La libertà è l'unica via Il socialismo il più grande dei mali

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venerdì, 23 marzo 2007
Libera Chiesa in Libero Stato

Desidero spezzare una lancia a favore del comportamento del Papa, tenuto nei confronti dei DICO / PACS e subito bollato come indebita ingerenza del Vaticano nello stato Italiano. Intanto non manco di rimarcare come, da quando c'è questo schifo di governo, qualunque opinione non allineata con il pensiero di Prodi (e a volte anche quelle allineate a questo), espressa da qualcuno che non sia un suddito, oppure un politico, viene bollata come "indebita ingerenza". Così se gli ambasciatori di sei paesi parlano, si intromettono indebitamente, se parla il papa idem, se parla di dipartimento di stato USA idem.

Mi domando se le affermazioni su come condurre i negoziati di pace ad Israele, in Afghanistan o addirittura in Iraq, del nostro ministro degli Esteri, non possano venir giudicati in maniera analoga.

Ma torniamo al Papa. Dunque, il Papa è a capo della Chiesa di Roma. Il compito della Chiesa di Roma, come quello di tutte le altre religioni, è di fare adepti, e di spiegare ad essi come comportarsi sulle dottrine etiche e morali. Non è quello di coltivare un pezzo di terra di 0.44 Kmq e campare per i cavoli propri. Si può o non si può essere daccordo, si può abbracciare una religione o meno, si può credere che lo facciano in malafede piuttosto che con convinzione, ma non si può negare che ogni religione abbia i due succitati compiti come scopo unico della propria esistenza.

Ordunque, caliamo la Chiesa cattolica nella realtà Italiana.  

Realtà italiana che si è sempre definita cattolica (per quanto poco o nulla osservante). Il papa dunque, come ogni capo religioso, tende ad indirizzare i propri adepti verso i principi che , a torto o a ragione, la sua religione giudica sacri ed inviolabili. E se l'essere gay per la Chiesa è immorale, non manca di rimarcarlo. Alla stessa maniera con la quale rimarca la sua contrarietà all'aborto o all'eutanasia. Non si tratta di ingerenza, ma semplicemente del mestiere di Papa, cardinale. vescovo, sacerdote. Taluni obietteranno che il Papa non si limita a indirizzare i cattolici, ma esercita anche delle  "indebite" pressioni politiche. Ma quanto sono indebite?  Le pressioni del Papa, sono rivolte a quei partiti che si dichiarano ostentatamente filocattolici e che pescano a due mani nell'elettorato cattolico. Se un partito si fa propaganda spacciandosi per portavoce istituzionale dei cattolici, se un partito arriva a Montecitorio grazie ai voti di questi cattolici, che lo hanno votato proprio perché questo si afferma come loro portavoce, quanto è "indebita" la pressione del capo dei cattolici?? E' indebita una analoga pressione della CGIL nei confronti di Rifondazione Comunista? E quando Stalin decideva cosa doveva e cosa non doveva fare un partito che si definiva Comunista, si sono viste queste levate di scudi sul principio di non ingerenza? Ancora, supponiamo la nascita di un partito filo francese. Il partito per l'annessione alla Francia (PAF). Sarebbe indebito che i Francesi consigliassero gli aderenti a tale partito sulle decisioni da prendere?

D'altra parte, il Papa si guarda bene dal richiamare al dovere religioso gli esponenti di Rifondazione, Verdi, Comunisti Italiani etc.

In Italia, il clero, si comporta alla stregua di tutti gli altri gruppi di pressione, siano essi gay, imprenditori, sindacati, banchieri. La democrazia è un sistema per il quale non puoi rimanere in disparte. O sei un gruppo di pressione (e allora sei predatore), o non lo sei (e allora sei vittima). Non essendoci un confine sulle decisioni che uno Stato può prendere, chi resta in disparte rischia sempre di trovarsi a braghe calate. Libera Chiesa in Libero Stato, è un principio giustissimo. Purchè valga anche il principio di Libero Stato. Ma in una socialdemocrazia totalitarista ed etica, questo non ha senso, perchè le decisioni prese dallo Stato Centrale, ricadono invariabilmente sui cattolici. Ad esempio, l'accettazione dei PACS / DICO, comporterebbe che il cattolico italiano riconoscesse come moralmente accettabile (a tal punto da finanziare con i propri soldi i diritti acquisiti), l'unione omosessuale. Che secondo la sua propria morale (o se volete quella della Chiesa alla quale egli si rifà), non è etica. In seguito potrebbe trovarsi a mandare i propri figli in una scuola pubblica dove ci sarebbero anche figli adottivi di omosessuali, e sarebbe costretto a lottare contro l'insegnamento statale, che inculca nei loro figli, la perversa (per loro) idea che la famiglia di quei bambini sia altrettanto normale. O sarebbero costretti a spendere più soldi per mandare i propri figli in scuole private, sussidiando comunque i figli adottivi degli omosessuali.

