi. I prezzi si comportano in modi che spaventano e sorprendono chiunque altro, ma voi sapete cosa succede.

In molti sensi, è come osservare il movimento delle stelle e dei pianeti con la conoscenza scientifica fornita dall'astronomia – o osservare gli effetti di una pestilenza con conoscenza medica.

Senza la comprensione, gli eventi sembrano misteriosi, come una maledizione degli dei, ed il loro corso appare casuale. Con la conoscenza, con la comprensione, possiamo capire il senso degli eventi. Emergono i collegamenti tra causa e effetto. Vedi gli eventi prima che accadano, come voltare la pagina di un copione prima di vedere il film. Questo dà una sensazione di coerenza intellettuale e di pace interiore – persino nel mezzo di una calamità.

Se leggete quello che Mises ha scritto durante la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale, potete vedere la fermezza della convinzione e la calma risoluta, proprio mentre il mondo intero impazziva. La chiarezza intellettuale è la chiave per vedere e fare le cose giuste. È questione di conoscere la forma delle cose persino prima che esse si definiscano.

La conoscenza fornisce i mezzi per curare la malattia. Fornisce una via d'uscita, una risposta che dà speranza. Questa è una delle ragioni principali per cui le persone con una comprensione austriaca riescono a mantenere saldo il loro spirito nel pieno di una crisi finanziaria.

Sì, è più frustrante vedere la gente a Washington spendere trilioni di dollari nell'inutile tentativo di abrogare la legge economica. È follia pura che stiano creando grandi quantità di nuovi dollari per mezzo del potere della Fed, nonostante l'evidenza da tutta la storia dell'umanità che i nuovi soldi possono soltanto annacquare il valore di quelli vecchi, e non fanno niente per fornire una spinta a lungo termine all'economia, ma molto per distorcere ulteriormente le strutture economiche.

È come guardare mentre i barbieri salassano i pazienti per curarli, o chiamare degli stregoni per scacciare i demoni da chi ha l'influenza. Ma anche se la nostra conoscenza degli eventi non può per ora arrestare ciò che questa gente sta facendo, ci fornisce un sensazione di conforto di fronte al disastro. Possiamo mantenere la testa sulle spalle, proprio mentre altri vanno in giro come se la loro fosse stata tagliata.

Per capire gli eventi, non c'è altro modo che fare ciò che i media e la maggior parte degli economisti rifiutano di fare, ovvero guardare il quadro complessivo e vedere lungo, oltre i decenni. È questione di applicare la regola che Henry Hazlitt presenta così chiaramente in Economia in una lezione: l'economia consiste nel guardare gli effetti delle politiche non su un gruppo ma su tutti i gruppi, non solo a breve termine ma anche a lungo termine.

Dal punto di vista del lungo termine, osserviamo un'intrigante illustrazione dell'avvertimento austriaco di non tentare mai di salvare un'economia che si sta spingendo verso una recessione. Nel 2001, l'economia voleva entrare in recessione ma il governo non l'avrebbe lasciato accadere. Fu il primo pacchetto di stimolo nel nuovo millennio, consistente di nuovi, ampi finanziamenti e di una massiccia creazione di moneta, con la Fed che abbassava i tassi e li teneva giù.

Se guardate al breve termine, sembrava che avesse funzionato. Ma osservando il lungo termine, possiamo vedere che il tentativo di anticipare la recessione si è concluso soltanto nella creazione di un maggiore disastro più avanti.

Qualcosa di molto simile accadde nella breve recessione del 1991. Clinton salì al potere ed accorciò la recessione, soltanto per creare un'altra bolla nei prodotti finanziari che poi scoppiò, ecc, fino al punto in cui ci troviamo oggi.

