LibertyFighter in Giovanardi, cucchi e...
pernologos84 in Giovanardi, cucchi e...
LibertyFighter in Giovanardi, cucchi e...
LibertyFighter in Giovanardi, cucchi e...
utente anonimo in Vieri: "Calciopoli c...
utente anonimo in Giovanardi, cucchi e...
Monsoreau in Giovanardi, cucchi e...
LibertyFighter in Vieri: "Calciopoli c...
Monsoreau in Vieri: "Calciopoli c...
LibertyFighter in Professori del Sud e...
A Conservative Mind
Americani contro le tasse
Anche una lady nel suo piccolo si incazza
Astrolabio
Azione Umana
BlacKnights
FATTI D'EUROPA
Freedom To Fascism
Ideas Have Consequences
Il bosco dei cento acri
Il lume rinnovato
juventus che passione
La mia destra
La voce del gongoro
Le guerre civili
LEXI AMBERSON
Libertari
Management Blog
Parbleu!
Prima di parlare di Pinochet...
rantasipi
Realismo Energetico
Rivoluzione Italiana
Robinik
RoundHouse Kicks
Sarcastycon
Snow Crash
UsemLab
Ventinove Settembre
Xiaodong People
Zuppa di Porro
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
acqua
aforismi
alcool
alitalia
ambientalismo
banca centrale
berlusconi
bush
calcio
capitalismo
ce chi dice no non e la mafia
cinesi
codice della strada
comuni
crisi economica
cronaca
diritti
droga
economia
elezioni
energia
euro2008
eurss
eutanasia
famiglia
fiat money
gelmini
giornali
giustizia
globalizzazione
grillo
immigrati
inflazione
informatica
interventisti
islamismo
kgb
laquila
lavoro
libertÃ
libri
link
matematica
mercato
mitrhokin
moneta
multe
napoli
noemi
obama
olimpiadi
olocausto
omosessuali
oro
paradisi fiscali
partito democratico
pensioni
personale
petrolio
politica
politically correct
positivismo
poste italiane
prezzi
redistribuzione
religione
riforme
riserva frazionaria
ristoranti
rivoli
roma
ron paul
sacconi
san giuliano
sanitÃ
satira
scienza non ufficiale
scuola
sesso
sex
sindaci
sindaco di roma bastardo
socialismo
statali
storia
tasse
tasso di riferimento
tasso di sconto
terremoto
thailandia
usa
vacanze
vaticano
visitato *loading* volte

Il Congresso Americano ha bocciato il piano Bush studiato per aggravare la crisi economica. Il piano, ovviamente appoggiato da chi di economia capisce veramente poco, è stato bocciato dai due terzi dei compagni di partito di G.W. Bush. E' a loro e a tutti coloro, anche Democratici, che si sono messi una mano sulla coscienza ed hanno bocciato il nefasto piano, che rivolgo un sincero GRAZIE.
La speranza è che la saggezza dimostrata oltreoceano da una parte della classe politica sia ripresa anche qui, nella patria del Socialismo Reale, e si mettano a tacere i Tremonti della situazione, evitando nuovi interventi e lasciando che la crisi faccia il suo naturale corso.
La paura della gente comune è che i fallimenti bancari possano portare alla perdita dei soldi depositati sui loro conti correnti. Paura giustificata. Spero che ciò non accada.
Ma alla fondata paura, va accompagnata la consapevolezza che piani alla Bush non risolvono la crisi, ma la aggravano. E che quello che si ottiene a seguito di altre iniezioni di liquidità è solo quello di azzerare il valore del denaro. Si ottiene Weimar. E non saranno solo "alcuni contribuenti" a ritrovarsi ingiustamente senza soldi.
Sarà TUTTO IL MONDO.
Bisogna chiedersi: è utile mantenere 50000 euro in banca quando con questi potrò comprarci si e no una birra?
La politica degli ultimi 100 anni ci ha cacciato in questa crisi. Il mercato, ce ne porterà fuori. La politica non pagherà, se non in minima parte. Ma la politica ha ancora il potere di aggravare la crisi.
Cerchiamo di impedirglielo.