E voi dite che questo non deve riguardarli?

Qualcuno permette ai cattolici di vivere in comunità "a parte", che non condividono la morale di Stato? No, non gli è neppure dato modo di recintare un pezzo di terra e dire: "Qui si fa a modo nostro, i gay, gli abortisti, i musulmani, i vattelapesca non entrano!" .Sono costretti, come il resto della popolazione, a sottostare alle correnti maggioritarie che imperversano per il paese. Sono perennemente in lotta perché non gli è dato modo di continuare a vivere secondo la loro morale. Gli viene imposta la scelta:

O la tua morale per tutti, oppure la nostra per tutti. Preda o predatore. E a nessuno piace fare la preda. Chiunque, ad una tale domanda risponderebbe, la mia per tutti voi. Questo è il problema di base di tutte le socialdemocrazie.

Con questo cosa voglio dire? Che la chiesa cattolica sia liberale? No affatto. E sono certo che, se avesse il potere, sarebbe totalitaria, ma lo sarebbe alla stessa stregua di coloro i quali gridano contro "l 'indebita ingerenza".

L'ingerenza non sarà mai indebita, fino a che una decisione politica condiziona la vita degli "ingerenti". Prima di proclamare la "non ingerenza", bisognerebbe che i partiti politici garantissero il "Libero Stato". Ossia la mera difesa della proprietà privata. L'annichilimento dei "diritti positivi". Se non vogliono farlo, non vengano a parlare di "indebite ingerenze". Ognuno ha il diritto di cercare di tirarsi su i pantaloni quando la situazione si fa rischiosa per il proprio culo. E scusate la finezza di quest'ultima affermazione

 

Postato da: LibertyFighter a 18:35 | link | commenti (29)
politica, libertà, socialismo

giovedì, 22 marzo 2007
Vince la violenza

La liberazione di Mastrogiacomo, per quanto da condividere dal punto di vista umano, è da definirsi angosciante dal punto di vista politico, per le modalità con la quale è avvenuta. Non per niente, le critiche ci sono piovute addosso da tutta la UE, oltre che quelle scontate degli americani. Non si tratta di essere pro o contro la guerra in Afghanistan, pro o contro la politica di Bush. Si tratta di uno stato che si cala le braghe di fronte alla violenza. Uno Stato che, prima si arroga il diritto al monopolio della sicurezza, e poi decide che non è il caso di fornire questo servizio. La scarcerazione di almeno cinque terroristi talebani, catturati dal governo Afghano e rilasciati su pressione del governo Italiano, è un atto di resa da parte del governo ad una strategia violenta. E' il chiaro segno che ha ragione chi commette violenza. Che in Italia, la strada più breve per incrementare il proprio benessere, passa per la vessazione altrui ed il ricatto di Stato.