L'ultima volta che ad una recessione è stato consentito di fare il suo corso fu a seguito del crack-up-boom alla fine degli anni di Carter, come conseguenza dell'inflazione di Nixon. Reagan salì al potere, con Volcker alla Fed, la scelta di Carter. Reagan ignorò le grida del Congresso e della stampa. Lasciò che i tassi di interesse aumentassero; il tasso dei fondi federali era al 20% e qullo primario al 21,5% nel 1982. La disoccupazione raggiunse quasi l'11%. L'inflazione scese dal 13,5% nel 1980 al 3,2% del 1983.

Se a questo aggiungiamo lo sfacelo dei S&L, si trattò di un quasi totale collasso e se Reagan avesse lasciato correre, sarebbe stato un modello per come affrontare le recessioni. Ci sono dolore e sofferenza. Ma aspettate di uscirne ed avrete una terra fertile su cui costruire una solida prosperità. Tristemente, produrrete anche una solida base finanziaria che invita il governo ad abusare del sistema, come Reagan ha fatto con spesa e deficit da record.

Se vogliamo guardare ancora più indietro per trovare esempi migliori di come trattare con la recessione, possiamo esaminare il 1920 e 1921. Meno il governo fa, migliori i risultati a lungo termine. La dissertazione di Murray Rothbard sul Panico del 1819 è un caso interessante. Egli gettò uno sguardo su un chiaro caso in cui niente venne fatto per risolvere un problema. Il problema se ne andò. Ad essere notevole in questo panico è precisamente che non è mai entrato nei libri di storia. Non c'è entrato perché il governo non lo ha aggravato.

Nei prossimi mesi assisteremo a ulteriori ridicoli e futili tentativi di rattoppare un'economia fallimentare, che questa volta pagheremo a caro prezzo. Non sarà come nel 2001 o nel 1992. Saremo fortunati se si finirà come nel 1978-1982. Più probabilmente, sarà peggio – e quanto peggio dipende solo da quanto stupida sarà l'amministrazione Obama. È difficile immaginare che queste persone possano essere peggio di Bush, ma potrebbe succedere.

Dobbiamo tutti affrontare la possibile morte del dollaro. Negli anni sono stati proposti molti piani per ristabilire il dollaro aureo e molti hanno dei meriti. Tutti offrono i mezzi per tornare all'oro. Anche se non difettano di dettagli tecnici, difettano di qualcosa che non possono garantire: la volontà politica di fare la cosa giusta. Tutti hanno come premessa l'idea che i nostri leader potrebbero avere l'interesse di fare la cosa giusta. Ma le stesse persone che sarebbero incaricate di attuare la riforma sono proprio quelle che ci hanno guidato in questo pasticcio.

È abbastanza difficile nel corso di una vita normale convincere qualcuno ad ammettere un errore e ad invertire la direzione. Nella politica, non succede virtualmente mai. Anche nel caso di enormi effetti immorali, la classe politica persiste nell'errore, principalmente perché è più interessata a salvare sé stessa che a salvare la società. Guido Hülsmann nota nel suo nuovo libro, The Ethics of Money Production, che “i governi gonfiano la massa monetaria perché ottengono un guadagno dall'inflazione.”

Questa non è affatto una nuova scoperta. Hülsmann cita il vescovo del XIVº secolo Nicholas Oresme come segue:
Sono dell'opinione che la causa principale e finale del perché il principe pretenda di avere il potere di alterare il conio è quel profitto o guadagno che può ottenere da esso; sarebbe al contrario inutile fare tanti e così grandi cambiamenti…. Tra l'altro, la quantità del profitto del principe è necessariamente uguale alla perdita della comunità.
Le tecniche oggi sono diverse, ma l'incentivo e il risultato morale sono gli stessi. Hülsmann indica un altro cambiamento: gli odierni principi hanno “l'assoluzione ricevuta dalle autorità scientifiche dei nostri tempi.” I principi solevano lavorare in segreto per fare queste cose, e cadevano in disgrazia una volta scoperti. Ora annunciano la politica come statismo responsabile coerente con gli insegnamenti dell'economia moderna – e gli economisti si levano in piedi pronti ad annuire in accordo.