Nota: articolo particolarmente lungo. Scusatemi.
I fallimenti a catena registrati negli Stati Uniti nell'ultimo anno hanno incredibilmente rivitalizzato i detrattori del libero mercato: i socialisti dell'ultima ora, gli statocentrici zelanti. Perfino il nostro avvocato-ministro del tesoro si crogiola nel “ve l'avevo detto”, ovviamente riferito al suo libro “La paura e la speranza”.
Pensiero in libertà L'ultimo che ha parlato di speranza e felicità era Frodi, un attimo prima di sodomizzare l'Italia intera.
Gli statalisti affermano con ostentata convinzione che è arrivato il momento che “la politica metta regole ferree ad un mercato sempre più libero e senza freni”. E' giusto che dicano così, tirano acqua al loro mulino socialista e non c'è modo migliore di farlo che rovesciando colpe proprie sul nemico più acerrimo: liberismo, liberalismo, libertarismo o come vogliono chiamarlo.E' giusto, ma non è la verità. La verità come al solito è estranea dalla bocca dei politici. E' estranea da certi giornalisti prezzolati ed è soprattutto estranea da correnti di economisti a braccetto con la politica.
Se è vero che le Cassandre non mancano mai, rimane il fatto che chiunque conosca un po' di economia austriaca, era da tempo che aspettava questa crisi. Per tal motivo fa ancora più ribrezzo che siano altri, con convincimenti diametralmente opposti a rivendicarne la previsione. La crisi è stata innescata da politiche stataliste. Proprio da coloro che adesso rivendicano il dovere di “mettere regole”.
Alla base di tutto stanno tre operazioni che la Banca Centrale è in grado di fare per editto politico.Tre operazioni che col mercato non hanno nulla a che vedere, ma che sono state concesse loro dal potere politico. Tre operazioni che, se facessimo noi, finiremmo in galera senza neanche un processo.
La prima è la manipolazione del tasso di sconto o tasso di riferimento.
Il tasso di sconto è il tasso di interesse a cui la banca centrale presta denaro alle banche che ne hanno necessità. Questo tasso è fisso e viene deciso dalla banca centrale.A seconda di esso, le banche decidono se indebitarsi o meno e a che interessi applicare nei loro prestiti.
In sostanza quindi, il tasso di interesse, che dovrebbe essere una variabile dipendente dal “rischio” associato al prestito, finisce per essere deciso in larga parte dalla banca centrale.
Vedremo in seguito gli effetti della manipolazione di questo tasso.
La seconda operazione anti-mercato che la banca centrale può fare, è la manipolazione della percentuale di riserva frazionaria. Ovvero, lei può decidere quel numeretto, attualmente al 2% in zona Euro, che è di vitale importanza per le altre banche.
Ma cos'é la riserva frazionaria?
La riserva frazionaria può essere definita in vari modi. Il più corretto si chiama truffa di Stato. Il meccanismo è il seguente:
Supponiamo che 100 persone versino 100 euro nei loro rispettivi conti correnti di una banca.Per decisione politica, la banca è tenuta a tenerne la riserva frazionaria (2%) in cassa e può liberamente prestarne il resto. Fin qui, il problema evidente si presenterebbe qualora i correntisti ritirassero contanti per un valore complessivo maggiore del 2% dei depositi totali. In tal caso la banca non avrebbe liquidità e si troverebbe nei guai. Ma il fatto che questi signori prestino i nostri soldi, si potrebbe accettare come contropartita dell'interesse che ci viene corrisposto per il servizio di protezione del nostro denaro.
Il dramma sorge quando da una banca si passa a più banche. La banca che ha ricevuto i 10000 euro iniziali, ne tiene il 2% in cassa e ne presta 9800 a Tizio. Tizio deposita 9800 euro in un'altra banca. La quale ne tiene 196 in cassa e ne presta 9604 a Caio. Caio si rivolge ad un'altra banca, vi deposita il suo prestito di 9604 euro. Questa banca, trattiene 193 euro e ne presta 9501 a Sempronio.
