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venerdì, 22 dicembre 2006
Almadinejad - Luogocomune - Minchiate Progressiste.

Quando dichiaro di essere libertario, di non volere altro che il rispetto della proprietà privata e della vita, e di non sopportare le imposizioni a scopi "sociali", lo faccio essenzialmente per due motivi:

  1. Sono un rompicoglioni
  2. Sono razionale

Dei due, soprattutto il secondo mi da man forte nel sostenere le mie tesi. Allo stato attuale, viviamo in una civiltà nella quale di libertà non si parla proprio. Il mondo va avanti con l'infausto connubio tra stato sociale e suffragio universale, che può portare soltanto all'annichilimento. I maya, in una famosa profezia dichiarano che la fine del mondo ci sarà il 23 dicembre 2012. Beh. Di questo passo va a finire che contribuiremo a farla avverare.

Il problema è che se si dichiarano sacre e inviolabili le proprietà altrui, il sistema etico, politico sociale che ne deriva è razionale e come tale funziona. Quando, per un ipotetico fine "sociale", questi diritti vengono bypassati, il sistema perde di coerenza ed è ammissibile di tutto. Perchè la scala dei valori diventa arbitraria e non c'è un modo per stabilire con certezza quale valore valga più di un altro. Un esempio lampante è dato dall'Iran. Dal punto di vista liberale, il fatto che si doti di testate nucleari, è un suo sacrosanto diritto. Ma dallo stesso punto di vista, il trattamento della donna in quello Stato è inconcepibile. La teocrazia iraniana dal punto di vista liberale, andrebbe avversata soprattutto per queste mancanze di libertà piuttosto che dal punto di vista del pericolo creato dal possesso di una bomba nucleare.

Ma non siamo in una civiltà liberà. Non siamo libertari, ne tantomeno liberali. Le libertà personali, nel moderno occidente vengono calpestate ogni giorno, in ogni ambito. E così, come ho già spiegato qui e qui, si lede il diritto alla vita del singolo, a vantaggio di un (assurdo) diritto pubblico ad esso superiore.


Ammettendo l'inammissibile, ossia che questo stato di cose sia giusto, la razionalità impone un modo differente di ragionare. Modo differente, ma sempre razionale. Razionalità che manca alla totalità dei sinistronzi nostrani, che infettano la rete con blog come LuogoComune (il link è volutamente omesso), ad altri che si proclamano per la libertà religiosa e l'integrazione forzata degli extracomunitari in Occidente.


In effetti, proclamando lo Stato come valore più alto degli altri, è razionale pensare che la sopravvivenza del proprio Stato, sia il bene massimo, quello a cui tendere ed aspirare. Ma in quest'ottica, essendo quella dei valori una scala, è ammissibile passare sopra tutti gli altri valori allo scopo di preservare e aumentare l'importanza dello Stato nel mondo. Del resto, in politica interna, questo viene comunemente fatto, imponendo lo schiavismo per finanziare lo Stato.




E allora, ragionando in tal modo, pur se con ribrezzo, devo spiegare cosa è razionale.

  1. E' razionale che Almadinejad costruisca l'atomica ed è razionale che inventi amenità sull'Olocausto per distruggere e sconfessare lo stato di Israele. Fa gli interessi (o almeno crede) del proprio Stato.
  2. E' altrettanto razionale, ed auspicabile dal punto di vista Israeliano, seppellire di funghi atomici tutto l'Iran, prima che il progetto di Almadinejad arrivi a compimento. Le uniche limitazioni a questa opzione sono date dagli effetti collaterali, tipo guerre di rappresaglia col Pakistan armato nuclearmente, o eventuale fallout radioattivo dall'Iran
  3. E' ancora più razionale da parte dell'America, della Cina e della Russia applicare lo stesso trattamento all'Iran, in modo da garantirsi da eventuali colpi di testa di un premier che tutte le rotelle a posto non ha
  4. Sarebbe ancor più razionale per lo stato italiano, dichiarare schiavi gli extracomunitari presenti nel paese e affidarne uno a ogni famiglia di italiani che ne faccia richiesta, allo scopo di aumentare il benessere del suo popolo, che potrebbe diventare più produttivo e aumentare la ricchezza procapite e parallelamente Statale.
  5. E'  razionale che la Chiesa cattolica, bruci sul rogo gli eretici, o finanzi campagne di sterminio contro altre religioni, perchè fa gli interessi supremi dello Stato Vaticano, che è logicamente più importante di qualsiasi altra cosa.

E gli esempi potrebbero continuare a non finire. La sostanza è che dalla centralità dell'uomo si passa alla centralità dello Stato. La scala dei valori si inverte e non è più moralmente discutibile alcun olocausto, se giustificato da un futuro benessere Statale. Quello che non si sopporta del finto moralismo cattocomunista / pacifinto / luogocomunale è la commistione tra due diritti antitetici, facendo prevalere ora i diritti dello Stato, ora quelli dei singoli, a seconda delle opinioni personali o dei vantaggi politici che ne deriverebbero. Se si crede nella superiorità dello Stato, non si criticano gli Stati per ciò che fanno. Non si dice che gli americani piuttosto che i Russi, i Talebani, fanno qualcosa di sbagliato, perchè stanno facendo legittimamente gli interessi superiori della struttura sociale da loro creata (Il loro Stato). Non esistono stati etici o più morali di altri, perchè la morale è funzione dello Stato e dunque tutti gli Stati hanno morale massima. Se viceversa si crede nei diritti umani, e nel diritto alla vita come principale diritto, allora lo Stato non è più in grado di stabilire il diritto. Questo permette di avere una pietra di paragone per stabilire le sue azioni e poterlo criticare. Ma a questo punto, bisogna cancellare il termine evasione fiscale dal vocabolario, anzi in generale il termine tassazione, bisogna avere il coraggio di scagliarsi contro le proibizioni alle esposizioni di crocifissi, presepi, mezzelune e croci celtiche. Bisogna riconoscere il diritto di Welby di farsi togliere la vita, senza ulteriori discussioni, bisogna scagliarsi contro la proibizione delle droghe, la proibizione della prostituzione, la proibizione dell'omosessualità (no non sono a favore dei PACS perchè non è stata abolita la tassazione). Questo è essere coerenti. Non capisco perchè alla semplice domanda:

Viene prima il diritto pubblico o quello privato?