Di fronte a ciò, è tempo di occuparsi della realtà politica di cui nessuno a Washington (tranne Ron Paul) è financo in minima parte interessato: un piano ordinato per ristabilire una moneta solida. Ma i problemi della moneta a corso legale e del crollo finanziario non possono restare inevasi. Inoltre, le istituzioni della moneta a corso legale stanno fallendo e questo fatto sarà innegabilmente evidente a tutti nel giro di pochi anni.

Guarderemo alla fine dell'amministrazione Bush come ad un disastro economico, la chiave di volta di molti anni di orribile politica estera portata nella politica interna. Saranno disonorati, così come la nuova amministrazione che ha perseguito tutte le errate misure politiche in risposta. Il nuovo messia affronterà la stessa realtà di quello vecchio. Nessuna quantità di furia, di volontà politica, di discorsi risoluti e di soldi usciti dalla pressa tipografica, potrà fargli aggirare il problema della realtà economica.

In un saggio scritto alla fine della sua carriera e recentemente riportato in vita dall'istituto Mises, F.A. Hayek discute gli unici seri mezzi di riforma a nostra disposizione. Dobbiamo abolire completamente la banca centrale. La moneta in sé dev'essere del tutto affrancata dallo stato. Dev'essere ristabilita come un bene privato, privatamente prodotto per i mercati privati. Il governo non deve avere ruolo alcuno negli affari monetari. I soldi dovrebbero essere prodotti solo dall'impresa privata. Le banche devono esistere soltanto come istituzioni di libera impresa, senza privilegi dallo stato. Questo programma è stato presentato anche da Ron Paul.

Cosa mi colpisce è come questo si accorda precisamente con ciò che scrive Hülsmann. Il suo libro sull'etica della produzione della moneta si conclude con una richiesta per la fine di qualsiasi intervento negli affari monetari. Il conio dev'essere privato. Le attività bancarie non devono ricevere privilegi. Non ci dovrebbero essere leggi per il corso legale, nessuna garanzia, nessuna restrizione all'uso di valuta – un sistema di “laissez faire” totale.

Quello che colpisce ulteriormente dell'idea di Hayek, Paul e Hülsmann, è che non offrono un piano per ristabilire il dollaro aureo. Non è che non sarebbero d'accordo con l'idea, ma hanno affrontato completamente la realtà che l'idea di convertire la valuta attuale da moneta a corso legale in moneta solida è essenzialmente un ideale del diciannovesimo secolo che presuppone una classe di responsabili politici illuminati. Questa condizione, oggi, non è soddisfatta.

Ma qual è il modo? È lo stesso che proponiamo in ogni altro campo della vita nazionale: fate uscire il governo. Lasciate il popolo libero di gestire i suoi affari. Smettete di interferire con gli atti commerciali fra adulti consenzienti. Smettete di usare la violenza per interferire negli affari economici. Lasciate che la gente persegua lo scambio reciprocamente favorevole basato sulla propria personale valutazione dei vantaggi. Lasciate che i proprietari accettino il rischio e la ricompensa per le proprie decisioni.

È lo stesso per la politica monetaria ed anche per la politica delle attività bancarie. Lasciate morire le banche fallimentari. Lasciate vivere le banche prospere. Lasciate alla gente la scelta di usare soldi in qualsiasi forma. Lasciate che la gente scelga qualsiasi mezzo di pagamento. Lasciate che gli imprenditori creino qualsiasi forma di strumento finanziario. La legge si applica soltanto nel modo in cui si applica in tutti gli altri affari umani: punendo la forza e la frode. Altrimenti, la legge non dovrebbe averci niente a che fare.

