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Oggi, 10 dicembre, ricorre il 60° compleanno della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
Vari giornali, vari giornalisti, e molteplici blogger ne hanno parlato, sottolineando quanto sia bella e come, purtroppo, in alcune parti del mondo, venga sistematicamente violata.
Effettivamente, è una dichiarazione piuttosto buona, anche se ha le sue pecche.
Ma una cosa è certa.
Non esiste un solo Stato facente parte dell' ONU, che la rispetta.
E' perciò piuttosto irritante vedere una teoria di giornalisti spiegarci come in alcuni paesi cattivi, fortunatamente lontani dall'occidente, questa "sacra dichiarazione", venga ignorata.
Anche se è un pò come sparare sulla croce rossa, vediamo di dimostrare come nei liberi e democratici paesi occidentali, la dichiarazione venga bistrattata alla stessa maniera dei tirannici regimi dittatoriali africani e/o asiatici.
ARTICOLO 4
"Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma"
Il prelievo di denaro guadagnato tramite il lavoro, senza il consenso del lavoratore è definibile come lavoro forzato, quindi come schiavitù. Tutti i paesi che hanno una imposizione fiscale, violano palesemente questo articolo. In sostanza quest'articolo va cancellato perché non esiste al mondo un solo Stato che lo rispetti nei suoi confronti. Eppure, l'ARTICOLO 2 parlerebbe chiaro.
ARTICOLO 2
"Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità."
Quindi perché si fanno discriminazioni se la schiavitù viene imposta dallo Stato, sia esso (e non è) espressione della maggioranza, sia espressione di gruppi di potere o di lobbyes di industriali ?
Ancora, la tassazione progressiva si configura come una ulteriore discriminazione, in base alla ricchezza, per cui i cittadini più ricchi possono essere schiavizzati più di altri.
Perché poi, nei liberi e democratici stati occidentali, soltanto alcuni (es. Trichet e Bernanke) hanno il diritto di stampare la moneta?
Andiamo avanti
ARTICOLO 5
"Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti."
e Guantanamo? Siccome non sono un illuso, sono certo che di Guantanami vari ne esista almeno uno per ogni Stato libero e democratico occidentale.
ARTICOLO 7
"Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione."
Ovviamente, eccezion fatta per "i rappresentanti del popolo" , che sono protetti in maniera differente in tutte le democrazie libere occidentali. Il lodo Alfano è solo l'esempio più vicino a noi.
ARTICOLO 9
"Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato"
ARTICOLO 11
"Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa."
Invece esiste la carcerazione preventiva in attesa di processo.
ARTICOLO 12
"Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni."
Invece esiste Echelon, il Patriot Act, le intercettazioni telefoniche e tutta una serie di simpatiche "eccezioni" di cui si avvale il simpatico Stato Libero e Democratico.
ARTICOLO 17
"Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà."
Fatta eccezione ovviamente per lo Stato libero e democratico che ha il diritto di espropriarti la casa per motivi "di interesse nazionale", di espropriarti l'auto se tuo figlio l'ha guidata ubriaco, nonché di espropriarti anche tutto il frutto del tuo lavoro tramite tassazione. In buona sostanza, questo articolo è comico.
ARTICOLO 19
"Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere."
Fatta eccezione per il reato di negazionismo che tanti difensori della civiltà vorrebbero introdurre, fatta eccezione per la regolamentazione delle "testate giornalistiche" che di fatto impediscono a chiunque di fare la propria informazione senza venire a patti con lo Stato, e con la quale si vorrebbero imbavagliare blog come questo.
ARTICOLO 20
"Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione"
Salvo dichiarare illegali le società segrete. Eppure questo articolo sancisce il diritto all'associazionismo e l'articolo 12 quello alla privacy. Insieme, sancirebbero il diritto alle società segrete.
Quando mi riferivo alle pecche della dichiarazione, intendevo ad esempio gli articoli 22, 23, 24 ,25. Questi, palesemente di stampo socialista, hanno il simpatico pregio di negare tutti i precedenti punti per essere rispettati. Sono l'enunciazione dei cosiddetti diritti positivi, i quali, per poter essere applicati, devono negare per forza di cose i diritti negativi di qualcuno.
Vorrei porre invece l'attenzione sul 26 e spiegare come anche questo articolo sia violato.
ARTICOLO 26
"Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli."
Anche questo è di stampo socialista e ciò comporta ad esempio che per garantire l'istruzione gratuita per le classi elementari, o non si schiavizzano gli insegnanti, o si schiavizza qualcun altro per pagarli. Ma è l'ultima riga che mi interessa. Afferma che i genitori potrebbero benissimo impartire l'istruzione personalmente ai loro figli. Il che significa che la scuola dell'obbligo lede questo articolo.
E per finire
ARTICOLO 30
"Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati."
Ovvero la formale dichiarazione di illegalità di tutti gli stati al mondo.