La gente eviti di rispondere o dia risposte insensate tipo "dipende". La domanda è semplice. Non c'è alcuna possibilità di inserire un "dipende" sensato. E' logica. O  A<B oppure B<A. Un'altra risposta che ho ricevuto è stata. In realtà A e B sono funzioni del tempo e dunque la scala cambia nel tempo. Un tentativo arguto, ma incompleto se non si analizza cosa fa cambiare dal punto di vista filosofico la preminenza di uno dei due rispetto al tempo.


Non credo che avrò tempo di postare un altro articolo prima del 27-28, quindi vi faccio gli auguri adesso. Per le risposte ai commenti, sono più fiducioso 


Buon Natale, Buon Anno e Buone Vacanze a tutti.

Postato da: LibertyFighter a 14:25 | link | commenti (14)
libertà

Tre temi

Ci sono tre temi a cui voglio dare visibilità. Siccome non ho il tempo materiale di informarmi e scrivere un articolo su ciascuno di essi, che non sia un breve commento, mi limito a riportare i link agli articoli stessi, presenti su differenti blog.



  1. MITROKHIN - Dal sito di Guzzanti, pubblicate le conversazioni tra il Senatore e Gordievsky, che sconfessa l'oramai famosa intervista su Repubblica e lancia interessanti osservazioni sul ruolo del KGB in Italia.
  2. ISLAM e donne. Se mai ce ne fosse ancora bisogno, dal blog di Eleide , uno stralcio di un libro scritto da Parvin Darabi, sorella di Homa Darabi , che nel 1994 si è data fuoco in una piazza di Teheran, che evidenzia come non mai la condizione della donna, in alcuni stati che troppo spesso vengono considerati "normali" da una parte politica italiana.
  3. CENSURA SULLA RETE - Come hanno già fatto altri, linko qui un preoccupante caso di censura di un blog attuato da parlamentari italiani. Traete voi le considerazioni

Commentate pure a dismisura i tre temi.

MEGA UPDATE

Ripescati da La Repubblica del 1999. Ancora Mitrokhin:  link1 link2 


Postato da: LibertyFighter a 12:47 | link | commenti (1)
politica, kgb , mitrhokin

martedì, 19 dicembre 2006
Dove stiamo andando....

Un mio amico è tornato dal suo paese natale (la Germania), nel quale è stato due mesi dopo che si è disintegrato le cosiddette in Italia  a Roma. Era un pò di tempo che mi diceva che quando è andato via dalla Germania (12 anni fa), le cose funzionavano a meraviglia, al contrario della palese situazione italiana. Al chè, quando mi ha detto "Vado due mesi in Germania, a vedere se posso combinare qualcosa di buono lì", gli ho fatto gli auguri, ma gli ho detto che secondo me la situazione Italiana è imitata un pò in tutta Europa. Quando è tornato, non sono stato affatto sorpreso di sentirmi dire "Avevi ragione, ci stiamo rincoglionendo anche noi Tedeschi". E mi ha spiegato perchè.


Primo escursus, in Germania è possibile il matrimonio civile tra gay. Il matrimonio tra gay, per come la vedo io sarebbe anche plausibile, una volta che si togliesse tutto lo stato sociale intorno al matrimonio. A quel punto, siccome non esisterebbero i privilegi pagati da altri che una coppia ha, la decisione di sposarsi rimarrebbe nell'ambito di una scelta personale, e qundi perfettamente lecita dal punto di vista liberale. Nel momento in cui però si decide che le coppie sposate hanno privilegi le cui spese sono esternalizzate sul resto della società, il principio succitato decade, visto che IO mi trovo a finanziare coattamente agevolazioni su coppie omosessuali, di cui non condivido la natura. Inoltre, supponendo di non alzare la spesa "sociale" per i matrimoni, questo si trasforma in minori privilegi per le famiglie eterosessuali , che condivido, per donare parte di quei privilegi alle suddette coppie omosex. Ma questo punto è il meno. Il capolavoro dell'ideologia sociale Tedesca è il seguente punto:


Assegno Sociale


In Germania, se non lavori, hai diritto ad un assegno per la sussistenza pari a circa 350 euro al mese. E già qui ci sarebbe da ridire. Di più, essendo passata l'amena teoria del diritto alla casa,(portata avanti in Italia anche dai partiti socialisti di destra estrema), il buono Stato Sociale, prevede per gli stessi un ulteriore assegno mensile destinato all'affitto di una casa, pari a circa 450 euro al mese. Risultato: se non fai un cazzo tutto il giorno, gli altri cittadini ti premiano con 800 euro al mese per provvedere alle tue necessità.


L'effetto di questa legge è stato il seguente. Gruppi di fancazzisti, tutti rigidamente schierati a sinistra (a detta del mio amico), si uniscono, affittano una casa grande, il cui costo x stanza è inferiore a quello delle case piccole e ci vanno ad abitare tutti insieme.Magari subaffittano alcune stanze. Il resto del tempo lo passano al pub a bere circa una decina di birre al giorno, fumando e lamentandosi perchè lo stato gli da pochi soldi per permettersi le birre e le sigarette, nonché per permettersi i viaggi casa- pub.


L'effetto secondario della stessa legge è l'enorme disincentivo che si ha a trovarsi un lavoro. Infatti, se per caso produci un reddito dichiarato maggiore a 400 euro, mentre hai diritto all'assegno sociale, lo stato ti tassa doppiamente rispetto ad una persona senza assegno sociale. Questo ovviamente si trasforma in un enorme incentivo al lavoro in nero (peraltro ipergiustificato dallo stato sociale imposto).


Per non parlare dell'effetto che ha su chi lavorando 12 ore al giorno porta a casa 1200 euro al mese e deve pagarsi l'affitto della casa.


In buona sostanza, questa è la situazione Tedesca, dove per altro, come mi spiega l'amico, altri servizi offerti dallo stato ancora funzionano bene. Considerata la fretta che hanno i politici italiani di imitare altri paesi civilissimi et democraticissimi nelle peggiori cazzate che questi commettono, potete soltanto immaginare che cosa succederà qui tra qualche anno.


Ma tanto entro massimo 10 anni ci sarà la guerra civile oppure l'occupazione musulmana.