Fermiamoci qui. Tenete presente che tutto questo è legale e succede tutti i giorni. Abbiamo la seguente situazione:
In giro, come per magia, ci sono 38905 euro. Ma gli unici che hanno effettivamente depositato, sono quei fessi dei cento correntisti, che hanno creato beni e servizi per un totale di 10000 euro. Il resto viene chiamato espansione del credito. O moneta inventata. O truffa. Vi risparmio i calcoli matematici, ma il gioco converge a zero quando il credito circolante raggiunge 50 volte il deposito iniziale (100% / riserva frazionaria).
Quindi, a fronte dei 10000 euro di beni effettivamente prodotti, c'è una serie di crediti per la non irrisoria cifra di 500 000 euro. Sorvoliamo sul fatto che il sistema complessivo di banche si ritrova a percepire interessi su 28905 euro prestati, di cui 18905 inesistenti.
Come passo successivo, supponiamo che i nostri correntisti abbiano guadagnato quei soldi producendo ciascuno 100 Kg di merce per un ricavo netto di un euro al Kg. Un attimo prima che i correntisti depositassero, il nostro sistema semplificato si ritrovava con 100000 Kg di merce e 10000 euro che girano per comprarla.
Dopo i depositi e i prestiti, lo stesso sistema si ritrova con 100000 Kg di merce, e 38905 euro che girano per comprarla. E' facile intuire cosa succede al prezzo della merce prodotta. Secondo la legge della domanda e dell'offerta, supponendo stabile la prima, con l'offerta di moneta triplicata......, il prezzo della merce in questione triplica.
A questo punto, i produttori (i cento correntisti) si troveranno in difficoltà a causa dell'aumento dei prezzi, in quanto posseggono soltanto 100 euro a testa. Tizio, Caio e Sempronio invece, potranno fare man bassa di gran parte della merce, essendo in possesso di molti più soldi dei produttori.
Come si evidenzia dall'esempio, il sistema fiduciario a riserva frazionaria ha la caratteristica di incentivare il fare impresa indebitandosi, piuttosto che usando le risorse proprie.
Sostanzialmente, diventa conveniente il comportamento di Tizio Caio e Sempronio, e magari mettere al sicuro denaro sufficiente ad una vita ai tropici, prima di fallire e dichiarare bancarotta.( Ricordate Cirio e Parmalat?)
Può funzionare un sistema del genere? Anche un bimbo di cinque anni ti direbbe di no, che è inconsistente, illogico e fraudolento. Sulla moneta Stato e Banche centrali hanno sempre volutamente mischiato le carte e nascosto il gioco. Lo scopo è far credere che l'argomento sia talmente ostico da essere accessibile solo ad una cerchia di iniziati. Non è così.
Chi a suo tempo ebbe la pazienza di leggere il mio articolo De Moneta, sa che la moneta nasce come merce più comoda da scambiare in un baratto. La vita sociale è fatta di scambi. Tu mi dai una cosa che mi serve, io ne do una a te che ti serve. Se tutti e due siamo daccordo nel valutare “meno utile” ciò di cui ci priviamo rispetto a ciò che riceviamo, lo scambio va in porto. Altrimenti no. Non c'è altro.
Che succede quando il denaro è inventato? Succede che una parte che scambia qualcosa e non riceve nulla in cambio. Il mercato piano piano si adatta e fa lievitare il prezzo delle merci a causa della maggiore offerta di denaro. Se prima con 10000 euro compravi tutta la merce, adesso servono 38905 euro per comprare tutta la merce. E' quella che viene definita inflazione. Naturalmente tutto questo non accade istantaneamente in una società complessa. Tipicamente, prima cominciano ad aumentare gli investimenti, trainati dai prestiti che le banche hanno concesso. Tra questi, ovviamente case e terreni. Man mano che la moneta circola, cominciano ad aumentare anche i generi di consumo. Tra questi ovviamente il cibo.
E per ultimo, ma non meno truffaldino dei primi, arriva la terza leva che la Banca Centrale ha a disposizione per rapinarci. Vi siete chiesti dove prendesse i soldi la banca centrale per prestarli alle banche al tasso di sconto da lei fissato? La banca centrale non ha depositi di correntisti dai quali attingere per i prestiti. No. La banca centrale ha una stampante. Con questa stampante la banca centrale “inietta sul mercato liquidità”.