I nostri baldi rappresentanti si sono presentati con una valigia con un milione di dollari (più o meno 1/30 della finanziaria che ci hanno fatto digerire, pronti a regalarli ad un branco di assassini che hanno rapito un giornalista. Che i talebani abbiano poi optato per la scarcerazione di prigionieri, poi è un altro conto. Ma d'ora in avanti, sappiamo che un giornalista della Repubblica rapito, porta direttamente al pagamento di un riscatto. Un milione di dollari. Senza tentativi di rivalsa. Capo chino e basta. E allora mi chiedo. Perchè nel 1978, alle BR fu negato questo sacrosanto diritto? Perchè hanno ucciso Moro? Non si poteva semplicemente mollare loro un milioncino, liberare qualche stronzo e cedere al ricatto? Ancora, e mi rivolgo ai mafiosi, alle cosche malavitose sarde etc. E' finita l'era della mano pesante contro i sequestratori. Una vita umana (in special modo se di sinistra), vale più di ogni altra cosa, per lo stato italiano. E allora smettetela di trafficare in droga, di riscuotere pizzo dai poveri lavoratori. Signori della Mafia, della Camorra, della Ndrangheta. Rapite qualche giornalista di sinistra. Lo stato italiano è ben lieto di pagarvi un milioncino di dollari. E se per caso, per un motivo strano, invece doveste essere catturati, non c'è problema. Se qualche vostro amico fa un altro rapimento, voi avrete il diritto di essere scarcerati in cambio del rilascio degli ostaggi.

Proporrei in ultimo di dissequestrare i beni dei familiari dei rapiti, in modo che essi stessi possano provvedere al pagamento del riscatto, perchè non capisco perchè, tale diritto possa essere accordato allo Stato, con i soldi dei contribuenti, e non ad un familiare, disposto a fare altrettanto con i suoi propri soldi.

E pace all'anima della Società Libera.

 

UPDATE

Dal sito dei RL apprendo che addirittura il ministro Parisi abbia dichiarato che ai servizi segreti sia stato impedito di liberare Mastrogiacomo per altra via, per lasciare il campo libero a Gino Strada. Mi piacerebbe credere che ciò non fosse vero. Ma se lo ammette addirittura Parisi....

 

 

Postato da: LibertyFighter a 12:07 | link | commenti (2)
politica

venerdì, 16 marzo 2007
Shooting Franco

Credo che i politici vogliano la guerra civile. L'atteggiamento dittatoriale che l'intera casta, specialmente il CSX al governo, sta ostentando nei confronti dei cittadini, grida vendetta. Il garante della privacy si è risvegliato dal letargo nel quale versava, per impedire, ancora una volta che l'informazione metta in luce ciò che non è politically correct tra le abitudini dei politici. E così con un Editto lampo, blocca la pubblicazione delle foto in cui si vede Sircana che va a trans. Ora, premesso che non mi frega niente se un politico va a prostitute. Neppure se queste sono trans. D'altra parte, se indagassimo sulle abitudini sessuali di Pecoraro Scanio e il resto dei froci presenti in parlamento, ne avremmo a bizzeffe di notizie simili. Ma secondo me, ognuno è libero di compiere le scelte sessuali che desidera. E non solo quelle sessuali. Il problema è che ogni qualvolta si tocca la "Casta Sacra", compare questa testa di cazzo politicizzata con i poteri di Gesù Cristo che decide cosa si può e cosa non si può pubblicare. E puntualmente, diventa illecito far notare che si drogano, che vanno a puttane, che probabilmente spacciano e chissà quant'altro.

Cosa sarebbe successo se avessero pescato un Cardinale andare a Trans?

E se invece che in parlamento, i test sulla droga, le Iene li avessero fatti in discoteca?

Non ci prenda per il culo il signor Franco Pizzetti . La privacy è uguale per tutti, ma per i politici è più uguale. E non ci parli di precedenti pericolosi, di metodo, di deriva giornalistica. Quando la deriva giornalistica sbatte il cittadino comune alla berlina, va tutto bene. Si può continuare a sonnecchiare.

Sia chiaro, in Italia si è sempre saputo che i politici erano "a parte", ma fino a qualche tempo fa, non osavano sbatterti in faccia questa realtà,dirti spudoratamente: "Tu non puoi fare un cazzo. Io che comando faccio come mi pare , te lo faccio vedere e tu subisci in silenzio!". La situazione non è accettabile, arriverà il momento in cui il popolo si ribellerà, e allora non saranno inchieste giornalistiche. Saranno fucilate. Ai politici e al garante dei politici. Che qualcuno con un briciolo di cervello si renda conto, all'interno delle aule dorate del parlamento, e faccia qualcosa. Inoltre è interessante notare che la regola dei due pesi e due misure, vale anche per le azioni compiute dai politici, oltre che per la loro interpretazione da parte del garante.