Postato da: LibertyFighter a 15:31 | link | commenti (22)
politica

sabato, 16 dicembre 2006
Siamo alla frutta

Il maxiemendamento alla finanziaria è passato al Senato. Nessuno sa cosa ci sia scritto, almeno integralmente, ma è passato. Da rilevare che è passato con 5 voti dei senatori a vita, per i quali spero in una rapida e definitiva departita, alla faccia del politically correct. Interessante, nella stantia diatriba delle leggi ad personam, l'abbassamento della prescrizione sui reati contabili nelle aziende pubbliche. Legge chiaramente varata per legalizzare lo scippo dei soldi dei contribuenti, e salvare il culo agli amici. Ringrazio il senatore Andreotti, che si è rifiutato di votare lo schifo, e biasimo ancor più degli altri Cossiga e Ciampi. Perchè non serve a nulla dichiararsi contrari al maxiemendamento e poi votare SI. Le lavate di faccia per tentare di mantenere il consenso, uno se le aspetta da i senatori che devono farsi confermare dal popolo. Non da chì oramai è senatore a vita. Se la finanziaria o il maxiemendamento non gli fossero piaciuti, i due signori potevano astenersi o votare contro.


Nel frattempo c'è la solita crisi nella maggioranza, con l'IDV che chiede le dimissioni del premier, per la legge ad personam. Ovviamente Frodi non ci penserà neppure. E poi viene il Paese. Paese allo sbando. Il diritto non esiste più da tempo. Ci sono norme garantiste che non vengono applicate quando non fa comodo, e che vengono esagerate quando invece conviene. Lampante è l'esempio delle intercettazioni telefoniche. Su quelle dirette dalla Telecom, giace il più assoluto silenzio, mentre la mia squadra del cuore milita in serie B e le vengono revocati due scudetti, nel frattempo, la squadra che ha fatto spionaggio sulla Juventus, viene accreditata di uno scudetto inventato e le si regala un campionato ad hoc per fargliene vincere uno vero.


Parallelamente, un ministro vara una legge per regolamentare le intercettazioni. Legge che però non impedisce di fare e rendere pubbliche quelle che riguardano Guzzanti e la Mitrokhin. Il diritto alla privacy viene violato in continuazione dalla stampa che sguazza in notizie non confermate, sbatte presunti mostri in prima pagina DURANTE i processi, e quando questi risultano estranei ai fatti, non c'è nessuno che condanna i giornali a ingenti risarcimenti. In compenso la violazione della privacy vale come assoluzione se viene usata per dimostrare che in parlamento 1 onorevole su 3 si droga. Con buona pace della privacy dei poverini all'uscita delle discoteche. Per loro non esiste privacy. Se poi un branco di tossici vota un maxiemendamento del quale nessuno sa il contenuto.... che importa?  Frattanto, ragazzi comuni, sorpresi violando la loro privacy, positivi ai test sulle droghe, o mediante perquisizioni illegali, vengono sbattuti in carcere, mentre i loro politici si drogano impunemente.


Ancora. La gente muore di tasse. Non arriva alla fine del mese. Ma ci sono diverse soluzioni a tutto ciò:



  1. Diventa BR!  Carriera assicurata in un posto pubblico, forse diventi anche parlamentare (a patto che tu faccia qualcosa di grave, ovviamente!)

  2. Trova un aggancio, fatti 2 mesi come manager di una azienda pubblica, falla fallire ed avrai una liquidazione milionaria . Requisiti:  assenza di esperienza nel management, totale impreparazione nel settore, buona lingua.

  3. Se proprio non vali un cazzo, se sei un disperato senza cervello e magari non parli neppure in maniera comprensibile... Studia spiritismo! Potresti diventare premier.

  4. Diventa sindacalista! Non lavori per niente. Gli slogan li trovi su Internet, li ripeti a pappardella quando ti trovi nelle assemblee e in pochi anni di NON lavoro.. ti troverai sistemato!

  5. Ultima ratio, ma devi essere quantomeno intelligente... Studia giurisprudenza. Diventa avvocato, e poi datti all'illegalità. Il sistema giudiziario italiano farà la tua fortuna. Potrai truffare, rapinare, svaligiare appartamenti, violentare le donne che ti piacciono, parcheggiare in terza fila a piazza di Spagna, fare quello che più ti aggrada, confidando nella giustizia italiana. Ti basterà difenderti da solo e rinviare sine die i processi. Inoltre, se non sei ancora sicuro, ricordati che potrai sempre nel peggiore dei casi, ridurre la pena fino a scontarla con lavori socialmente utili. Non preoccuparti e gettati nell'illegalità. Per cominciare: a Napoli pagano il "palo" ben 500 euro al giorno! E cosa rischia un palo? Niente. Sei li che fischietti e cambi canzone quando passano gli sbirri! Mica è reato! Forza amico in crisi lavorativa! Camorra Want you !


 


Uff. mi sono sfogato!


 


 


 

Postato da: LibertyFighter a 16:14 | link | commenti (18)
politica

mercoledì, 13 dicembre 2006
Comunicazione di servizio

Come si fa a mantenere i post subito dopo il titolo, evitando l'enorme spazio bianco che attualmente visualizzo?

Postato da: LibertyFighter a 19:25 | link | commenti (2)

sabato, 09 dicembre 2006
La matematica e il controllo del popolo

Certe volte ho l'impressione che l'insegnamento della matematica in Italia, sia volutamente bistrattato dallo Stato e dall'Intellighenzia, sempre pronta ad osannare le materie umanistiche a discapito delle materie scientifiche. Affermazioni come quelle di Costanzo, che recita orgoglioso di non capire nulla di numeri, mi fanno riflettere. Se prima ero convinto che l'oggettiva maggiore difficoltà a comprendere le materie scientifiche , fosse la causa naturale di questo gap, ultimamente mi sorge il dubbio che ci sia una volontà esterna a dare credito alle materie letterarie in cui tutto è opinabile, piuttosto che quelle in cui la verità è oggettiva. Non se la prendano coloro che amano le materie umanistiche, per le quali nutro grande rispetto.

Quello che voglio dire è che se si scrive una critica ad un romanzo, è sempre possibile da parte di qualcun altro confutarlo. In special modo, per coloro che sono considerati guru del mestiere. Questo ovviamente non è altrettanto facile con una equazione matematica o una legge fisica. Inoltre l'ignoranza matematica del popolo, fa molto piacere alle elites che governano. Perchè dico questo. Perché l'altra sera sono andato al Bingo.

E mi sono accorto, come del resto avevo già avuto prova dal superenalotto e il lotto, che gli Italiani, poverini, di calcolo delle probabilità non capiscono nulla.  Una partita di Bingo funziona come segue:

  1. Il bingo vende una media di 2000 cartelle, ad un prezzo variabile da 1 a 3 euro. Supponiamo che il prezzo sia 1 euro, per facilitare i conti.
  2. Rimette in premio, tra Bingo e Cinquina, un totale di 1000 euro.