Cioé stampa tanti foglietti di carta e li presta alle banche affinché possano ripianare il debito. Oppure li presta agli Stati per permettergli di fare guerre, fare sottogoverno senza dover alzare le tasse. (Questo si chiama debito pubblico).
Adesso sapete che ogni qualvolta sentite le magiche paroline “la BCE ha iniettato sul mercato x miliardi di euro di liquidità”, potete tradurre: “la BCE ha oggi rubato y euro dalle vostre riserve di euro”.
Pensiero in libertà: E' come se giocate a monopoli e quando finite su un albergo prendete i soldi dalla scatola per pagare....
Tutte queste operazioni, che sfido chiunque a definire libero mercato , producono i cicli economici, o le crisi, di cui quella attuale è un esempio. Cosa succede fattivamente?
Supponiamo che, per motivi diversi, ma sostanzialmente di politica monetaria e quindi non libero mercato, la banca centrale abbassi il tasso di sconto.
Le banche vengono invogliate a richiedere denaro in prestito e a concederlo ad interessi più bassi. Il popolo viene invogliato a indebitarsi e i consumi tendono a salire. In realtà i consumi che salgono sono quelli “a debito”, perché chi non contrae debiti con l'andare del tempo e con l'offerta di moneta che cresce, cominciano a dover ridurre i propri. In pratica, ogni volta che si abbassa il tasso di sconto, la banca centrale sta, come al solito, rubando potere di acquisto della moneta, e sta generando ancor più inflazione.
Adesso sapete che ogni qualvolta sentite le magiche paroline “la BCE ha abbassato il costo del denaro / tasso di sconto al x%”, potete tradurre: “la BCE ha oggi rubato y euro dalle vostre riserve.”.
Ma questo all'inizio non si vede.
Gli imprenditori, spinti da una grande domanda di consumi (a debito), pensano che sia arrivato il momento di espandere le loro imprese. E si indebitano con le banche per farlo.Il basso interesse rende artificialmente profittevoli un sacco di idee imprenditoriali che normalmente sarebbero scartate, perché giudicate o non remunerative, o troppo rischiose. Ed è boom. Tutti si indebitano, costruiscono e comprano.
Tutto ciò ad un certo punto si blocca. E si blocca a causa dell'inflazione. Infatti, la banca centrale immette liquidità, le banche la moltiplicano grazie alla riserva frazionaria, e dopo un pò, la moneta circolante è talmente alta che i prezzi si impennano. Questo accade in tempi diversi rispetto all'aumento di moneta circolante. Infatti, all'inizio i soldi vengono investiti nei mercati finanziari (per finanziare le imprese imprenditoriali in espansione) e in investimenti quali terreni e case Inizialmente salgono le azioni e i prezzi degli immobili.
Ma, siccome non fanno parte del paniere ISTAT, non vengono percepiti come inflazione, e la gente crede di vivere in prosperità. Mano a mano che però la moneta comincia a circolare, cominciano a salire i beni di consumo. A fronte dei salari sempre fermi, o in crescita inferiore, la gente comincia a non arrivare alla fine del mese. Il gioco si ferma. Gli investimenti crollano per fare spazio agli acquisti di beni di consumo, i prestiti non rientrano e le banche stesse si trovano in difficoltà.
La banca centrale ha due opzioni : può continuare a immettere moneta, rischiando di arrivare a regimi di iperinflazione sullo stile dello Zimbabwe o della Germania di Weimar. L'iperinflazione annienta completamente il valore del denaro, e porta all' annessa guerra civile e ritorno al baratto (si proprio quello).
Oppure può alzare il tasso di sconto. E questo provoca la crisi. Gli interessi sui prestiti crescono, i mutui divengono insostenibili le aziende falliscono e succedono tutti gli eventi cui avete la fortuna di assistere oggi.
Ora che conoscete gli espedienti bancari per manovrare le nostre vite, e come si generano le crisi, applichiamo questi concetti alla crisi sub-prime.
La crisi sub-prime nasce nel mercato immobiliare.