Mi spiego meglio. Se io mi faccio una canna, finisco dentro, vogliono farmi i test antidoping a scuola, mi levano la patente, mi mandano in clinica, devo periodicamente andare al Sert per dimostrare che non sono un tossico. Perchè la droga fa male, e i politici che si preoccupano tanto della nostra salute, non possono permettere che ci facciamo male da soli.

Se lo fanno loro è giusto, legale ed intimamente privato. Tanto che non si deve neppure sapere.

Se, in preda ad una carenza cronica di donne, decido di andare con delle prostitute, trovo un mare di zelanti politici regionali che piazzano telecamere per riprendermi mentre lo faccio, se possibile i carabinieri mi multano con qualche scusa, addirittura cercano di affibbiarmi qualche reato.

Se nella macchina ripresa dalla telecamera c'è un politico, questo è diverso. Anche qui, sono fatti intimi, legali e strettamente privati. La telecamera va spenta, oscurata distrutta.

Ma legalizzare droga e prostituzione, (che significa solo non spendere inutilmente i soldi dei contribuenti, visto che il fenomeno è già diffusissimo e inarrestabile), questo no. Perchè loro conoscono qual'è il bene del cittadino, che come tutti sanno, è diverso dal bene del politico. E poi, se in democrazia (come si ostinano imperterriti a chiamare la dittatura italiana), il 60% della popolazione si fa di qualche droga, oppure va con prostitute, chi da loro il diritto di non rispettare la decisione popolare?

Comunque, aspettando con ansia l'eliminazione del GARANTE DEI POLITICI, invito i miei due lettori a non dimenticare mai:

Un politico ogni tre si droga

Silvio Sircana va con i trans.

Ricordate sempre queste due notizie. Che la memoria dei cittadini possa trattenere queste informazioni celate con la forza da un individuo abietto. Che non vinca la visione Orwelliana di questa casta politica. Che la gente abbia la forza per ribaltare il corso degli eventi nell'italica litora, e costringa i politici ad abbandonare il potere che si sono arrogati. Che abbiano un pò meno diritti del cittadino comune, che dovrebbe essere il datore di lavoro degli stessi. E non il loro schiavo.

Solidarietà a Maurizio Belpietro e, ovviamente, alle Iene

Postato da: LibertyFighter a 13:09 | link | commenti (11)
politica

martedì, 13 marzo 2007
Benpensanti confusi

Questo articolo di Michele Brambilla su il Giornale, mi dà ancora una volta l'occasione di tornare a parlare di droga. L'autore, pervaso da certi istinti umanitari e sociali, appoggia il discorso allucinante di Amato, non nuovo a questi exploit (si pensi alle maggioranze variabili), che ipotizza controlli antidoping sugli studenti al termine delle interrogazioni. Il cavallo di battaglia dell'autore è che , visto che la droga fa male, questa comporta anche un costo sociale in materia di spese sanitarie. Ammettendo pure tutto questo, ci si deve domandare se non sia l'idea di un sistema sanitario socializzato, e quindi deresponsabilizzante, il problema, piuttosto che l'uso di droga. Mi spiego meglio. Sul sistema sanitario, influiscono in maniera molto maggiore, le spese per i diabetici, gli obesi e le malattie connesse all'obesità. Trombosi, ictus e varie altre amenità correlate ad una alimentazione sbagliata, incidono in maniera determinante sul costo della sanità pubblica. Seguendo il ragionamento del Brambilla, si arriverà a fare controlli sugli obesi, sull'assunzione di zuccheri da parte dei diabetici, e in generale su qualunque abitudine "non codificata" dalle ideologie politiche dominanti. In questa direzione vanno leggi  come l'obbligo del casco sugli sci, in moto, in bicicletta, le ginocchiere, l'armatura in titanio quando vai sui pattini a rotelle e l'esoscheletro di protezione quando ripari il tetto di casa.

Forse il problema è la deresponsabilizzazione del sistema sanitario? Se ognuno stipulasse assicurazioni private, il cui premio aumenta in base al rischio, forse non sarebbe necessario imporre alla popolazione lo stile di vita che decide il Leviatano Signore onnipotente di tutte le nostre vite.