Questo, dovrebbe far capire l'assoluta sconvenienza di giocare a tale gioco. Se per assurdo io comprassi tutte le cartelle, avrei perso esattamente la metà di quello che ho investito. Avendo la certezza di fare bingo e cinquina. Ma a giudicare dalla massa di persone che buttano dai 50 ai 500 euro in una sera al bingo, questo concetto non deve essere molto chiaro. Sia beninteso. E' ovvio che la scommessa organizzata deve essere sfavorevole per chi punta, perchè bisogna pagare le spese, gli stipendi dei lavoratori e il giusto profitto del capo del Bingo (toh lo Stato!).

Quello che è un pò meno ammissibile è l'entità di questo surplus. Facciamo un paragone. Definiamo un parametro che indichi il grado di "furto" di un gioco a premi basato sulla fortuna. Diciamo che P è la probabilità di vincita. E G è il guadagno che si ha quando si vince. G è il fattore di proporzionalità per il quale viene moltiplicata la somma scommessa.  In una scommessa alla pari, il prodotto tra le due deve fare 1. Ad esempio, se si scommette su testa e croce, e si ottiene un guadagno G=2 quando si vince (intendendo con ciò che io scommetto 50 euro e se vinco ne ricevo 100 (50 miei più la vincita), allora la scommessa è pari, in quanto P = 0.5 e G=2    P*G=1.

E' dunque ragionevole dire che F (il nostro parametro di Furto) vale F=1 -P*G.

Nell'esempio del testa e croce F= 0. Scommessa alla pari. Come già detto è impensabile che si crei una società che guadagna sul gioco d'azzardo se propone scommesse ad F=0, perchè mediamente il guadagno è nullo.

E' però interessante vedere quanto vale F per vari giochi, in cui questo è immediatamente applicabile. Quindi si escludono corse ai cavalli, totocalcio e scommesse su eventi sportivi, il cui esito non dipende esclusivamente dal calcolo delle probabilità.

Negli esempi che seguono, si approssima sul solo premio più importante. Il calcolo di F rimane valido anche contando gli altri premi, a patto di fare la somma delle probabilità su P e la media della vincita su G. Comunque una approssimazione sul premio più importante illustra sufficientemente la variazione di F

UPDATE -Ringrazio l'anonimo che mi ha fatto notare che ho sballato i conti sulle giocate al lotto. Il motivo è che non ho contato il fattoriale al numeratore. I conti che seguono perciò sono stati modificati da me dopo che ho riflettuto sull'errore.

 

BINGO

Consideriamo solo il premio cospiquo. Il BINGO. Se volessimo introdurre la cinquina, F calerebbe molto leggermente, ma il calcolo sarebbe meno immediato, seppure piuttosto semplice. Le cartelle vendute sono 2X. X è il premio messo in palio per il Bingo. Una di queste cartelle farà Bingo. Quindi P=1/2X  G=X.

F= 1-0.5 = 0.5

SUPERENALOTTO  (6)

La combinazione dei numeri è arbitraria, e l'unico vincolo è che non ci siano due numeri uguali. Dunque P vale 6/90 *5/89 *4/ 88 * 3/87 * 2/86 * 1/85 =1.58 * 10^ -9

Una colonna costa 0.5 euro.

Mediamente, un 6 paga intorno ai 20M euro. Supponendo che ce ne sia uno solo.  Quindi G= 40 M =4*10^7

Quindi F= 1 - P*G = 0.9368 

LOTTO (cinquina secca su un'unica ruota)

Vale lo stesso calcolo del superenalotto, con un fattore in meno:

P= 5/90  * 4/89  *3/88 *2/87 * 1/86  =   2.28*10^-8

G vale 6.000.000 (estratto dal sito del lotto) = 6* 10^6

F= 1 - P*G= 0.8632

Se le ruote fossero più di una, F non cambierebbe in quanto la vincita viene divisa per il numero di ruote, come del resto P viene moltiplicata per essa.

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LOTTO (ambo secco unica ruota)

P=2/90* 1/89 = 2,5*10^-4

G= 250

F= 1 - P*G = 0,93758

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Confrontiamo i valori di F tirati fuori dai giochi Statali, pubblicizzati con enfasi in quanto giochi sani e belli, con qualcuno proposto dai privati.

ROULETTE

Le roulette più bastarde, hanno più di uno zero. Consideriamo per esempio una roulette con un doppio zero.

NUMERO SINGOLO

Ci sono 38 numeri, P=1/38 e G= 36.

F= 1- P*G = 0,052

ROSSO/NERO  oppure PARI/DISPARI  PASSE/MANQUE

Anche qui il guadagno consiste nei due zeri, Per ogni scommessa, vi sono P = 18/38 e G=2

F= 1- P*G = 0,052

In buona sostanza, qualunque puntata alla roulette, è tanto più svantaggiosa quanti più zeri ci sono. Sarebbe alla pari se non ci fossero zeri.

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TRE CARTE COPERTO

Questo gioco non esiste. E' la supposizione che nel ben noto gioco delle tre carte, lo scommettitore non abbia visto come sono state posizionate le carte, oppure si sia perso nei movimenti e debba scommettere a caso.

P=1/3   G=2

F= 1- P*G = 0.33333

 

E' logico supporre che se lo scommettitore guarda i movimenti, la percentuale di furto diminuisce ancora.

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Ora, non vedo come possano essere discriminati i privati che offrono il gioco d'azzardo a percentuali di furto  notevolmente inferiori rispetto allo stato, e poi questo abbia il diritto di fare lui gioco d'azzardo, prelevando la totalità della vincita. Il lotto, il superenalotto, il bingo, sono vere e proprie TRUFFE legalizzate. La gente si rovina, si vende casa, spreca tutti i soldi che ha, e per lo stato va tutto bene. Basta che un privato non apra un casinò dove ruba solo 0.052 alle persone. Tutto questo, con un pò di matematica sarebbe evitabile. Le persone capirebbero e, se proprio sono spinti da un irrefrenabile impulso al gioco, potrebbero scegliere il buon caro CASINO', i cui gestori sono santi rispetto allo Stato. O potrebbero scegliere il buon gioco delle tre carte, che nonostante sia tacciato di truffa, è molto meno sbilanciato di qualsiasi gioco d'azzardo gestito statalmente.