Cerchiamo di ricostruire come è andata. Al grido di “una casa per tutti”, tipico slogan populista e socialista di cui troppo spesso l'attuale politica americana si macchia, il governo americano ha costruito F&F che avevano il dichiarato scopo di finanziare mutui a personaggi che non avevano i requisiti per ottenerli dalle banche normali (mutui sub-prime).
Spinto da questa decisione politica, il mercato delle case ha cominciato a salire, perché più americani avevano ora la possibilità di comprare casa. Nel frattempo, il tasso di sconto della FED era tenuto bassissimo (1% per i tre anni successivi al 2001).
Man mano che il prezzo delle case saliva, i mutui diventavano più convenienti rispetto all'affitto e sempre più gente cominciava a comprare casa col mutuo.
Gli imprenditori, vedendo aumentare il valore degli immobili, hanno cominciato a chiedere prestiti alle banche per investire in quel settore (gonfiato da una decisione politica).
Le banche hanno concesso i prestiti di moneta inventata agli imprenditori edili. Si sono cominciate a costruire tante case per soddisfare la domanda (politicamente gonfiata)
Intanto le banche hanno pensato di investire pure loro nei mutui sub-prime, spinte dal fatto che con il valore delle case crescente, qualora il mutuatario non avesse pagato, sarebbero rientrate pignorando le case.
Qui siamo alla prima fase dell'inflazione. Aumentano gli investimenti.
Con il circolare di questa moneta però, cominciano a crescere i prezzi dei generi di consumo. I consumatori si trovano in difficoltà, e diminuiscono la domanda di case. Molti mutuatari cominciano ad avere difficoltà di pagamento.
Cala la domanda, diminuisce il prezzo delle case. Alcuni mutuatari scoprono che conviene loro NON pagare il mutuo e farsi pignorare la casa, poi comprarne un'altra che adesso costa molto meno.
Gli imprenditori hanno cominciato a fallire. Le banche non sono rientrate dei prestiti concessi. A questo punto, anche le banche avrebbero dovuto fallire.
Ma le banche per definizione (lasciate perdere Lehman Brothers che è una banca senza sportelli) non vengono fatte fallire. Quando capita una crisi simile entra in gioco la FED o la BCE, la quale “presta soldi alle banche”. Ovvero, accende la magica stampante.
Oltre alla moltiplicazione monetaria dovuta alla riserva frazionaria, la banca centrale aggiunge altra inflazione stampando direttamente altra moneta fisica. Moneta che ovviamente, al pari della precedente non rispecchia alcuna merce prodotta. L'effetto di questa azione è diluire ancor di più il valore della moneta totale circolante. Detta in altri termini, la banca centrale tassa tutti i possessori di moneta per impedire ai banchieri incapaci di fallire.
Il risultato di questa politica è il cosiddetto moral hazard, azzardo morale, che può essere spiegato così:
“Ai banchieri non frega nulla di elargire prestiti ad alto rischio di insolvenza, tanto il rischio viene automaticamente accollato sui cittadini che possiedono la moneta. Anzi, conviene loro prestare a cani e porci, in quanto se il prestito rientra loro (e ovviamente NON i cittadini) guadagnano gli interessi, se il prestito non rientra, i cittadini pagheranno la loro scelta infausta.”
Pensiero in libertà: Anche io posso fare il banchiere o l'imprenditore se il rischio di impresa se lo accolla qualcun altro.
La crisi americana si trova attualmente in questo Stato. La FED persiste nel perseguire la strada dell'iperinflazione weimariana. L'America, e con lei praticamente tutto il mondo, rischia veramente di collassare economicamente. E tutto questo, vi pare libero mercato?
Se non ne avete abbastanza un ulteriore link ad un bel pezzo di Usemlab.
Da qualche giorno imperversa una furiosa polemica tra la sinistra, parte dell'opinione pubblica e la Gelmini. Il pretesto è una dichiarazione del ministro che afferma di aver fatto l'esame di abilitazione professionale a Reggio Calabria (in seguito RC), perché più facile.