Il Brambilla si perde ancora in chiacchiere tipo la discriminazione dei fumatori, che vengono trattati come appestati, mentre i drogati no, sul fatto che nessuno manderebbe i propri figli su un autobus guidato da chi si fa le canne e altre banalità sorprendenti.

Anche qui il problema è, casomai, il fatto che si discrimino i fumatori, piuttosto che non vengano discriminati anche i drogati (termine poi piuttosto generico che comprende sia i fumatori di hascish, sia gli eroinomani, ma non coloro che abusano di sedativi, di "calmanti erboristici", di dolciumi, di alcool e tutto ciò che il solito Leviatano non ha ancora proibito). E, personalmente, mio figlio non lo manderei a scuola neppure su un autobus guidato da uno ubriaco, o rincoglionito di sedativi, oppure incazzato a peste con la moglie. Ma questo non c'entra. Se quando guida, l'autista è nel pieno delle sue facoltà mentali, che nel week-end si sia fatto una dieci cento canne, non me ne frega niente. Come se si è ubriacato. E non me ne deve fregare niente.  Infine, cade nello scontato per eccellenza dicendo che queste persone aumentano la microcriminalità. Cosa che puntualmente accade quando la merce non è libera e viene a costare un casino. O, se il drogato fosse violento, il problema rientrerebbe comunque nella repressione della violenza e non della droga di per se. Così come se il violento è alcolizzato, sovraeccitato dal caffè, o semplicemente testa di cazzo. Lo stato non è capace di reprimere la violenza? Rinunci a fare lo stato. Non cerchi di lobotomizzare la popolazione per averne un controllo completo. Lo sappiamo tutti che se fossimo automi, non ci sarebbero problemi. Ma non vogliamo esserlo.

Che bisogna convincere i giovani che la droga fa male, è un discorso. Che bisogna privarli del libero arbitrio, dall'alto della Verità statale, un altro. Va bene una campagna di sensibilizzazione. Ma evitiamo la coercizione. E Amato, prima di rompere le palle alla gente comune, ragioni sul fatto che in parlamento, una persona su tre si droga beatamente al riparo dell'immunità parlamentare. Personalmente ne ho abbastanza di agenti della Digos che fanno gli svelti con diciottenni che in compagnia si stanno fumando uno spinello, trascinandoli nel vortice della giustizia, tra spese legali, sanitarie per i prelievi, ritiri di patente e crisi familiari. Vadano a proteggere le persone dalle rapine in villa, dagli stupri e dagli omicidi, dai terroristi e dagli individui armati e pericolosi. Con i ragazzi è sempre facile fare gli sboroni.

Questa è l'unica istanza liberale di una sinistra statalista e comunista. Cerchiamo di non convincerli del contrario.

 

Postato da: LibertyFighter a 18:15 | link | commenti (11)
politica, libertà

domenica, 11 marzo 2007
Votare contro il rifinanziamento

Sono dell'idea che la CDL debba votare contro il decreto di rifinanziamento in Afghanistan al senato. Benché la sua opinione in proposito sia a favore, sarebbe un grave errore dare un sostegno a questo "governo" e poi affidarsi alla loro moralità, sperando che ne abbiano abbastanza da dimettersi. Sappiamo a priori che non ce l'hanno e che hanno la faccia come il didietro. Dunque solo una crisi può farli cadere. Sappiamo inoltre che Napolitano, ben lungi dall'essere imparziale e di tutti i cittadini, si dimostra piuttosto Scalfaroide e filo sinistri. Del resto da un comunista non ci si poteva attendere altro. Parole come quelle di Amato, sulle maggioranze variabili, preludono soltanto ad un Partito Unico, di stampo sovietico, perennemente al potere. Non importa chi ci appoggia, ma al governo resteremo sempre noi. Perciò, Berlusconi e Fini, votino no!. Che la missione non venga rifinanziata, che si apra una crisi, si vada a nuove elezioni, e si rimandino i soldati in Afghanistan quando finalmente avremo il Governo (notare la maiuscola e l'assenza di virgolette). Bush e Blair capiranno.

In nessun caso, dare occasione alla sinistra di prolungare la sua permanenza al governo può portare buoni frutti. Dunque, opposizione dura e radicale. L'interesse supremo Italiano, adesso è che questi pagliacci stalinisti vadano via dai posti di potere. L'Afghanistan viene dopo.