Stante così le cose, non vedo alcun motivo per osannare una dichiarazione di intenti rimasta rigorosamente inapplicata, né vedo alcuna patente di superiorità morale per andare a fare la paternale a quegli stati che, rispetto ai nostri, non rispettano un articolo o due in più.
Non posso esimermi dal linkare il nuovo lavoro di Paxtibi, che traducendo un saggio di Rothbard, spiega per filo e per segno la retorica del welfare state, il ruolo degli pseudo intellettuali nel creare una società oppressa, e il male che provoca la dottrina "sociale" proprio alle classi che dichiara di voler difendere. Ovvero i poveri e i disagiati.
Il post precedente ha aperto una interessante discussione sull'eventuale eticità di alcune tasse rispetto alle altre. In particolare si parlava di IVA vs IRPEF. Quelli favorevoli all' IRPEF argomentano che l'IVA colpisce indiscriminatamente ricchi e poveri, venendo meno quell' abominevole principio costituzionale della progressività di imposta. I fautori dell'IVA dal canto loro, rispondono che è proprio la sua mancanza di progressività che la rende più "etica" dell'IRPEF, in quanto pone tutti i cittadini sullo stesso piano, senza ignobili discriminazioni per censo.
Il dibattito mi affascina, e quindi voglio dire la mia.
Premetto che parlare di "eticità" di una tassa, è come parlare di quanto sia etico squagliare i bambini nell'acido per non fargli conoscere le asperità della vita. Le tasse non sono etiche per definizione. Un qualcosa che sia eticamente corretto, non ha bisogno della coercizione per essere rispettato. Se il Leviatano ha un intero esercito per far rispettare queste decisioni etiche, è ovvio che il "comune sentore", non è proprio quello di una cosa giusta.
Comunque, una soggettiva scala ordinale è sempre possibile.
Che la costituzione italiana straparli di progressività fiscale, non depone a favore di nessuno in quanto, se sulla costituzione fosse scritto a chiare lettere che l'Italia è un paese fondato sullo stupro dei bambini, l'atto in sé non avrebbe guadagnato un briciolo di moralità.
C'è da dire che l'IVA non è proprio una flat tax, ma è intrinsecamente proporzionale ai consumi. Mentre statisticamente questo dovrebbe garantire una certa progressività, assumendo che i ricchi consumino di più, ciò non è vero per persone stile Paperon De Paperoni. Per Paperone, l'IVA avrebbe un impatto irrisorio, visti gli zero consumi, molto meno devastante dell'impatto che avrebbe per Paperino, che pure non guadagna che una briciola di ciò che guadagna Paperone.
Una flat tax sull' IRPEF invece, colpirebbe in maniera cospicua Paperone, molto di meno Paperino.
Un IRPEF come la nostra, non è neppure il caso di considerarla in quanto totalmente iniqua e stupida.
La nostra IRPEF stimola le persone a non lavorare per non essere depredate. Se non ci fosse la necessità di sussistenza a porre un limite verso il basso, probabilmente il tasso di occupazione italiano sarebbe, per scelta, irrisorio.
Entrambe le tasse servono a deprimere l'economia di libero mercato, che in loro assenza provocherebbe troppa ricchezza nella società. L'una deprimendo i consumi, e perciò gli investimenti che da questi sono trainati. L'altra deprimendo l'attività di impresa, lo stimolo a guadagnare di più (in quanto diminuisce sostanzialmente il beneficio che si ottiene impegnandosi di più) e quindi il progresso.
Da un punto strettamente tecnico, credo di vomitare di meno addosso all'IRPEF, in quanto l'IVA è troppo palesemente un furto.
Con tantta ingenuità e fantasia, si potrebbe immaginare che nel reddito da lavoro, una parte dovrebbe andare allo Stato che ti mette in condizione di lavorare tramite infrastrutture, regolamentazioni etc.
Non lo troverei giusto ugualmente, senza contare che se fosse così, in Italia l'IRPEF dovrebbe avere percentuali negative. Ci vorrebbe il rimborso per coloro che riescono a lavorare NONOSTANTE lo Stato Italiano. In ogni caso, ci vuole molta più ingenuità e fantasia per immaginare il positivo ruolo dello Stato quando io scambio i miei pomodori con il latte delle vacche del mio vicino di casa.
Ce ne vuole proprio proprio tanta.
Se si allarga il discorso alla chiarezza dell' imposizione, si nota che entrambe le tasse sono troppo complesse. La definizione di reddito è piuttosto controversa. L'accertamento dell' IVA complicatissimo.
L'ideale sarebbe una tassa piatta "a persona". Che so, 100 euro l'anno per ogni persona.
Zero spese di accertamento. E l'Italia incasserebbe comunque la non modica cifra di 5. 600 000 000 di euro l'anno.
In qualunque caso, entrambe le tasse hanno la caratteristica di impoverire la popolazione in maniera sostanziale. Non ci trovo nulla di etico nello spingere alla miseria e alla fame una popolo e dunque non sarei proprio in grado di fare una classificazione tra le due.