La polemica si è innestata sopra un'altra precedente, quella scaturita dall'affermazione che i professori del sud sono meno preparati. Volevo fare due considerazioni spicciole per salvare dalla stupida crocifissione pubblica di cui noi italiani siamo maestri. Siamo un pò meno maestri nell'uso della logica e della razionalità. Sarà perché abbiamo i peggiori studenti di matematica dell' Europa?
Innanzi tutto, la Gelmini è stata coerente con il suo pensiero. SE tutte e due le abilitazioni hanno lo stesso valore legale, ma una si prende facilmente e una no, non vedo perché una persona che non sia masochista debba scegliere la via impervia. Attenzione. E’ lo Stato che ci garantisce che abilitazione (e perfino la laurea) a RC hanno lo stesso valore di quelle prese a Brescia. Considerato che hanno lo stesso valore, e considerato che per lo Stato puoi legalmente cambiare università, per i fautori della scuola pubblica, ovvero coloro che appena un paio di settimane fa inveivano contro le discriminazioni nei confronti dei professori del sud, non dovrebbe esserci alcun problema.
Mi spiego meglio.
O si accetta la banale verità che le scuole pubbliche sono di serie B, C , D ed E (di A mi rifiuto di pensarlo), ma i detrattori della Gelmini questo non lo hanno accettato visto come si sono incazzati per le sue dichiarazioni, oppure si deve reputare il comportamento della ministra un gioco a somma zero, inutile e dettato solo dalle sue sbagliate credenze in merito ad una supposta ma non veritiera differenza tra scuole del sud e del nord.
Se d’altra parte si accettano le scuole di diversa serie, bisogna NON prendersela con la Gelmini, ma con chi parifica i diplomi. Altrimenti è opportuno tacciare di opportunismo anche tutti i residenti di RC, visto che approfittano della loro residenza per prendere una laurea facile.
Consideriamo poi l'esame di abilitazione. L’esame di abilitazione è una “tassa” che devi pagare alla casta in oggetto per potervi accedere. Sostanzialmente, non serve a nulla, se non a porre un ulteriore ostacolo a coloro che vogliono esercitare una professione. Viene eseguito una volta conseguita la laurea. Da persone che hanno tutto l'interesse a NON darti l'abilitazione, in quanto appena avuta sei un loro diretto concorrente. Un pò come se i tassisti decidessero a chi dare ulteriori licenze di tassista.
Siccome l’abilitazione NON AGGIUNGE ALCUNA COMPETENZA, in quanto non esistono corsi tenuti da professori o robe simili, dal punto di vista prasseologico è molto più intelligente fare l’esame a RC piuttosto che a Brescia se a Brescia è più difficile.
Non è che chi viene abilitato a RC diventa un “pericolo” nel proprio lavoro, perché le competenze sono date dalla laurea e non dall’abilitazione. Viene perciò a mancare qualunque presupposto per scegliere l’esaminatore più difficile. Diverso, a patto comunque di abbracciare la tesi della Gelmini sulla preparazione dei professori del Sud, sarebbe stato prendere una Laurea a RC, perché in quel caso sì che il neolaureato sarebbe stato indegno della professione.
Ma sottostare al ricatto dell'albo degli avvocati / altra categoria, ed essere fermati per uno o più anni ridando lo stesso inutile esame post laurea, non è da persone corrette. E' da idioti.
E la Gelmini non mi pare affatto idiota. D'altra parte, per chi come me chiede l'abolizione degli ordini professionali, la questione non dovrebbe neppure porsi. E allora perché queste crisi di perbenismo spicciolo scorrelato dalla realtà?
E ancora, è possibile vedere qui un sinistro, o un destro neocon, o qualcuno di coloro che hanno alzato un polverone sulla diatriba sui professori del sud, che mi venga a spiegare PERCHE' prendere una abilitazione in una università PUBBLICA, e perciò paritetica, e perciò CARDINE dell'istruzione dei nostri giovani, e perciò SACRA, e perciò CON TANTI VALENTI professori, al SUD , possa essere incredibilmente diverso dal fare la stessa cosa in una scuola del nord?
Ma le scuole di serie A e B non si creavano con le scuole private?