--UPDATE

Riflettevo che scommettere 2 ad 1 sulla carta estratta da un mazzo di 40, leale più o meno quanto scommettere sulla cinquina al bingo. Infatti F in tal caso vale F= 1- 0,05 =9,95. Ora perchè tutti coloro che giocano al lotto  non vengono da me a scommettere sulla carta? Venghino signori Venghino! Ho trovato il lavoro del futuro!

Non appena la truffa è un pò meno lapalissiana, c'è una montagna di polli pronti ad essere spennati. E poi non aveva ragione Wanna Marchi!!!

 

Postato da: LibertyFighter a 17:31 | link | commenti (16)
politica, matematica

Ancora sulla tassazione come lesione del diritto alla vita

Sto diventando ripetitivo. Ancora sulla tassazione. Ma l'ideologia sociale inculcata nelle menti degli italiani, mi costringe a compiere un'opera divulgativa piuttosto tediosa.
L'ultimo attacco alla libertà degli individui è stato condotto dal signor Boselli (SDI e come te sbaji?), che in un talk show (credo Vespa), criticava il manifesto del Movimento Libertario, che recitava "le tasse sono un furto, non pagarle è legittima difesa", affermando che se in Italia passasse una idea simile, sarebbe la fine. Scontate le prese di distanza del CDX, che dichiarava di non voler abolire le tasse, ma solo di ridurle.
Come è stata scontata la mia reazione, concretizzatasi in una mail alla segreteria dello SDI, peraltro (scontatamente) senza risposta.
Ora, premesso che l'abolizione totale delle tasse, nel brevissimo periodo, non è attuabile, lo slogan dei Libertari, nel quale io avrei sostituito la parola "furto" con "pizzo", per sottolineare l'uguaglianza formale tra stato e organizzazione criminale, è un concetto che dovrebbe entrare nella mente degli italiani omnia secula seculorum.
Capisco anche la posizione del sior Boselli, che vede in una simile mentalità la fine (sacrosanta et auspicabile) del suo pensiero politico, della sua carriera, e di tutto il superpotere statale.Perchè questa mentalità è giusta?
Faccio subito un esempio:

"In cina il governo decide che la città di Shangai, ha bisogno di un Ospedale megagalattico, allo scopo di
permettere che i poveri vengano curati, minore mortalità infantile etc. (Definiamo questo "Fine")
Decide allora di deportare un certo numero di Cinesi, da tutta la Nazione e metterli a lavorare a Shangai, alla costruzione dell' Ospedale. Ovviamente senza pagarli, a parte il sostentamento) (Definiamo questo MEZZO). Al termine dell'ospedale, prende i cittadini e li riporta nelle loro casette, liberi di far ciò che li aggrada, in attesa di un altro obbligo Statale"

L'idiozia sociale occidentale, sta nel definire questa azione "schiavismo", e al contempo fare esattamente la stessa cosa, con un passaggio in più. Ovvero, invece di prelevare direttamente la forza lavoro, trasforma il lavoro in denaro, e poi preleva questo denaro per costruire l'ospedale.

E' possibile che la gente non si debba accorgere che le due cose sostanzialmente si equivalgono?
No. per noi, con un passaggio in più, lo schiavismo diviene "politica sociale", termine mooolto più "politically correct", con il quale abbindolare il massimo numero di cittadini possibile.  Probabilmente, gli schiavi che costruivano le Piramidi, sarebbero stati contenti di essere definiti "bravi cittadini impegnati in un'opera socialmente utile", pensare che loro, ignoranti, si autodefinivano schiavi.
Dobbiamo essere grati al Faraone, che discendendo dalla divinità, sapeva benissimo che non andava contro nessun diritto umano ma anzi, faceva delle cose giustissime!.

Eppure la Cina aveva un FINE veramente condivisibile: l'Ospedale avrebbe portato benessere alla città,
una migliore condizione della popolazione e tante belle cose. Da occidentali, discutiamo il "MEZZO" applicato dalla Cina per giungere a tale fine. E sulla base del principio che il FINE non giustica i MEZZI, condanniamo l'azione cinese come contro i diritti umani. Salvo poi dichiarare che dalle nostre parti, il FINE giustifica i MEZZI, basta che il popolo non se ne accorga.
Questa asserzione, nasce automaticamente infatti, quando si decide che il diritto pubblico è superiore al diritto privato. Questo presupposto, nega logicamente il suo contrario. E siccome il diritto alla vita è parte integrante del diritto privato, implicitamente giustifica qualunque infrazione ad esso da parte del diritto pubblico. Dunque al pubblico è permesso fare schiavismo, eccidi, espropri, a patto che ci sia un FINE adeguato.

Fino a questo punto, il ragionamento è puramente logico, parte dal principio di non contraddizione di una proposizione logica.
Tale proposizione è il diritto pubblico è superiore al diritto privato. Resta dunque da definire, quali sono i FINI  giusti. E quale impostazione migliore di una democrazia, nella quale tutte le responsabilità vengono suddivise e disperse nella maggioranza, la democrazia, populista per definizione, per poter
definire un FINE adeguato????
Oscar Wilde diceva "quando la gente è daccordo con me, provo la sensazione di avere torto"
e mio nonno invece  " Se tutti si gettassero in un pozzo, tu non sarai così stupido da gettartici anche tu?"

Invece, con il nostro sistema , è sufficiente che il 50%+1 si getti in un pozzo, ed io sono OBBLIGATO a lanciarmici con un carpiato da 9.0 . Con il nostro sistema, quello che non si lancia, è tacciato di eversione, immoralità, oltre che di essere lui l'irresponsabile e lo stupido....

Cari lettori (se ancora ci siete), i processi pubblici, il giornalismo corrotto che crea il quarto stato, la demonizzazione pubblica delle persone, i falsi invalidi, le baby pensioni, l'inefficienza, non sono una degenerazione della democrazia (perchè il popolo è moralmente corrotto) no, sono la naturale evoluzione di una politica sociale.
Non è possibile "rubare ai ricchi per dare ai poveri", senza incrementare il numero di coloro che si dichiarano poveri. Non per immoralità. Per logica. E la logica, sta sopra alla filosofia, alla politica, perchè la logica è MATEMATICA. Stante la definizione soggettiva di "bene" , è logico che una persona preferisca essere nella categoria "persone con più beni", rispetto alla categoria "persone con meno beni".