Postato da: LibertyFighter a 19:09 | link | commenti (4)
politica

giovedì, 08 marzo 2007
L'ingovernabilità delle Nazioni SocialDemocratiche

Prendo spunto da una interessante discussione dal blog di Lexi sull'ingovernabilità italiana e le sue eventuali connessioni con la legge elettorale.

Il socialismo è un perverso cancro praticamente inarrestabile. Non c'è riforma che amplii il "welfare state", che non sia poi difficilmente revocabile in futuro. Troppi interessi vengono ad orbitare attorno ad essa. Coloro che vengono assunti, l'indotto che viene generato, tutte le minoranze che sono beneficiate dai privilegi stabiliti dalla riforma, si opporranno in maniera compatta ad una sua rimozione. Di contro, essendo il costo spalmato sulla popolazione, nessuno che sia danneggiato da questa riforma, formerà un gruppo di pressione sufficientemente forte per farla abolire. La conseguenza è una sempre maggiore dose di statalismo e socialismo, ed una sempre maggiore schiavizzazione del privato.  Questo è un dato di fatto.

L'Italia in questa progressiva corsa contro la libertà, si trova in una posizione di vantaggio rispetto alla maggior parte dei partners Europei. Certo siamo indietro rispetto a Cuba, ma nel continente siamo forti.

Tutto ciò è dovuto alla presenza in Italia dei più grossi partiti comunisti d'Europa. Tutti cospicuamente finanziati dall' URSS per trascinarci nel baratro socialista. E gli effetti gramsciani dell'indottrinamento stanno mostrando i propri frutti, visto che le istanze liberali nel panorama politico sono sempre più flebili e soprattutto confuse. Troppo spesso gente che si dichiara liberale non ha la più pallida idea di cosa significhi, e lo usa soltanto come slogan perchè è politicamente corretto.

L'ingovernabilità di uno stato, il fatto che in Itala si siano succeduti 37 governi in soli 61 anni, con una media di 1,6 anni per ciascun governo, deriva dall'incompatibilità del socialismo con l'idea democratica.

Il socialismo comporta una società sbilanciata, dove non vige la regola a ciascuno il suo, bensì a ciascuno quello che reputa giusto il Legislatore/Demiurgo. Con queste premesse, l'evoluzione della società è segnata. Infatti, sebbene il mercato venga abolito all'interno dello Stato, il principio della concorrenza permane all'interno delle istituzioni. Si genera in sostanza una feroce concorrenza per decidere chi, come e perché debba ricevere i privilegi di cui sopra. Inoltre, essendo il cittadino comune senza potere, (in quanto tutto risiede nelle mani dello Stato), le possibilità sono solo due: essere preda o predatore. E chiaramente, tutti cercano di diventare predatori. Dunque diventare politici, o essere in grado di influenzare i politici. E proprio come in un libero mercato, nel quale nessuno resta sulla cresta dell'onda in eterno, si scatena la lotta tra gruppi di pressione per garantirsi voce in capitolo nella stanza dei bottoni. L'instabilità dei governi deriva proprio da questo. La democrazia presuppone la concorrenza alla guida della nazione, ma il socialismo consente la prevaricazione sulla vita degli altri e spinge le persone come unica risorsa ad assumere il controllo del potere. In una società basata sul rispetto della proprietà privata, il guadagno eventuale nel fare il politico è minimo, in quanto non si dispone affatto del potere suddetto e dunque le poche decisioni da prendere, correlate agli irrisori vantaggi personali che ne derivano, stemperano il conflitto politico e permettono una conduzione stabile del governo.

Il fatto che in Italia i governi durino meno che nel resto d'Europa è sostanzialmente dovuto allo stato più terminale del cancro socialista in relazione con gli altri paesi. Ma, data l'irreversibilità del male, anche gli altri paesi tenderanno a questa situazione.

Come ne usciremo? A parte la rivoluzione liberale, che in Italia non succederà spontaneamente, i possibili epiloghi sono due:

  1. Spinta verso una maggiore governabilità  , ossa verso la demolizione del sistema parlamentare  democratico ed una trasformazione dello Stato in uno Stato Totalitario anche nella scelta dei governanti (magari aggirando la Costituzione piuttosto che modificandola), sullo stile degli Stati comunisti oppure degli stati Arabi.
  2. La situazione si esaspera a tal punto che la società va in pezzi e dopo qualche anno di guerra civile, la nazione non esiste più e si frammenta in realtà più piccole e indipendenti.