Quali sarebbero i risultati? Non possiamo saperlo per certo. Ma la storia può essere una guida nelle nostre speculazioni. Durante tutti i tempi ed in tutti i luoghi, i metalli preziosi sono emersi come base del sistema monetario. Penso che possiamo attenderci con ogni probabilità che lo stesso sarebbe vero oggi. La prova viene da come, nei periodi difficili, la gente si rivolga all'oro come deposito di valore, un rifugio dalle macchinazioni del governo. L'oro, nel mio punto di vista, è destinato ad essere la base di un nuovo sistema monetario di mercato.

In questa misura, e con questa aspettativa, tutti coloro che credono nella libertà possono considerarsi fautori della parità aurea. Ma dobbiamo anche stare attenti con questa frase. È identificata con un particolare insieme di politiche connesse con la pratica del diciannovesimo secolo. Fu una scelta politica fra le tante che alcuni favorirono ed alcuni contrastarono.

Un futuro sistema monetario di mercato non sarà un'opzione politica in questo senso. Non è qualcosa che vogliamo che il governo adotti come sua propria. In effetti, non vogliamo che il governo adotti alcuna politica particolare ma piuttosto che abbandoni l'opzione politica complessivamente. Non ci dovrebbe essere politica affatto nel senso in cui questa parola è oggi normalmente usata.

In questo modo, un progresso nella moneta e nelle attività bancarie non è diverso dal progresso nell'agricoltura, nel lavoro, nella sanità, nell'educazione, o in qualunque altro settore. La giusta politica è nessuna politica. Il lavoro del governo è di smettere del tutto di interferire.

Ora, so che questo è attualmente un grande salto intellettuale. Ma dovete soltanto considerare gli innumerevoli modi in cui il governo fallisce in tutto ciò che intraprende, laddove il mercato ha successo. Non c'è niente nella struttura dell'universo che conferisca alla moneta ed alle attività bancarie una qualche condizione speciale la quale richieda che il governo le regoli, che serva da prestatore di ultima istanza, da produttore di moneta, da garante della stabilità, o qualsiasi altra cosa. Un mercato libero della moneta funzionerebbe come il mercato libero in tutto il resto.

E considerate: non stiamo chiedendo al Congresso di intervenire con un piano. Nessuno chiede che la Fed adotti questa politica come contro quella politica. Tutto ciò che chiediamo è che esso non intervenga nei tentativi del mercato di riparare i danni provocati dalla banca centrale e dal reparto esecutivo.

Immaginate soltanto che cosa accadrebbe se le leggi del corso legale venissero abrogate ed il governo interrompesse il suo intervento nel mercato della moneta. Virtualmente da un giorno all'altro, vedremmo apparire centinaia se non migliaia di nuovi sistemi di pagamento e di monete alternative online. I commercianti sarebbero liberi di accettare ogni mezzo di pagamento. Ci sarebbe intensa concorrenza fra di esse. Alcune sarebbero valute estere come l'euro. Alcune sarebbero nuove valute basate su attuali prodotti quali oro ed argento. Sono sicuro che vedremmo un periodo di sperimentazione selvaggia prima che il mercato si stabilizzi di nuovo in un sistema standard che era famoso per la sua affidabilità, stabilità ed onestà.

Saremmo in grado di tollerare il processo della scoperta? Certamente. Facciamo questo quotidianamente con i nostri acquisto online, o quando cerchiamo dei buoni fornitori di servizi e prodotti nel mondo fisico, e con le nostre abitudini su come investire i nostri soldi. Il mercato è un processo di approssimazioni successive, che non smette mai di innovare e cambiare. Vediamo ogni giorno sul Web come questo processo di creazione e cambiamento genera il giusto equilibrio fra caos ed ordine, esperimento e normalizzazione. Questo accadrebbe anche nel campo della moneta.