Pare essere questo il motto dell’attuale governo per quanto riguarda la repressione dei fenomeni di delinquenza di massa, associati a frange estreme di pseudo – tifosi di calcio. E’ quanto si apprende dalla infausta decisione di vietare tutte le trasferte dei tifosi del Napoli calcio, a causa degli squallidi avvenimenti accaduti domenica in occasione di Roma – Napoli. Ricordo, per chi si fosse messo in ascolto solo in questo momento, che per l’occasione, un gruppo di circa 200 ultras del Napoli Calcio, ha pensato di sequestrare un treno delle FS, di cacciare i normali viaggiatori, e di appropriarsene per arrivare allo Stadio. Non ho informazioni sul possesso o meno di regolare biglietto da parte degli stessi.
Benché anche questa sia una situazione da valutare, in quanto sarebbe abbastanza plausibile ipotizzare che Trenitalia abbia venduto oltre 200 biglietti in più dei posti a sedere disponibili, ciò nonostante il comportamento dei suddetti ultras è ugualmente esecrabile.
Ma ancor più esecrabile il comportamento del governo, che come al solito, come capita ormai da anni, si dimostra a un tempo: incapace di porre un freno a banalissimi episodi di violenza e punire gli autori della stessa; arrogante e stupido nel limitare la libertà dei cittadini comuni e non organizzati in bande violente.
Signori miei, se si è incapaci di fermare un treno carico di duecento coglioni armati di aste di bandiera e qualche coltello, di caricarli di botte se fanno resistenza, e di arrestarli per svariati motivi che non sto qui ad elencare, semplicemente è meglio che si riprenda la vanga in mano e si vada a coltivare pomodori. Non ci si arroga il diritto di “mantenere l’ordine”.
Se sei impotente contro i tifosi, come posso io sperare che tu riesca un giorno ad estirpare la vera criminalità organizzata concorrente (concorrente a quella di Stato si intende)?
Non solo, se il tuo metodo è quello di vietare a tutti le trasferte, gli interrogativi che sorgono sono due:
1. Considerato che è altamente ingiusto farsi punire senza motivo, non farebbero bene tutti gli altri tifosi, ovvero il 99.9% dei tifosi napoletani, ad assaltare altri treni, fare a pugni con le forze dell’ordine e quant’altro, al solo scopo di meritarsi la punizione che gli è stata inflitta?
2. Come ci si pone nei confronti dei nazisti, che a causa di 4 partigiani che ammazzano un soldato tedesco, uccidevano 33 civili innocenti? Mi sembra un metodo piuttosto simile. Un pò come far fare un paio di mesi di galera a tutti perché ci sono degli italiani che rubano o uccidono. O se volete.... alzare le tasse a chi le paga perché qualcun altro le evade. Come dite? Questo è usuale? Già. Purtroppo lo è.
Ignobile è poi il comportamento di quei cittadini, che in un impeto di revival nazicomunista, invocano punizioni generalizzate e pesantissime, addirittura straparlando sul fatto che la maggioranza dei tifosi sia identificabile con i duecento stronzi napoletani. Questa gente, sono pronto a scommetterci non è mai stata in una curva, probabilmente non è mai andata allo stadio.
Io ho visto diverse partite in curva. E’ un luogo piuttosto pericoloso, per via dei soliti duecento che lanciano bottigliette fumogeni e petardi. Ma rimangono 200, mentre i 9000 restanti sono lì che cantano e che cercano di vedere la partita. Schivando le bottiglie. E noi, invece di punire i duecento lanciatori, siam li che impediamo ai 9000 di vedere la partita.
Io credo che i politici vivano una specie di orgasmo quando possono inventare un nuovo divieto. Una specie di incarnazione del detto comandare è meglio che fottere. Non si spiega altrimenti l'enorme quantità che questi farabutti autodichiaratisi indispensabili vomita annualmente sulle nostre spalle. A partire dal livello centrale, fino ai comuni, che quest' anno han dato prova di tutta la loro perversione nell'inventare divieti da porre in atto nelle spiagge della nostra penisola.
Quand' è che la gente toglierà il potere ai politici di inventare leggi e divieti e li costringerà a zappare la terra per sopravvivere?