E gli sforzi che una persona fa, per appartenere alla prima categoria, sono il motore della civiltà. Marconi non inventò il telefono perché era un santo. Lo inventò per fare i soldi ed appartenere alla prima categoria. Quando centralisticamente, si decide di rendere meno grave l'appartenenza alla seconda categoria, in prima istanza si dà un incentivo a coloro che vi appartengono, a restarci. In seconda battuta, siccome la divisione tra le due è articolata in diversi punti, si incentivano coloro che pagano pegno in quanto appartenenti alla categoria "con più beni", a dimostrare (anche mendacemente) di non appartenervi, almeno non per tutte le categorie di beni.
Questa è sempre logica. Non è questione di immoralità. Rimarrà sempre così, fino al momento in cui, non ci sarà uno Stato a decidere di finanziare obbligatoriamente gli "have not", ma sarà
ogni privato cittadino a decidere "SE, A CHI, E QUANTO", devolvere parte del SUO lavoro, perchè lo ritiene giusto. Solo ed esclusivamente così è possibile instaurare un feedback, in grado di
non creare abusi. In questo caso infatti, nessuno della categoria "have not" ha un "diritto" di ricevere beni da coloro che ne hanno. Ma tali beni gli vengono elargiti dalle persone volontariamente,
fino a quando credono in lui. E diviene dunque responsabilità di costui non far scemare la fiducia nei suoi confronti.
Se invece si da al popolo, allo stato, una legittimazione superiore al diritto privato, non è più possibile a posteriori, giudicare le sue azioni dal punto di vista del diritto privato e quindi dal diritto alla vita. Il diritto alla vita è limitato legittimamente e moralmente da quello che decide il 50%+1 (o il 75% nei casi più gravi), e che viene imposto alla restante parte dello Stato. Diventano ammissibili gli eccidi, gli espropri, lo schiavismo. E diventano possibili e moralmente giusti.

Io non ho la palla di vetro. Non sono onnisciente. Non posso immaginare adesso, con sicurezza, come debba evolvere una società che rispetti il diritto alla vita, quindi il diritto alla proprietà. Quindi una società senza tassazione (anche queste deduzioni sono puramente logiche). Ma sono certo che è in questa direzione che bisogna remare e spingere. Solo in questa direzione, non si calpestano i diritti di nessuno e l'odio tra classi sociali scompare. Soltanto così si possono evitare guerre nazionali e civili. Solo uno stato, un mondo, in cui nessuno è obbligato a fare qualcosa contro la sua volontà (sempre nel rispetto della vita e della proprietà degli altri), può aspirare a vivere in pace ed in armonia. Le affermazioni di Boselli, da questo punto di vista, assumono addirittura una valenza nichilista. Boselli, inconsciamente o consciamente (la seconda che hai detto), spera che gli Italiani permangano in una posizione che può solo portare alla guerra civile.

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libertà

giovedì, 07 dicembre 2006
Ricontare le schede

Il primo effetto della Manifestazione del 2 dicembre, oltrechè del clamoroso boomerang Deaglio, è stato quello di una parziale apertura della maggioranza, al dovuto riconteggio delle schede elettorali. Riconteggio che, è bene precisarlo, è un dovere istituzionale e non un favore fatto al popolo incazzato. E'  singolare però, il tipo di "apertura" accordata. Innanzi tutto si riconteranno soltanto le schede al senato. Vi chiederete perché solo quelle al senato. La risposta è piuttosto ovvia:

  1. Al senato ha vinto l'opposizione. Un riconteggio nel peggiore dei casi (per la maggioranza)  porta un altro senatore alla CDL. Ipotizziamone anche due. Per effetto dei senatori a vita, sulla carta la maggioranza rimarrà tale anche nel peggiore dei casi.
  2. Alla camera ha vinto l'Unione. E per un risicatissimo vantaggio, ha potuto beneficiare di un cospicuo premio di maggioranza. Con il risultato di un vantaggio di una trentina di deputati per 24.000 voti di scarto. Se si ricontassero queste schede, il peggiore dei casi (per la maggioranza), potrebbe invertire il premio dei maggioranza e sostanzialmente far cadere il governo. E questo non s'ha da fare.

Altra notevole "stranezza" è che sono esclusi i voti degli italiani all'estero. Anche qui, non ci sono ragioni particolari di praticità. E' solo che in quelle circoscrizioni si sono da subito addensati i maggiori sospetti di brogli, come il mio amico Monsoreau, non ha mai smesso di ricordare . Niente di nuovo sotto il sole quindi. Ed io che mi ero quasi illuso che avessero aprerto il cervello ad un anelito di raziocinio, sono stato puntualmente smentito. Ovviamente, i risultati di questo riconteggio, che tra l'altro prevede solo le bianche e le nulle di 7 regioni, e non le valide, porteranno ben poche sorprese dal punto di vista della composizione parlamentare. E da questo ri-spoglio parziale, troveranno nuova linfa per affermare che la votazione è stata legittima.

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politica

martedì, 05 dicembre 2006
La tassazione progressiva è anticostituzionale?

Sollecitato da Qui a leggere la costituzione, l'altro giorno l'ho fatto. Sono andato sul sito del senato e me la sono guardata un bel pò. Principalmente gli articoli principali, e quelli economici. E mi sono imbattuto in un articolo strano: l'articolo 3. Questo recita:

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali"

Quindi, premettendo che non sono un costituzionalista, c'è qualcuno che sappia spiegarmi come si concilia la non discriminazione in base a condizioni personali e sociali, con la tassazione progressiva sul reddito e in particolare con tassazioni differenziate per numero di figli, stato civile, cilindrata di automobili, numero di case etc.? Nessuna di queste cose rientra nel  "condizioni personali e sociali"? E un dubbio ancora maggiore mi perseguita, visto che per gli altri tipi di discriminazioni esiste il link all'articolo che ne parla, mentre questo "condizioni personali e sociali" rimane appeso nel nulla. Se conoscete un costituzionalista, fate in modo che mi fornisca lumi.