Inutile dire che mi piacerebbe arrivare al punto 2. Ma temo che i politici spingano tutti verso il primo punto e che dunque è questo quello che ci aspetta.

Un occhio particolare va dato a quegli stati che hanno avuto governi stabili. Il caso degli USA ad esempio. Gli Stati Uniti hanno un potere infinito nelle mani del governo, praticamente quanto gli stati totalitari. Fino ad adesso la loro salvezza è stata nello scarso attecchimento della cultura socialista, che ha intimamente frenato il governo dal allargarsi oltre misura. Ma l'idea socialista in USA è sempre più forte, ed arriverà il momento in cui, quando saranno pronti, la loro transumanza verso l'ipotesi 1 sarà ancor più repentina che da noi.

Postato da: LibertyFighter a 17:43 | link | commenti (6)
politica, libertà, socialismo

lunedì, 05 marzo 2007
Compendio bufale italiane

Ovvero: I comunisti dimostrano ancora una volta che di mercato non ci capiscono nulla. Ma questa non è una novità. Il problema più eclatante invece, è che anche la maggior parte degli italiani, e la quasi totalità dei giornalisti dimostra di capirne altrettanto. Ecco le ultime polemiche  italiane..

Sanremo e gli stipendi della ditta Baudo / Hunziker

Il ministro dell'economia TPS ha dichiarato che è immorale che quei due guadagnino così tanto. Che è uno schiaffo alla povertà. In un'ottica di libero mercato, ognuno guadagna quello che la gente è disposta a pagare, dunque non ci trovo nulla di strano se un calciatore, un attore o un presentatore guadagnano X volte più di me. D'altra parte nessuno è disposto a pagare per guardarmi lavorare. Ma la RAI non è un libero mercato, ma un'azienda finanziata coercitivamente con i nostri soldi. Dunque è legittimo che gli stipendi stellari di Baudo & co. ci stiano un pò sul cosiddetto. Solo che TPS omette di dire, quando si erge a moralista dell'ultim'ora, che lo sblocco dei cachet per la RAI, lo ha voluto il suo governo con la scusa che la rai deve competere in un libero mercato . Una persona normale, da questa affermazione evincerebbe la privatizzazione RAI. Il suo governo no! Per il suo governo, competere in un libero mercato è possibile con i soldi statali. Misteri della fede

Telefonia

Tutti i giornali fanno a gara per compiacere il governo dichiarando che l'odioso balzello sulle ricariche dei telefonini è stato eliminato. A fronte di ciò, il CODACONS, e altre associazioni di consumatori, ipotizzano "raggiri" della "liberalizzazione", da parte delle aziende di telefonia, che aumenterebbero le tariffe per compensare i minori entroiti. E tutti fanno a gara per chiedere che l'ANTITRUST sorvegli.

Ora, in primo luogo, con il termine balzello si intende una tassa. Siccome i privati non possono tassare, dovrebbe essere lapalissiano che quella in questione non può essere una tassa. Ma se non è una tassa, è un costo. Se è un costo, è più che logico che i soldi che il governo gli ha impedito di ricevere in una maniera, le aziende debbano ottenerli in un altro modo. Dunque alzando le tariffe. Cosa per altro più che legittima. Notiamo come anche in questo caso, l'interventismo economico non produca l'effetto sperato. Infatti, non si è alleggerito il carico sui consumatori, ma si è solo modificato il metodo di pagamento. E siamo fortunati se la distorsione indotta si fermerà qui. Caro Bersani, quando si parla di "liberalizzazione" si intende o l'abbassamento delle tasse,ossia quelle introdotte dallo Stato , o la libertà di ingresso nel settore. Una misura interventista è quanto di più lontano (e deleterio) da una liberalizzazione. Male fa il CODACONS a lamentarsi, peggio fa il giornalume nostrano a dar rilevanza al fatto. Doveva lamentarsi all'epoca dell'uscita del pacchetto.