UPDATE
Nuova enorme cazzata sparata dall'apparato governativo, forse per discolparsi in parte dell'inefficienza. Dietro i duecento coglioni ci sarebbe addirittura la Camorra!!!! Notoriamente la Camorra si occupa di risse da stadio, estorcendo da ogni persona che non picchia un'altra, un enorme tass ehm pizzo. Secondo me invece, dietro tutto ci sta Palla di Neve.O forse Emmanuel GoldStein?
L'altro giorno, leggendo il giornale di Feltri (Libero), alla pagina dei commenti dei lettori mi sono imbattuto in un interessante commento a proposito delle pensioni.
Il lettore raccontava di come una giovane ragazza dell'est europeo avesse circonvenuto un anziano italiano, che l'avrebbe sposata. Alla morte di quest'anziano, avvenuta qualche anno dopo, la ragazza ha ottenuto la reversibilità della pensione del marito, permettendole di vivere degnamente senza lavorare. Il prode lettore titolava il suo commento definendo il vecchio come il pollo italiano che veniva raggirato dalla scaltra ragazza dell'est.
Non c'è nulla di esatto in questa disamina. Non si capisce per quale motivo un anziano che si riaccompagna con una giovane donna debba essere definito pollo soltanto per questo. A patto che non gli abbia intestato case terre o macchine infatti, il ragionamento dell'anziano è semplicemente perfetto. Infatti, i contributi pensionistici da lui versati durante tutta la vita, verrebbero alla sua morte fagocitati dal Leviatano statale, come al solito gaudente della morte di un pensionato o di un prossimo pensionato. In questo modo, il vecchio ha evitato l'ennesimo furto perpetrato dallo Stato, costringendolo a restituire i soldi della propria pensione ad una persona a lui cara. Anzi probabilmente (e io sinceramente lo spero) molti di più di quelli che ha versato.
Ora, cosa ci ha rimesso il vecchio? Forse che i soldi della sua pensione, se non si fosse risposato, sarebbero andati ai suoi figli naturali?
No, quei soldi sarebbero spariti nel nulla, cannibalizzati dallo Stato per pagare cocaina e prostitute a qualche deputato.
Possiamo dunque dire che il vecchio, ben lungi dall'essere pollo, è stato proprio dritto. Ed ha difeso la sua proprietà. Perché ve lo ricordo, i soldi della vostra pensione, sono una vostra proprietà, che lo Stato vi ruba se "disgraziatamente" non raggiungete una età tale da riprenderveli tutti. Non solo, a differenza di una vostra proprietà, non vi permette di lasciarli in eredità ai vostri figli, se hanno superato la maggiore età. Il che è un altro furto. In questo modo invece, il vecchio potrebbe perfino essere riuscito a trasmetterli in eredità, semplicemente accordandosi con la giovane donna, affinché una parte X della sua pensione, che ella riceverà finché campa o non si risposa, vengano mensilmente distribuiti ai suoi figli. Ordunque, supponiamo che si sia accordato affinché la vedova lasciasse un mensile di 100 euro al mese al figlio, e supponendo che questa, data la giovane età campi 40 anni ancora, l'anziano pollo avrebbe trovato il modo di consegnare, seppur ratealmente, la bellezza di 48000 euro al figlio. E lo chiamiamo pollo?
Fossero tutti così i polli....
La domanda da porsi è casomai, chi ci rimette. Finché i contributi versati dal vecchio non sono superati dalle pensioni erogate (al netto degli interessi), a rimetterci è comunque il vecchio, che non fa altro che limitare i danni inflittigli dalle leggi pensionistiche italiane. Poi incomincia a rimetterci lo Stato Italiano.
Il che è e rimane un bene vista la manovra prepotente con la quale si appropria dei nostri sudati risparmi.
E' banale invece notare che ciò non accadrebbe con una pensione privata a capitalizzazione, perché, come ben sapete, una azienda privata NON può non consegnare i soldi ad un erede. Solo in quel caso si può ipotizzare, non certo dimostrare che il vecchio, rincoglionitosi, si sia fatto fregare dall'avvenente ragazza.