Postato da: LibertyFighter a 19:15 | link | commenti (27)
politica

domenica, 03 dicembre 2006
Caricature di giornalisti

Ho partecipato alla manifestazione del 2 dicembre contro la finanziaria. Ho trovato 2 milioni di persone educate e civilissime che hanno manifestato il loro dissenso contro l'inquità di questa, in pace e senza distruggere nulla. Al termine della manifestazione, nonostante la totale assenza di secchi della spazzatura  (per questo mi sento di ringraziare Veltroni che probabilmente pensava che arrivassero in 200), Piazza S.Giovanni, era sporcata solo dai residui di volantini e giornali distribuiti. Ho notato le forze dell'ordine rilassate e bendisposte, e gli estintori tutti al loro posto. Ho trovato negozi aperti, senza nessuna paura, ad eccezione dei negozianti che aderendo alla manifestazione hanno chiuso i loro negozi. Ho trovato asiatici e neri a manifestare con noi, con la gente di AN e anche con Alternativa Sociale. Faccio per questo un applauso a tutti i partecipanti per il loro senso civico rapportato alla condizione in cui versa la stessa piazza ogni 1 maggio, o come versa Genova dopo una visita no-global. Ho avuto il piacere di ascoltare i discorsi dei tre leader e li ho trovati, coerenti con le aspettative della piazza, forse scontati nei contenuti, ma non si poteva chiedere a loro di inventare qualcosa di diverso da quanto hanno detto, poichè ci si aspettava che ribadissero i motivi per i quali ci trovavamo tutti lì ieri sera. Questa mattina, con una buona dose di antiemetici, sono andato sul sito di Repubblica a vedere come informava i propri lettori della manifestazione. Sorvolando sulle dichiarazioni di Prodi (poverino si è sentito insultato), e dell'arcigay (sono riusciti a dire che sono stati offesi), vorrei soffermarmi su un articolo dal nome "L'Asso pigliatutto in piazza San Giovanni", scritto da quella caricatura di giornalista che è diventato (se non lo è sempre stato) Eugenio Scalfari.

Commentare la manifestazione di ieri, da parte di un giornalista schierato, poteva essere fatto in diversi modi, senza offendere l'idea di giornalismo. Si poteva discutere sulla validità di una protesta di piazza (ma si sarebbe dovuto spiegare perchè quando le facevano loro erano valide). Si poteva argomentare che la finanziaria era necessaria, ancorchè impopolare. Si poteva porre l'accento sul diritto a manifestare, e sulla piacevole sorpresa del senso civico dimostrato, bypassando le considerazioni politiche che potevano esserne fatte.

Se poi si voleva essere più obbiettivi, sempre senza tirare calci allo schieramento di Prodi, si poteva cercare di analizzare la manifestazione, chiedendosi come mai 2 milioni di persone di tutta Italia avessero sentito il bisogno di fare centinaia di km per far sentire la propria voce. Su come mai la totalità delle categorie fosse presente alla manifestazione, come mai in una piazza del centro Sud, Bossi sia stato osannato. E si potevano fare deduzioni a partire da queste considerazioni.

Il prode (Prodi?) Scalfari invece, sceglie un commento che non fa onore alla categoria di giornalisti, non fa onore alla categoria degli opinionisti, non fa onore alla categoria neppure degli storici. L'unico a cui forse, fa onore, è all'anima di Goebbels.

I primi due capiversi dell'articolo, sono un patetico tentativo di raffigurare Berlusconi con un dittatore del passato (leggi Mussolini o Hitler a scelta. Pregasi non leggere Stalin, Mao). Il carisma di Berlusconi, viene accreditato come una pecca, come una dimostrazione del pericolo che sarebbe per la libertà e la democrazia un politico carismatico. Forse è l'invidia di avere un incapace nelle comunicazioni a capo dello schieramento di riferimento? Si consoli Scalfari, il signor Prodi (visto che Fini ieri ha pubblicamente chiamato Berlusconi "Presidente del Consiglio" ) non è incapace solo nelle comunicazioni.

Nei successivi capoversi, esce fuori tutta la meschinità di quest'individuo, che come si faccia a chiamare giornalista è forse parte del terzo mistero di Fatima. Accusa senza mezzi termini Berlusconi di

"aver demonizzato e inventato il nemico riservandosi la parte dell'Arcangelo che uccide con la lancia dalla punta d'oro il drago liberando il mondo dalla sua infernale presenza. "

scordandosi completamente cinque anni di demonizzazione dello stesso da parte del suo schieramento politico. Non sono mai esistiti quei cinque anni. Il suo schieramento e men che mai il suo "giornale" (leggasi organo di propaganda), mai e poi mai si sono permessi di demonizzare il nemico. Il termine "inventare" poi, dall'alto della supponenza dell' autore, vorrebbe farci dimenticare che nella coalizione del governo, sventolano bandiere rosso sangue, ci sono ministri filo Castristi, e nostalgici Stalinisti. Berlusconi, Fini, Bossi (e pure Casini), INVENTANO, e lui poverino ha l'arduo compito di far capire agli italiani che queste sono invenzioni... Patetico.

Segue la confessione plateale del motivo di tanta acredine nei confronti di Berlusconi. E infatti Scalfari rievoca il 94, quando la gioiosa macchina da guerra di Occhetto, venne schiantata alle elezioni da un partito fino a due mesi prima inesistente, e la carriera politica di Occhetto disintegrata dai suoi stessi alleati. Si lancia quindi in affermazioni indimostrate, indimostrabili, e vagamente soggettive sul fatto che Berlusconi nella sua carriera politica non abbia raggiunto nessun obbiettivo. Chiaramente, cercando di farle passare come Verità Rivelate, e tacendo sull'enorme mole di obbiettivi invece raggiunti dal centro sinistra nello stesso arco di tempo.  Banale, già visto, già letto, scontato.

Si arriva al grottesco, nel momento in cui dichiara:

"Il discorso del Capo non poteva essere più chiaro, più demagogico, più gremito di slogan, più fitto di bugie di quello che abbiamo ascoltato ieri. Talmente ripetitivo che da un certo punto in poi la piazza gremita e inizialmente entusiasta e plaudente ha cambiato umore rifugiandosi in un ascolto silente e vagamente annoiato. "

Notate innanzi tutto l'appellativo Capo, con tanto di lettera maiuscola, stante a significare qualche strana organizzazione tribale, non meglio identificata, di cui Berlusconi sarebbe dittatore. Dopodichè Scalfari, parla di "bugie", chiaramente senza argomentare quali queste siano, di slogan (in quanto dichiarare che si ricerchi la libertà in un paese dove si sta varando il GF Fiscale è chiaramente uno slogan demagogico".

Se il signor Scalfari avesse avuto la decenza di argomentare quali sono state le bugie, magari forse, l'appellativo di giornalista, glielo avrei anche lasciato. Non lo fa perchè sa benissimo che i contenuti del discorso di Berlusconi, ma come di quello di Fini, sono la semplice riproposizione della merda che la sinistra ci ha tirato in faccia con la finanziaria. E che poco dopo, da buon padre di famiglia sinistra, non manca di far notare ai propri figli (il governo). Ma come... non erano bugie?