Infatti, sarebbe già potuto accadere se i federali non fossero intervenuti per bloccare l'aumento dei sistemi di pagamento alternativi online. Walmart avrebbe già potuto entrare nel settore bancario. Potremmo avere un'ampia varietà di valute disponibili. Google potrebbe già creare una propria valuta basata su qualsiasi numero di beni. Potremmo vedere il formarsi di un uso più elaborato del baratto nel mondo online, ed il baratto che si converte lentamente in valuta. Questa potrebbe essere basata sui punti degli annunci di Google, sui dollari di PayPal, o su qualche altra valuta.

Se ad un mercato libero fosse stato consentito di svilupparsi negli ultimi dieci anni, oggi avremmo potuto avere un'opzione. Così com'è, siamo costretti a rimanere con un sistema del dollaro in fallimento.

Ciò che abbiamo udito da Washington è che l'economia e questo paese saranno rattoppati con la pura forza della volontà. Se abbiamo speranza e lavoriamo insieme, qualsiasi cosa è possibile. C'è solo una cosa che ostacola questo desiderio. Si chiama economia. La realtà economica è più di un muro di mattoni. È come il mare o la montagna più alta del mondo, o come la stessa forza di gravità. Le forze economiche non prestano attenzione ai desideri di capi carismatici e della loro folla di seguaci adoranti.

Tuttavia, c'è un nocciolo di verità nell'idea che la forza di volontà può fare la differenza. Trasferite questa speranza dalle istituzioni del governo al mercato libero – lasciate che la sperimentazione e l'innovazione avvengano in condizioni di libertà – e cominceremo a vedere l'emergere di una risposta. Abbiamo soltanto bisogno che il governo lasci il mercato libero dalla violenza politica e cominceremo a vedere l'uscita da questo caos.

Il governo sta oggi radunando ogni risorsa ed ogni mezzo a sua disposizione per promuovere un sistema già fallito in passato. Nel frattempo, viviamo in tempi completamente nuovi. Questi nuovi tempi sono caratterizzati da una divisione internazionale del lavoro, da movimenti di capitale globali, dalla distribuzione di informazioni digitali e dalla distruzione lenta ma sistematica dell'establishment nei media, nelle attività bancarie e nelle finanze. Ciò che sta emergendo per sostituirlo è qualcosa che nessun governo sul pianeta può fermare. I mercati non saranno schiacciati e resistono al controllo come mai prima.

Questi nuovi tempi non sono gli anni 30 in cui alcune teste d'uovo a Washington potevano regolare la maggior parte dei prezzi e degli stipendi e riunire i capitani d'industria per comporre dei cartelli. Il mondo economico e finanziario si muove alla velocità della luce ed è così diffuso che nessuna autorità politica può agire abbastanza rapidamente per controllarlo. L'establishment sta crollando. Questa è un'altra ragione per cui tutti coloro che credono nella libertà oggi hanno motivo rallegrarsi.

Tra dodici - diciotto mesi da oggi, sarà evidente che non c'è niente che la nuova amministrazione possa fare per rattoppare le cose. Obama verrà umiliato dal mercato proprio come Bush e Clinton prima di lui, ma questa volta l'umiliazione sopraffarà ogni tentativo di rattoppare le cose o di distorcere il tanto necessario sovvertimento.

Sì, c'è sofferenza e ce ne sarà ancora di più. Ma come allievi della scuola austriaca ed allievi della storia della libertà, avete la fiducia e la chiarezza per vedere che solo la libertà fornisce le risposte.

È il momento di essere calmi di fronte ad una tempesta che pochi capiscono completamente. Siamo noi, come fautori di libertà, fermi, razionali, chiari e concentrati sul lungo termine. Siate di buon umore e non smettete mai di indicare la verità della libertà. La risposta non è la sinistra né la destra né lo stato. L'uscita da questo caos è la libertà. È tempo che ci affidiamo ad essa, ed alla rivoluzione nello status quo che la libertà implica, e che smettiamo di fingere che un qualunque politico possa alfine fermarla.

Postato da: LibertyFighter a 23:34 | link | commenti (2)
economia, libertà, socialismo, ron paul, tasso di riferimento, tasso di sconto










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