Caro Benzina

Attualmente, la benzina ha ripreso a salire, benchè il costo del petrolio non sia in crescita, o forse addirittura in calo. Anche qui, frotte di popolani miopi e di politicanti populisti fanno a gara per invocare l'AntiTrust. Ma anche questo è il frutto della dissennata finanziaria firmata TPS-Frodi-Fisco. Come ben spiega Pascal Salin (forse l'unico liberale francese contemporaneo), le tasse sulle imprese vengono pagate non dalle imprese (che non sono un ente fisico e dunque non pagano le tasse), ma da qualcun altro. Questo qualcun altro, la maggior parte delle volte è il consumatore. E' dunque logico che nel momento in cui il carico fiscale aumenta (la riduzione del cuneo fiscale dove è finita?), le compagnie non fanno altro che trovare un'altra posizione di equilibrio aumentando gli introiti per compensare le maggiori spese. Inoltre, a causa della progressività fiscale, è chiaro che l'aumento che bisogna fare è maggiore del netto che servirebbe a recuperare i soldi sborsati.

Ma il giornalume a questo non arriva. O forse, più probabilmente non gli interessa. E non interessa ai politici, ai quali fa piacere che il capitalismo malvagio aumenti i prezzi, per dimostrare quanto sono cattivi e degni di ogni malversazione. A pagarne le spese, come al solito saremo noi. Ma spero tanto che qualche "coglione" paghi più di quanto spenderò io, affinché si renda conto del danno che ha fatto all'Italia quel 9 aprile.

Prosegue nel frattempo, il festival dello schifo in parlamento. Non contenti di aver dato prova ancora una volta di fervido attaccamento alle poltrone e di trasformismo politico, i nostri dittatorini non trovano di meglio, durante il discorso sulla fiducia bis a Frodi, di attaccare qualcuno dell'opposizione. Indovinate un pò chi hanno estratto dall'urna come vittima predestinata? Come avete fatto ad indovinare? Eppure pensavo che questa volta invece di Berlusconi attaccassero che so, Fini, Casini, Maroni.

Fassino fa un discorso obbrobrioso nei modi, nei tempi e nei contenuti. In parole povere, se andava a trans, faceva migliore figura. Il discorso, completamente fuori dal contesto verteva sulle solite crisi di unità della CDL, in particolare del ramo DC, che come al solito ama avere i piedi in due staffe, ed anela ad un obsoleto grande centro. Ed imputava ovviamente a Berlusconi di essere un leader non voluto dal centrodestra. Innanzi tutto, sarebbe opportuno che in un dibattito sulla fiducia, si parlasse della maggioranza, e non dell'opposizione (ma forse proprio per questo Fassino ha parlato di CDL), ma comunque ricorderei a Fassino, e anche a Casini, che quei due milioni che sono scesi in piazza a Roma, un governo con un primo ministro democristiano non lo voteranno mai, ma voteranno solo e soltanto un governo che abbia come premier o Fini, o Berlusconi. Che si rassegnino entrambi.

Infine un appello. Vista la deriva che sta prendendo la scuola, reduce dall'indottrinamento gramsciano degli insegnanti, ed ora anche dei ragazzi, si cerca disperatamente un regista di destra, per controbattere la visione durante le okkupazioni, di film come "Shooting Silvio", "Il Caimano", "George W Bush assassinio di un presidente". Se non si trovasse incompetente come quelli che hanno fatto questi film, ne sopporteremmo anche uno bravo. Per i titoli, io proporrei:

  1. Hanging Romano  ff     (Il titolo ha il pregio di richiamare alla dinastia degli Zar russi, considerati gli aneliti totalitari di Frodi e le sue vicende col kgb  può essere divertente)
  2. Il Vampiro   (una storia che ha per protagonista Vincenzo Visco
  3. Sodomizing Zapatero   (Questo si commenta da solo)

 

 

Postato da: LibertyFighter a 19:10 | link | commenti (11)
politica, economia, tasse

venerdì, 02 marzo 2007
Il passato di Frodi

Questo è un forward di un articolo piuttosto interessante pubblicato dal blog "I mondi Nascosti".

 

Postato da: LibertyFighter a 14:51 | link | commenti
politica








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