Abituato poi a folle scalmanate che spaccano auto e vetrine, ha attribuito il silenzio di una folla che ascoltava un discorso politico, una folla che, avendo notato dopo i primi cori, che si perdevano le parole e il senso del discorso dei tre, ha volutamente ascoltato in silenzio, come si conviene ad un popolo civile, oppure come si conviene ad una lezione universitaria.

Signor Scalfari. Non era intenzione di quei due milioni di persone voler apparire una banda di pecore osannanti il leader. Era intenzione essere presenti, ascoltare, capire, dare un segno politico alla nazione. Capiamo che avrebbe preferito un' osannazione ininterrotta a Berlusconi, magari al grido di "Duce Duce", allo scopo di farle scrivere un articolo altrettanto scontato e triviale. Non lo abbiamo fatto, perchè a differenza dei sinistri, noi siamo dotati di cervello, di educazione, di senso civico. E non siamo greggi alla ricerca di un pastore.

Al termine del commento, finalmente Scalfari fa il suo mestiere e prova a dare una analisi politica della vicenda. La prima analisi, ovviamente, è un miserrimo tentativo di disunire la casa delle Libertà, dissertando sul fatto che Berlusconi ne esce vincitore, mentre gli altri Leader sconfitti. A parte che dovrebbe spiegare come questo si coniuga con l'asserita "noia del pubblico" durante il discorso Berlusconiano. Ma il tentativo è goffo e stupido, in quanto la leadership di Berlusconi, non è mai stata messa in discussione semplicemente dagli elettori della CDL, e questo si è visto proprio ad Aprile, dove con pochi mesi di campagna elettorale, i soli discorsi di Berlusconi hanno da soli quasi ribaltato l'esito delle votazioni. Ed è cosa certa che molti elettori della CDL, farebbero fatica ad accettare un altro premier, con il rischio di votare scheda bianca. La mia analisi politica, che concorda con quella di Fini, è che la CDL esce più unita e compatta dalla manifestazione. Casini a parte.

Anche sull'odio contro la Finanziaria come cemento, si potrebbe facilmente obbiettare che è meglio essere uniti contro una legge iniqua e statalista, piuttosto che nell'odio contro un uomo, dal quale trae l'unica ragione di esistere l'armata Brancaleone sinistra. Ma dirò di più, signor Scalfari. Non è l'odio contro la finanziaria a tenerci uniti. E' l'odio contro una idea politica stupida, l'odio contro l'invadenza statale in ogni campo, l'odio verso un governo che ha sentito il dovere di impicciarsi anche dello sport e creare un ministero apposta per mangiare anche in quel campo. L'odio contro cooperative intrallazzate, l'odio contro dirigenti pubblici inetti e superpagati, l'odio contro toghe rosse, l'odio contro l'intellighenzia arrogante che si reputa depositaria della cultura, l'odio contro brigatisti in parlamento, contro un intero modo di pensare, che nascosto da ideali populisti e privi di senso, prende decisioni contrarie alla razionalità, contro società riconducibili al presidente del consiglio che ricevono contratti miliardari da società pubbliche per lavori inutili. L'odio contro le bandiere rosse, i negazionisti delle foibe, di Porzus, l'odio contro coloro che vietano la piazza alla Fallaci e intitolano sale a Carlo Giuliani, quelli che "la guerra civile non c'è stata", quelli che "noi volevamo la repubblica e non la dittatura comunista". L'odio contro chi sfila in un corteo che brucia bandiere Italiane, Israeliane e Americane e canta "10, 100,1000 Nassyria. Quelli che "gli Ebrei vanno difesi solo se è Hitler a gasarli, altrimenti sono dei sionisti di merda.

L'odio contro chi fa tutto questo, e nel frattempo, dall'alto di una superiorità morale autocertificata dalla sua stessa parte politica, ci ha frantumato i cosiddetti per cinque anni sputando infamie su un uomo e su un governo e che continua a frantumarli pretendendo che noi si dimentichi tutto ciò che hanno detto e fatto da sempre questi individui. E' l'odio contro giornalisti, storici, opinionisti che non sono in grado di fare il proprio lavoro, ma che grazie a un circolo vizioso di raccomandazioni, finanziamenti pubblici e carriere regalate, continuano a scrivere idiozie e a sentirsi anche importanti.

Tutto questo signor Scalfari, ci unisce. E forse, su una cosa ha ragione. Le larghe intese non esistono. Non avremo pace fino a che non vedremo questa idea di Stato sparire con tutta la vostra merda: assieme ai film d'essai che non piacciono a nessuno, ma vengono finanziati e premiati. Assieme ai Deaglio, i Santoro, i Floris, gli Scalfaro e gli Scalfari. I Bompressi e i Sofri, i Caruso e i D'Elia, assieme alle cooperative col fisco agevolato assieme al disprezzo che da sempre nutrite per chi ce la fa senza l'approvazione del Partito. A chi vi sbatte in faccia di essere più in gamba di voi.

E concludo dicendo che. Innanzi tutto è impossibile che la sua armata Brancaleone cambi rotta perchè non è in grado, hanno tutti obbiettivi troppo differenti ad eccezione della poltrona. Secondo:  la democrazia italiana non è mai stata così in pericolo prima d'ora e prima crolla questo governo e prima si riprende un pò. Non basta chiamarsi "partito democratico della sinistra" per essere democratici e garanti della democrazia. E accetti un consiglio da amico. I soldi ce li ha, i danni con il suo pseudogiornalismo li ha già fatti, si dimetta da quella specie di giornale che dirige, compri una casa da qualche parte e vada in pensione. Magari imparando ad essere meno supponente ed evitando di fare il solito, stantio, custode della saggezza. Provi a pensare, se è in buona fede, che forse la sua capacità di raziocinio, di sintesi e di visone economico politica, non è superiore a quella di tanta altra gente, almeno, visto che dimostra di non conoscerci, ammetta che potrebbe non essere superiore a coloro che ieri manifestavano a Roma. Forse se qualcuno glielo ha riconosciuto, potrebbe essere superiore alle pecore del suo gregge (sa, le magliette "io sono un coglione"?), ma come le ho già detto, noi non siamo un gregge.


 

Postato da: LibertyFighter a 17:36 | link | commenti (19)
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